Stagioni Agìmus 2018 – 15 Trincee 18: suoni, parole e immagini della Prima Guerra Mondiale

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stagioni agimus 15 trincee 18

Dove trovare le parole giuste per raccontare quella tragedia immane che fu la Prima Guerra Mondiale? Un luogo c’è, intimo e vertiginoso, ed è la terra della poesia: poesia di parole, quelle di coloro che vissero la tragedia in prima persona (i versi, tra gli altri, di Ungaretti, Apollinaire, Hemingway, Alvaro, Hernàndez, le testimonianze dal fronte, le lettere dei soldati), poesia di suoni, quelli di Debussy, Šostakovič, Satie, dei grandi classici e delle canzoni popolari: giacché nessuna lingua sa scandagliare i recessi dell’anima più della musica. Le voci di Maurizio Casagrande e Nicole Millo, le trame sonore di Giovanna D’Amato, Fabio e Sandro Gemmiti ci conducono in quella terra, dando voce ai pensieri, alle paure, ai sogni infranti, all’estremo, disperato attaccamento alla vita di coloro che vissero l’orrore di una guerra terribile e insensata.

Biglietti 10 euro | 8 euro (>65anni) | 5 euro (<30anni) | gratuito (possessori AgìmusCard)

Infotel: 368568412


“Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti” di G. Sollazzo

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Compagnia Diaghilev

“Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti”

DRAMMATURGIA E REGIA GIUSEPPE SOLLAZZO

Lo spettacolo “Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti” di Giuseppe Sollazzo è un lavoro scenico che sembra volere sperimentare forme nuove, mettendo in discussione una serie di categorie forti del teatro tradizionale – quali l’uso della parola e lo scambio verbale, l’utilizzo di personaggi protagonisti, la linearità di una traccia narrativa – per accostarsi ad una dimensione scenica in cui i tanti personaggi proposti non conquistano mai un primato scenico, non comunicano con la propria voce e non vivono una trama chiara e precisa.

La favola scenica consisterebbe in un continuo apparato musicale che accompagna le ripetute e diverse azioni sceniche che i trenta attori realizzano sul palcoscenico. Una scena vuota di scenografia, ma carica di traffico umano, vuole raccontare l’esistenza o il gioco dell’esistenza. Tuttavia, il risultato finale sembra essere, nonostante la fatica organizzativa di una tale scrittura scenica, un noioso catalogo delle più varie azioni umane, che restano fino alla fine delle noiose azioni umane, senza innalzarsi o sprofondare in una dimensione teatrale convincente. I personaggi si incontrano e continuamente non si riconoscono. Anche gli spettatori, forse, sono arrivati a teatro e non lo hanno riconosciuto.


Moni Ovadia in “CABARET YIDDISH” al Teatro Van Westerhout

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CABARET YDDISH
Voce: Moni Ovadia
Violino : Maurizio Dehò
Clarinetto: Paolo Rocca
Fisarmonica: Albert Florian Mihai
Contrabbasso: Luca Garlaschelli

La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish” spettacolo da camera da cui è poi derivato il più celebre Oylem Goylem.
Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica.
Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.
La musica Klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino ed archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo.

Tel: 080 4738200 / 3331260425


LELLO ARENA in “Parenti Serpenti” al Teatro Van Westerhout

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lello arena parenti serpenti

Lello Arena in
PARENTI SERPENTI
di Carmine Amoroso; scene Roberto Crea; costumi Milla; Musiche Stag; Disegno luci Salvatore Palladino; Assistente alla regia Sara Esposito
con Giorgia Trasselli e con Raffaele Ausiello, Andrea De Goyzueta, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona
regia LUCIANO MELCHIONNA

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città.Ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà accettando i fallimenti e imparando a difendere il proprio orticello mal coltivato, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà? Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento.


