“Sicuri ad arte – 10 anni aMichi”, sensibilizzazione alla sicurezza stradale attraverso l’arte

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sicuri ad arte 10 anni amichi

Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre nella sala Murat a Bari l’associazione “aMichi di Michele Visaggi Onlus”, da nove anni attivamente impegnata nell’opera di sensibilizzazione alla sicurezza stradale attraverso l’arte, proporrà “Sicuri ad arte – 10 anni aMichi”, rassegna culturale con le attività sociali svolte nel corso degli anni.

In occasione del decennale della scomparsa di Michele Visaggi, l’associazione, con la collaborazione della Fondazione “Le strade di San Nicola”, l’agenzia di comunicazione Promostudio, il Motoclub Bari e la Cooperativa Caps, ha voluto dar vita a una tre giorni che sarà suddivisa in due momenti. Nella prima parte della giornata (dalle 10 alle 18) sarà proposta una mostra educativo-interattiva, nella quale le associazioni coinvolte presenteranno le proprie attività. Ci sarà la Cooperativa Caps che, a livello interattivo, sia attraverso un monitor dotato di pedaliera per moto e auto, che con un particolare tappeto e occhiali, farà testare la guida sotto gli effetti di alcool, droga e stanchezza. E ancora sarà presente l’associazione Moto Club Bari, impegnata nella promozione dell’educazione stradale sulle due ruote, moto e bici. Seguirà una seconda parte nella quale si alterneranno artisti e gruppi musicali, coordinata da Davide Ceddia, artista e direttore artistico dell’associazione “aMichi di Michele Visaggi Onlus”.

“Abbiamo pensato a questo progetto prima del lockdown – spiega Francesco Visaggi, vice presidente della suddetta associazione – ed era prevista per fine maggio. La nostra idea è appunto quella di ricordare Michele e in parallelo anche l’attività svolta in questo periodo e l’impegno di tutte le persone che hanno collaborato con noi”.

Location di “Sicuri ad arte – 10 anni aMichi” sarà la Sala Murat, spazio che sarà suddiviso in due parti, per ospitare le attività in programma. In quella dedicata ai momenti educativi-interattivi sarà allestita una mostra dove lungo un percorso stradale nel quale saranno posti pannelli con le attività svolte dall’associazione aMichi e ricordi di Michele Visaggi, l’infopoint e le aree riservate agli enti cooperanti.

“Il nostro obiettivo è quello di offrire un servizio legato alla sicurezza stradale. Per questo, in un primo momento avevamo dato ampio spazio alle scuole. Adesso, invece, ci limiteremo a gruppi prenotati e organizzati. Nella peggiore delle ipotesi siamo pronti a mostrare le attività con dirette Facebook. Però se vorrà affacciarsi il turista o il passante interessato a vedere ciò che abbiamo fatto negli anni, come se fosse una mostra, sempre contingentando l’ingresso, lo potrà fare”.

Tutte i dettagli della tre giorni saranno presentati durante la conferenza stampa, che si terrà venerdì 24 settembre nella Sala Giunta del Comune di Bari, alla presenza del Sindaco del Capoluogo Antonio Decaro, il dott. Lorenzo Moretti, Presidente della Federazione “Le Strade di San Nicola”, Davide Ceddia, , Riccardo Stillavato di Promostudio, un rappresentante dell’associazione Motoclub Bari e della Cooperativa Caps.


“Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue” in mostra nello Spazio Murat

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Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue mostra Spazio Murat

Spazio Murat è lieto di presentarvi la prima mostra del 2020:

Natalija Dimitrijević Maria Trentadue

Opening: 2 Luglio
Closing: 30 Agosto

Una mostra a due, che lega due artiste figurative, due tempi, due concezioni diverse eppure affini. Gli spazi interni, le case e le stanze della giovane Natalija Dimitrijević; e quelli esterni, le piazze, la strada di Maria Trentadue. Il contemporaneo, il qui e ora dialogano con gli anni ’60 e il passato. La pittura e il territorio pugliese a fare da comune denominatore delle opere delle due artiste.

“La programmazione di Spazio Murat è stata riformulata e riordinata temporalmente proprio a causa degli imprevisti dovuti all’emergenza che abbiamo vissuto: è un momento di forte difficoltà, che però ci spinge con forza a ripensare in maniera nuova e critica alle formule prestabilite, alle relazioni con le persone e con l’ambiente, e alle politiche del lavoro. Più in generale abbiamo avuto tempo di ripensare al rapporto con il nostro intorno e a quello degli altri: abbiamo avuto questi mesi per rivalutare la nostra condizione e quella delle altre persone. La pandemia non è stata uguale per tutte e tutti, al contrario ha reso manifeste in maniera ancora più eclatante le disparità e le difficoltà. In un periodo in cui lo spazio pubblico era impraticabile (per molte persone, le più fortunate), la casa è diventata il nostro cosmo e il fuori il nostro sogno. In casa si sono palesati in modo evidente i rituali, le dinamiche di utilizzo dello spazio domestico e le sue ottimizzazioni, i bisogni, le ristrettezze, il benessere/malessere relazionale tra conviventi: la casa è stata vissuta come riparo e come gabbia dalla quale guardare al mondo esterno e alle necessità degli individui e della collettività con occhi nuovi.
La casa, il balcone, la strada, il supermercato, le librerie, poi i negozi, le piazze, il lungomare, i parchi, la spiaggia, la regione, le altre regioni, l’Italia, il mondo. Non è stato più possibile dare nulla per scontato, al contrario, si è rivelato essenziale regolare, ricalibrare il vivere quotidiano e la sua percezione. Dalla piccola alla grande scala.” Melissa Destino, curatrice Spazio Murat

La mostra si snoderà in due direzioni, una grande opera site specific di Natalija Dimitrjević, un dittico che l’artista di origine serba ha realizzato nei giorni precedenti all’inaugurazione; e una serie di dipinti di Maria Trentadue che oltre alle tele comprenderà vasi, televisori, vassoi e altri supporti su cui l’artista pugliese era solita dipingere.

La mostra, per la prima volta, non avrà un biglietto fisso ma – visto il momento di grande difficoltà per tutti – una donazione volontaria che parte da un minimo di 50 centesimi. Questo per due motivi: sostenere lo spazio e la sua programmazione futura; permettere a tutti un accesso alla cultura il più sostenibile possibile.

“Natalija Dimitrijević e Maria Trentadue” è un lavoro di squadra. Grazie a MICROBA, Achrome, Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto per il lavoro condiviso; Grazie all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari per il sostegno.

Natalija Dimitrijević è nata a Niš in Serbia (1995). Ha frequentato la scuola d’arte della sua città natale (Umetnička škola Niš) nel dipartimento tecnico-figurativo. Nel 2014 si è trasferita a Bari dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti, nel corso di pittura, laureandosi nel 2019. I soggetti della sua pratica pittorica sono gli ambienti domestici. Attraverso quadri, che vanno dalle piccole alle grandi dimensioni, e tramite l’uso di diverse tecniche (olio, tempera, acrilico, acquerello, disegno, ecc.) Dimitrijević costruisce nei suoi dipinti spazi di case in cui è stata

Maria Trentadue è nata a Modugno nel 1893 (1893-1977). Nella scuola vicina al monastero di San Domenico che ha frequentato, ha imparato a ricamare. Si dedica a questa attività fino al 1914, momento in cui si sposa e smette, anche se poi riprenderà l’approccio del disegno da ricamo (fiori, piante, ecc) nei suoi dipinti. Maria Trentadue comincia a sessantacinque anni a decorare a smalto oggetti di vario genere (tra cui anfore, bottiglie, ecc.) che espone nelle mostre di artigianato nella scuola elementare “Edmondo De Amicis”. A partire dagli anni 70, supportata da Tommaso Di Ciaula, la Trentadue inizia ad adoperare la pittura non come decorazione, ma come pratica autonoma.

Sarà possibile visitare la mostra dal Martedì al Venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il Sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Domenica e lunedì chiuso

Info e prenotazioni a info@spaziomurat.it o telefonare allo 080 205 5856


“9 itinerari x 100 = architetture del ‘900” in mostra nello Spazio Murat

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9 itinerari x 100 = architetture del 900

Spazio Murat è lieta di invitarvi Venerdì 31 Gennaio, alle ore 19:00, per l’inaugurazione della mostra “9 itinerari x 100 = architetture del ‘900”.
Il volume è il risultato di una rilevante attività di schedatura del patrimonio architettonico regionale del Novecento da parte delle Sezioni Basilicata e Puglia del Do.co.mo.mo Italia, realtà radicate in un territorio antico, reso moderno dall’assimilazione di opere architettoniche del ‘900 che ne hanno interpretato in modo originale le caratteristiche identitarie. La schedatura delle opere è uno strumento aperto e certamente implementabile, con cui ci si propone di conoscere e mettere in rete 100 architetture moderne di riconosciuta qualità. I valori di queste opere nel territorio, spesso riscontrabili in aspetti analoghi di altre architetture costruite in luoghi, tempi e circostanze differenti, ne escono potenziati rispetto a quelli individuabili attraverso l’autonoma considerazione delle singole opere.
La mostra è aperta al pubblico e fa parte del convegno di studi sulle architetture moderne del ‘900.


Club del Disegno per la prima volta a Bari, presso Spazio Murat

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club del disegno bari spazio murat

Arriva a Bari, per la prima volta, il Club del Disegno!
Il Club del Disegno ha come tema il disegno e si terrà presso Spazio Murat, nel mese di Gennaio.
I workshop sono rivolti a tutti gli appassionati, a chiunque abbia voglia di disegnare, principiante o esperto che sia, minori di 14 anni (previa compilazione di una liberatoria da parte di un genitore o di chi ne fa le veci)

Durata:
– Settimana: 3h a giornata
– Weekend: 6h a giornata.

