MICHELE PLACIDO La Sonata a Kreutzer, da Lev Tolstòj

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MICHELE PLACIDO La Sonata a Kreutzer da Lev Tolstòj

Teatro Radar Monopoli
Grandi interpreti al Radar
RITRATTI FESTIVAL anteprima della XVI edizione

MICHELE PLACIDO
La Sonata a Kreutzer, da Lev Tolstòj

venerdi 20 marzo ore 21.00

Musiche di L.Van Beethoven
nel 250 anniversario dalla nascita
Lorenzo Rovati, violino
Antonia Valente, pianoforte

prevendite disponibili da venerdì 6 marzo
su www.ritrattifestival.it
Punti vendita autorizzati per il circuito VIVATICKET
e Botteghino del Teatro Radar per prezzi convenzionati

infoline: 3393770307


UCCELLI DI ARISTOFANE al Teatro Radar

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UCCELLI DI ARISTOFANE Teatro Radar

UCCELLI DI ARISTOFANE
adattamento e regia Emilio Russo

Teatro Radar
Monopoli (Bari)
domenica 9 febbraio h 21.00
lunedì 10 febbraio h 21.00

“Aristofane nella Grecia del 414 A.C., mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali, riesce a fermare il tempo, a cercare una via di fuga nell’immaginario, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia, la città costruita sulle nuvole, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro. Sarà proprio in questo “spazio”, quello della voglia di cambiamento, quello della rivoluzione possibile, quello delle pulsioni adrenaliniche, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica. Un racconto senza tempo, attualizzato nel linguaggio, tra Cervantes, George Orwell e Alfred Jarry, ma anche Totò, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. In scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi, dal teatro d’ombre, al canto, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio”.
Emilio Russo


“RACCONDINO” – Dino Abbrescia in scena al Teatro Radar

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raccondino dino abbrescia monopoli

RACCONDINO

con: Dino Abbrescia
regia: Susy Laude
direzione artistica: Manuel Bozzi
visual concept: Luca Gasperoni, Francesco Bufalini
musiche originali: Alfa Romero, Andrea Guzzoletti

Teatro Radar
Monopoli (Bari)
sabato 25 gennaio h 21.00
domenica 26 gennaio h 18.00

Lo spettacolo di Dino Abbrescia è uno spettacolo autobiografico, comico, cosmico, tragicomico… tragicosmico!

Nasce dal desiderio di raccontare se stesso attraverso i propri personaggi. Figure fantastiche incredibilmente premonitrici spesso drammaticamente reali che si accavallano alla vita personale, che si ancorano al passato, al vissuto. I racconti di Dino partono dalla sua Bari, dalla sua infanzia in cui sembra quasi normale condividere la camera da letto con le nonne. La sua famiglia è umile e dura di quell’indurimento tipico di chi deve tirare avanti con dignità, rispetto e sacrificio. Dino cresce tra valori solidi impartiti dal padre poliziotto, un po’ di terrena ambizione, altrettanta impeccabile educazione e sogni. Sogni di rock’n’roll. Quei sogni sani, belli, romantici che guardano in faccia la sfrontatezza ma anche le difficoltà degli anni ’80. Fino alla scoperta della tromba, della musica e del teatro, in veste di tecnico e poi all’improvviso sul palco in sostituzione di un attore impossibilitato a terminare la tournée. Conosceva ogni battuta e si lanciò. E da quella sostituzione non è più sceso dal palco.


A Monopoli, “TUTTO IL MONDO È UN PALCOSCENICO” con Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo

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solfrizzi stornaiolo teatro radar monopoli

Sabato 28 dicembre, al Teatro Cinema Radar di Monopoli, in scena lo spettacolo «Tutto il mondo è un palcoscenico» di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo.

Il titolo trae spunto da una commedia di Shakespeare e indaga con ironia e leggerezza, ma anche con la capacità di divagazione che appartiene ai due attori, le scene e le controscene del nostro quotidiano. Torna la comicità della coppia artistica più amata dai pugliesi.

