“Ieri, Oggi e Domani” mostra storica di immagini e cimeli dei campioni che hanno corso il Gran Premio di Bari tra il 1947 e 1956

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Mostra Storica
IERI, OGGI E DOMANI

Torna il Gran Premio di Bari in città con la sua 8ª edizione.

Quest’anno il Museo Civico Bari ospita la mostra sul primo circuito cittadino del dopoguerra che ospitò i più famosi assi del volante dell’epoca: Varzi, Farina, Nuvolari, Fangio, Ascari, Landi, Gonzalez, Taruffi e due giovanissimi piloti, Stirling Moss e Maria Teresa De Filippis.

La mostra, in apertura sabato pomeriggio 6 aprile alle ore 18:00, vuole ricordare quegli epici momenti in cui Bari fu al centro del mondo automobilistico vivace e mondano.

“Ieri, oggi e domani” è un racconto tra immagini e cimeli sulle tracce dei più grandi campioni che tra il 1947 e il 1956 si sfidarono sul circuito del Gran Premio di Bari.

Dal 6 al 30 Aprile

INGRESSO LIBERO

Museo Civico di Bari
Strada Sagges, 13

Orari di ingresso:
dal lunedì al venerdì ore 9:30-13:30 / 16:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
sabato e domenica ore 9:30-13:30 (ultimo ingresso ore 13:00)


“BARI È!” al Museo Civico una mostra fotografica e un affresco dipinto da 17 autori diversi

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bari mostra fotografica

Un bellissimo affresco, fotografico e umano, dipinto da 17 sensibilità diverse che hanno raccontato emozioni, suggestioni e sentimenti. La mostra fotografica, a cura di Doralisa D’Urso della scuola di fotografia di Roma “Itinerari di Luce”, sarà ospitata negli spazi del Museo Civico di Bari.

“Bari è”…un progetto che ho curato con immenso amore, con lo stesso amore con cui il nostro viaggio fotografico nel capoluogo pugliese è stato pensato, immaginato e vissuto. Il mio immenso grazie va a tutti gli autori: Francesca Argenio, Micaela Benati, Daniela Benedetti, Marco Berliocchi, Nazareno Cartuccia, Simonetta Ceraudo, Cristina Corsi, Antonio De Marco, Gianfranco Lo Giudice, Piero Martini, Maria Mirarchi, Irene Monti, Elisabetta Nottola, Maria Grazia Petruzzelli, Ernesto Sarcone, Cristina Ulisse, Will Weber. La loro passione e il loro entusiasmo sono stati il cuore pulsante, spiega Doralisa D’Urso. La mostra è alla sua seconda tappa, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso settembre negli spazi del Wire Coworking nel cuore del quartiere Ostiense di Roma.

“Vedere le immagini di Bari esposte qui, nella città in cui sono state pensate e scattate, è una soddisfazione infinita. Attraverso queste fotografie la città racconta se stessa”, conclude.
Come ha scritto Pier Paolo Pasolini nel suo racconto “Le Due Bari”: “Qui tutto è chiaro: anche la città vecchia, dalla chiesa di San Nicola al castello svevo, pare perennemente pulita e purificata, se non sempre dall’acqua, dalla luce stupenda” Perché Bari è così. Una carezza del vento che arriva dal mare. Che fa socchiudere gli occhi, e fa sognare.

La mostra sarà visitabile fino al 7 Aprile.

La mostra rientra nel biglietto di ingresso al museo (5 euro intero – 3 euro ridotto)

In contemporanea sarà possibile visitare anche la mostra Per la via Traiana dal 14/03 al 01/04

Credits Photo Maria Mirarchi

Orari:
da lunedì a venerdì ore 9:30/13:30 e 16:30/19:30 (ultimo ingresso ore 19:00);
sabato, domenica e festivi ore 9:30/13:30 (ultimo ingresso ore 13:00)
Museo Civico di Bari – Strada Sagges, 13


“Per la via Traiana” al Museo Civico la mostra delle opere fotografiche di Michele Roberto e Giuseppe Pavone

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Nella Giornata Nazionale del Paesaggio, giovedi 14 marzo, alle ore 18:00, il Museo Civico Bari inaugura la mostra “Per la via Traiana”.