Gli appuntamenti saranno suddivisi in due settimane:
– Dal 14 al 17 Gennaio – Il taccuino dei disegni
Raccontare attraverso il disegno a cura di Massimiliano di Lauro
– Il 18 e 19 Gennaio – Orizzonte
Laboratorio di incisione e stampa a cura di Mariantonietta Clotilde Palasciano
– Dal 21 al 24 Gennaio – Disegni consapevoli
Dall’osservazione al tratto, fino al ritratto a cura di Carla Indipendente
– Il 25 e 26 Gennaio – Viaggio nelle tessere d’Otranto
Laboratorio creativo in mosaico a cura di Matteo Russo

L’evento è organizzato da Puglia Design Store in collaborazione con la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano.

Per maggiori info e costi clicca qui


“Giri di Pensiero” nello Spazio Murat la rassegna dedicata all’arte, alla danza, alla moda, al design e alla musica

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giri di pensiero sofie musica

Spazio Murat presenta “Giri di Pensiero”, la rassegna dedicata all’arte, alla danza, alla moda, al design e alla musica, declinata in in diversi format quali talk, spettacoli, proiezioni e laboratori.
Spazio Murat conferma con questa terza edizione del progetto di voler diventare sempre più centro nevralgico delle arti a Bari, permettendo, attraverso gli incontri, scambi e contaminazioni di idee, esplorazioni e condivisioni di ricerche, condotte nelle varie discipline, con l’intento di renderne visibili le relazioni.
Giri di Pensiero. Sul contemporaneo si pone come una rassegna che intercetta esperienze italiane e internazionali, tra le più note nei vari settori.
Giri di pensiero è una piattaforma attraverso la quale Spazio Murat ha la possibilità di testare in tempi brevi diverse metodologie, formati, ambiti di ricerca e mettere le basi per collaborazioni future più strutturate.

APPUNTAMENTI / OSPITI

* Arte contemporanea
TALK e PERFORMANCE CON:
Tomaso Binga (alias Bianca Pucciarelli)
18 ottobre / ore 18:00
Ingresso gratuito.
Biografia
Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna) è un’autrice di poesia visiva, sonora e performativa. Negli anni Settanta ha assunto un nome maschile in segno di protesta contro le disparità che caratterizzano la relazione uomo-donna. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive; tra queste si ricordano le esposizioni al femminile curate da Romana Loda (Coazione a mostrare, Magma, Il volto sinistro dell’arte), le mostre e le performance realizzate con Verita Monselles (Litanie Lauretane, Poesia Muta, Ti scrivo solo di domenica), la mostra Materializzazione del linguaggio, curata da Mirella Bentivoglio in occasione della Biennale di Venezia del 1978. Tra le mostre recenti si segnalano la retrospettiva Autoritratto di un matrimonio (Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma), le personali alla Fondazione Federico J. Klemm a Buenos Aires (2006), Viaggio nella parola a La Spezia (2007), Scritture viventi (2013) alla Galleria Galeotti, in collaborazione con la Fondazione Filiberto Menna di Salerno e La Fondazione Carima di Macerata, Zitta tu… non parlare! alla Sala Santa Rita di Roma (2014). Dal 1974 dirige l’associazione culturale Lavatoio Contumaciale, che si occupa di poesia, arti visive, letteratura, musica e multimedialità; dal 1992 partecipa, in qualità di vice-presidente, alla gestione della Fondazione Filiberto Menna.

* Moda
PROIEZIONE DI:
We Margiela
25 Ottobre / ore 18:00
Ingresso libero
Biografia
Martin Margiela nasce in Belgio a Genk nel 1957 e frequenta la Royal Academy of Fine Arts ad Anversa. Per cinque anni lavora come designer freelance, e prima di lanciare una collezione tutta sua lavora per Jean-Paul Gaultier. Dal 1997 al 2003 invece è direttore creativo della linea femminile di Hermès. Nel 2009 lascia la direzione artistica della Maison Martin Margiela, da lui fondata nel 1988 insieme a Jenny Meirens. Nel 2018 viene insignito del Premio della giuria del Belgian Fashion Award per «la sua intera carriera e il suo evidente impatto sulla storia della moda, sulle collezioni di oggi e più probabilmente su quelle future».
We Margiela (produzione Mint Film Office, Rotterdam. Durata 1 h 43 m) racconta l’inedita storia della Maison Martin Margiela, casa di moda enigmatica e singolare. Per la prima volta, Jenny Meirens (co-fondatrice) e i membri centrali del team creativo parlano in maniera estensiva dei processi creativi e delle filosofie della Maison. Le loro storie, narrate attraverso interviste dettagliate e intime, offrono dei momenti di approfondimento sulla genesi e lo sviluppo di una delle case di moda più influenti del nostro tempo
Mint Film Office
Mint Film Office è una casa di produzione di documentari con base a Rotterdam. É un collettivo di persone il cui scopo è fare film che offrono storie coinvolgenti e che sono visivamente creative e stimolanti. Allo stesso tempo vogliono che i loro film riflettano sulla tradizione del film documentario e che mettano in discussione le idee di narrazione e visualizzazione. Per loro è importante che i film propongano prove evidenti su argomenti socio-culturali che ritengono urgenti.
Mint ha vinto diversi premi internazionali per il suo lavoro documentario.
www.mintfilm.nl

* Danza
PERFORMANCE E WORKSHOP CON:
Kenji Takagi
31 ottobre / dalle ore 16:00 alle ore 21:00
Ingresso gratuito
Biografia
Kenji Takagi lavora come danzatore free lance, insegnante e coreografo. Dopo essersi diplomato alla Folkwang Hochschule di Essen, Germany. Dal 2001 al 2008 è stato membro del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch dove lavora tutt’oggi come danzatore ospite e direttore di prove con la compagnia. Nel 2008 ha ricevuto il prestigioso premio teatrale tedesco Faust Preis nella categoria miglior danzatore. Negli ultimi anni ha danzato in coreografie di Pina Bausch, Wanda Golonka, Caterina Sagna, Jean Laurent Sasportes, Mark Sieczkarek e Nathalie Larquet. Kenji Takagi insegna al ImPuls Tanz Vienna, alla Folkwang University di Essen, al Conservatoire Nationale Superieure di Parigi e Lione, ed è stato professore invitato alla La Biennale della Danza di Venezia e Movement Research di New York. Dal 2010 è stato assistente e direttore delle prove per la ripresa della Sagra della Primavera di Pina Bausch all’Opera de Paris e all’English National Ballet.

* Design
TALK con:
Kiasmo
12 dicembre / ore 18:00
Ingresso gratuito
Kiasmo è il brand salentino dei pugliesi Vincenzo d’Alba (designer), Francesco Maggiore (direttore creativo) e Mauro Melissano (Ceo) che dal 2011 fondono nel loro lavoro competenze di mondi affini come il design, l’architettura, l’arte e la moda, attingendo all’inesauribile bacino di cultura che è il Mediterraneo.
Nella loro imperfezione e ambiguità, con riferimenti alla tradizione e ad un’innocenza perduta, le loro opere sembrano riaffiorare dalla stratificazione del tempo come frammenti di una lontana memoria, quasi come reperti archeologici riportati alla luce. Il materiale è trattato con sentimentalismo artigianale e le forme, situate tra l’arcano e l’arcaico, sono generate da una sorta di bisogno primario: il desiderio infantile di giocare e il bisogno di atti di fantasia, che nella loro ingenuità e purezza rivelano le ansie gioiose e tormentate di Antonio e Vincenzo.

* Musica
CONCERTO E DJ SET CON:
Sofie Royer
27 Dicembre / ore 21:00
Ingresso: 7 € early bird / 10 € in loco
in collaborazione con Studio Rotto
Biografia
Sofie è una musicista di formazione classica, parte del collettivo Stones Throw, membro originale del team di Boiler Room e soprattutto eclettica DJ, con un programma radiofonico mensile sulla celebre NTS Radio di Londra. Nata a Palo Alto (California), based a Vienna e con origini metà Iraniane e per metà Austriache. La DJ ha un profilo che di sicuro esplora a tutto tondo l’universo musicale dall’elettronica all’hip-hop con un gusto straordinario e una visione molto personale. Vanta date in giro per il mondo e la partecipazione al Dimension Festival, uno degli eventi di cartello della scena musicale elettronica.
Studio Rotto è una giovane realtà pugliese; si occupa di produzione di eventi (musicali, artistici, culturali ecc.), progetti nel mondo della moda, creazione e produzione di contenuti digital per partner esterni.


‘Signore e signori, il Piccinni!’: il programma dei 3 giorni di eventi per la riapertura del Teatro comunale “Niccolò Piccinni”

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signore e signori il piccinni riapertura

‘Signore e signori, il Piccinni!’: il 5 e 6 dicembre la festa della città per la riapertura del Teatro comunale “Niccolò Piccinni”

In vista della riapertura del Teatro comunale “Niccolò Piccinni” al termine del lungo restauro che l’ha interessato, l’amministrazione comunale ha organizzato una grande festa aperta a tutta la città nelle giornate del 5 e 6 dicembre.

Per l’occasione, dalle ore 18 di giovedì 5 alle 23 di venerdì 6 dicembre, sul palcoscenico si alterneranno otto spettacoli, tra frammenti di pièce teatrali e concerti, affidati ad alcuni degli artisti più conosciuti della città, mentre all’esterno del teatro trenta giovani attori baresi saranno protagonisti in strada, tra la gente, di un flash mob e di una serie di interpretazioni di alcuni tra i testi dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi.

La regia degli spettacoli di prosa è affidata a Licia Lanera, regista e attrice teatrale di fama nazionale, che ha scelto di coinvolgere attori storici del teatro barese per mettere in scena quattro estratti di tre diverse commedie dell’indimenticabile Eduardo De Filippo, che ha scritto drammaturgie sofisticate utilizzando un linguaggio semplice, capace di affrontare i grandi temi dell’uomo.