Due fuoriclasse della comicità made in Puglia. Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo tornano con il nuovo spettacolo, l’happy recital «Tutto il mondo è un palcoscenico» per affrontare argomenti di attualità con gli strumenti dell’ironia e della leggerezza, che da sempre segnano la loro comicità, attraverso pensieri laterali, dialoghi serrati, fraseggi esilaranti.

«Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate e nella vita ognuno recita molte parti…». Così Shakespeare in «Come vi piace», quasi a sottolineare che la vita di ognuno di noi sia una sequenza di scene e controscene. Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo fanno del palcoscenico il luogo ideale per parlare delle debolezze, ma anche delle straordinarie qualità del genere umano. Parafrasando il famoso dipinto di Paul Gauguin, i due protagonisti proveranno a chiedersi: «Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Ma, soprattutto, è il caso di aggiungere, che social network usiamo?».

Proprio per questo motivo il nuovo spettacolo di Solfrizzi e Stornaiolo promette un’ora e mezza di divertimento, quello che fa riflettere con il sorriso e riempie la scena fino a rompere la quarta parete. Infine, come è scritto nelle note di presentazione, «uno spettacolo per chi ama il teatro in generale e quello comico in particolare. Uno spettacolo per quelli che amano restare a casa. Beati loro!».

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MASTRO DON GESUALDO con Enrico Guarneri di Giovanni Verga

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Mastro Don Gesualdo

MASTRO DON GESUALDO
con Enrico Guarneri
di Giovanni Verga

Enrico Guarneri interpreta perfettamente Gesualdo Motta, il manovale che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo ora con ironia. La messinscena dello spettacolo è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro interprete del Mastro don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro – don Gesualdo.
La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano intende ricontestualizzare il ‘concetto di roba’, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono ‘fotografati’ come una marionetta non può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrebbe cambiare.


NERI PER CASO a Monopoli – Concerto di Natale al Teatro Radar

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neri per caso teatro radar monopoli

NERI PER CASO
Concerto di Natale
Teatro Radar
Monopoli (Bari)

Ciro CARAVANO – voce
Gonzalo CARAVANO – voce
Domenico Pablo CARAVANO – voce
Massimo DE DIVITIIS – voce
Mario CRESCENZO – voce
Daniele BLAQUIER – voce

