“Forme del desiderio. Il racconto delle collezioni” in mostra al museo archeologico di Santa Scolastica

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forme del desiderio museo santa scolastica

A partire da mercoledì 23 giugno, ogni sera alle 21.30, verrà proiettato sulla facciata esterna del Museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari il video “Forme del desiderio” realizzato dal regista e filmmaker Francesco Castellani e con protagonista la ballerina Giovanna Pagone.
Il video annuncia l’inaugurazione della nuova esposizione permanente del Museo archeologico e della mostra temporanea di arte contemporanea dal titolo “Forme del desiderio. Il racconto delle collezioni”, realizzata dalla Città metropolitana, che si terrà il 30 giugno alle ore 21.00.
Nel filmato la giovane danzatrice barese diventa la guida virtuale tra le nuove sale espositive e i tesori del rinnovato museo e idealmente accompagna i visitatori in un suggestivo percorso tra passato e presente, tra danza e arte.
L’artista Giovanna Pagone volteggia tra gli spazi riqualificati del Museo Archeologico di Santa Scolastica dove antico e contemporaneo si uniscono e si sovrappongono attraverso i linguaggi dell’arte.
Mercoledì 30 giugno, alle ore 10.15, presso il Museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari, il sindaco metropolitano, Antonio Decaro, con la consigliera delegata alla Cultura – Ico – Biblioteca – Musei, Francesca Pietroforte e il Segretario regionale del MiC per la Puglia, Maria Piccarreta, presenteranno alla stampa i nuovi spazi riqualificati del museo e la mostra di arte contemporanea “Le forme del desiderio”.
La mostra “Le forme del desiderio”, a cura di Roberta Giuliani e con la direzione artistica di Angelo Ceglie, sarà visitabile fino al 1°agosto con i seguenti orari di apertura: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 19.00 alle 24.00


A Bari la mostra di Steve McCurry e la manifestazione “Lungomare di Libri”

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steve mccurry mostra leggere bari

BARI – Dal 25 al 27 giugno la città di Bari ospiterà la prima edizione di “Lungomare di Libri”, la manifestazione ideata dall’assessorato comunale alle Culture che trasformerà il tratto della muraglia che va dal fortino Sant’Antonio al Teatro Margherita in una grande libreria a cielo aperto.
Grazie a nuova sinergia a livello nazionale la manifestazione barese, al suo esordio, dialogherà con ad altre due iniziative letterarie italiane: “Libri Come – Festa del libro e della lettura” (11-13 giugno), prodotto dalla Fondazione Musica per Roma a cura di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri, Rosa Polacco e “Portici di Carta” (24 giugno), progetto di Città di Torino e Salone Internazionale del Libro di Torino.
Nella tre giorni barese le librerie cittadine e dell’area metropolitana che hanno aderito al progetto, insieme a una rappresentanza degli editori dell’APE (Associazione pugliese editori), proporranno i propri volumi secondo diverse aree tematiche di esposizione. Sarà il Salone del Libro di Torino a curare il programma degli eventi – incontri con gli scrittori, laboratori per bambini, letture e momenti di riflessione – che accompagneranno la manifestazione.
Nell’ambito del Lungomare di Libri, dal 25 giugno al 25 agosto, nel foyer del Teatro Margherita sarà allestita una mostra sulla lettura vista attraverso l’obiettivo e la sensibilità di uno dei più grandi e popolari fotografi contemporanei: “Steve McCurry: On Reading” è un’opera di grande creatività, celebrata attraverso l’organizzazione di mostre internazionali dedicate, che raccoglie immagini di lettori scattate dal fotografo americano nei suoi quasi quarant’anni di viaggi intorno al mondo.
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“Lungomade di Libri” sulla Muraglia di Bari 3 giorni di libreria a cielo aperto

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lungomare di libri bari

Tornano i grandi eventi a Bari con “Lungomare di Libri: pensieri meridiani” e la mostra “Steve McCurry. Leggere”: presentati questa mattina i due appuntamenti culturali dedicati al libro e al piacere della lettura