Quanto alla musica, ci sarà spazio per le orchestre della Fondazione Petruzzelli, della Città Metropolitana e del Conservatorio “Niccolò Piccinni”, e per uno straordinario programma jazz messo a punto da Roberto Ottaviano con la partecipazione di alcuni tra i più noti musicisti della ricchissima “scuola barese”.

Ad introdurre gli spettacoli ci saranno Antonio Stornaiolo, Massimo Biscardi, Roberto Ottaviano, Alceste Ayroldi e Pierfranco Moliterni per la musica, e Licia Lanera per il teatro.

La partecipazione a tutti gli spettacoli previsti nelle due giornate è gratuita.

Uno speciale prologo della festa, inoltre, si terrà mercoledì 4 dicembre nello Spazio Murat con il laboratorio creativo guidato dallo stilista Antonio Marras e promosso dalla Fondazione Dioguardi, nel corso del quale scampoli della tappezzeria del restaurato Piccinni saranno utilizzati per personalizzare indumenti vari.

Ho avuto l’onore di ricevere la progettazione e l’appalto per il restauro del Piccinni dalla precedente amministrazione, che ringrazio – ha esordito il sindaco Antonio Decaro in conferenza stampa -. Ma da allora, in questi anni, abbiamo atteso tanto tempo e abbiamo anche sofferto tanto per la complessità delle procedure e per un ricorso che ha ulteriormente rallentato i lavori, costringendoci a fermare il cantiere per circa due anni. Ma abbiamo tenuto duro, quando i ricorsi hanno bloccato le procedure, quando i fondi sembravano non bastare mai, e a tal proposito permettetemi di ringraziare la Regione Puglia e il Ministero dei Beni culturali che ci hanno aiutato concedendoci i finanziamenti necessari a completare le opere.

È stato un po’ come una gestazione, perché questo teatro è il primo edificio pubblico che nasce nella Bari murattiana e, di fatto, si trova nella ‘pancia’ della casa comunale. Per questo provo una particolare emozione, oggi, come per la nascita di un figlio.

Abbiamo deciso di riaprire il teatro comunale con delle modalità particolari per rivolgerci a tutti, in particolare ai giovani, come abbiamo già fatto per il Margherita, con la mostra interattiva su Van Gogh, con i Family concert nel Teatro Petruzzelli e come faremo a breve per l’inaugurazione delle nuove sale del Museo archeologico che ospiteranno un laboratorio dedicato ai più piccoli. Lo stesso vogliamo che accada per il Piccinni, perché vogliamo che le nuove generazioni si abituino ad entrare nei teatri, a frequentarli, a viverli. Forse neanche l’anno prossimo scaleremo le classifiche nazionali sulla qualità della vita, ma mi piace pensare che magari tra dieci anni i bambini che oggi hanno la possibilità di entrare nel Margherita, nel Petruzzelli, nel museo Archeologico, o negli altri contenitori culturali che stiamo riaprendo, non sapranno mai cosa sono le porte di un teatro chiuso e saranno cittadini più consapevoli e più felici di vivere in questa città.

Abbiamo deciso di restituire il Piccinni ai baresi con una festa aperta a tutti nei giorni speciali di San Nicola, in cui è più forte il senso di identità e di comunità. Perché questo teatro, che rappresenta la storia e le tradizioni di Bari, deve rappresentarne anche il futuro. Questo non è un teatro qualsiasi, è il teatro comunale Niccolò Piccinni, è il teatro dei baresi, ed è a loro che dedichiamo la riapertura, perché è grazie a loro – agli artisti, agli attori, ai musicisti, agli operatori culturali – se questa festa potrà svolgersi.

Consentitemi infine di ringraziare il Ministero dei Beni culturali, la Regione Puglia, Puglia sounds, il Teatro Pubblico Pugliese, l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli, l’Orchestra della Città metropolitana, il Conservatorio Niccolò Piccinni e tutti gli artisti, i musicisti e gli operatori culturali che prenderanno parte a questa straordinaria festa. Un rigraziamento speciale anche ad Antonio Marras e alla Fondazione Dioguardi per il loro contributo straordinario che impreziosisce il racconto della nuova storia del Teatro Piccinni. Senza dimenticare tutti, ma proprio tutti, i dipendenti comunali, gli operai della ditta restauratrice, i consulenti, tutte le persone che a vario titolo hanno voluto bene a questo teatro e hanno dedicato anche solo un’ora del loro tempo e del loro lavoro per restituire alla città questo luogo. Infine voglio ringraziare sin da ora tutti i cittadini che entreranno nel teatro comunale Piccinni, tutti quelli che lo fotograferanno, lo racconteranno e lo ameranno proprio come lo amiamo noi”.

Ringrazio il sindaco Antonio Decaro per avermi affidato la delega alle Culture, e con essa l’onore e la responsabilità di seguire personalmente un momento storico come quello della restituzione del teatro comunale Piccinni ai baresi – ha detto l’assessora alle Culture Ines Pierucci -. Per restituire un teatro comunale al futuro è necessario farlo attraverso la storia e l’identità della città che lo accoglie, perché il teatro non è un contenitore ma è luogo democratico per eccellenza dove fare la miglior politica possibile attraverso l’arte di chi lo abita.

Definire il programma di questa inaugurazione è stata una scelta difficile a cui questa amministrazione ha lavorato sin dal suo insediamento. È un progetto unico realizzato ad hoc per questa riapertura: non ci siamo affidati a nessuno spettacolo che già esistesse, se non alla nostra storia e alla nostra identità. Se per le scelte musicali abbiamo omaggiato il maestro Piccinni, rispettando l’aspetto filologico e riscoprendo un artista barese dimenticato, per la prosa abbiamo pensato che Eduardo De Filippo, tra i tanti artisti che hanno frequentato il Piccinni nel passato, fosse l’emblema del teatro italiano a cui dedicare questa inaugurazione.

Per questo, restituire il teatro ai baresi attraverso gli artisti baresi ci è sembrata la scelta migliore, all’insegna della coesione e della valorizzazione del territorio attraverso i talenti della nostra città.

La coesione è anche la parola che spero segnerà tutto il mio mandato da assessore, la parola d’ordine che condivido con i colleghi della giunta, che vorrei ringraziare uno ad uno, tra tutti Pino Galasso, che insieme ai tecnici dei suoi uffici ha seguito questo lungo cantiere di restauro.

Abbiamo chiesto a Licia Lanera di battezzare questo luogo con la sua regia perché pensiamo che rappresenti un’eccellenza del mondo teatrale femminile. Licia è un’attrice barese che si è formata qui e che da Bari, nonostante i riconoscimenti nazionali e i tanti tour in giro per il mondo, non è voluta andare via, ed è a Bari che compirà un doppio salto carpiato con l’inaugurazione del Piccinni il 6 dicembre e il debutto del Gabbiano al Petruzzelli tra qualche giorno. Ai tanti attori e attrici baresi che ha coinvolto sul palco per questa occasione, voglio porgere un sincero personale ringraziamento perché si sono messi in gioco con amore, umiltà e professionalità. Il mio augurio è che questo palco, che calcheranno per primi, possa portare loro ogni fortuna.

L’anteprima di questa festa sarà affidata ad Antonio Marras e Francesco Maggiore che il 4 dicembre nello Spazio Murat terranno un laboratorio creativo la cui ideazione esprime pienamente la coesione e la passione del filo rosso Piccinni che ci lega all’inaugurazione. Marras e Maggiore coinvolgeranno i cittadini in una modalità unica e originale. Affinché tutti si sentano parte del teatro e portino addosso un pezzo del teatro, chiunque potrà portare un indumento da casa sul quale Antonio Marras, coadiuvato dagli studenti dell’Accademia delle Belle arti e dalle sarte formatesi nei centri del Welfare dei quartieri San Paolo Japigia e San Girolamo, cucirà uno scampolo di tessuto damascato rosso Piccinni avanzato dal lavoro di restauro.

La cultura ideale è quella progettuale e creativa che contamina e avvolge tutto e tutti, come la stoffa damascata del Piccinni che idealmente sarà il lenzuolo sotto il quale tutte le arti che il teatro ospiterà si uniscono e si contaminano in un grande abbraccio lungo 176 anni”.

Chi mi conosce sa che in questi anni, nonostante abbia fatto la trottola in Italia e in Europa, ho sempre scelto di restare a Bari – ha proseguito Licia Lanera – e di continuare a fare teatro con gli attori e le persone della mia città. Oggi trovarmi qui in questa occasione mi emoziona e mi confonde.

Il 6 dicembre abbiamo voluto che ci fossero in primo luogo i baresi, gli uomini e le donne che portano avanti il discorso teatrale in questa città: dai nomi storici del teatro ai più giovani, che ogni mattina si svegliano e si inventano un modo per fare teatro, promuovendo un pensiero e un arte che parla dell’uomo all’uomo.

All’esterno del teatro ci saranno attori e danzatori che in loop, dalle 5 del pomeriggio fino a tarda serata, reciteranno dei monologhi e compiranno delle azioni collettive indossando alcuni degli abiti della fondazione lirica e realizzeranno dei tableau vivant ispirati alla fotografia di Romina Restia, che accosta elementi classici a contemporanei, perché un po’ questo è il senso del mio lavoro: associare la tradizione alla contemporaneità.

Sul palcoscenico del teatro 4 pièce di Eduardo, un autore che ha una forte connessione con la nostra città, oltre ad essere un grande drammaturgo e capocomico, prima ancora che uno straordinario attore e regista.