Iniziano a cantare nei locali di Salerno, ed ottengono la partecipazione a Sanremo Giovani 1994 con il brano “Donne” di Zucchero, qualificandosi per la sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 1995, che vincono con la canzone “Le ragazze”, scritta da Mattone ed eseguita a cappella. Il loro primo disco, “Le ragazze”, che contiene cover di noti brani italiani e due canzoni inedite, ottiene 6 dischi di platino.
È del 1996 il loro secondo disco, “Strumenti”, nel quale la voce si integrava con strumenti acustici ed elettronici e percussioni (bicchieri, cucchiaini, fodere di chitarre…) che creavano atmosfere particolari, diverse ad ogni canzone. Con il brano “Mai più sola”, di Claudio Mattone, il gruppo ripeté l’esperienza del Festival, giungendo al quinto posto tra i Big. Il loro terzo disco “…And so This Is Christmas” è uscito nel 1996 poco prima di Natale e contiene cover di famose canzoni natalizie e “Quando” canzone da loro interpretata nel lungometraggio animato della Disney, “Il gobbo di Notre Dame”. Il quarto disco, uscito a fine novembre del 1997, è intitolato semplicemente “Neri Per Caso”. Nel maggio 2000 è uscito l’album “Angelo blu”, prodotto da Paolo e Pietro Micioni per la EMI, da cui è stato tratto il singolo estivo “Sarà” (Heaven Must Be Missing an Angel), cover in italiano di Heaven Must Be Missing an Angel dei Tavares. Il 7 giugno 2002 è uscito il CD di raccolta dei loro maggiori successi, La raccolta, arricchito dagli inediti “Amore psicologico” e “Tu sei per me”. In occasione dell’uscita della riedizione rimasterizzata e restaurata del cartone Disney “Il Libro della Giungla”, nel novembre 2007, interpretano a cappella la canzone “Siamo tuoi amici”, il brano cantato dai quattro avvoltoi. Sono le voci del “Coro delle statue” nel film “La casa dei fantasmi” con E. Murphy.
Il 15 febbraio 2008 è uscito il loro nuovo album, intitolato “Angoli diversi”, prodotto da Tullio Mattone e con la partecipazione di undici importanti nomi della musica italiana (tra cui Mango, Lucio Dalla, Luca Carboni, Samuele Bersani, i Pooh, Claudio Baglioni e Gino Paoli) che, per l’occasione, hanno reinterpretato con il gruppo una canzone del loro repertorio arrangiata «A cappella». Ad anticiparne l’uscita dell’album è il singolo “What a Fool Believes” realizzato insieme a Mario Biondi. Il 28 febbraio 2008 sono stati ospiti di ì Mietta al Festival di Sanremo 2008 nella serata dedicata ai duetti, in cui hanno riarrangiato a cappella assieme alla grande interprete la canzone “Baciami adesso”. A marzo del 2009 “Angoli diversi” vince il premio di “miglior disco a cappella europeo” assegnato dall’associazione americana “CARAS” (“Contemporary A Cappella Recording Awards”). Nello stesso anno hanno cantato nell’ultimo album di Claudio Baglioni “Q.P.G.A.” nella canzone “Se guardi su”. Il 26 ottobre 2010 è la volta di “Donne”, album di duetti con sole artiste donne, tra le quali le grandi dive della canzone come Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Mietta, nonché Mia Martini in un duetto postumo, e le giovani cantanti del momento come Dolcenera, Giusy Ferreri, Noemi, Alessandra Amoroso e Karima. Notevoli anche le collaborazioni con alcuni dei maggiori artisti della musica internazionale come nel 2009 quando aprono il concerto di Alicia Keys a Milano; duettano anche con Dionne Worwik, Randy Crawford e Chaka Khan cimentandosi in diversi generi come il funky, il jazz e anche l’R&B. Il 16 luglio 2015 al Ravello Festival i Neri Per Caso aprono il concerto di Bobby McFerrin & Guests e duettano con lui. Nel 2016/2017 affiancano Renato Zero nella suo nuovo tour “ALT”. Nel 2018 partecipano come ospiti al Festival di Sanremo, cantando con Elio e le Storie Tese nella serata dedicata ai duetti. Ad Aprile 2019 esce “We love the beatles”. Nel cinquantesimo anniversario dell’ultimo concerto dei Beatles e della pubblicazione del leggendario disco “Abbey Road”, il sestetto celebra John, Paul, George e Ringo con 9 straordinarie interpretazioni delle loro canzoni, da “All You Need is Love” a “Come Together”, passando per “Penny Lane”, “We Can Work It Out”.

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ENRICO RAVA SPECIAL EDITION Rava’s 80th Anniversary – World Tour 2019

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ENRICO RAVA World Tour 2019

ENRICO RAVA SPECIAL EDITION

Rava’s 80th Anniversary – World Tour 2019

Enrico RAVA – tromba, flicorno
Gianluca PETRELLA – trombone
Giovanni GUIDI – pianoforte
Francesco DIODATI – chitarra
Gabriele EVANGELISTA – contrabbasso
Enrico MORELLO – batteria

Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico RAVA apparve, dapprima sulla scena italiana e poi in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy, con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sud-africani Johnny Dyani e Louis Moholo. Poi venne il lungo soggiorno a New York dove incontrò e collaborò con artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti.
Negli anni settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera, da lui rivisitata in due splendidi album e quello con il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati… E le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Cecil Taylor, Miroslav Vitous, Philip Caterine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, John Abercrombie, Joe Lovano… Ora, giunto alla soglia degli 80 anni, Rava ha voluto pensare ad una Special Edition, raggruppando i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni, per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna ed interpretare nuove composizioni scritte per questa occasione.