“RACCIONEPECCUI” di Giuseppe Bertolucci al Teatro Van Westerhout

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RACCIONEPECCUI
di Giuseppe Bertolucci
con Marina Confalone
regia
GIUSEPPE BERTOLUCCI

In quarantacinque minuti di monologo comico, tragico, nero, rosa, lugubre, poetico, Marina Confalone vomita un scena l’incredibile vicenda di una povera disperata meridionale: l’orfanotrofio, l’insegnamento elementare in una scuolina di paese, il Calvario della emarginazione omosessuale, il primo grande amore, l’inferno dell’omicidio, la maternità, l’ospedale psichiatrico…
La deflagrazione mentale del personaggio si traduce in deflagrazione espressiva. Ne nasce un idioma completamente inventato che sulla base di un contorto meridionalese si struttura in una Babele di prestiti e calchi linguistici: dal fumetto alla pubblicità ai verbali di polizia. Proseguendo un’esperienza iniziata assieme a Roberto Benigni con il CIONI MARIO, questo monologo esplora le potenzialità comiche del tragico e le valenze tragiche del comico nella prospettiva di una teatralità poverissima nei suoi apparati produttivi, ricca solo di elaborazioni testuali idee e performances recitative.


IL PRANZO DI BABETTE di Karen Blixen al Teatro Van Westerhout

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IL PRANZO DI BABETTE
di Karen Blixen

adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini
diretto e interpretato da Paolo Panaro

Alla fine dell’Ottocento in un piccolo villaggio della Danimarca vivono due anziane sorelle, Martina e Philippa. Figlie di un pastore protestante, decano e guida spirituale del posto, dopo la sua morte hanno ereditato la direzione della locale comunità religiosa respingendo le proposte di matrimonio e continuando a vivere una vita semplice e frugale, per aiutare i compaesani in difficoltà.
Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette Hersan. Accolta dalle anziane signorine, si guadagna l’ospitalità facendo da governante e contribuendo all’attività di beneficenza.
Una storia raccontata in una casa di fantasmi. Tutto è finito molto tempo fa, eppure il ricordo è vivissimo, come una fiamma di candela che scalda anche le notti più gelide. La storia di un “cupo mal di denti” che l’arte di una donna, venuta da lontano, scioglie miracolosamente. Un fiordo norvegese, una comunità religiosa ossessionata dal senso del peccato e dalla penitenza, la fuga precipitosa di tre donne: una dall’amore, la seconda dalla lirica, la terza dalla Comune di Parigi. Tutte nella stessa casa, secondo i capricci del destino.
Il racconto capolavoro di Karen Blixen, reso famoso da un film di Gabriel Axel (premio Oscar nel 1988) trasposto per il teatro, alla ricerca della purezza cristallina delle emozioni potenti e livide create dall’immenso talento della grande scrittrice danese: il miracolo e l’invidia, la paura dei sentimenti, il batticuore, gli anni che passano, le occasioni perdute, i rimpianti. E, sopra a tutto,
una riflessione sulla generosità dell’arte, che cambia la vita.

TEATRO VAN WESTERHOUT Via Van Westerhout, 17 – 70042 Mola di Bari – Tel: 080 4738200 / 3331260425


GIOVANNI SOLLIMA and Friends al Teatro Van Westerhout

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GIOVANNI SOLLIMA & Friends – Concerto di musica classica

Musiche di Sollima, Cirri, Chopin, Elgar, Boccherini, Rossini, Pixinguinha, Nirvana e della tradizione armena e salentina.

Domenica 14 gennaio 2018

>>>Acquista Biglietti

TEATRO VAN WESTERHOUT Via Van Westerhout, 17 – Mola di Bari – Tel: 080 4738200


“BAR” con S. Scimone e F. Sframeli al Teatro Van Westerhout

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BAR
di spiro scimone
con francesco sframeli, spiro scimone
regia valerio binasco