Ho creato delle combinazioni in cui attori di diverse generazioni e di diversi generi lavorano insieme sotto la mia regia per delle mise en espace di 30 minuti l’una. Stiamo cercando di fare un lavoro contemporaneo ed è bellissimo vedere una totale dedizione di questi attori al progetto per festeggiare la riapertura del Piccinni, secondo l’idea che il teatro salva una città. In una commedia di Aristofane c’è Dioniso che scende negli inferi per far tornare in vita un poeta e salvare la città. Potrei dire che l’amministrazione comunale, restituendo il teatro Piccinni alla città, la salva, perché un teatro ha il potere di salvare una comunità. Per questo mi auguro che il Piccinni, come diceva il sindaco, possa aprirsi ai giovani ed essere collante per il futuro: spero che questa festa per la riapertura sia solo l’inizio”.

Le prime note che si ascolteranno il 5 dicembre, come è doveroso che accada, sono quelle di Niccolò Piccinni – ha commentato Massimo Biscardi, soprintendente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari -, un grandissimo compositore che abbiamo il compito di far conoscere – gran parte delle sue opere non sono conosciute – e riconoscere. Credo che questo teatro sia anche il luogo in cui Piccinni, nel tempo, debba essere ritrovato.

Inizieremo con una sinfonia inedita di Piccinni in do maggiore, che sarà eseguita per la prima volta in tempi moderni, ritrovata nella biblioteca del conservatorio di Napoli. Per dare un senso al programma, che in tutto durerà una quarantina di minuti, abbiamo voluto introdurre, sempre dello stesso periodo, una composizione di Beethoven che si esegue normalmente nei teatri nord europei in segno di buon auspicio, la cantata per coro e orchestra Calma di mare e viaggio felice. Per riferirci, invece, al periodo in cui questo teatro fu inaugurato, abbiamo scelto Patria oppressa di Giuseppe Verdi, un coro aggiunto alla seconda edizione del Macbeth in cui Verdi segnalava il proprio patriottismo e il proprio desiderio di un’Italia unita. Per concludere in allegria eseguiremo, sempre dello stesso periodo, un coro di Donizetti tratto dal Don Pasquale.

Oggi viviamo in un tempo in cui l’Italia e è unita, libera e felice, ma quando questo teatro è stato inaugurato le condizioni erano ben diverse: per questo inizieremo la nostra esecuzione con l’inno nazionale, perché a noi di Bari l’Italia piace unita”.

Sono contento ed entusiasta di salutare la riapertura di questo teatro, è come riavere un figlio dopo un metaforico rapimento: è uno spazio riconquistato per la città – ha sottolineato Roberto Ottaviano – uno spazio molto importante per la sua storia e le sue dimensioni.

Quando mi hanno chiesto di occuparmi di una parte del programma della riapertura, dopo il primo momento di entusiasmo il pensiero successivo è stato quello di avere tra le mani una patata bollente, perché organizzare una cosa del genere in un mondo di artisti è molto difficile, un po’ come tirare una coperta che inevitabilmente lascerà scoperto qualcuno. E se questo è oggettivamente difficile in tutti i contesti artistici, con il jazz lo è ancor di più, perché noi del jazz, se possibile, abbiano una virgola in più.

Mi auguro che la nostra piccola comunità musicale possa godere ancora di questo spazio perché il Piccinni è sicuramente la casa della prosa, della musica sinfonica, della lirica, ma questo teatro ha anche conosciuto, in tempi non sospetti, un’importante presenza della musica jazz, come nel caso della rassegna Jazz in Italy. Un legame che a Bari è rappresentato da artisti molto rappresentativi, che calcano abitualmente le scene internazionali e che il 5 dicembre porteranno la loro identità musicale su questo palcoscenico.

Per l’occasione mi sono permesso una licenza poetica e, collegandomi alla tradizione, come accade da anni in tutta Europa, ho scritto un piccolo arrangiamento di un’aria tratta dal Giulio Cesare di Piccinni, che eseguiremo in un ‘tutti’ finale”.

Tutta la comunità del Conservatorio Niccolò Piccinni è felice e orgogliosa di partecipare alle celebrazioni di riapertura di questo teatro – ha dichiarato il direttore del conservatorio Corrado Roselli -. Il Conservatorio è stato sempre disponibile a dare il suo contributo a tutte le iniziative che onorano e omaggiano il compositore barese, come è accaduto ad esempio con l’esperienza di Casa Piccinni in piazza Mercantile, dove abbiamo svolto lezioni, saggi, seminari e concerti. E siccome il teatro è luogo di luce, di vita e non di polvere, la nostra partecipazione coinvolgerà l’orchestra sinfonica del Conservatorio fatta per la maggior parta da studenti, e diretta per l’occasione da tre studenti di Direzione d’orchestra: Irene Corciulo, Sergio Lapedota e Roberto Casulli. Saranno loro a dirigere le tre parti del concerto, che si apre e si chiude con due brani di Piccinni e che proporrà anche musiche di Grieg e Britten. Speriamo davvero di poter contribuire ad una grande festa per tutta la città”.

In queste circostanze si è portati ad indulgere in espressioni di compiacimento – ha concluso il direttore dell’Orchestra metropolitana Marco Renzi – ma non posso non esprimere al sindaco e all’assessore la mia gioia ed emozione nel rientrare in questo storico teatro che spesso ha ospitato l’orchestra del Conservatorio e l’orchestra metropolitana in passato. Il nostro programma per la riapertura prevede l’overture dell’Ifigenia in Tauride di Piccinni, l’introduzione e Rondò capriccioso di Saint-Saëns e una versione ridotta della sinfonia n. 5 di Beethoven. Come sempre, nel desiderio di valorizzare i talenti emergenti della città, abbiamo invitato Maria Serena Salvemini, un’eccellenza del Conservatorio di Bari che ha solo 14 anni ma che si è già distinta per le sue doti straordinarie. Sarà lei ad eseguire Rondò capriccioso, un brano virtuosistico da non perdere”.

Di seguito il programma completo degli eventi:

Giovedì 5 dicembre
Orchestra a teatro
ore 18
Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli

* Inedita Sinfonia in Do di Niccolò Piccinni (con revisione a cura di Adriano Cirillo)
* Calma di mare e viaggio felice, op. 112, Cantata in Re maggiore per coro e orchestra di Ludwig van Beethoven.
* Patria oppressa di Giuseppe Verdi, Coro dall’opera “Macbeth”
* Che interminabile andirivieni di Gaetano Donizetti, Coro dall’opera “Don Pasquale”
Direttore Giampaolo Bisanti
Maestro del Coro Fabrizio Cassi

Jazz a teatro (con il sostegno di Puglia Sounds)
ore 21

* Gaetano Partipilo Boom Collective
* Gaetano Partipilo sax
* Carolina Bubbico voce
* Angela Esmeralda voce
* Mirko Signorile piano
* Gianluca Aceto basso elettrico
* Fabio Accardi batteria
* Mirko Signorile Trio
* Mirko Signorile piano
* Giorgio Vendola contrabbasso
* Fabio Accardi batteria
* Gianna Montecalvo & Eugenio Macchia
* Gianna Montecalvo voce
* Egenio Macchia piano
* Fabio Accardi Whispers
* Fabio Accardi batteria
* Gaetano Partipilo sax
* Vince Abbracciante fisarmonica
* Mirko Signorile piano
* Giorgio Vendola contrabbasso
* Roberto Ottaviano Quartetto
* Roberto Ottaviano sax
* Eugenio Macchia piano
* Mauro Gargano contrabbasso
* Mimmo Campanale batteria
* Nicola Conte Spiritual Galaxy
* Nicola Conte chitarra
* Gaetano Partipilo sax
* Carolina Bubbico voce
* Mirko Signorile piano
* Gianluca Aceto basso elettrico
* Fabio Accardi batteria
* Stefania Di Pierro Base Terra

Venerdì 6 dicembre
Orchestra a Teatro
ore 9.30
Orchestra conservatorio “Niccolò Piccinni”

* Niccolò Piccinni: Sinfonia dell’Intermezzo Gli Stravaganti
* Edvard Grieg: Al tempo di Holberg op. 40 – Suite in stile antico per orchestra d’archi
* Benjamin Britten: Simple Symphony op. 4 per archi
* Niccolò Piccinni: Concerto di Flauto traverso (1769)
Direttori: Irene Corciulo; Sergio Lapedota; Roberto Casulli
Flauto solista: M° Michele Bozzi
Studenti della classe di Direzione d’Orchestra.

Orchestra a Teatro
ore 11.30
Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari

* Niccolò Piccinni: Iphigenie en Tauride – Ouverture
* Camille Saint-Saëns: Introduzione e Rondò Capriccioso op. 28 per Violino e Orchestra
* Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 5 op. 67 in Do minore
Direttore: Ola Rudner
Solista: Maria Serena Salvemini

Commedia a Teatro
Tutte le pièce sono tratte da opere di Eduardo de Filippo con la regia di Licia Lanera

* ore 17:00 – “Gli esami non finiscono mai” / Atto Primo
con Rocco Capri Chiumarulo, Mino Decataldo, Marialuisa Longo, Pinuccio Sinisi, Tina Tempesta, Nicola Valenzano
 (durata: 30’)
* ore 18:45 – “Gli esami non finiscono mai” / Atto Secondo
con Monica Contini, Augusto Masiello, Tiziana Schiavarelli
 (durata: 30’)
* ore 20:30 – “Natale in casa Cupiello”
con Marco Grossi, Nicola Pignataro, Nico Salatino, Lucia Zotti
 (durata: 30’)
* ore 22:15 – “Filomena Marturano”
con Vito Signorile, Carmela Vincenti
 (durata: 30’)

Giovedì 5 e venerdì 6 dicembre

(esterno Teatro Piccinni)
Nelle giornate del 5 e 6 dicembre, inoltre, nell’area antistante il teatro sarà trasmessa, in filodiffusione, il “Poliuto”, l’opera di Donizetti che fu eseguita in occasione dell’inaugurazione del teatro comunale il 30 maggio del 1854. A più riprese, tra pomeriggio e serata, 30 giovani attori e attrici delle compagnie baresi daranno vita ad un flashmob in strada sul tema della restituzione del teatro alla città.