Un’esposizione delle opere fotografiche di Michele Roberto e Giuseppe Pavone, a cura del critico d’arte Vincenzo Velati attraverso le quali esplorare il fascino e la complessità dei cammini e delle antiche strade percorse durante la storia, oggi riscoperte anche dal turismo pugliese.

Un’affascinante avventura lungo l’antico tracciato che si snoda da Benevento fino a Brindisi.

Patrocinata dal Comune di Bari, supportata dall’ass. cult. La Corte fotografia e ricerca, dal Centro Ricerche per la Fotografia Contemporanea, dall’Università del Salento e dal FAI delegazione di Bari. Fino al 1° aprile.

La mostra rientra nel biglietto di ingresso al museo (5 euro intero – 3 euro ridotto)

In contemporanea sarà possibile visitare anche la mostra Bari È! dal 23/03 al 07/04

Orari:
da lunedì a venerdì ore 9:30/13:30 e 16:30/19:30 (ultimo ingresso ore 19:00);
sabato, domenica e festivi ore 9:30/13:30 (ultimo ingresso ore 13:00)
Museo Civico di Bari – Strada Sagges, 13


Bari, la mostra “Contra Spem Spero. Storie dall’Ucraina” al Museo Civico

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11 fotografi ucraini condividono i loro progetti documentaristici e artistici sulla vita durante il periodo della guerra regalando allo spettatore uno sguardo autentico ma mai senza speranza.

BARI – Dal 9 febbraio al 10 marzo 2024, dopo le tappe di Roma, Milano, Genova e Palermo, al Museo Civico di Bari sarà visitabile la mostra fotografica CONTRA SPEM SPERO. Storie dall’Ucraina.

11 fotografi ucraini – Lyubov Durakova, Nazar Furyk, Kateryna Aleksieienko, Alena Grom, Gera Artemova, Mykhailo Palinchak, Elena Subach, Pavlo Dorohoi, Serhiy Korovainyi, Dmytro Tolkachov, Volodymyr Petrov – condividono i loro progetti documentaristici e artistici sulla vita durante il periodo della guerra regalando allo spettatore uno sguardo autentico ma mai senza speranza.
La mostra è a cura di Kateryna Radchenko dell’Odesa Photo Days Festival (Odesa, Ucraina), organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia con il supporto della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, l’Ambasciata del Belgio in Italia (Presidenza del Consiglio dell’Unione europea) l’Ambasciata di Spagna in Italia, l’Ambasciata di Svezia in Italia e l’Ambasciata d’Ucraina in Italia. La mostra ha il patrocinio del Comune di Bari.

Fino al 10 marzo 2024 nello spazio dedicato alle mostre temporanee del Museo Civico di Bari attendono lo spettatore storie visive che vanno da quella della documentarista ucraina che si è arruolata nelle Forze Armate, a quella della gente di Kyiv che si confronta in uno spazio vitale profondamente segnato dalla guerra con una nuova “normalità”, fino al diario visivo personale dei rifugiati ucraini in Polonia.
Il titolo della mostra fa riferimento a un testo della poetessa classica ucraina Lesia Ukrainka, scritto nel 1890, un monologo dell’autrice che proclama lo spirito di speranza e di opposizione a tutti i problemi anche nelle circostanze più difficili.

La mostra è divisa in tre parti – la lotta, la speranza e l’indomani – che parlano ognuna della nuova realtà e dell’adattamento alla vita durante la guerra, della lotta per l’esistenza del Paese, delle esperienze traumatiche e della speranza che li spinge a continuare a vivere.

“La guerra in Ucraina infuria da nove anni e sono passati ormai due anni da quando la Russia ha lanciato un’invasione su larga scala. È difficile esprimere a parole il complicato mix di sentimenti provati dagli ucraini. Ritengo che le storie visive possano raccontare con maggiore precisione cosa significhi vivere in tempo di guerra e mantenere ancora la speranza nei nostri cuori”, afferma la curatrice Kateryna Radchenko.