Gianluca PETRELLA è considerato uno dei miglior trombonisti jazz del mondo. Forse il più importante musicista jazz italiano di tutti i tempi. Nella lista delle collaborazioni con musicisti internazionali figurano: Steve Bernstein, Bobby Previte, Pat Metheny, Tomasz Stanko, Greg Osby, Carla Bley ed italiani: Paolo Fresu, Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Francesco Bearzatti, Danilo Rea e tanti altri.

Giovanni GUIDI, esponente della generazione dei trentenni del jazz italiano, ha vinto il Top Jazz 2007 (il premio della critica indetto dalla rivista Musica Jazz) quale miglior nuovo talento nazionale e nel 2016 il disco “IDA LUPINO” inciso insieme a Gianluca Petrella eletto miglior disco italiano. Ha realizzato una decina di album a suo nome, favorevolmente accolti da pubblico e stampa specializzata e ha partecipato a numerosi e importanti festival nazionali ed internazionali E’ uno dei musicisti più apprezzati della sua generazione, sempre alla ricerca di soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

Francesco DIODATI appartiene alla nutrita schiera di giovani musicisti jazz in rapida ascesa nazionale, e non solo. La chiarezza d’idee e la volontà di condividere la propria poetica con musicisti della stessa generazione sono i suoi tratti salienti. Il contributo di Diodati s’ iscrive nella linea del jazz contemporaneo in cui il senso della storia convive con l’apertura a un vasto universo sonoro. L’uso sapiente degli effetti elettronici che s’innesta sulla padronanza tecnico musicale della chitarra elettrica e acustica, riflette una concezione dello spazio sonoro che dilata i confini fisici delle sei corde.

Gabriele EVANGELISTA, ritenuto uno dei contrabbassisti italiani piu’ creativi ed eclettici, è l’ultimo dei talenti valorizzati da Rava. Scoperto ai seminari jazz di Siena, sta bruciando le tappe a velocità supersonica ed è richiestissimo per le sue straordinarie doti (precisione unita ad una sfrenata creatività ed ad un grande interplay) da molti musicisti italiani.

Enrico MORELLO è un batterista dal drumming raffinato, che può contare su una preparazione accademica e una serie di esperienze internazionali rare per tanti suoi coetanei e che coltiva lo studio del suo strumento con passione e professionalità. È un musicista curioso e rispettoso della tradizione, con uno swing stupefacente e grande sensibilità nella scelta delle dinamiche, che guarda al futuro, costantemente impegnato in una personale ricerca che parte dal jazz ma esplora tutto l’universo musicale.


Brad Mehldau, piano solo al Teatro Radar

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Brad Mehldau piano solo Teatro Radar

GRANDI INTERPRETI AL RADAR
3 dicembre ore 21.00
Teatro Radar, Monopoli (Bari)

Brad Mehldau, piano solo

Inaugurata da Beatrice Rana lo scorso 23 gennaio, la nuova Rassegna che porta la firma di Ritratti prosegue il prossimo 3 dicembre con un’esclusiva per il Meridione: il piano solo di Brad Mehldau.

Il pianista jazz Brad Mehldau è stato protagonista di innumerevoli concerti e registrazioni dall’inizio degli anni ’90; la sua produzione più consistente nel corso degli anni si è realizzata in formazione di Trio. A partire dal 1996, il suo gruppo ha pubblicato una serie di cinque dischi per Warner Bros., intitolato The Art of the Trio (riproposto come cofanetto di 5 dischi per Nonesuch alla fine del 2011). Durante lo stesso periodo, Mehldau ha pubblicato anche un’incisione per pianoforte solo dal titolo Elegiac Cycle, e un disco intitolato Places che includeva sia brani solistici che in trio. Elegiac Cycle e Places possono essere definiti album di “concept”, realizzati esclusivamente con materiale originale, con temi principali che ricorrono e aleggiano nelle diverse composizioni.
Altre incisioni di Mehldau includono Largo, uno sforzo collaborativo con l’innovativo musicista e produttore Jon Brion, e Anything Goes, in trio con il bassista Larry Grenadier e il batterista Jorge Rossy.
Il monumentale e ambizioso set di otto dischi per i 10 anni in vinile di Mehldau è stato pubblicato con unanime successo di critica il 16 ottobre 2015 (con CD e versioni digitali usciti a novembre). Il set è stato estratto da 19 registrazioni live realizzate in oltre un decennio di concerti solisti europei del pianista. Nel 2016, la Nonesuch Records ha pubblicato Blues and Ballads del Brad Mehldau Trio.
All’inizio del 2018 esce After Bach, con un immediato successo di critica: l’album è composto da registrazioni soliste tra cui un precedente lavoro di Mehldau, Three Pieces After Bach. Il 18 maggio 2018 Nonesuch pubblica l’attesissimo nuovo disco del Brad Mehldau Trio, in cui Seymour legge la Costituzione Americana.