Ognuno di loro, poi, in modalità varie, reciterà alla gente in strada brevi dialoghi o monologhi di alcuni tra i più importanti drammaturghi della storia del teatro.

Questi i nomi degli attori coinvolti: Alessio Genchi, Emanuele Maggi, Annabella Tedone, Annalisa Calice, Barbara Grilli, Barbara De Palma, Elisabetta Sbiroli, Emanuela Pietanza, Federica Falco, Gianluca Tagliente, Gianni D’Auria, Ilaria Giordano, Ivan Dell’Edera, Luca Mastrolitti, Marco Tagliente, Marianna Di Muro, Marica Colaninno, Martina Maffei, Melissa Nardiello, Michele Tullo, Nico Sciacqua, Nina Martorana, Noemi Ricco, Riccardo Lacerenza, Sara Rotondo, Saverio Veccaro, Silvia Cuccovillo, Valentina Foglianisi, Vanessa Rosito, Alex Nistor.

Biglietteria
L’ingresso per assistere agli eventi in programma nel Teatro Piccinni nelle giornate del 5 e 6 dicembre è gratuito: sarà possibile ritirare il proprio titolo d’ingresso per lo spettacolo scelto presso la biglietteria del teatro, in corso Vittorio Emanuele 84, a partire da martedì 26 novembre e fino a mercoledì 4 dicembre, tutti i giorni, esclusi sabato e domenica, dalle ore 18 alle ore 20.
Ciascun cittadino potrà ritirare massimo 2 biglietti.
In alternativa si potrà ottenere il proprio posto a teatro sul circuito Vivaticket con un diritto di prevendita di € 1. Il servizio online sarà disponibile da venerdì 29 novembre.

“Il Palco Reale ti aspetta”
Per rendere ancora più emozionante l’esperienza della riapertura del teatro comunale, è stato ideato “Il Palco Reale ti aspetta”, il concorso aperto a tutti i cittadini che vogliano assistere agli spettacoli in programma dal posto più bello del teatro: il Palco Reale.
Per parteciparvi sarà sufficiente registrarsi a uno degli spettacoli in programma, sul sito www.eventbrite.it/e/registrazione-teatro-comunale-niccolo-piccinni-il-palco-reale-ti-aspetta-82595311801.
Il termine ultimo per iscriversi al concorso è:
* 1° dicembre per gli spettacoli in programma il 5 dicembre;
* 2 dicembre per gli spettacoli in programma il 6 dicembre.
Martedì 3 dicembre si terrà il sorteggio dei vincitori per ciascuno degli otto spettacoli. Ogni vincitore avrà diritto a due posti per assistere allo spettacolo scelto dal Palco Reale.
L’estrazione dei nomi dei vincitori avverrà nel corso di una diretta facebook sulla pagina istituzionale del Comune www.facebook.com/comunedibari.

Mercoledì 4 dicembre

“Averti addosso”
Antonio Marras: il teatro che abito!
(Spazio Murat)

Alla vigilia della riapertura, mercoledì 4 dicembre l’intera cittadinanza è invitata a partecipare al laboratorio creativo ideato da Antonio Marras che avrà come protagonista il tessuto di scarto della tappezzeria utilizzata nel restauro del Teatro Piccinni.

Dalle ore 10 alle 20 chiunque potrà portare, nello Spazio Murat, in piazza del Ferrarese, un proprio indumento (ad esempio t-shirt, pantaloni, giacche, sacche, sciarpe, camicie, gonne, etc.) per sottoporlo all’applicazione di scampoli del tessuto della tappezzeria, la cui composizione verrà seguita e diretta da Antonio Marras e dal suo staff.

L’indumento, che a seguito dell’applicazione sarà prontamente restituito al proprietario, diverrà dunque il supporto su cui cucire frammenti del teatro; l’intervento sarà effettuato da sarte che si alterneranno alla macchina da cucire coadiuvate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari, che parallelamente daranno forma ai frammenti di tessuto ritagliando, in tempo reale, sagome dalla pezza di stoffa progressivamente srotolata nello Spazio Murat, allestito per l’occasione da Romano Exhibit.

Questa iniziativa intende dar vita a una serie speciale di indumenti, unici per la città, che segneranno e renderanno riconoscibile chi deciderà di “avere addosso” una testimonianza del teatro Piccinni per sentirsi partecipe di un grande mosaico collettivo la cui composizione coincide con un momento di rinascita dell’arte, della cultura e dello spettacolo.

Nell’ambito di questo progetto un ruolo determinante è svolto dalla Fondazione Giovanni Paolo II che coinvolgerà quindici donne dei quartieri San Paolo, San Girolamo e Japigia che metteranno in campo le competenze sartoriali acquisite all’interno dei laboratori dei Centri servizi per le Famiglie dell’assessorato al Welfare.

L’iniziativa “Averti addosso”, curata da Francesco Maggiore con il coordinamento di Orazio Nobile e Giusy Ottonelli, è promossa dall’assessorato alle Culture in collaborazione con Fondazione Gianfranco Dioguardi, Fondazione Giovanni Paolo II e Spazio Murat.

Ringraziamenti
La realizzazione dell’intero programma della festa per la riapertura del Piccinni è resa possibile dalla collaborazione di Teatro Pubblico Pugliese, Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Città metropolitana di Bari, Conservatorio “Niccolò Piccinni”, Puglia Sounds, e dall’impegno personale di Antonio Stornaiolo, Licia Lanera, Roberto Ottaviano, Antonio Marras, Alceste Ayroldi e Pierfranco Moliterni.


“Benzina sul fuoco” rassegna di eventi culturali nello Spazio Murat

In il

benzina sul fuoco spazio murat

A Bari è in arrivo un “Autunno caldo”

È in programma, infatti, una collaborazione tra La Scuola Open Source e lo Spazio Murat, finalizzata alla realizzazione di una rassegna di incontri su temi politici che dividono l’opinione pubblica: proprietà intellettuale, post-lavoro, immaginario collettivo e processi di trasformazione.

Questa rassegna di eventi — gratuiti e aperti a tutti — prende il nome di Benzina sul fuoco:

Un programma di eventi culturali su temi che dividono.

La rassegna è progettata e curata da La Scuola Open Source in collaborazione con Spazio Murat, dove si svolgeranno le attività — in piazza Ferrarese a Bari.

Questi eventi sono stati immaginati per approfondire temi — trattati da punti di vista diversi — attraverso brevi talk interdisciplinari da 20 minuti.

Le talk saranno tenute da persone provenienti da luoghi, percorsi professionali e culturali differenti, e si svilupperanno attorno ad un tema comune — che divide.

L’obiettivo del percorso è aggregare persone e competenze per generare valori condivisi, che arricchiscano e sfidino un pubblico aperto e plurale.

Gli incontri sono moderati da Alessandro Tartaglia e Melissa Destino o Giusy Ottonelli, a seconda degli appuntamenti.

Appuntamenti:

Di chi sono le idee?
Il diritto d’autore, così come il concetto di proprietà intellettuale (in antitesi rispetto quello di genitorialità intellettuale), sono il prodotto di una società basata sui rapporti di produzione. Il paradigma però sta cambiando, producendo l’emersione di nuovi modelli e sperimentazioni: dall’open source al free software, dal movimento creative commons fino alla pirateria.

4 ottobre — dalle 18 alle 20

Interventi:

Daniele Gambit
→ Autore di Datacrazia, Docente e Ricercatore

Nicola Capone
→ Filosofo del diritto, attivista di Ex Asilo Filangeri
(Napoli)

Barbara Colombo
→ Architetto, PhD in Disegno Industriale al Politecnico di Milano

Immaginario collettivo e Memetica
Cosa è un meme? in che modo nasce un meme?
Come influenza i nostri comportamenti e la nostra vita? In che rapporto è il processo di produzione-distribuzione-fruizione di memi con le reti sociali digitali? Proveremo a rispondere a queste, e ad altre, domande assieme.

29 novembre — dalle 18 alle 20

Interventi:

Aria Magrini
→ Artista, Ricercatrice, Attivista di Clusterduck

Dino Amenduni
→ socio di Proforma, Spin doctor e Docente

Tommaso Guariento
→ Autore per NOT, Docente e Ricercatore

Il processo è il progetto
La complessità non è riducibile, ma le tecnologie digitali ci mettono, sempre di più, in condizione di affrontare questa complessità con consapevolezza. Progettare processi significa ragionare per procedure, invece che per strutture. Come può, questa metodologia, cambiare le nostre vite quotidiane?
Scopriamolo assieme.

13 dicembre — dalle 18 alle 20

Interventi:

Ilda Curti
→ Progettista e ex Assessore all’Innovazione
a Torino

Roberto Covolo
(assessore comune di Brindisi)
→ Assessore alla programmazione economica
a Brindisi

Nunzia Coco
→ Ricercatrice e Docente

Post-lavoro e reddito universale di base
Si discute molto di reddito di cittadinanza, delle trasformazioni del mondo del lavoro, della nuova figura (l’entreprecariat, o imprenditore-precario), e dell’economia della condivisione. Ma cosa significa reddito universale? Quali orizzonti apre? Quale società potrebbe generare? Discutiamone assieme.

19 dicembre — dalle 18 alle 20

Interventi:

Gigia Bucci
→ Segretario generale CGIL Bari

Francesca Coin
→ Ricercatrice e Docente

Silvio Lorusso
→ Autore di “entreprecariat” e Ricercatore


Diego Dalla Palma a Bari per la Tappa in Puglia del talk Beauty Trends

In il

Diego Dalla Palma a Bari

Tappa in Puglia del talk Beauty Trends con Diego Dalla Palma

Spazio Murat, Piazza del Ferrarese, Bari

Giovedì 3 ottobre, ore 20:00

Curare la propria bellezza con i consigli di Diego Dalla Palma, tra i più famosi make-up artist italiani, e conoscere le pratiche mirate al cambiamento. Nello Spazio Murat, a Bari, giovedì 3 ottobre alle ore 20:00, riflettori accesi sul talk Beauty Trends che anticipa la Giornata Mondiale del Sorriso: si parlerà di tendenze e di novità in campo estetico, ma anche di qualità della vita. L’appuntamento divulgativo, che oltre a Dalla Palma vedrà protagoniste Gianna Maria Nardi, ricercatrice all’Università Sapienza di Roma e la giornalista Daniela Mazzacane, è organizzato da Philip Morris International nell’ambito del tour informativo su IQOS, il dispositivo senza fumo.