“La fotografia è il mezzo più potente che ancora oggi ci permette di conoscere i nostri sentimenti in quanto rappresenta la metafora dello specchio. La fotografia è la finestra sulla storia nella sua dimensione materiale e, se correttamente interrogata, può essere uno strumento fondamentale per il tempo nel quale viviamo, utile a leggere il presente. Lo sguardo della mostra Contra Spem Spero ha la grande capacità di attraversare la storia attraverso i tanti colori del bianco e nero. Nelle opere esposte al Museo Civico di Bari l’uomo è al centro e con la sua forza prevale sulla verità storica”, dichiara l’Assessora alla Cultura del Comune di Bari Ines Pierucci.

“Sono lieto che la mostra Contra Spem Spero faccia tappa a Bari, una città non solo di grande importanza economica e culturale, ma anche un importante centro per la Chiesa ortodossa ucraina. La guerra russa contro l’Ucraina continua ancora imperterrita, ma la speranza dei nostri vicini europei di vivere in pace e sicurezza è ancora viva. È nostra responsabilità sostenere l’Ucraina nella sua lotta per la libertà e l’indipendenza finché sarà necessario. La nostra piena solidarietà va al popolo ucraino. Non dimentichiamoci di loro!”, sottolinea l’Ambasciatore tedesco Hans-Dieter Lucas.

“Fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, l’impegno dell’Unione europea a fianco del popolo ucraino e degli artisti ucraini è stato fermo e costante. Il potere evocativo di queste immagini rafforza ancora di più la volontà di sostenere la resistenza ucraina per ripristinare la pace in Europa e avviare la ripresa post-bellica nel Paese”, afferma il Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Antonio Parenti.

“Il Belgio detiene attualmente la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Il 1° febbraio i capi dei governi dell’UE a 27 hanno confermato il loro sostegno all’Ucraina impegnandosi a stanziare un bilancio supplementare di 50 miliardi di euro. Questa decisione dimostra l’unità europea nel sostenere l’Ucraina fino a quando sarà necessario. Nel frattempo, abbiamo anche aperto la porta al percorso dell’Ucraina affinché diventi un membro a pieno titolo dell’UE. Durante la presidenza belga continueremo a lavorare su ulteriori misure, sperando di poter raggiungere la pace. Slava Ukraini!” sono le parole dell’Ambasciatore belga Pierre-Emmanuel De Bauw.

“La guerra ha colpito ancora una volta l’Europa. L’aggressione russa è inaccettabile e illegale. Dobbiamo sostenere instancabilmente l’Ucraina nella sua lotta per la libertà. L’Unione europea si è schierata all’unanimità per la libertà e la giustizia durante questa guerra, uniti possiamo fare grandi cose. Siamo più forti insieme!” è l’esortazione dell’Ambasciatore svedese Jan Björklund.

“La fotografia è una fissazione materiale delle immagini terribili della guerra che la Russia ha iniziato contro l’Ucraina, la guerra che non sceglie determinati obiettivi, ma distrugge tutto ciò che può essere distrutto: vite umane, cultura e storia del Paese. Attraverso la resistenza instancabile e l’incredibile eroismo, superando con dignità le prove della guerra, gli ucraini si stanno muovendo verso un nuovo livello di autocoscienza, autoidentificazione, statualità, soggettività mondiale. Ringraziamo tutti coloro che oggi, insieme al popolo ucraino, si stanno impegnando per fermare l’aggressione russa nel centro dell’Europa”, commenta l’Ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk.

“La guerra in suolo europeo, frutto di un’aggressione russa contro l’Ucraina, ha cambiato la nostra prospettiva sui conflitti bellici. Avevamo una visione distante dalle catastrofi di una guerra che non ci coinvolgeva direttamente. Ora, colpiti dagli orrori della guerra su un popolo fratello nel cuore dell’Europa, fissare lo sguardo su un atto di barbarie ingiustificato e sulla resistenza eroica del popolo ucraino ci rende solidali nel dolore e nella lotta. La fotografia cruda e diretta, fissa il desiderio di vita, di pace e di libertà di un popolo ingiustamente attaccato”, conclude l’Ambasciatore spagnolo Miguel Fernández-Palacios.