Dal 25 al 27 giugno la città di Bari ospiterà la manifestazione “Lungomare di Libri: pensieri meridiani”, ideata dall’Assessorato Comunale alle Culture, Turismo e Marketing Territoriale: l’edizione zero di una grande libreria a cielo aperto che porta il libro nei luoghi simbolo della città, seguendo la Muraglia, dal Fortino Sant’Antonio al Teatro Margherita, fino al Palazzo della Città Metropolitana. Un ricco programma di eventi e attività collaterali curato dal Salone Internazionale del Libro di Torino, per sottolineare finalmente la ripresa delle iniziative culturali e sociali dopo le chiusure per l’emergenza sanitaria: presentazioni editoriali, convegni, incontri, momenti di riflessione, attività per bambini e una incredibile mostra “Steve McCurry. Leggere” dedicata ad uno dei fotografi più amati al mondo e incentrata sul tema della lettura.
L’esposizione è organizzata invece da Civita Mostre e Musei, cui fa capo anche il coordinamento di tutti gli eventi ed i servizi collegati con Lungomare di Libri.
“A Bari riparte la stagione dei grandi eventi – ha dichiarato in conferenza stampa questa mattina il sindaco Antonio Decaro – e la nostra città torna ad accogliere cittadini e turisti con un programma di manifestazioni inedite che di fatto apre l’estate 2021. Ripartiamo dalla cultura, dagli eventi e dai luoghi che hanno caratterizzato la rinascita di Bari negli ultimi anni. Ripartiamo dalla promozione della lettura come strumento di crescita collettiva, dall’arte e dall’idea di contaminare saperi, espressioni e scenari per raggiungere tutti i tipi di pubblico in diversi momenti e con differenti modalità di fruizione. Riapre il teatro Margherita, uno dei nostri contenitori più belli che sta pian piano mostrando la sua grande versatilità, e una libreria a cielo aperto “occupa” la muraglia fino al Fortino Sant’Antonio, luoghi della città vecchia che sono di fatto location naturali per gli eventi e che ogni giorno accolgono migliaia di persone. La nostra idea è quella, infatti, di ripopolare la città, non solo fisicamente ma anche culturalmente, proponendo iniziative capaci di mescolare contenuti, forme e proposte differenti. La prima edizione di Lungomare di libri è certamente una scommessa che siamo stati contenti di fare grazie al coinvolgimento delle librerie e degli editori della nostra terra e grazie, soprattutto, alla collaborazione prestigiosa di un marchio storico come quello de Il Salone Internazionale del Libro di Torino. Di questo siamo orgogliosi, come pure della possibilità di ospitare negli stessi giorni nel foyer del teatro Margherita una mostra di McCurry, maestro indiscusso della fotografia, dedicata proprio alla lettura e ai lettori di tutto il mondo.
Crediamo che Bari, possa e debba osare per costruire un futuro e una proposta culturale nuovi, partendo dalla valorizzazione del suo patrimonio storico e architettonico, che è stato oggetto di un lavoro di riqualificazione lungo e complesso, per offrire il racconto suggestivo di una città capace di evolversi e ripensarsi nei tempi e negli spazi.
Questa è solo la prima di tante iniziative che fino alla fine dell’anno attraverseranno i luoghi della città, quelli noti e quelli meno noti, per tornare a viverli e ritrovare il piacere di stare insieme”.
“Bari è la città dei Libri: sfondo di storie di tanti scrittrici e scrittori, sede di case editrici storiche e protagoniste dell’innovazione del mondo editoriale, città d’origine di autori tra i più apprezzati nel panorama letterario nazionale e internazionale, sede di tante librerie che fanno da aggregazione per la comunità cittadina – ha affermato l’assessora alle Culture Ines Pierucci -. Lungomare di Libri è l’occasione per valorizzare questo patrimonio, nel solco del lavoro che l’amministrazione comunale sta compiendo per dare impulso all’offerta culturale. Bari ora accoglie la prima manifestazione che celebra la narrazione, l’editoria pugliese e il mondo dei librai e dei libri della nostra città metropolitana. Il Lungomare di Libri non è un festival qualsiasi, non si sofferma soltanto sui grandi nomi ma mette al centro il lavoro, il sacrificio, la passione e lo spirito di abnegazione dei librai, degli editori e la generosità degli scrittori che incontrano i lettori. Ed è bellissimo che questa iniziativa sia la prima in presenza dopo il lungo tempo di sospensione causato dall’emergenza pandemica. Torneremo a guardarci negli occhi mentre parliamo di libri, a interrogarci, a confrontarci, a crescere insieme, contribuendo a definire l’identità della nostra città, proprio come fa la letteratura. Perché la letteratura non è l’arte di mettere d’accordo le persone ma di metterle in discussione, di creare le condizioni per fare e farsi delle domande, con la possibilità di cambiare idea, sapendo sempre da che parte stare”.
“Il Salone Internazionale del Libro di Torino – ha sottolineato Piero Crocenzi, ad del Salone Libro – ha accolto con entusiasmo la proposta di curare il programma di Lungomare di Libri. Sin da subito l’obiettivo è stato quello di realizzare un palinsesto in grado di coinvolgere scrittrici e scrittori di fama nazionale e internazionale, ma anche di cogliere gli stimoli e le proposte degli editori e dei librai pugliesi”.
“Credo che questi due interessanti appuntamenti in programma a Bari rappresentino un eccellente esempio di promozione della cultura – ha commentato l’assessore alla Cultura e Turismo della Regione Puglia Massimo Bray, che non è potuto intervenire in conferenza -. La Città di Bari, insieme a tutti quanti, ha lavorato a queste iniziative, propone alla sua comunità e ai pugliesi un primo esempio per elevare la cultura a Capitale della nostra terra. Mi tornano in mente le parole di Inge Feltrinelli: “I libri sono tutto. I libri sono la vita”. In un periodo di ripartenza e rinascita sociale come quello che stiamo iniziando a vivere è importante sapere che potremo attraversare il “Lungomare di Libri” e lasciarci stupire dalle opere di Steve McCurry dedicate alla lettura e tornare a vivere, con uno sguardo nuovo, l’esperienza dei luoghi simbolo della città”.
“La Fondazione Puglia – ha sostenuto Paolo Spinelli, presidente di Fondazione Puglia – sostiene le iniziative “Lungomare di Libri” e la mostra “Steve McCurry Leggere” in quanto contribuiscono alla realizzazione di progetti svolti qui in Puglia negli ambiti della cultura, della ricerca, della salute pubblica e del welfare. Specialmente adesso, dopo la situazione emergenziale che ha rallentato tutte le nostre attività, va incoraggiato l’impegno della nostra comunità territoriale ad aggregarsi attorno a valori particolarmente profondi e duraturi, tra cui la propria identità culturale. La promozione della lettura certamente valorizza e rafforza questo impegno, ed è una interessante opportunità per costruire ancora luoghi ed occasioni di approfondimento culturale per rendere sempre più vitale questa nostra identità”.
“Il Club delle imprese per la Cultura – ha detto Mariella Pappalepore, coordinatore Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat – ha a cuore il tema dei libri e della lettura. Il nostro auspicio è che su questo tema possa costruirsi un’offerta culturale condivisa per la città che parta da questa iniziativa e si arricchisca di altre proposte anche private, come la Biennale dei racconti d’impresa che il nostro Club ha in programma di organizzare il prossimo autunno”.
“Questa mattina – ha concluso Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia – stiamo presentendo un’iniziativa che ha due grandi meriti: in primo luogo quello di ripartire da un punto debole del nostro territorio, la lettura, facendone un punto di forza, e poi di aver realizzato una rete virtuosa tra partenariato pubblico e privato”.
Saranno 25 gli stand che ospiteranno le librerie del territorio oltre a numerosi editori dell’Associazione Pugliese Editori (APE), suddivisi per aree tematiche: letteratura, poesia, viaggi, arte, fumetti, storia, società. Un palinsesto di eventi collaterali, curati dal Salone Internazionale del Libro di Torino, farà da cornice alla manifestazione, con un titolo Pensieri Meridiani, che omaggia Franco Cassano, al cui ricordo sarà dedicato un incontro, e che sottolinea un’idea di Meridione (e di Oriente), che non si afferma per contrapposizione ma per inclusione. In linea con questa idea, la scelta degli autori, tra i quali Giuseppe Catozzella, Gianrico Carofiglio, Mario Desiati, Gabriella Genisi, Nicola Lagioia, Laura Imai Messina, Daniele Petruccioli, Gianfranco Viesti, Aldo Pagano.
L’incontro dedicato ai 120 anni della storica casa editrice Laterza, celebra l’importanza di un marchio editoriale nato a Bari che ha fortemente segnato, e ancora segna, la vita intellettuale del Paese. Non mancheranno i momenti in cui i librai saranno chiamati a interrogarsi sulla capacità delle librerie di sapersi rinnovare e a dare i consigli per le “letture estive”. E poi, in collaborazione con APE – Associazione Pugliese Editori, la presentazione di molti e interessantissimi libri, le ultime novità della produzione dell’editoria della Puglia.
Tante le iniziative dedicate ai giovani: saranno coinvolti gli studenti della rete delle biblioteche scolastiche di Bari, grazie alla collaborazione con l’assessorato alle Politiche educative e giovanili del Comune di Bari. Ampio spazio sarà dedicato anche ai piccoli lettori, con tanti appuntamenti di letture ad alta voce e animate, suddivise per fasce d’età (3-6 anni, oltre i 6 anni), e a cura della rete Barisocialbook dell’assessorato al Welfare del Comune di Bari.
E ancora, nella Pinacoteca metropolitana Corrado Giaquinto, “La lettura è un’arte” a cura di Lucia Pastore, un’interessante rassegna di dipinti incentrati sul tema della lettura tra ‘800 e ‘900 e sul piacere che una tale occupazione determina sui suoi partecipi e consapevoli protagonisti a testimonianza della ricchezza del patrimonio artistico di un’istituzione museale dinamica, laboratorio di ricerca in crescente fermento, che per l’occasione di Lungomare di Libri sarà eccezionalmente aperta al pubblico dalle ore 9 alle 23.
Infine, il dipartimento Educazione Castello di Rivoli, partner storico di Portici di Carta, dedica a Lungomare di Libri una speciale serigrafia tirata a mano, come omaggio augurale: un’edizione limitata e numerata, in esemplari da 1 a 200, che connoterà in modo inconfondibile l’evento.
La serigrafia, eseguita alla maniera di Andy Warhol, traduce una tecnica di stampa nella possibilità di creare esemplari simili ma differenti. Ogni singola serigrafia è unica, così come l’esperienza della lettura per ciascuno. Per Lungomare di Libri il dipartimento Educazione rinnova, in una veste totalmente inedita, la tradizione della serigrafia creata per Portici di Carta, con i diversi bozzetti ideati negli anni da Paola Zanini. La serigrafia, dedicata al pubblico della manifestazione che quest’anno si estende sul Lungomare di Bari, è diventata nel tempo un oggetto da collezione.