Un viaggio all’interno del concetto di bellezza dagli anni ‘80 fino ad oggi. Cultura e società si fondono e creano la capacità di dettare nuovi trend, di cambiare i consumi, fino all’utilizzo di soluzioni sempre più green ed ecocompatibili. «Innovare significa accettare la sfida di cambiare – afferma Diego Dalla Palma – la mia esperienza mi ha portato spesso di fronte alla scelta di nuovi prodotti, a cambiamenti dettati dai beauty trends, all’evoluzione delle tecniche adottate per rendere le donne sempre più belle. Il motivo che mi ha spinto ad accogliere l’invito di IQOS è la convinzione che, anche nel mondo della bellezza, l’innovazione sia un tema importante e naturalmente condiviso».

In Italia il fumo interessa più di 11 milioni di persone, di cui circa la metà donne. L’invecchiamento della pelle, le macchie sui denti, il cattivo odore, e anche gli altri segnali ben visibili come la perdita di lucentezza della pelle o l’ingiallimento delle dita sono tra i danni causati dal fumo. E il cambiamento e la volontà di trasformazione sono alla base dell’incontro che, dopo Catania, Roma e Napoli, Philip Morris International terrà a Bari.

La prof.ssa Gianna Maria Nardi, laureata in igiene dentale e direttore di un master sulle Tecnologie Avanzate nelle Scienze di Igiene Orale, sottolinea: «Per noi professionisti che ci occupiamo di salute del cavo orale avere a disposizione una tecnologia che permetta di eliminare una sostanza come il monossido di carbonio è un grande vantaggio». In occasione della Giornata Mondiale del Sorriso, è importante ribadire «come il fumo possa avere un impatto negativo sul sorriso. Il volto è il distretto più rappresentativo della persona: problematiche quali le pigmentazioni e l’ingiallimento dei denti possono inficiare anche la vita di relazione».

Uno studio condotto in laboratorio, pubblicato nello scorso gennaio da Quintessence International, ha confrontato gli effetti del fumo di sigaretta rispetto al vapore di tabacco generato da IQOS, dimostrando come i denti e le resine dentali più utilizzate, esposti all’aerosol di IQOS per tre settimane, presentino significativamente meno macchie rispetto a quelli esposti ad una sigaretta tradizionale.

Philip Morris International: costruiamo un futuro senza fumo
Philip Morris International (PMI) sta guidando la trasformazione del mondo del tabacco: vuole creare un futuro senza fumo con lo scopo di sostituire le sigarette a beneficio di tutti quei fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare, della Società, dell’azienda e dei suoi dipendenti, degli azionisti.
PMI è tra le aziende leader nel mercato dei tabacchi lavorati, dei prodotti senza combustione, inclusi i loro dispositivi elettronici e accessori, e degli altri prodotti contenenti nicotina commercializzati al di fuori del mercato statunitense.
PMI sta costruendo il proprio futuro grazie alla categoria dei prodotti senza fumo che, seppure non siano privi di rischi, rappresentano una valida alternativa al fumo di sigaretta.
Grazie alle competenze multidisciplinari impiegate nello sviluppo dei suoi prodotti, alle infrastrutture all’avanguardia e alla validazione della ricerca scientifica, PMI vuole assicurarsi che i suoi prodotti senza combustione possano incontrare le preferenze dei suoi consumatori e i rigorosi requisiti previsti dalla legge.
Il portfolio di prodotti senza fumo IQOS include prodotti a tabacco riscaldato e vaporizzatori di nicotina. PMI ha stimato che, al 30 giugno 2019, oltre 8 milioni di fumatori adulti nel mondo hanno già smesso di fumare sigarette e sono passati ad IQOS, il dispositivo che scalda il tabacco che è al momento disponibile in più di 48 mercati – a livello nazionale o solo in alcune città. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito di PMI e quello di PMI Science.


BIG ff 2019 – Bari International Gender Film Festival: il programma completo

In il

BARI INTERNATIONAL GENDER FILM FESTIVAL 2019

Cambiare forma. Eludere la norma. Trasgredire il confine. Straripare. La natura è un gioco incessante di libertà e trasformazione: rifiuta i limiti, spiazza, eccede. Non ha misura se non la sua misura. Per un essere umano, affermare la propria natura significa esistere al di là delle condizioni della propria esistenza sociale, dettate o riprodotte dal potere. Vuol dire partitore il proprio Sé irripetibile, prendersene cura, metterlo in gioco, performarlo.

Il sogno con cui il BIG Film Festival accompagna l’edizione del 2019 è che ciascuno sia libero di essere, diventare, amare, raccontarsi, celebrando unicamente la propria natura profonda. Il sogno è che ciascuno possa farlo in uno spazio sociale accogliente, dove non hanno cittadinanza il sospetto, il giudizio e l’odio. Questo luogo è la comunità.

Per questo, il tema del BIG 2019 è “Community”.

In un tempo di muri di rabbia, di steccati identitari, di gabbie del pensiero, riaffermare la comunità è necessario e rivoluzionario. Una comunità che non sia il luogo della nostalgia, che non si chiuda all’esperienza dell’Altro. Una comunità che si faccia habitat: quello spazio in cui ciascuno può trovare le condizioni congeniali per nascere, inventarsi, diventare.

Rinnovando il proprio impegno nella costruzione di una cultura rispettosa delle diversità di genere, orientamento e identità sessuali, il BIG Film Festival candida le arti a riscrivere la grammatica fondamentale delle relazioni umane, al riparo da un potere che ha fame di cancellare le differenze. Per dirla con Michel Foucault: “Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo, ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare”.
(Paolo Inno per BIG ff 2019)

PROGRAMMA:

Sabato 21 Sett. – AncheCinema
Ore 20.00 – Cerimonia di apertura BIG Community V edizione del Bari International Gender film festival

Ore 23.30 – Opening party:

Domenica 22 Sett. – AncheCinema
Ore 18.00 – “Lei: l’altro da sé” di Clelia Facchini (Italia, 2019), 3’.
La regista saluta il pubblico.
L’identità è come un quadro composto di molteplici segni, sfumature, correzioni e tonalità di colore.

“Searching Eva” di Pia Hellenthal (Germania, 2019), 85’.
Eva è una ventenne di origini italiane che vive a Berlino. Modella, artista e sex worker, ha fatto della sua vita un racconto senza privacy. Il lungometraggio d’esordio di Pia Hellenthal, presentato
nella sezione Panorama alla 69ma edizione della Berlinale, registra, come in una sorta di diario quotidiano e pubblico (tutto è condiviso sui social media), la vita di Eva, tra uscite nei club,
conversazioni familiari e rendez-vous con clienti (selezionatissim*). La modella riflette sulla propria identità, pubblicamente, attraverso il proprio corpo rendendolo strumento funzionale al superamento di categorie come “prostituta”, “femminile”, “bisessuale”.

Ore 20.00 – “Plaire, aimer et courir vite”/”Sorry Angel” di Cristophe Honorè (Francia, 2018), 132’. In collaborazione con festival festival Orlando, Bergamo.
Una storia d’amore che ripercorre gli anni ’90 come fossero già un’epopea: la musica dei Massive Attack, gli incontri nei cinema, le telefonate dalle cabine telefoniche, distanze tra generazioni che per intensità sanno di eterno. Quella tra Jacques, uno scrittore di successo, e Arthur, uno studente universitario, è una relazione romantica senza possessioni, che si dilata nel tempo e nello spazio
superando con disinvoltura e senza patetismi, ogni limite, di coppia, ambientale, familiare e persino del corpo.

Ore 22.30 – “Rafiki” di Wanuri Kahim (Kenya, 2018), 83’.
Ꙭ FOCUS AFRICA – In collaborazione con festival Festival MIX Milano ed il sostegno della Fondazione Pasquale Battista.
Kena è una ragazza di origini modeste molto popolare nel suo quartiere a Nairobi. Si aggira per le strade con lo skate, lo stereo, le moto dei suoi amici maschi. Ziki invece, di buona famiglia, sempre impeccabile nel look, si intrattiene con le sue amichette, truccandosi e ballando gli ultimi motivetti alla moda. Kena e Ziki, per quanto diverse, si osserveranno a distanza e, a dispetto della rivalità tra
le rispettive famiglie coinvolte nelle elezioni politiche su schieramenti avversi, si avvicineranno teneramente sfidando l’ottusità e la violenza di uno fra gli stati africani che vieta per legge le relazioni omosessuali. Primo film keniota al Festival di Cannes, bannato in Kenya con la regista rifugiata in Francia.

Lunedì 23 Sett. – AncheCinema
Ore 19.00 Vernissage
“Tutto è come appare” personale di Pasquale Rubino

Ore 20.00 – “Normal” di Adele Tulli (Italia, 2018), 70’ – Normal – film

Un caleidoscopio di immagini allucinato che segue un filo conduttore molto preciso: cosa significa, sin dalla nascita, essere maschi ed essere femmine nella società contemporanea globalizzata. Con un’estetica accattivante, il film documento che ne emerge scava nel profondo delle questioni di genere mettendo seriamente in crisi ciò che il senso comune intende “normale” per uomini e donne, dall’infanzia all’età adulta. La banalità di alcuni momenti importanti della vita, processi di crescita, tappe fondamentali personali e collettive, risulta, al contrario, in un climax crescente, assurda, forzata, violenta, grottesca, a tratti volgare, tragicomica. E’ davvero così folle, oscena e ridicola la “normalità”?