Odesa Photo Days è un festival internazionale di fotografia contemporanea e una piattaforma educativa con sede in Ucraina. L’ottava edizione del festival avrebbe dovuto svolgersi a Odesa dal 19 al 22 maggio 2022, ma è stata annullata a causa della guerra su larga scala iniziata dalla Russia contro l’Ucraina. Da allora il team del festival sta lavorando per diffondere la situazione in Ucraina e sostenere i fotografi documentaristi e gli artisti fotografi ucraini colpiti dalla guerra.

Nel corso del primo anno gli sforzi congiunti dell’Odesa Photo Days Festival e dei suoi partner internazionali hanno dato vita a più di 30 pubblicazioni su carta stampata e online, 24 mostre e più di 15 conferenze e presentazioni online.

Kateryna Radchenko è curatrice, ricercatrice di fotografia e docente. La sua ricerca si concentra sulla manipolazione, la propaganda e la fotografia vernacolare. Curatrice e fondatrice del Festival internazionale di fotografia contemporanea Odesa Photo Days. Dal 2009 è responsabile della ONG “Art Travel”. Ha studiato fotografia durante il programma di borse di studio a Villa Arson (Nizza, Francia), durante il programma Gaude Polonia (Varsavia; curatore – Adam Mazur) e al Museum of Photography (San Diego, USA). Ha studiato curatela presso l’organizzazione Intercult (Stoccolma, Svezia) e durante il progetto Curator’s Platform presso il PinchukArtCentre (Kyiv, Ucraina).
http://thephotodays.org/en/ Facebook: @odesaphotodays – Instagram: @odesaphotodays

CONTRA SPEM SPERO. Storie dall’Ucraina
A cura di Kateryna Radchenko
9 febbraio – 10 marzo 2024

Orario:
lunedì-venerdì, h. 9.30 – 13:30, 16:30 – 19:30
Sabato-domenica, h. 9:30 – 13:30
Vernissage venerdì 9 febbraio ore 18


Al Museo Civico di Bari, “San Biagio: un santo, una storia, un popolo”

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Sabato 3 febbraio dalle ore 10:30 presso il Museo Civico di Bari (strada Sagges, Barivecchia) si svolgerà l’evento dal titolo “San Biagio: un santo, una storia, un popolo” dedicato alla vicenda di San Biagio (Vescovo e Martire d’Armenia del III secolo d.C) e alla sua ricezione in Terra di Bari.

L’incontro è stato fortemente voluto dalla Presidenza della Commissione Consiliare alla Cultura del Comune di Bari e dalla Comunità Armena di Bari.

Dopo i saluti introduttivi del presidente della commissione cultura Dott. Giuseppe Cascella, della delegata del Sindaco dott.ssa Loredana Battista e del dott. Dario Rupen Timurian della Comunità Armena di Bari, alcuni importanti relatori si alterneranno per spiegare al pubblico l’importanza del culto di San Biagio e dei Santi Armeni nel nostro territorio attraverso i secoli, dal punto di vista storico, artistico e scientifico.

Il primo intervento vedrà come protagonista il prof. Ado Luisi, noto antichista dell’Università di Bari che introdurrà l’udito alla tradizione agiografica latina e orientale; il prof. Nicola Cutino si occuperà del tema della ricezione della figura di san Biagio in Terra di Bari ed il prof. Carlo Coppola, studioso di cose armene, farà un excursus tra i santi armeni in Italia nell’antichità e nella contemporaneità.

Seguiranno due interventi tra arte e scienza: la dott.ssa Siranush Quaranta che illustrerà alcuni elementi artistici legati al tema di San Biagio in Puglia, e il prof. Nicola Quaranta, otorinolaringoiatra barese di fama internazionale, rappresentante dell’illustre Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale, racconterà i rapporti otorinolaringoiatra e il suo patrono san Biagio.

Le conclusioni saranno affidate al Sindaco di Rutigliano dott. Giuseppe Valenzano che ricorderà di figura del francescano e suo concittadino il Servo di Dio P. Francesco Divittorio che nel 1920 si immolò per salvare venti orfani armeni a lui affidati. Al termine dell’incontro seguirà un breve momento conviviale.


Bari celebra il compleanno di Niccolò Piccinni

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La Delegazione FAI di Bari, in collaborazione con il Museo Civico Bari, organizza il “Compleanno di Piccinni” giunto alla sua 5°edizione.