“Bar” spia i quattro giorni cruciali della vita di due uomini, il barista Nino e il disoccupato Petru, che hanno scelto un luogo pubblico per nascondersi al resto del mondo. Ciascuno, con motivazioni diverse, ignorando quasi tutto dell’altro, del mondo, e perfino di sé.
Ma in questo bar si vede e si vive soltanto il retro. Soltanto un muro, anzi, contro il quale i due uomini sembrano schiacciati insieme ai pochi oggetti presenti, il bidone della spazzatura e qualche cassa di bibite, una radio portatile. Fissati al loro destino di perdenti, in attesa della svolta che non arriva mai, che forse arriverà domani, di sicuro arriverà domani. Per l’uno è il sogno di preparare gli aperitivi in un locale dove si suona musica americana, un posto di classe e non questo bar di periferia. Per l’altro quello di un lavoro stabile, che rimedi a quel suo vivere d’espedienti. Ma il barista Nino deve intanto fare i conti con la convivenza di una madre oppressiva, che a ogni compleanno gli regala una sgargiante giacca da lavoro di un colore diverso. E il disoccupato Petru con un boss locale che lo taglieggia con pretese di doni, vuole anche l’orologio e gli ori di famiglia, e pretende tangenti sullo stipendio futuro.
In cima al muro si apre una finestra. Arrampicandosi su una scala è possibile osservare quel che accade di là, il mondo indecifrabile e ostile che sta all’esterno. Il mondo dei due è di qua, in questo retrobottega della vita. Di qua soltanto sembra conservarsi una possibilità di sopravvivere, nella soppressione dell’azione che invece ha uno sviluppo violento al di fuori. Più che la vicenda che arriva come un eco, conta del resto la situazione che si realizza sulla scena, il rapporto fra due umanità straniere l’una all’altra che si scoprono capaci di solidarietà.


LINA SASTRI in “Appunti di Viaggio” al Teatro Van Westerhout

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Scritto e diretto da Lina Sastri

Con: Filippo D’Allio, chitarra
Gennaro Desiderio, violino
Salvatore Minale, percussioni
Gianni Minale, fiati
Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica e tastiere
Antonello Buonocore, contrabbasso

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Un racconto libero della vita artistica di Lina Sastri, dal debutto in Masaniello, alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale. E così, di volta in volta, il racconto si anima di citazioni di prosa, da Filumena Marturano di Eduardo a Pirandello a La casa di Ninetta della stessa attrice autrice, ma si anima soprattutto di musica, da Assaje scritta da Pino Daniele per il film Mi manda Picone alla Madonna de lu Carmine di Roberto De Simone per spettacolo Masaniello, da Reginella cantata per la prima volta a Cinecittà in una serata dedicata alla commemorazione di Anna Magnani, a Maruzzella, da Gracias a la vida di Violeta Parra ad Alfonsina y el mar, dal tango al bolero, alle tammurriate popolari, dai classici napoletani ai brani inediti scritti per lei dai nuovi compositori e autori napoletani.

Un viaggio nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, di incontri indimenticabili con le eccellenze artistiche del nostro paese, brani poetici e di drammaturgia di grandi autori e registi, brani musicali della grande tradizione classica napoletana e internazionale, tutto liberamente e semplicemente proposto da Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti pronti a seguirla ad ogni invito o suggerimento musicale.

Un viaggio nell’anima che ogni sera si rinnova liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica.

TEATRO VAN WESTERHOUT Via Van Westerhout, 17 – 70042 Mola di Bari – Tel: 080 4738200


“VERSO…BODINI” al Teatro Van Westerhout di Mola di Bari

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TEATRO DELLE FORCHEVERSO…BODINI
Martedì 5 dicembre ore 21:00 – Teatro Van Westerhout (Mola di Bari)

Dialogo a tre voci dall’opera poetica di Vittorio Bodini
Adattamento e regia di Ettore Toscano
Con Giancarlo Luce, Ermelinda Nasuto, Ettore Toscano
Suggestioni musicali di Brian Eno

Un omaggio alla vibrante voce poetica di Vittorio Bodini, poeta, narratore e traduttore, tra i più vivi del nostro Novecento.
Diversi personaggi, o meglio un personaggio dai molti aspetti, confluiscono in lui, nel cui fondo permangono i legami – sotterranea sostanza – a imbastire la figura di questo poeta.
Attingiamo a piene mani all’opera poetica di vittorio Bodini, da “La luna dei Borboni”, a “Metamor”, facendo dialogare tra loro le liriche, senza preoccupazioni filologiche, ma assecondando legami sotterranei e procedendo quasi per analogia.
Le suggestioni musicali di Brian Eno contribuiscono a sfaccettare ancor più il senso della poesia di Bodini, riverberandola nei suoi toni più surrealistici, dai più tellurici ai più lunari.

TEATRO VAN WESTERHOUT Via Van Westerhout, 17 – 70042 Mola di Bari – Tel: 080 4738200 / 3331260425