Inoltre, dal 25 giugno al 25 agosto il teatro Margherita ospiterà la mostra “Steve McCurry. Leggere”, che raccoglie gli scatti di uno dei fotografi più celebrati a livello internazionale per la sua capacità d’interpretare il tempo e la società attuale. L’esposizione promossa da Comune di Bari, Regione Puglia e Città Metropolitana di Bari organizzata da Civita Mostre e Musei, in collaborazione con Sudest 57, e curata da Biba Giacchetti con le scenografie di Peter Bottazzi, presenta circa 70 immagini che celebrano l’atto senza tempo della lettura attraverso l’obiettivo di uno dei fotografi più amati del mondo. Questo omaggio alla bellezza e alla seduzione della lettura riunisce una collezione di fotografie scattate da Steve McCurry nei suoi quasi quarant’anni di viaggi. L’obiettivo di McCurry rivela il potere dei libri che trasportano le persone in mondi lontani e ricordi immaginati, nel presente, nel passato e nel futuro.
I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti.
Afferma Biba Giacchetti: “In circa 70 immagini, da me selezionate per questa mostra, che comprende anche inediti rispetto al libro Leggere a cui si ispira, McCurry esplora un cosmo anomalo rispetto alla sua abituale produzione. Il rapporto che ci porge non è più con il soggetto ritratto, come ci ha abituato, ma tra il soggetto e la parola scritta. L’autore ci invita a osservare, quasi silenziosamente, quanto accade in questo universo traslato, in cui le persone abbandonano la loro realtà, anche drammatica, per essere totalmente assorbite da altro. McCurry le spia con noi, in una conferma del potere della lettura di astrarre dal presente e di condurre ogni individuo in un mondo a parte personale e segreto”.
Per Bari un allestimento inedito, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nella lettura di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali del teatro Margherita, primo edificio realizzato a Bari in cemento armato e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte.
Le grandi vetrate sembrano come esplodere per poi ricompattarsi in forme diverse: cubi di alluminio ora grezzo, ora verniciato a formare un reticolato in cui le fotografie di Steve McCurry emergono come vere e proprie apparizioni accompagnate da un ulteriore elemento di racconto e fascinazione quello musicale. Composizioni evocative, poliedriche, nate nell’ambito della ricerca musicale elettronica, e di recente tecnologia composte sempre da Peter Bottazzi, in cui emergono echi di parlato, di lettura, di bisbigli, una dimensione umana, calda e coinvolgente, così da evidenziare la compresenza e la dualità di un mondo esterno ed invasivo con una dimensione più intima e personale quale è lo spazio che si crea e in cui ci si rifugia nell’atto di leggere.
“Ogni progetto di allestimento, specie se scenografico, non può non tener conto di due fattori: lo spazio e l’oggetto dell’esposizione – è il commento di Peter Bottazzi -. Tra di essi deve stabilirsi necessariamente un dialogo che sia in grado di porli in una correlazione armonica e coerente, di modo che l’uno non appaia scisso dall’altro e viceversa. Ciò è tanto più vero quanto maggiormente ‘ingombrante’ è lo spazio, quando questo, cioè, si impone per la sua marcata identità, per il suo genius, per la sua architettura, per la sua storia, e quindi per la narrazione che reca con sé. È quest’ultimo il caso del Teatro Margherita, che sembrava offrirsi quasi passivamente alle esigenze allestitive per la regolarità delle sue superfici, per l’apparente monotonia della loro linearità”.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra.
Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
In occasione di Lungomare di Libri, dal 25 al 27 giugno 2021 la mostra sarà eccezionalmente aperta al pubblico gratuitamente, dalle ore 18 alle 23.30.
La prenotazione agli eventi del Lungomare di Libri è obbligatoria: sarà possibile prenotare a partire da lunedì 21 giugno. Clicca qui per il programma completo, info e prenotazioni www.lungomaredilibri.it.

Info mostra: www.stevemccurryleggere.it; mostrabari@civita.art.