Nato a Bari 16 gennaio del 1728 e formatosi al Conservatorio di Napoli si trasferì a Parigi dove ebbe grandissimo successo alla corte della Regina Maria Antonietta di Francia.
La città di Bari ricorda il grande musicista e compositore, che contribuì nel 1700 all’innovazione dell’Opera Buffa, celebrando il suo compleanno.

L’evento è nato dalla proposta di Micaela Paparella, consigliere comunale con delega alle Politiche di valorizzazione del Patrimonio storico-artistico e architettonico, in collaborazione con Ines Pierucci, Assessore alle Culture e al Turismo.

Evento patrocinato dal Comune di Bari e dalla Città Metropolitana.

In collaborazione con il Fondo Niccolò Piccinni, il Conservatorio Niccolò Piccinni, l’Alliance Francaise, I Luoghi della Musica, l’Associazione Porta d’Oriente, l’Ensemble Il Mondo della Luna e l’Orchestra della Città Metropolitana.

PROGRAMMA:

– LUNEDI’ 15 GENNAIO
ore 18.30 – ILLUMINAZIONE ARTISTICA DELLA STATUA DI NICCOLO’ PICCINNI a cura di DMB Italia Srl di Marco Iannone, con musiche tratte da brani inediti di musica sacra eseguiti e registrati dall’ensemble Il Mondo della Luna, diretta dal Maestro Grazia Bonasia

– MARTEDI’ 16 GENNAIO
ore 17:00 – STATUA NICCOLO’ PICCINNI FLASH MOB sulle note di Niccolò Piccinni A cura dell’Associazione Culturale ‘I luoghi della Musica’, coreografia di M.L. Rella

17:30 – PROIEZIONI SULLA FACCIATA DEL MUSEO CIVICO DI BARI a cura di Antonio Minelli e Alessia Carreri dell’Associazione Forme di Terre

18:30 – BRINDISI IN ONORE DI NICCOLO’ PICCINNI a CASA PICCINNI apertura straordinaria e festeggiamenti. Allestimento Galleria Misia Arte con collaborazione e contributi del Liceo artistico De Nittis – Pascali Bari e dell’I.P. “Luigi Santarella – Severina De Lilla”
Parteciperà Maximilien Seren Piccinni discendente di Niccolò Piccinni

20:30 – CONCERTO ‘PICCINNI A PARIS’ DELLA ICO SINFONICA DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI BARI diretta dal Maestro Vito Clemente al Teatro Piccinni. Saranno eseguiti brani tratti dal repertorio di Niccolò Piccinni. Prolusione musicologica di Dinko Fabris.

– GIOVEDI’ 18 GENNAIO
17:30 – CONCERTO AL MUSEO CIVICO DI BARI. Porta d’Oriente ricorderà Niccolò Piccinni con un concerto in collaborazione con il Conservatorio Niccolò Piccinni

20:30 – CONVERSAZIONE “LA MUSICA ‘ILLUMINATA’ DI UN MUSICISTA DEL ‘700. PICCINNI A PARIGI” al CIRCOLO DELLA VELA DI BARI (sede Margherita) a cura del prof. Pierfrancesco Moliterni, con proiezione di passaggi dell’opera piccinniana “Ifigenia in Tauride”. Introduce Giambattista De Tommasi, Presidente del Circolo della Vela.

– SABATO 20 GENNAIO
17:00 – “EROINE TRA STORIA, MUSICA E COSTUME AI TEMPI DI NICCOLO’ PICCINNI” AL MUSEO CIVICO DI BARI a cura di FIDAPA BPW ITALY SEZ. di Bari in collaborazione con SPAZIO ART D’ OR. Relatori: Riccardo Riccardi giornalista/scrittore “ELEONORA PIMENTEL DE FONSECA E LUISA SANFELICE: DUE DONNE IMPAVIDE AL TEMPO DI N. PICCINNI”; Giovanna Valente pianista, concertista già docente presso il Conservatorio N.PICCINNI DI BARI “LA FIGURA DELLA DONNA NELLA PRODUZIONE OPERISTICA DI N.PICCINNI”. In esposizione abiti e gioielli d’epoca a cura di Marina Corazziari