La personalità musicale di Mehldau rappresenta una dicotomia: è prima di tutto un improvvisatore, grandemente capace di nutrire la sorpresa e la meraviglia che possono derivare dall’espressione diretta di un’idea musicale spontanea in tempo reale; ma subisce anche un profondo fascino per l’architettura formale della musica. Nel suo modo di suonare più ispirato, la struttura presente nel suo pensiero musicale funge da dispositivo espressivo; mentre suona, ascolta come le idee si svolgono e l’ordine in cui si rivelano. Ogni melodia ha un arco narrativo profondamente interiorizzato, sia che si esprima in un inizio, in una conclusione, o in qualcosa lasciato intenzionalmente aperto. I due lati della personalità di Mehldau – l’improvvisatore e il formalista – giocano alternandosi a vicenda: l’effetto è qualcosa di simile al caos controllato.
Le performances di Mehldau trasmettono un’ampia gamma di espressioni: ama favorire la giustapposizione degli estremi. Ha attratto un seguito considerevole nel corso degli anni, seguito che è cresciuto aspettandosi ogni volta un’esperienza singolare e intensa.

Oltre al suo Trio e ai suoi progetti solisti, Mehldau ha lavorato con numerosi grandi musicisti jazz, tra cui la band del sassofonista Joshua Redman per due anni, registrazioni e concerti con Pat Metheny, Charlie Haden e Lee Konitz, e ha registrato come sideman con artisti del calibro di Michael Brecker, Wayne Shorter, John Scofield e Charles Lloyd.
Ha collaborato poi con i chitarristi Peter Bernstein e Kurt Rosenwinkel e il sassofonista Mark Turner. Mehldau ha anche realizzato registrazioni al di fuori del linguaggio strettamente jazzistico, e la sua musica è apparsa in diversi film, tra cui Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick e Million Dollar Hotel di Wim Wenders; ha anche composto una colonna sonora originale per il film francese Ma femme est une actrice.
Mehldau ha composto due nuovi lavori commissionati dalla Carnegie Hall per voce e pianoforte, The Blue Estuaries e The Book of Hours: Love Poems to God, che sono stati eseguiti nella primavera del 2005 con l’acclamata soprano Renée Fleming. Un’altra commissione Carnegie Hall del 2008 per un ciclo di sette canzoni d’amore per la mezzosoprano svedese Anne Sofie von Otter ha debuttato nel 2010. Love Songs, un doppio album che ha abbinato il ciclo di canzoni appena commissionato, con una selezione di canzoni francesi, americane, inglesi e svedesi è stato pubblicato alla fine del 2010 dall’etichetta Naïve con grande successo di critica. Nel 2013, Mehldau ha presentato ed eseguito Variations on a Melancholy Theme, un pezzo sinfonico che è stato eseguito con Orpheus Chamber Orchestra e Britten Sinfonia.

Mehldau è stato nominato curatore di una serie annuale di quattro concerti jazz presso la prestigiosa Wigmore Hall di Londra durante le stagioni 2009-10 e 2010-11, con la partecipazione di Mehldau in almeno due dei quattro concerti annuali.
Alla fine di gennaio 2010, la Carnegie Hall annunciò la residenza artistica di Mehldau per la stagione 2010-11 come detentore della Richard e Barbara Debs Composer’s Chair; Mehldau è stato il primo artista jazz a ricoprire questa carica da quando è stata istituita nel 1995: tra i suoi predecessori si trovano Louis Andriessen (2009 “” 2010), Elliott Carter (2008 “” 2009), e John Adams (2003 “” 2007).