“Polvere di Stelle” le SuperWomen di Lediesis in mostra al Museo Civico di Bari

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polvere di stelle le superwomen di lediesis

****MOSTRA PROROGATA****
La mostra Polvere di Stelle è visitabile al Museo Civico Bari ancora fino al 3 ottobre.
Un altro mese per ammirare dal vivo le SuperWomen de Lediesis, che ringraziamo.

Per la prima volta a Bari

Si inaugura questo pomeriggio al Museo Civico Bari la mostra “Polvere di Stelle” de Lediesis, ironiche e ineffabili street artists italiane, famose per le loro iconiche SuperWomen, interpretate come eroine del nostro secolo.
Dopo le esposizioni al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al Murate di Firenze, al Museo Civico Bari saranno esposte alcune riproduzioni originali dei murales sparsi nelle principali città italiane e alcuni nuovi e personali lavori grafici realizzati durante il lockdown. Tra le stradine di Bari vecchia sarà poi possibile andare a caccia di alcune delle loro SuperWomen realizzate appositamente per la città nei giorni scorsi.

Madrina della mostra una meravigliosa Monica Vitti, scelta come omaggio a Bari per la sua celebre interpretazione nel film che dona il titolo all’esposizione.

L’ingresso sarà accessibile nel rispetto della vigente normativa anticovid.

Lun-mar-mer-gio-ven 9.30-13.30 / 16.30-20.30
Sabato 9.30-13.30
Domenica 17.30-20.30


BLINDNESS

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BLINDNESS

Muratcentoventidue Artecontemporanea

Blindness

Georgie Friedman, Sissa Micheli, Margarida Paiva, Charlotte Thiis-Evensen
La cecità cui fa riferimento il titolo della mostra è ovviamente metaforica, è uno stato dell’essere umano, è l’incapacità di vedere gli altri e ciò che ci circonda, è l’indifferenza e la mancanza di empatia.
La tradizione letteraria, sin dalla Grecia arcaica, ha spesso giocato sulla metafora della cecità fisica , da Tiresia, a Edipo, re di Tebe, fino , negli anni più recenti, all’umanità resa cieca da un’improvvisa pandemia nel romanzo di Josè Saramago, Saggio sulla cecità, la storia della letteratura è ricca di esempi significativi di cecità simbolica.
Negli ultimi decenni, sviluppo tecnologico e globalizzazione hanno garantito la possibilità di far viaggiare informazioni in modo agevole e capillare su tutto il pianeta. Il contatto, seppur virtuale, è diventato facile e immediato. Ciascuno può sapere cosa succede dall’altra parte del mondo, informarsi e creare reti di collegamento. Eppure l’uomo si lascia informare passivamente, come un cieco che, non potendo vedere, si fa raccontare. Non apre gli occhi, ma resta indifferente davanti ai cambiamenti, e ai rischi che incombono sulle società a iniziare dal riscaldamento globale.
Il titolo della mostra, che intende far riflettere sul comportamento dell’uomo nei confronti di un dramma epocale come il cambiamento climatico, si ispira al saggio di Zygmunt Bauman “Cecità morale-La perdita di sensibilità nella modernità liquida ” che racconta la perdita collettiva di sensibilità e immaginazione morale in una società che vive per il consumo, ma anche al saggio dello scrittore indiano Amitav Ghosh , La grande cecità , (è il titolo dell’edizione italiana) che esamina la nostra incapacità di cogliere i cambiamenti climatici e di trovare le relative soluzioni.
Egli non nutre speranza nel futuro, l’attuale modello di vita estremamente materiale, individuale e schiacciato su una singola esistenza influisce profondamente su qualsiasi domanda sul nostro destino e sul futuro del mondo. E la cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, capace di raccontare guerre e numerose crisi, rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico.
La galleria è pertanto particolarmente lieta di presentare quattro artiste di varia nazionalità, Georgie Friedman, Sissa Micheli , Margarida Paiva e Charlotte Thiis-Evensen che , con le loro opere, intendono far riflettere sul tema del riscaldamento globale.
Georgie Friedman è una giovane artista americana i cui progetti includono video installazioni su larga scala, video singoli e multi-canale e diverse serie fotografiche. Ha vissuto, lavorato ed esposto negli Stati Uniti, in musei e università. La natura messa in relazione con le caratteristiche e i limiti dell’uomo contemporaneo sono al centro della sua ricerca. Mettendo in scena potenti condizioni atmosferiche o la forza dell’oceano indaga sull’impatto psicologico e sociale di fenomeni naturali di lieve e di grave entità in relazione alla fragilità e inadeguatezza umana.
Utilizza la fotografia, il video, il suono, l’installazione, l’ingegneria e la fisica della luce, tutto per creare nuove esperienze per gli spettatori.
L’artista presenta il video In the Wake of Icebergs girato in Antartide nel gennaio 2017. Questo territorio, difatti, si distingue per essere al momento uno dei luoghi al mondo ove più fortemente si avverte il cambio climatico a causa dello scioglimento dei ghiacciai. Per gli artisti sensibili al problema dunque, l’Antartide si configura come un luogo di particolare ispirazione ove mettere a punto le loro ricerche. Il dittico spazia dai dettagli degli iceberg ai vasti paesaggi marini di enormi blocchi di ghiaccio che si spostano verso il mare. Gli iceberg diventano rappresentazioni sia letterali che metaforiche del restringimento del perimetro dell’Antartide. Nel video In the Wake of Icebergs l’artista accosta paesaggi marini incongrui per alludere alla frattura dell’ambiente e per evidenziare l’enorme quantità di mare e paesaggio che non è possibile vedere all’interno dell’inquadratura a causa dei limiti del video.
La ricerca espressiva di Sissa Micheli, artista altoatesina, viennese d’adozione, si muove tra l’immagine fissa e quella mobile dosando con rigore installazioni, video e foto.
Le sue opere sono solitamente legate a temi di particolare attualità e a osservazioni della realtà che l’artista traduce in metafore, evidenziando i limiti del nostro sistema funzionale per stimolare un’analisi critica della nostra società. Le più recenti opere multimediali della Micheli si ispirano all’ontologia del paesaggio e all’interpretazione della scienza.
Le sue opere sono tipicamente legate a temi di particolare attualità e ad osservazioni della realtà che l’artista traduce in metafore, evidenziando i limiti del nostro sistema funzionale per stimolare un’analisi critica della nostra società. Le più recenti opere multimediali della Micheli si ispirano all’ontologia del paesaggio e all’interpretazione della scienza. L’artista presenta in video una performance sul clima „Singing Flag / Sounds of Climate”, in cui sventola, come una bandiera, una coperta di emergenza sullo sfondo di un deserto, sottolineando la necessità di operare per salvaguardare il nostro pianeta. Il sound della performance è una messa in musica di diagrammi sul riscaldamento globale interpretata da coriste e coristi altoatesini .
Margarida Paiva è una giovane e apprezzata videoartista portoghese che vive e lavora a Oslo, il cui curriculum vanta numerose partecipazioni a mostre e festival internazionali. Il trauma della perdita, l’isolamento e la memoria sono motivi ricorrenti nei suoi video. Le storie affiorano in narrazioni poetiche definite da una solitudine esistenziale. Il lavoro recente si concentra sul legame dell’uomo con gli altri esseri viventi, come la vita vegetale e animale. Questo interesse per la natura ha una dimensione spirituale che si ispira ad antiche credenze animiste per cui piante, animali e luoghi possiedono tutti una distinta essenza immateriale. Questi lavori si impegnano nell’esplorazione di diverse forme di convivenza tra umani e non umani mettendo in discussione l’idea dell’eccezionalismo umano in relazione al suo ambiente biologico.
L’artista presenta l’opera video “Soul Blindness” realizzata nel 2019. Una foresta tranquilla. La nebbia vaga nell’aria come un’anima perduta. Fantasmi di animali morti abitano il paesaggio, come intrappolati in una malinconia e un mondo oscuro. Ispirato da antiche credenze animiste in cui le piante, animali e luoghi possiedono tutti un’essenza spirituale distinta, il video indica la nostra crescente incapacità di riconoscere che altre creature sono esseri senzienti e consapevoli come noi.
Charlotte Thiis-Evensen è una regista norvegese, artista visiva, giornalista , autrice e direttrice di programmi televisivi. Come artista lavora con il documentarismo in video, con la fotografia e le installazioni. Nelle sue opere riflette sui rapporti familiari, i rituali quotidiani, storie culturali e temi legati all’identità.
Usa i media per creare narrazioni umane uniche ed empatiche. Utilizza una forma di documentario basato sull’esperienza vissuta di individui della sua cerchia di conoscenti. È interessata a produrre lavori che esplorino questioni riguardanti le libertà personali. Molte delle sue opere riguardano il modo in cui le strutture di potere non dette influenzano l’individuo.
Adrift , l’ultima opera dell’artista, cerca di catturare parte della sensazione claustrofobica e drammatica che tutti noi possiamo provare a volte, la sensazione ,a cui allude il titolo del video, di andare alla deriva , senza controllo. Questa sensazione può sorgere quando ci troviamo di fronte ai cambiamenti che avvengono in un essere umano, come nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta, o a quelli che dobbiamo affrontare collettivamente, come il riscaldamento climatico e la migrazione.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 24 ottobre, 2020, ore 19.30