– LUNEDI’ 22 GENNAIO
09:00 – PASSEGGIATA GUIDATA PER I LUOGHI DI PICCINNI a cura dell’Associazione Culturale ‘I luoghi della Musica’ con gli studenti dell’I.C.”B. Grimaldi – L. Lombardi” di Bari

– VENERDI’ 26 GENNAIO
17:30 – CONFERENZA NICCOLO’ PICCINNI A PARIGI (1776-1800) ALL’ALLIANCE FRANCAISE a cura di Michèle Sajous D’Oria


Duli Caja, mostra personale al Museo Civico

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Duli Caja mostra personale al Museo Civico

BARI – Inaugura domani 9 gennaio ore 18.00 l’esposizione personale del pittore Duli Caja.

Un sarto migrante che attraverso le sue 20 opere speciali in mostra racconta la sua storia.

Duli Caja è arrivato in Italia negli anni Novanta su una nave di migranti.
Un destino che lui stesso ha rappresentato in un’opera fitta di bottoni intitolata “Esodo”. L’arazzo, realizzato, nel 2014, con scampoli di tessuto colorato e composto da circa diciottomila bottoncini cuciti sulla stoffa (tante le persone presenti sulla nave Vlora nell’Agosto 1991) è stato donato al Comune di Bari ed ora è esposto nella Sala Giunta di Palazzo di Città.

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 9.30 alle 13.30.


Al Teatro Piccinni, “Tesori svelati. Gli splendidi costumi del Teatro Petruzzelli si mettono in mostra”

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Tesori svelati. Gli splendidi costumi del Teatro Petruzzelli si mettono in mostra

BARI – Questa mattina, nel foyer del Teatro Piccinni, il sindaco Antonio Decaro e l’assessora alle Culture Ines Pierucci sono intervenuti all’inaugurazione della mostra di arte sartoriale “Tesori svelati. Gli splendidi costumi del Teatro Petruzzelli si mettono in mostra”, promossa dalla fondazione Teatro Petruzzelli in collaborazione con il Comune di Bari e il Museo Civico e curata dal coordinatore del settore Costume del teatro Luigi Spezzacatene. All’evento ha partecipato anche il sovrintendente della fondazione Massimo Biscardi.

La mostra, che presenta al pubblico gli abiti di scena del prezioso repertorio operistico e coreutico del politeama pugliese, intende diffondere tutta la bellezza dell’arte della sartoria teatrale, ripercorrendo tante tappe significative della storia artistica del teatro e della sua rinascita.

“Siamo felici di proporre alla città un altro pezzo della nostra eccellenza culturale – ha dichiarato il sindaco Decaro – forse ancora poco conosciuta, perché spesso l’arte sartoriale nel teatro dell’Opera passa in secondo piano rispetto alla musica e ai suoi interpreti, e con essa vengono oscurati lo studio, l’arte e il mestiere che ci sono dietro i costumi realizzati artigianalmente, in questo caso dal maestro Luigi Spezzacatene. È invece si tratta di arte, studio e lavoro che non solo concorrono alla buona riuscita di un’opera ma ne rappresentano una componente fondamentale.

Per noi, dunque, è importante mettere a valore questo patrimonio straordinario che contribuisce a dare lustro al lavoro degli operatori culturali che, dal palcoscenico o dietro le quinte, hanno sempre reso onore alla città e soprattutto, nonostante le difficoltà, non sono mai andati via. Riteniamo giusto far conoscere ai baresi tutte le storie che, nel corso dei decenni, hanno attraversato la nostra città e i suoi palcoscenici più importanti, a maggior ragione se si tratta di storie di successo, di eccellenza e di servizio al territorio come quella di Luigi Spezzacatene e dei suoi straordinari costumi”.

“Esporre i costumi di scena di Luigi Spezzacatene custoditi nell’archivio della fondazione del Teatro Petruzzelli negli spazi del teatro Piccinni e del Museo Civico – ha proseguito Ines Pierucci – significa far dialogare i luoghi culturali della città e trasformare i teatri in museo, valorizzando l’arte sartoriale che si è scelto di esporre con coerenza rispetto all’architettura dei luoghi che la ospitano”.