Ore 22.00 – “Merci mais non merci” di Alessandra Beltrami
(Italia, 2019), 14’. Nicole è una giovane donna che si guarda vivere, essere, diventare. Un flusso di coscienza che alterna immagini della memoria, girate in super8, allo scorrere inarrestabile di parole, voci, versi poetici. Un bianco e nero che si lascia contaminare dal colore improvviso quasi a definirne l’intenzione.

– “Tucked” di Jamie Patterson (Regno Unito, 2018), 80’.
In collaborazione con festival Orlando Bergamo e Gender Bender Bologna. Per curarsi, Jackie, drag queen ottantenne, è costretta ad abbandonare il club in cui lavora da anni e conoscere la sua sostituta, Faith, una giovane e imprudente trav, dal corpo statuario e dal talento commuovente. Nonostante la differenza di età, anziché rivalità, tra le due drag comincia ad instaurarsi un tenero rapporto di amicizia, sostegno e reciproca protezione che trasformerà la vita di entrambe.

Martedì 24 Sett. – Aula Magna-Università degli Studi Aldo Moro – Ore 16.00 “DIALOGHI sul BIG”
(In collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’ Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Archivio di Genere)
Introduce Claudia Attimonelli, ForPsiCom, Mem-Fir, Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

– “Se/lo/do/all’/Uomo/Nero” – Anatomia politica delle passioni – Intervento di Ilenia Caleo/ Leni Kall, perfomer, ricercatrice, agitatrice:

Cos’è che ci muove. Cosa ci commuove. Cosa ci parla e cosa
invece rimane muto. Quali sono i corpi verso cui proviamo
immedesimazione, empatia, identificazione. Quali corpi li
respingiamo come Altro. Le passioni non sono pura immediatezza, ci dice il pensiero femminista. Le scambiamo, le acquisiamo, le diffondiamo, le tramandiamo fin nelle favole delle buonanotte: sono merce calda che circola sulla scena politica. Scena che si costruisce sempre meno sulle idee – di mondo, di società – e sempre più sugli stati emotivi. Paura, rabbia, risentimento. Economia di scambi affettivi.

– “Undoing Normal: appunti su strategie audiovisive di ripetizione sovversiva” Intervento di Adele Tulli (regista).

Nella sua nota analisi sulla performatività del genere, Judith Butler sostiene che il genere non è in nessun modo un’identità stabile, piuttosto è un fare, un processo reiterativo collettivo che produce e naturalizza le nozioni di maschile e femminile, attraverso la continua e ripetuta messa in scena di una serie di atti discorsivi e corporei (Butler 1990). Se l’azione del genere richiede una performance che si reitera, le possibilità di trasformazione del significato del genere – e quindi le possibilità di praticare un cambiamento sociale – sono da
rintracciarsi nella proliferazione di interventi di de-naturalizzazione e ri-significazione delle norme di genere, pratiche di ripetizione sovversiva in grado di mettere in questione le convenzioni dominanti. In questa breve talk esplorerò alcune delle riflessioni teoriche alla base del mio Normal – film, e di come questo rappresenti un tentativo di individuare strategie audiovisive di ripetizione sovversiva, sperimentando così quanto il cinema possa giocare un ruolo nel “de-costruire o ri-costruire la norma in modi inaspettati, offrendo così la possibilità di un rinnovamento della realtà di genere che ci circonda” (Butler 2009)

Fortino Sant’Antonio Terrazza – Ore 19.30
“1” Coreografia e performance di Siro Guglielmi.

1 rappresenta il singolo ma anche il principio di tutti gli altri numeri e quindi della molteplicità. È l’esplorazione di un corpo nel tentativo di definire un’identità e creare una dimensione personale nel riflesso condizionato di chi ci guarda, un viaggio all’interno di sé che lascia emergere differenti tipi di corporalità e che stimola la liberazione di un modo di essere-divenire, uno e molteplice.

Fortino Sant’Antonio, Sotterraneo, Lungomare Imperatore.
Ore 21.00 – “Bob” coreografia e danza di Matteo Marchesi.

Bob è un essere che vive al buio, instabile come tutto ciò
che lo abita, e che apprende come muoversi come se
fosse appena nata. Scopre del suo peso, dei suoi peli, di
quanto si può fare piccola e grande. Ed è un gioco. Si
disarticola, si crea e si ricrea avvicinandosi alla soglia. A volte maschio, a volte femmina, a volte entrambi o nessuno. Scopre la bocca, mangia, mastica, ha fame.

Ore 22.30 – Reverso Unconventional Bistrot
La vie en Technicolor Deep House & Tropical

Mercoledì 25 Sett. – Libreria Prinz Zaum
Ore 18.30 – Presentazione del libro Dolore Minimo (Edizioni Interlinea, 2018) di Giovanna Cristina Vivinetto. L’autrice sarà introdotta da Pasqua Manfredi, Avvocatura per i diritti lgbt – Rete Lenford e intervistata da Anna Puricella, La Repubblica.

AncheCinema – Ore 20.00
“The beauty of Reverso”
di M. Brent Adam (Germania, 2018), 10’.
Racconto e ritratto di ReveRso, celebre Queer performer nei più prestigiosi club di tutto il mondo, dj e video-artist, originale nell’immergersi in personaggi diversamente drag, dalle tinte dark, glamour e punk che sembrano provenire da altri mondi, dando vita ad estetiche inquietanti e identità aliene senza genere.

“Greta” di Armando Praça (Brasile, 2019), 97’ –
In collaborazione con festival MIX Milano.
Circondato dalla miseria e dalla sofferenza del suo quotidiano, l’infermiere Pedro conduce una vita dedita al suo lavoro nell’ospedale più affollato della città, sentendosi segretamente una diva, a dispetto dell’età e del suo aspetto. Per dare ricovero alla sua più cara amica trans ammalata, Pedro aiuta un criminale ferito a fuggire dall’ospedale, sottraendolo alla custodia della polizia ma liberando così un posto letto. Jean, losco ma sexy, si nasconderà a casa dell’infermiere continuando a beneficiare delle sue cure e affezionandosi a tal punto da condividerci il letto.

Ore 22.00 – “Lei: l’altro da sé” di Clelia Facchini
(Italia, 2019), 3’. (Replica)
– “Carmen y Lola” di Arantxa Echevarria (Spagna, 2018), 103’.

Per le ragazze Rom delle periferie di Madrid, il massimo scopo nella vita è sposarsi molto giovani, fare figli, occuparsi della casa e della famiglia e sottomettersi alla volontà dei propri mariti, appena dopo quella paterna. Lola invece è una sognatrice, un’artista e le piace studiare, volendo diventare una maestra. Un giorno, tra i banchi del mercato dove lavora con i genitori, s’imbatte in Carmen, la futura sposa di suo cugino, rimanendone inspiegabilmente attratta ben oltre l’affettività parentale. Le due ragazze scopriranno il vero amore, libero dai condizionamenti sociali e insieme affronteranno gli ostacoli imposti dalla propria opprimente comunità.

Giovedì 26 Sett. Mediateca Regionale Pugliese
Ore 10.00 – BIG Vintage: “Women in love” di Ken Russell (Regno Unito, 1969), 131’.
Ken Russell (1927-2011), regista e sceneggiatore tra i più trasgressivi e controversi della scena cinematografica britannica e mondiale, nel 1969 riceve la sua prima nomination agli Oscar con il film Women in Love, tratto dal romanzo “Donne innamorate” di David Herbert Lawrence. 1920, Inghilterra. Ursula è una riservata maestra elementare che si innamora di Rupert, un ispettore scolastico sposato da tempo con una ricca ereditiera, in piena crisi matrimoniale. La sorella Gudrun, una scultrice anticonformista, dà vita a un rapporto passionale con Gerald, fratello di Laura. Tra i due uomini nascerà un sentimento che la società dell’epoca non tarderà a definire ambiguo. Memorabile la scena (super censurata all’epoca!) di nudo tra i due uomini che lottano per gioco.

AncheCinema – Ore 20.00 – “The beauty of Reverso” di M. Brent Adam (Germania, 2018), 10’ (Replica)
Reverso performance.

– “Les îles” /”Islands” di Yann Gonzales (Francia, 2017), 24’.
Introduce Luigi Abiusi (Settimana della Critica Festival del Cinema di Venezia/ Registi Fuori dagli Schermi/ UZAK).

Una vertigine che cattura lo spettatore in una spirale di immagini e micro storie concatenate che non hanno protagonisti se non la bellezza della diversità e del desiderio in tutte le sue manifestazioni. Personaggi eccentrici e relazioni voyeuristiche che si intrecciano e coinvolgono lo spettatore come in un performativo gioco di specchi in cui chi guarda è guardato, le rappresentazioni si moltiplicano, la realtà è sogno. Dialoghi intensi e poetici, ambientazioni che anelano ad un altrove senza tempo, sequenze di una magia tutta notturna e misteriosa. Un film “cult” che è già manifesto del “dream-cinemà” di Yann Gonzales.

Ore 21.00 – “Inxeba”/ “The wound” di John Tragore
(Belgio, Kenya, Sud Africa, 2016), 88’.
FOCUS AFRICA – con il sostegno della Fondazione Pasquale Battista.
Un’immersione nelle tradizioni della tribù Xhosa in Sud Africa che si addentra nelle dinamiche relazionali fra un gruppo di adolescenti e i propri “padrini” durante il rituale della circoncisione, che segna il passaggio all’età adulta. Lontano da tutto, sulle pendici di una montagna, le vicende cominciano a svelarsi quando Kwanda, l’unico ragazzo di buona famiglia richiamato al villaggio dalla città di Johannesburg, si accorge di misteriosi incontri e legami clandestini che tengono uniti Xolani, il suo buon protettore e Vija, il più temibile e violento capo tribù. Sentendosi diverso, Kwanda cercherà di sfruttare i segreti per fuggire da un rituale che gli sembra solo una farsa per mantenere immutata e fuori dal mondo la sua comunità.