Periodo
24 ottobre – 15 dicembre 2020

Orario di apertura
Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Info
3348714094 – 3925985840


Z/000 GENERATION – Artisti pugliesi 2000>2020

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generation artisti pugliesi mostra

La mostra collettiva Z/000 GENERATION. Artisti pugliesi 2000>2020 fotografa il momento storico tra la fine anni Novanta e inizio degli anni Zero e ritrae la generazione di artisti pugliesi (provenienti dalle province di Bari, Lecce, Taranto, BAT) cresciuta, in quel tempo e in quello spazio, attorno e insieme alla figura carismatica – purtroppo scomparsa prematuramente – del tarantino Cristiano De Gaetano(1975-2013): Carlo Michele Schirinzi, Pierluca Cetera, Nicola Vinci, Nicola Curri, Patrizia Piarulli, Natascia Abbattista, Stefania Pellegrini, Giuseppe Teofilo, Raffaele Fiorella, Mariantonietta Bagliato.

“Con questo progetto, nell’ambito della Festa del Mare, Regione Puglia sostiene i talenti e le eccellenze del nostro territorio. La mostra Z/000 Generation storicizza l’esperienza di un gruppo di giovani artisti nati e cresciuti artisticamente grazie alle ispirazioni e agli influssi della nostra terra. Il nostro obiettivo, in questo momento difficile, è quello di valorizzare le risorse umane, le competenze e i talenti del territorio, mettendo cultura e turismo al centro di un modello diverso di sviluppo economico per il sud e supportare progetti che rendano la cultura accessibile alla comunità a 360 gradi”, commenta Aldo Patruno, Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia

Questa collettiva rientra nel cartellone di Festa del Mare 2020, la rassegna che quest’anno abbiamo voluto si spingesse oltre l’estate per offrire al pubblico barese opportunità di fruizione culturale il più possibile diversificate, tutte nel rispetto delle attuali norme a contrasto della diffusione del virus. La scelta è caduta su un collettivo di artisti pugliesi accomunati dall’essersi formati nella nostra Accademia di Belle Arti sul finire degli anni Novanta e dall’aver mosso insieme i primi passi nel mondo dell’arte: artisti che dialogano tra loro, le cui opere vengono proposte in un arco di oltre vent’anni a testimoniare lo sviluppo di percorsi di ricerca ed espressivi personalissimi, eppure legati da uno stesso interesse a scandagliare l’umano e il perturbante. Z/000 Generation risponde così, perfettamente, alla volontà di valorizzare i talenti della nostra terra offrendo loro nuove occasioni di portare la propria esperienza artistica all’attenzione di un pubblico vasto, che voglia riflettere e interrogarsi al cospetto di queste opere segnate da un’ampia interdisciplinarietà espressiva. Nelle prossime settimane presenteremo due nuovi appuntamenti di Festa del Mare, guardando però oltre i confini del nostro Paese per portare a Bari la produzione di grandi nomi dell’arte contemporanea”, ha commentato Ines Pierucci, Assessore alla Cultura del Comune di Bari

AncheCinema

Corso Italia, 112 (Bari)

dal 23 al 25 ottobre: orari 11-13 / 17-21,
dal 26 ottobre al 15 novembre negli orari normali di apertura di AncheCinema

Info. 3296112291


“Moda al Castello. Collezioni di abiti storici in Puglia” in mostra al Castello Svevo di Bari

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Moda al Castello Collezioni di abiti storici in Puglia

Sabato 10 ottobre, alle ore 18.00, presso la Sala Conferenze del Castello svevo di Bari verrà presentato al pubblico il catalogo realizzato in occasione della mostra “Moda al Castello. Collezioni di abiti storici in Puglia”.