In occasione della mostra Tesori svelati, il Teatro Piccinni e il Museo Civico di Bari diventano “museo diffuso” dove i costumi esposti vengono presentati attraverso schede informative, fotografie di scena che ne contestualizzano importanza e filologia, nuovi scatti che ne mettono in luce i particolari sartoriali.

In esposizione a rotazione, a partire da oggi, giovedì 7 dicembre, fino al 7 dicembre 2024, gli abiti creati per la Fondazione e realizzati per spettacoli andati in scena al Teatro Piccinni e al Teatro Petruzzelli.

Si comincia con i costumi del Premio Oscar Franca Squarciapino per Salome (2011) con la regia di Vittorio Sgarbi, al Teatro Piccinni.

Successivamente il pubblico potrà ammirare i costumi di Tom Rogers per Carmen (2012) con la regia di William Kerley, i costumi di Hugo de Ana (2019) per La Bohème, i costumi di Odette Nicoletti per Turandot, opera inaugurale del rinato Petruzzelli, con la regia di Roberto De Simone (2009), e i costumi di Elisa Savi per The beggar’s Opera (2005) con la regia di Moni Ovadia.

Nell’allestimento si è scelto di non racchiudere i costumi in teche di cristallo per consentire al pubblico di ammirare liberamente la fattura degli abiti in mostra: le strutture espositive sono state progettate ad hoc per integrarsi con l’architettura del Teatro Piccinni e del Museo Civico, riproducendone l’estetica e preservandone luoghi e materiali.

L’obiettivo di questa iniziativa è offrire al pubblico l’opportunità di avvicinarsi al mondo della tradizione artigiana della sartoria teatrale, della creazione di cappelli, calzature, oggetti, arti antiche e preziose che attraverso la meticolosa creatività dei suoi “attori” rende uniche e irripetibili le messe in scena delle grandi opere e dei grandi balletti.
 
Al Museo Civico di Bari sarà possibile visitare la mostra dal lunedì al venerdì, 9.30-13.30 / 16.30-19.30, e sabato, domenica e festivi, 9.30-13.30. Il costo del biglietto di ingresso al museo che comprende anche le mostre temporanee è di 5 euro (intero) e di 3 euro (ridotto over 65 e under 25).
 
Al teatro Piccinni sarà possibile visitare la mostra, allestita nel foyer, in occasione dell’apertura del Teatro per gli spettacoli e gli eventi in programma.


La Cina dei miei sogni, al Museo Civico una mostra dedicata alla Turandot

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Questa mattina l’assessora alle Culture e Turismo Ines Pierucci ha partecipato al vernissage della mostra “La Cina dei miei sogni”, allestita al Museo Civico di Bari e dedicata ai bozzetti dei costumi realizzati dallo stilista Roberto Capucci per la Turandot, in scena dal 13 al 30 settembre al Teatro Petruzzelli.

Al vernissage è intervenuto lo stesso Capucci, stilista di fama mondiale, al suo debutto nel mondo dell’opera. Al suo fianco il soprintendente della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari Massimo Biscardi e lo scenografo Gary McCann.

«L’esposizione negli spazi del Museo Civico dei bozzetti dei costumi di scena disegnati da Roberto Cappucci per la Turandot – commenta Pierucci – è stata l’occasione, da un lato, per raccontare fuori dal Teatro una delle opere più attese del cartellone della Fondazione Petruzzelli attraverso il tratto sensibile e originale di questo artista e, dall’altro, per far conoscere Bari a uno dei più grandi designer del ventesimo secolo accogliendolo nel museo che racconta la storia della nostra città. Personalmente è stato un piacere e un onore incontrare Roberto Capucci, uno dei protagonisti indiscussi della storia della moda e del costume degli ultimi 70 anni».

La mostra “La Cina dei miei sogni” sarà visitabile fino al 30 settembre negli spazi del Museo Civico di Bari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle ore 9.30 alle 13.30, la domenica dalle 17 alle 20 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura).

Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto (per gli under 25 e per gli over 65) 3 euro.