Ore 22.30 – “Greek Guerilla”
Raccolta di cortometraggi greci in collaborazione con OUTVIEW FILM FESTIVAL di Atene e l’Ass.ne Grecianconìa. Presentazione a cura dei registi ospiti in sala. 5 filmaker del presente, tra i più attivi sulla scena lgbt greca, riflettono sul proprio paese, culla della cultura occidentale, rielaborando in chiave critica e autoironica le questioni di genere nel contesto delle trasformazioni sociali, della crisi economica, dell’attivismo politico:

– “Half life” di Nicolas Pourliaros (Grecia, 2013), 5’.
– “Goldfish” di Yorgos Angelopoulos (Grecia, 2017), 14’.
– “Unconditional love” di Georgios Evangellopoulos (Grecia, 2018), 3′.
– “So quiet di Maria” Katsikadakou (Grecia, 2017), 9’.
– “Welcome to Athens” di Menelas (Grecia, 2018), 7’

Venerdì 27 Sett. – Mediateca Regionale Pugliese – Ore 10.00
BIG Vintage: “Sebastiane” di Derek Jarman (Regno Unito, 1976), 90’.

III secolo d.C. Coinvolto nell’attentato all’imperatore di cui si vociferava fosse l’amante, il giovane soldato Sebastiano viene esiliato al confino sotto la scorta di un gruppo di militari dell’esercito romano. Nell’accampamento sperduto su un’isola deserta, i soldati si lasciano andare ai piaceri orgiastici dell’ozio, del vino e della carne, intrattenendosi fra di loro ora lottando, ora amandosi, ora bullizzando il loro prigioniero. Severo, il centurione che li comanda, circondato da questo clima epicureo, si innamora perdutamente di Sebastiano che respinge le avances in nome di un amore più spirituale cristiano. Pieno di rabbia e gelosia, Severo, continuamente rifiutato, lo percuoterà e ferirà più volte fino al martirio.

AncheCinema – Ore 18.00 – “Sidney & Friends”
di Tristan Atkinsons (Gran Bretagna, 2018), 75’.
Ꙭ FOCUS AFRICA con il sostegno della Fondazione Pasquale Battista – La storia di Sidney, giovane intersessuale di una tribù keniota, che sin da bambino si sente diverso e si comporta da ragazzo pur avendo genitali femminili. Stigmatizzato ed emarginato dalla sua comunità come fosse un indemoniato, Sidney viene rifiutato dalla sua famiglia, schernito e picchiato pubblicamente, cacciato da una baraccopoli all’altra. Solo quando la sua vita si incrocia con le storie di altr* transessual* Sidney capisce di non essere un’anomalia e, finalmente accettato ed amato per quello che è, ritrova fiducia negli altri.

Ore 20.00 – “Danish Delight”
Raccolta di cortometraggi danesi in collaborazione
con Festival MIX COPENHAGEN e Ambasciata di Danimarca in Italia.

– “Odd Job Man” di Marianne Blicher (2017), 22’.
– “Bi in Bias” di N.H. Andersen, A. M. Skoffer, M. S. Weincke & M. L. Brodersen (2018), 7’.
– “Project baby” di Johannes Pico Geertsen (2018), 24’.
– “Renovation” di Bjarke De Koning (2017), 20’.

Il passare del tempo, bi-sessualità, desiderio di genitorialità e qualità delle relazioni sentimentali sono i temi alla base della più recente produzione cinematografica lgbt danese.
*
Ore 22.00 – “Happy ending”
di Hella Joof (Danimarca, 2018), 96’.
Un uomo e una donna, marito e moglie. Insieme da anni in una vita che scorre, in apparenza, piacevole e appagante. Qualcosa accade a scompigliare le carte, a rivedere il presente, a determinare cambiamenti. I protagonisti, con estrema delicatezza, mostrano paure e desideri senza mai soccombere al tempo o all’idea di un tempo finito ad una certa età. Un film tenero e raffinato che indaga l’amore, la sessualità e il gioco tra persone anziane. Happy Ending è un inno alla vita e alle sue sconosciute e meravigliose traiettorie.

Sabato 28 Sett. – AncheCinema
Ore 10.00 – Proiezione film “Yes, we fuck!” di Raul de la Morena e Antonio Centeno (Spagna, 2015), 60’.

Il documentario racconta senza indugio e con chiarezza d’immagini la viterotica e sessuale di alcune persone affette da disabilità gravi. Miriam ha una storia d’amore con un uomo indiano; Sole vuole sperimentare l’autoerotismo con l’aiuto di Teo, un giovane trans che vuole diventare assistente sessuale. Il diritto ad una sessualità consapevole e appagante che includa le riflessioni sull’orientamento sessuale e l’identità di genere è il focus centrale di questo film che è stato ospitato in molti festival internazionali e aperto confronti e dibattiti su un tema molto controverso, soprattutto in Italia.

Ore 11.00
Tavola rotonda “Amori non conformi: approfondimento su sessualità e disabilità.”

Ore 19.00 – Ciclatera sotto il mare – Aperitivo
Con Pinadj

Ore 21.00 – Spazio Murat
“Gentle Unicorn” Performance di/con Chiara Bersani
In collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese.
“Io, Chiara Bersani, alta 98 cm, mi autoproclamo carne, muscoli e ossa dell’Unicorno. Non conoscendo il suo cuore proverò a dargli il mio, il respiro, miei gli occhi. Di lui raccoglierò
l’immagine, ne farò un costume destinato a diventare prima armatura poi pelle.”
*
Ore 23.00 – Spazio Murat
Closing Party con BIG djs, Ubi Broki e Kilfa.
Performance in residence:
Testing CLUB Unisono di Daniele Ninarello – Danzatore/Coreografo – special guest.

Club Unisono si ispira alle dinamiche queer fondandosi sulla volontà di abbattere l’idea di confine e promuovendo una continua condivisione. Club Unisono è un luogo inclusivo, dove non esistono etichette e definizioni di genere e dove tutti sono invitati a spogliarsi dei pregiudizi, riportando il corpo a riflettere sul ballo come elemento di condivisione, scambio e contagio elementi di una identità liquida in continua trasformazione. Club Unisono è luogo per scambisti del movimento, una sorta di rituale collettivo regolato da una continua vicinanza e alleanza tra i corpi.

I LUOGHI DEL FESTIVAL
AncheCinema / Corso Italia, n.122
Mediateca Regionale Pugliese / Via Giuseppe Zanardelli, n.30
Aula Magna – Università degli Studi di Bari / Via Scipione Crisanzio, n.1
Fortino Sant’Antonio / Via Venezia e Lungomare Imperatore Augusto
Spazio Murat / Piazza del Ferrarese
Libreria Prinz Zaum / Via Cardassi, n.93
Reverso Bistot / Strada Vallisa, n.79
Ciclatera sotto il Mare / Via Venezia, n.16
Frulez / Piazza Umberto, n.1
Buò / Via Mameli, n.4 ( spiaggia Pane e Pomodoro)

BIGLIETTI:

PROIEZIONI
singola proiezione 6,50€ ( ridotto 5.00€)
2 proiezioni 12,00€ (ridotto 10.00€)
3 proiezioni 18,00€ (ridotto 15.00€)
proiezione del 28 mattina 2.00€

PERFORMANCE
singola 7,00€ (ridotto 5.00€)
giornaliero 12,00€ (ridotto 10.00€)
party 7,00€
Proiezione + party 21 sett. 12,00€ (ridotto 10.00€)
Gentle Unicorn 12,00€ (ridotto 10€) + party 15.00€
solo party 5,00€

BIG PASS
solo cinema 60.00€ (ridotto 50€)
Ridotto per +65 /soci Arci+Associazioni partners BIG
Studenti (con libretto digitale)
Le proiezioni in Mediateca Regionale sono gratuite
Tutti i film sono in lingua originale sottotitolati in italiano
Le proiezioni sono destinate ad un pubblico over 18.

INFO E PRENOTAZIONI:

PRENOTAZIONI CINEMA
3282549669 / 3296112291
PERFORMANCE
3492265499 / 3475071501


Art Fashion Dream 2019 – IVª Edizione

In il

Art Fashion Dream

“Sei un fotografo professionista o un fotoamatore?”

Allora segnati questa data: Sabato 15 Giugno 2019

Sei invitato a partecipare dalle 11.30 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00 a Bari nello “Spazio Murat” in piazza del Ferrarese in occasione della quarta edizione dell’ “Art fashion dream 2019” organizzato dalla Agorà Eventi.

Troverai allestita una sala di posa professionale con a disposizione 4 modelle professioniste a disposizione ed attrezzature del marchio TAKE il tutto offerto da noi.

Ci saranno flash da studio e Led Lights, softbox e pannelli riflettenti, beauty dish e vari supporti.

Avrai la possibilità di provare le attrezzature del marchio Take ed eccezionalmente anche del nuovissimo Flash Godox V1.

Saranno disponibili trigger per tutte le fotocamere.

Le modelle saranno preparate da uno staff di professionisti nell’ambito dell’alta moda (truccate, acconciate e vestite) inoltre lo stilista “Vito Gurrado Museum” metterà a disposizione le sue creazioni facendole indossare alle modelle.

Una giuria di fotografi professionisti a livello nazionale, valuterà inoltre lo scatto più creativo, il quale sarà premiato con un omaggio offerto da noi.

BONUS CARD: Inoltre tutti i partecipanti riceveranno anche la Bonus Card che darà diritto ad uno sconto speciale del 15% su tutti i prodotti.

La partecipazione è completamente GRATUITA ma i posti sono limitati.

Per maggiori info http://artfashiondream.com/