Alla presentazione interverranno Mariastella Margozzi (Direttrice della Direzione regionale Musei Puglia), Alessandra Mongelli (Direttrice del Castello svevo di Bari) e i prestatori che, con il loro contributo, hanno partecipato alla realizzazione dell’esposizione.

A seguire, si terrà un aperitivo con intrattenimento musicale a cura del Francesco Greco Ensemble e visita, organizzata per piccoli gruppi, presso le sale Bona Sforza e Normanna del Castello, dove sono esposti gli abiti e gli accessori delle collezioni.

L’evento si inserisce nel progetto di valorizzazione del Castello e prevedere un’apertura straordinaria serale, con ultimo ingresso alle ore 21.15.

La Mostra, che ha preso corpo a seguito dell’istituzione di un Tavolo tecnico sul tema dell’Abito storico in Puglia, nasce con l’intento di dare rilievo culturale a una parte importante del patrimonio identitario del territorio pugliese, capace di restituire attraverso gli abiti, le atmosfere, gli stili e il gusto dei diversi periodi storici.

Aperta al pubblico il 14 giugno 2020, l’esposizione ha riscosso un consenso tale da decidere, con la collaborazione degli Enti prestatori, di prorogare la sua permanenza presso la Sala Bona Sforza e la Sala Normanna del Castello fino al 2 novembre 2020.

Gli abiti e gli accessori selezionati provengono da collezioni di realtà istituzionali, associazionistiche, che hanno condiviso con la Direzione regionale Musei Puglia il progetto di creare una rete museale sul costume e la moda: il Centro Studi ‘ Marangelli’ e Museo Moda e Costume di Conversano, il Museo MuDiAS – Palazzo Settanni di Rutigliano, la Casa-Museo Romanazzi Carducci di Putignano, la Fondazione Casa-Museo Pomarici Santomasi di Gravina, la Casa-Museo Ribezzi-Petrosillo di Latiano, la Casa-Museo Jatta di Ruvo di Puglia, il Museo Diocesano di Bisceglie, l’Associazione ‘Dimore Storiche Italiane sezione Puglia’, l’Associazione ‘Sognare e perdersi … negli abiti di un tempo’ di Acquaviva delle Fonti, l’Associazione ‘Le antiche ville’ di Mola di Bari.

Ulteriori significative selezioni di abiti e accessori sono quelle provenienti dai guardaroba delle famiglie Benchi-Cisternino di Bari, oggetto di donazione recente al Castello svevo da parte di Anna Barbara Cisternino, e Donadio di Bari.

L’esposizione è incentrata sull’abito di gala, quello delle feste, dei balli e delle cerimonie, con qualche esempio anche maschile, in tessuti preziosi quali raso e seta damascata, velluto, pékin, tulle, crêpe di seta, con decorazioni e applicazioni in pizzo, merletto, passamaneria. Presenti anche abiti da passeggio e da cocktail, corredati da sciarpe e stole, corpini ‘gioiello’, pellicce, e, infine, anche alcuni abiti da sposa.

I periodi rappresentati sono l’Ottocento e il Novecento fino agli anni ’60-’70, con un breve excursus nel Settecento maschile rappresentato dagli abiti “Jatta”.

Mirabili sono stati i restauri e le manutenzioni degli abiti curati da Maria Stragapede, Monica Cannillo e Nicoletta Vicenzi, che testimoniano passione, conoscenza e mestiere unici. Apporto fondamentale all’allestimento è stato quello dell’Associazione ETRA ets di Luciano Perrone per il coordinamento e l’allestimento delle vetrine della Sala Normanna e della DZ Engeenering per la disposizione delle luci. Le fotografie sono state realizzate da Beppe Gernone.

Attenta partecipazione al Tavolo tecnico è stata data dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, nella persona di Daniela Ventrelli.

Informazioni per il pubblico

Data: sabato 10 ottobre

Orari dell’apertura straordinaria serale: dalle 19.30 alle 22.00, con ultimo ingresso alle 21.15

Numero massimo di visitatori consentito (per fascia oraria): 40 persone (ingresso Castello)

Orari dell’evento: Presentazione del catalogo dalle ore 18.00 alle ore 21.15 in sala Conferenze (è consentito l’ingresso massimo a 40 persone con prenotazione obbligatoria)

Costo d’ingresso: biglietto al costo ordinario (€ 6.00 intero; € 2.00 ridotto; gratuità per le categorie previste dalla legge).

La partecipazione alla presentazione del catalogo è inclusa nel costo d’ingresso/gratuita tramite presentazione dell’invito

Prenotazione: non necessaria per l’accesso al monumento ma vivamente consigliata tramite il sito https://buy.novaapulia.it/ingresso-castello-svevo-bari.html. La prenotazione del biglietto di ingresso prevede il costo aggiuntivo di prevendita di €1.00.

La prenotazione è invece obbligatoria per la partecipazione alla presentazione del catalogo, inviando una mail all’indirizzo della Direzione del Castello: drm-pug.castellodibari@beniculturali.it  entro le ore 12.00 del giorno 09/10/2020. Ai richiedenti verrà data la conferma della disponibilità dei posti tramite una mail di risposta.

Contatti per richiedere informazioni: drm-pug.castellodibari@beniculturali.it

Misure anti-contagio previste per gli eventi: nel rispetto delle misure preventive adottate per il rischio COVID-19, prima di accedere, il personale in servizio misurerà la temperatura corporea di tutti i visitatori per assicurarsi che non sia superiore ai 37,5°C.  All’ingresso del monumento e della Sala Conferenze, saranno a disposizione dei visitatori dei dispenser per l’igienizzazione delle mani.

Tutti i visitatori dovranno obbligatoriamente indossare la mascherina per tutta la durata della visita e degli eventi proposti, secondo le disposizioni contenute nell’ultimo DPCM del 7/09/2020 (GU Serie Generale n.222 del 07-09-2020), che prevede l’utilizzo dei dispositivi di protezione, correttamente indossati dal mento fin sopra il naso, in tutti i luoghi pubblici chiusi ed anche in tutti i luoghi aperti ove non fosse possibile mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro, fatta eccezione per i bambini al di sotto dei 6 anni e dei disabili le cui condizioni siano incompatibili con l’utilizzo prolungato della mascherina.