Prevendite aperte su: www.ritrattifestival.it


Radiodervish in concerto con l’Orchestra sinfonica di Lecce e del Salento

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radiodervish e orchestra sinfonica di lecce teatro radar

Prosegue intanto il tour di Classica. Il prossimo appuntamento in calendario è sabato 30 novembre alle ore 21:00 al Teatro Radar di Monopoli, evento a cura di Teatri di Bari. Le sonorità dei Radiodervish e dell’Orchestra sinfonica di Lecce e del Salento invadono così lo storico contenitore culturale in via Magenta 71, riaperto nel 2018 dopo decenni di abbandono. Sul palco Nabil Salameh (voce), Michele Lobaccaro (basso e chitarra), Alessandro Pipino (piano e fisarmonica), Pippo Ark D’Ambrosio (batteria e percussioni), Orchestra sinfonica di Lecce e Salento – OLES.

“Classica” è l’incontro tra mondi sonori totalmente differenti, quello Etnoworld e quello classico sinfonico, due linguaggi musicali in apparenza distanti, che si fondono perfettamente pur mantenendo ciascuno la propria identità, in un dialogo di valorizzazione reciproca che dà vita a un unico, inedito racconto: un’originale rilettura dei brani selezionati dal repertorio dei Radiodervish, tra cui anche due cover di grandi cantautori mediterranei, Domenico Modugno e Matteo Salvatore. Le 11 tracce assumono una nuova, sorprendente veste musicale, grazie ai ricercati arrangiamenti del Maestro Valter Sivilotti, a cui è affidata la direzione dell’Orchestra. Pianista, compositore e direttore d’orchestra tra i più acclamati della sua generazione, ha composto e arrangiato brani per i più noti artisti della canzone d’autore, del jazz e della musica etnica.

L’ingresso è a pagamento, con ticket al costo di 18 euro. Previsto anche un biglietto ridotto di 15 euro (per under 25 e convenzionati con acquisto di 5 ticket) e un prezzo speciale di 12 euro per gli abbonati.

Per info: 3357564788

Il botteghino è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:30


JOE BARBIERI QUARTET “Dear Billie” – Omaggio a Billie Holiday

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JOE BARBIERI QUARTET Omaggio a Billie Holiday

JOE BARBIERI QUARTET

“Dear Billie” – Omaggio a Billie Holiday

Joe BARBIERI – chitarra
Gabriele MIRABASSI – clarinetto
Luca Bulgarelli – contrabbasso
Pietro LUSSU – pianoforte

Per celebrare la figura di Billie Holiday nel 60° anniversario della scomparsa, Joe Barbieri ha pubblicato l’album “Dear Billie”. Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio a Billie Holiday. Ed in questo incipit c’è molto dello spirito, della suggestione e dell’intenzione che anima i passi di questa celebrazione laica nei confronti della regina triste di Baltimora. Il nesso che lega Joe a Billie staziona infatti senza dubbio in una certa privata dolenza, in un graffio dell’alma che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali. “Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato:” – ci illustra lo stesso Barbieri – “Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo “Chet Lives!”; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare. Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso ad una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato”. A suggellare questo racconto privato anche tre pezzi da novanta del jazz italiano e mondiale: il clarinetto di G. Mirabassi, il contrabbasso di L. Bulgarelli e il pianoforte di P. Lussu, che con sapiente misura e smisurata intensità procurano di creare le opportune stanze sonore per brani come “I’m a fool to want you”, “The end of a love affair” o “I’ll be seeing you” – citandone alcuni – fino ad arrivare all’inedito che porta proprio il titolo dell’album, nelle quali la voce onirica ed evocativa di Barbieri possa muoversi con libertà ed incisività, e possa scrivere la sua personalissima e palpitante lettera a Billie.

