Paolo Rossi e Vincenzo Costantino Cinaski al MAT laboratorio urbano

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Paolo Rossi e Vincenzo Costantino Cinaski al MAT laboratorio urbano
Il 13 luglio una serata speciale con lo spettacolo “Storie di giorni dispari”, un po’ recital e un po’ concerto, con dentro i racconti di due vite a confronto. Sul palco con il pianista Mell Morcone.

Metti una sera a teatro Paolo Rossi e Vincenzo Costantino Cinaski, due nomi di spicco del teatro e della poesia più ispirata, il 13 luglio al MAT laboratorio urbano di Terlizzi.
Con “Storie di giorni dispari”, spettacolo originale di e con Paolo Rossi e Vincenzo Costantino Cinaski, i due, accompagnati dal pianoforte di Mell Morcone, ci lasciano entrare in una stanza dei ricordi, un po’ recital e un po’ concerto, con dentro i racconti di due vite a confronto.

“Storie di giorni dispari” è uno spettacolo basato sulla sintonia dei protagonisti sul palco e un canovaccio che, come la vita, si riempie di persone, aneddoti e canzoni: memorie che si distendono attraverso gli angoli nascosti e le strade di una Milano poco conosciuta e richiamata dai ricordi condivisi di “Kowalski” e “Cinaski”. Da qui nascono gli aneddoti e le storie, tra matrimoni e funerali, nascite e incontri, nella tradizione del miglior cabaret d’autore, con canzoni di autori quali Gianmaria Testa, Enzo Jannacci, Dario Fo. E anche una ballata dei Pogues.
Storie di giorni dispari è messo in scena all’insegna dell’improvvisazione e di una strada percorsa tra emozioni poetiche: Paolo Rossi e Vincenzo Costantino oggi sono vicini di casa a Milano e continuano a macinare i sogni, a spacciare l’attimo e ad andare sottopelle ma senza prendersi troppo sul serio.

Nato nel 1953 a Monfalcone, milanese d’adozione, a quarant’anni dal suo esordio come attore con il maestro Dario Fo in “Histoire du Soldat” (1978), Paolo Rossi è un attore che ha raccontato con la maschera della commedia la prosa scenica e le stagioni della politica italiana degli ultimi trent’anni, affrontando i temi della coscienza civile e politica del paese con un’intelligenza ed energia comica fuori dal comune, appoggiandosi su autentici pilastri culturali come i classici greci e il testo stesso della Costituzione Italiana.

Alla fine degli anni ’80 si impone sulla scena con uno stile personale e riconoscibile con gli spettacoli “Recital” e “Chiamatemi Kowalski”, nel 1992 approda alla televisione con “Su la Testa” su Rai 3, una trasmissione che fa epoca.
Nel 2007 ha cantato al Festival di Sanremo “In Italia si sta male (si sta bene anziché no)” di Rino Gaetano; a partire dal 2008 si dedica con nuovo slancio alla ricerca per un nuovo Teatro Popolare, attraverso soprattutto un capillare lavoro laboratoriale condotto in diverse città italiane.
Il suo ricco curriculum spazia dai club ai grandi palcoscenici, dal teatro tradizionale al cabaret, dalla televisione al tendone da circo: ovunque ha proposto il suo personale modo di fare spettacolo che, pur immergendosi nelle tematiche contemporanee, non prescinde dall’insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière, dalla Commedia dell’Arte a Brecht.

Vincenzo Costantino, nasce a Milano il 1964. Il suo soprannome, ispirato dalla poesia di Bukowski, lo segue dall’adolescenza.
Cinico e sensibile, egocentrico e distaccato, alticcio e lucido, amabile e provocatorio. Poeta narratore ed interprete, ha liberato la poesia dai libri per regalarla al palco e alla voce.
La sua poesia vestita di musica entra nei bar, nelle osterie e anche nei teatri coraggiosi, dovunque ci siano orecchie e occhi incontaminati dalla distrazione. Vincenzo Costantino Cinaski ha saputo promuovere un nuovo modo di fare poesia, una poesia più vicina al pubblico e contaminata dai suoni, dalla voce e dalla musica. Molti lo conosco per le importanti collaborazioni con Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Bobo Rondelli e altri.

Dopo aver animato per 5 anni i lunedì notturni dei Milanesi con la banda del Caravanserraglio, esperienza di interazione delle arti e dei mestieri, comincia una lunga attività di recital dal vivo nei luoghi più disparati del paese portando storie, poesie all’insegna della potabilità e della condivisione. Cinaski ama tanto scrivere quanto leggere e numerosissime sono le sue performance di letture musicate in giro per l’Italia con la complicità di diversi compagni di Viaggio iniziando dallo stesso Capossela, con il quale nel 2009 pubblica “In clandestinità” (Feltrinelli). Marcos y Marcos ha pubblicato “Nati per lasciar perdere” (2015) e “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” (2010).