Informazioni aggiuntive sulla mostra: La mostra sarà visitabile con lo stesso biglietto di entrata al Castello, con le medesime modalità di accesso e secondo gli orari vigenti (chiuso il martedì). Ai soli curatori, prestatori e giornalisti sarà riservato l’accesso gratuito alla mostra accreditandosi al seguente indirizzo: drm-pug.castellodibari@beniculturali.it.


“COM’ERI VESTITA?”, negli ospedali di Bari la mostra di 17 abiti di donne stuprate

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com eri vestita bari

Venerdì 9 ottobre in occasione dell’Open Day della Salute Mentale delle Donne, presso l’Ospedale S. Paolo di Bari, la mostra/installazione “Com’eri vestita?”

Ospedale San Paolo di Bari; Ospedale di Venere di Carbonara; Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” ad Altamura; Ospedale San Giacomo di Monopoli per poi arrivare presso la sede dell’Asl di Bari: domani, venerdì 9 ottobre, la mostra/installazione “Com’eri vestita?”, varcherà per la prima volta le soglie dei luoghi di cura per destrutturare – attraverso la potenza dell’esposizione di 17 abiti che riproducono quelli realmente indossati da donne stuprate – gli stereotipi che colpevolizzano le vittime stesse.
Con la mostra itinerante nei luoghi di lavoro, che vedrà coinvolti, dal 9 al 31 ottobre, 4 diversi plessi ospedalieri e l’Asl di Bari, il Comitato Unico di Garanzia, infatti, darà inizio al percorso di sensibilizzazione e di consapevolezza del personale ASL BA sul tema della violenza di genere, dei pregiudizi e paradigmi connessi al “… avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti”. Ai visitatori sarà data la prerogativa di identificarsi nelle storie narrate e al tempo stesso vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano: tute, pigiami, maglioni a collo alto, semplici jeans che “urlano” lo sdegno e l’orrore per quella frase “com’eri vestita?” che troppo spesso, ancora oggi, viene rivolta a donne vittime di stupro. Un’esposizione che nella sua essenzialità vuole essere testimonianza, occasione di riflessione e confronto sul tema della parità di genere per sfatare gli stereotipi e continuare ad aiutare le donne a trovare la forza per liberarsi dalla violenza.
Un’iniziativa di notevole importanza in quanto porterà la potenza dell’installazione proprio in quei contesti d’aiuto in cui le donne possono portare, anche implicitamente e silenziosamente, la loro richiesta di essere accolte, ascoltate e credute.
La mostra “Com’eri vestita?”, nata nel 2013 da un progetto dell’Università del Kansas, con il nome “What were you wearing?” arriva in Italia, nel 2018, grazie a Libere Sinergie che, contestualizzandola al nostro ambiente socio-culturale, ha scosso l’attenzione pubblica, sfatando gli stereotipi sulla violenza sessuale. Dal dicembre 2018 l’Aps Sud Est Donne, da anni impegnata nel contrasto alla violenza sulle donne, è diventata curatrice della mostra per il Sud Italia e in particolare per la Puglia.

Calendario Mostra/Installazione itinerante “Com’eri vestita?”
9/13 Ottobre 2020 – Varco Unico di Accesso P.O. San Paolo di Bari
13/19 Ottobre 2020 – Varco Unico di Accesso P.O. Di Venere di Carbonara
19/23 Ottobre 2020 – Varco Unico di Accesso P.O. F. Perinei di Altamura
23/27 Ottobre 2020 – Varco Unico di Accesso PO. San Giacomo di Monopoli
27/31 Ottobre 2020 – Hall di accesso ASL BA, Lungomare Starita n.6 – Bari

Ingresso libero.

Evento realizzato nel pieno rispetto delle normative vigenti per il contenimento dell’epidemia Covid-19.


“Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue” in mostra nello Spazio Murat

In il

Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue mostra Spazio Murat

Spazio Murat è lieto di presentarvi la prima mostra del 2020:

Natalija Dimitrijević Maria Trentadue

Opening: 2 Luglio
Closing: 30 Agosto

Una mostra a due, che lega due artiste figurative, due tempi, due concezioni diverse eppure affini. Gli spazi interni, le case e le stanze della giovane Natalija Dimitrijević; e quelli esterni, le piazze, la strada di Maria Trentadue. Il contemporaneo, il qui e ora dialogano con gli anni ’60 e il passato. La pittura e il territorio pugliese a fare da comune denominatore delle opere delle due artiste.

“La programmazione di Spazio Murat è stata riformulata e riordinata temporalmente proprio a causa degli imprevisti dovuti all’emergenza che abbiamo vissuto: è un momento di forte difficoltà, che però ci spinge con forza a ripensare in maniera nuova e critica alle formule prestabilite, alle relazioni con le persone e con l’ambiente, e alle politiche del lavoro. Più in generale abbiamo avuto tempo di ripensare al rapporto con il nostro intorno e a quello degli altri: abbiamo avuto questi mesi per rivalutare la nostra condizione e quella delle altre persone. La pandemia non è stata uguale per tutte e tutti, al contrario ha reso manifeste in maniera ancora più eclatante le disparità e le difficoltà. In un periodo in cui lo spazio pubblico era impraticabile (per molte persone, le più fortunate), la casa è diventata il nostro cosmo e il fuori il nostro sogno. In casa si sono palesati in modo evidente i rituali, le dinamiche di utilizzo dello spazio domestico e le sue ottimizzazioni, i bisogni, le ristrettezze, il benessere/malessere relazionale tra conviventi: la casa è stata vissuta come riparo e come gabbia dalla quale guardare al mondo esterno e alle necessità degli individui e della collettività con occhi nuovi.
La casa, il balcone, la strada, il supermercato, le librerie, poi i negozi, le piazze, il lungomare, i parchi, la spiaggia, la regione, le altre regioni, l’Italia, il mondo. Non è stato più possibile dare nulla per scontato, al contrario, si è rivelato essenziale regolare, ricalibrare il vivere quotidiano e la sua percezione. Dalla piccola alla grande scala.” Melissa Destino, curatrice Spazio Murat

La mostra si snoderà in due direzioni, una grande opera site specific di Natalija Dimitrjević, un dittico che l’artista di origine serba ha realizzato nei giorni precedenti all’inaugurazione; e una serie di dipinti di Maria Trentadue che oltre alle tele comprenderà vasi, televisori, vassoi e altri supporti su cui l’artista pugliese era solita dipingere.