Joe BARBIERI è una affascinante anomalia. Un outsider che al di fuori del binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale, all’estero come in Italia; e che è riuscito a convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico. Dopo un apprendistato alla corte di Pino Daniele (che ne è stato il primo produttore), quello che il mensile francese Les Inrockuptibles ha battezzato giustamente come “l’artiste qui murmure à nos oreilles”, nel 2004 pubblica il suo primo album dal titolo “In Parole Povere”. Il debutto è un irresistibile caleidoscopio che lega la world music al jazz, alla più nobile tradizione dei nostri cantautori. Il disco, pubblicato in dodici Paesi, viene eletto disco dell’anno dal periodico tedesco Cd-Kritik. Il 2009 è l’anno di “Maison Maravilha”, viene distribuito in Giappone, Nordamerica ed in Europa, raggiunge le 20.000 copie vendute e si aggiudica il Premio Lunezia per “il particolare valore dei suoi testi”. È la Francia che lo descrive meglio, come “un modo per discriminare la vera grazia dalla semplice bellezza” (Le Nouvel Observateur). “Maison Maravilha” è uno scrigno di eccellenti canzoni, tra tante: “Normalmente”, che S. Bollani definirà come la ballad più bella mai scritta, e “Malegría”, dove Barbieri duetta con la stella cubana di Buena Vista Social Club Omara Portuondo. I concerti sono numerosi ed affollati e nel 2010 “Maison Maravilha” diventa un cd+dvd live dal titolo “Maison Maravilha Viva”. In primavera del 2012 torna con “Respiro”. Accanto a lui il Premio Oscar Jorge Drexler, Gianmaria Testa, Fabrizio Bosso e Stefano Bollani. L’Italia finalmente gli dedica l’attenzione meritata e l’album debutta in classifica FIMI. La stampa nazionale lo racconta come “Profumi di zenzero e cannella, aroma di caffè appena salito, Napule e bossa, archi di raso e Django. Corti d’autore. Delicato, elegante. Un piccolo capolavoro”. Nel 2017 Barbieri pubblica il suo quinto album di inediti dal titolo “Origami”. Il disco, minimalista e dalla spiccata attitudine jazz e latina, è una celebrazione dell’estetica come bussola attraverso la quale lasciarsi orientare, e della fragilità come strumento e valore mediante cui riuscire ad intercettare il battito più profondo delle cose del mondo. Nel brano “Rinascimento”, a Barbieri si unisce la tromba di Paolo Fresu.

Gabriele MIRABASSI Clarinettista che si muove con pari audacia sia nella musica classica che nel jazz, negli ultimi anni ha sviluppato una approfondita ricerca sulla musica strumentale brasiliana, sulla musica popolare e su quella del Sud America. Collabora inoltre con artisti di ambienti eterogenei, partecipando a progetti di teatro, danza, canzone d’autore, ecc. Le sue collaborazioni negli anni sono state numerose, nel jazz, nella musica brasiliana e nella musica classica. Mirabassi, tuttavia, risulta particolarmente impegnato nella ricerca di una poetica musicale assoluta che permetta di far incontrare il repertorio colto con quello popolare.

Luca BULGARELLI è uno dei più talentuosi contrabbassisti europei. Ha collaborato con decine di musicisti internazionali suonando in molte delle più importanti città del mondo (da New York a Parigi, da Nuova Delhi a Buenos Aires, da Montreal a Tokyo). Oltre ad essere un insegnante di contrabbasso presso il Conservatorio de L’Aquila, lavora anche come sound designer e produttore.

Pietro LUSSU Per diversi anni Pietro ha collaborato e collabora, con il produttore e musicista di fama internazionale Nicola Conte, con il quale ha inciso per le prestigiose Blue Note e Impulse. Nel corso degli anni ha suonato con tutti i migliori musicisti jazz in Italia e molti musicisti di fama internazionale. Ha anche calcato le scene di molti dei festival più importanti del mondo: Umbria Jazz, Montreux Jazz, North Sea, Jazz in Marciac, London Jazz Festival e molti altri.