RAFFAELLA CARRÀ in mostra al Museo Civico di Bari, street art e fumetti per celebrare l’icona pop

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raffaella icona dell arte museo civico bari

“RAFFAELLA. Icona dell’arte”
Museo Civico di Bari
dal 23 giugno al 3 settembre 2023 (prorogata fino al 15 ottobre)

Raffaella Carrà sbarca al Museo Civico di Bari con una mostra che la celebra come icona dell’arte.
L’esposizione, a cura di Maria Paternostro e Silvia Minelli, è stata realizzata lo scorso inverno per lo spazio espositivo fiorentino di “Informacittà – L’arte di comunicare” e visto il successo di pubblico arriva a Bari in una versione ancora più ricca e accattivante per omaggiare una delle star più amate dell’immaginario pop.

La Puglia per la Carrà ha sempre rappresentato un luogo del cuore, soprattutto dal punto di vista spirituale, un amore ricambiato da tutti i pugliesi che proprio nella città capoluogo le hanno dedicato il primo murales italiano, opera di Giuseppe D’Asta.
Maria Paternostro illustra “A due anni dalla sua scomparsa, è doveroso raccontare questa grande donna dello spettacolo, conosciuta ed amata ovunque, attraverso le opere di artisti di tutto il mondo che si sono ispirati alla sua simpatia, empatia, bellezza e professionalità. La Carrà è uno di quei personaggi amati da tutti: sensuale ma mai volgare, intelligente ma mai arrogante, semplice ma mai banale, leggera ma mai superficiale”.
Raffaella Maria Roberta Pelloni, bolognese classe 1943, debuttò in televisione nel 1961 ma il vero successo arrivò nel 1970 con la sua partecipazione a Canzonissima diventando la prima showgirl della tv dell’epoca.
Icona di stile, regina della televisione, il cui inconfondibile caschetto biondo ha segnato la moda e le pettinature degli anni ’60 e ’70, impegnata socialmente e sempre educata e brillante nei programmi in cui ha partecipato o condotto, è stata anche protagonista di numerose campagne pubblicitarie che hanno contribuito a renderla tra i personaggi più amati del nostro paese.
Il percorso espositivo è cospicuo e variopinto.
Ci sono opere grafiche di artisti da tutto il mondo: dalla greca Kelly K. al cileno Gabriel Ebensperger, dalla persiana Daria Derakhshan alla francese Zelda Bomba, fino agli italianissimi Simon The Graphic, Il Grande Flagello, Stefano Menicagli, Andrea Giacopuzzi, Elisabetta Raineri, Andrea Mattiello.
Arricchiscono la mostra anche tanti street artist, dalle celebri Lediesis con la loro SuperRaffaella a Carla Bru e i suoi collage, da Laben e i suoi stencil a Miss Quark che si è focalizzata sul rapporto tra la straordinaria carriera della Carrà e i tanti marchi della pubblicità di cui è stata testimonial richiestissima e accreditata.
Una piccola sezione è dedicata anche ai fumettisti con matite prestigiose come Vauro e Donald Soffritti e due disegnatori molto attivi sui social, Audace Social Club e Giancarlo Covino.
Infine, il preziosissimo tributo di Steo Disney con un allestimento delle sue celebri bambole dedicate proprio alla Carrà.
La mostra Raffaella. Icona dell’arte fotografa i cambiamenti dei costumi della società. Come quando Raffaella rese la cucina Scavolini “La più amata dagli italiani”, nessuno slogan fu mai pronunciato da persona più adatta e alla fine, è diventata proprio lei la più amata dagli italiani. E non solo.

Gli artisti: Vauro, LeDiesis, Donald Soffritti, Andrea Giacopuzzi, Gabriel Ebensperger, Il Grande Flagello, Audace Social Club, Simon The Graphic, Stefano Menicagli, Giancarlo Covino, Andrea Mattiello, Kelly Kantanoleon, Zelda Bomba, Daria Derakhshan, Miss Quark, Alex Laben, Carla Bru, Elisabetta Raineri, Steo Disney.

MUSEO CIVICO DI BARI
Indirizzo: Strada Sagges, 13 – Bari
Telefono: +39 0805772362
Email: info@museocivicobari.it

Orari:
Da Martedì a Sabato: 9.30-13.30, 16.30-19:30
Domenica: 9.30-13.30
Lunedì: chiuso