La mostra, per la prima volta, non avrà un biglietto fisso ma – visto il momento di grande difficoltà per tutti – una donazione volontaria che parte da un minimo di 50 centesimi. Questo per due motivi: sostenere lo spazio e la sua programmazione futura; permettere a tutti un accesso alla cultura il più sostenibile possibile.

“Natalija Dimitrijević e Maria Trentadue” è un lavoro di squadra. Grazie a MICROBA, Achrome, Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto per il lavoro condiviso; Grazie all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari per il sostegno.

Natalija Dimitrijević è nata a Niš in Serbia (1995). Ha frequentato la scuola d’arte della sua città natale (Umetnička škola Niš) nel dipartimento tecnico-figurativo. Nel 2014 si è trasferita a Bari dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti, nel corso di pittura, laureandosi nel 2019. I soggetti della sua pratica pittorica sono gli ambienti domestici. Attraverso quadri, che vanno dalle piccole alle grandi dimensioni, e tramite l’uso di diverse tecniche (olio, tempera, acrilico, acquerello, disegno, ecc.) Dimitrijević costruisce nei suoi dipinti spazi di case in cui è stata

Maria Trentadue è nata a Modugno nel 1893 (1893-1977). Nella scuola vicina al monastero di San Domenico che ha frequentato, ha imparato a ricamare. Si dedica a questa attività fino al 1914, momento in cui si sposa e smette, anche se poi riprenderà l’approccio del disegno da ricamo (fiori, piante, ecc) nei suoi dipinti. Maria Trentadue comincia a sessantacinque anni a decorare a smalto oggetti di vario genere (tra cui anfore, bottiglie, ecc.) che espone nelle mostre di artigianato nella scuola elementare “Edmondo De Amicis”. A partire dagli anni 70, supportata da Tommaso Di Ciaula, la Trentadue inizia ad adoperare la pittura non come decorazione, ma come pratica autonoma.

Sarà possibile visitare la mostra dal Martedì al Venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il Sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Domenica e lunedì chiuso

Info e prenotazioni a info@spaziomurat.it o telefonare allo 080 205 5856


“LIFE IN COLOR” nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi una mostra gratuita a cura degli artisti della Contraccademia

In il

life in color mostra santa teresa dei maschi bari

Riapre a Bari Vecchia la galleria d’arte di Santa Teresa dei Maschi (Str. Santa Teresa dei Maschi, 26),con LIFE IN COLOR, una nuova mostra gratuita, aperta al pubblico, a cura degli artisti della Contraccademia.
L’arte diventa un’opportunità per mostrare al pubblico gli angoli nascosti di Bari Vecchia. Un nuovo appuntamento con l’Arte, a Santa Teresa dei Maschi, chiesa del 1600, un tesoro da scoprire grazie a Bibart. Da anni Bibart punta a valorizzare e a dare spazio a giovani artisti del territorio nazionale ed internazionale.
In esposizione fino a settembre gli artisti Monica Abbondanzia, Rima Almozayyen, Francesca Brivio, Francesco Cardone, Roberto Capriuolo, Cesare Cassone, Marco Ciccarese, Pasquale Conserva, Anna Cristino, Emanuela de Franceschi, Miguel Gomez, Gabriele Liso, Biagio Monno (Toy Blaise), Giancarlo Montefusco, Marialuisa Sabato, Marialuisa Sabato, Carmen Toscano, Giuseppe Toscano, Vito Valenzano.

La mostra sarà visitabile tutti giorni tranne la domenica e il lunedì, orari: 10.30/13.00 15.00/19.00.

Dopo quasi 80 giorni di chiusura ritorna la bellezza sulla linea d’orizzonte notturna della città di Bari: la cupola illuminata della Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, una luce particolarmente simbolica che illumina attività artistiche che si erano bloccate a causa del corona virus, riapre la galleria/laboratorio della Biennale di bari Bibart nella  Chiesa  Santa Teresa dei Maschi.
Riparte rinnovato  il progetto “Contraccademia”, galleria, laboratorio, scuola d’arte e residenza artistica. Contraccademia è un progetto che vuole recuperare una tradizione di insubordinazione e antiaccademismo  in uno spazio dinamico  di produzione artistica e culturale. L’intento è di creare una fucina d’idee, uno scambio continuo tra artisti locali, nazionali, internazionali ed il pubblico che sarà presente alle attività. Bibart da aprile 2019 è residenza artistica che fa parte di un circuito che coinvolge anche altre residenze in Germania, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.  Ci sono infinite definizioni  di arte, per ogni singola opera tantissime interpretazioni e altrettanti  giudizi. Ma in definitiva cos’è l’arte? Un quadro del 500,  una scultura tribale, il disegno di un bimbo,  un foglio bianco, una performance, una tela capovolta? Qualsiasi cosa può essere considerata arte? È un dilemma questo che sarà difficile risolvere quando si è innanzi ad un’opera che esprime un concetto, una emozione, una vibrazione cromatica. Noi crediamo che un’opera d’arte acquisisce senso se messa in relazione all’artista che la crea e a colui che la guarda. In realtà non esiste uno schema preciso, il significato di un’opera non ha un confine definito, è estremamente fluttuante. L’arte si conforma alla propria visione del mondo, alla personalità di ognuno. L’arte è espressione dell’animo umano che scende nei nostri sentimenti, è un atto creativo, che implica sempre il concetto sovversivo di “creatività”. Queste sono le motivazioni che ha portato Bibart Biennale a far nascere il laboratorio/galleria denominato “Contraccademia”, l’arte come germoglio di condivisione, incontro/confronto, d’altronde è storia che i grandi del 900 sono tutti nati all’interno di movimenti in cui gli artisti si confrontavano e scontravano in continuazione. Purtroppo dopo gli anni sessanta si è fatta sempre più forte l’idea dell’artista individualista, personalità isolata da tutti gli altri, favorita e sostenuta dalle nuove leggi di mercato e consumo che nulla hanno a che fare con la cultura dell’animo umano. La nostra sarà una utopia oppure una velleità, ma crediamo fortemente all’idea che l’arte sia una ispirazione da condividere, una occasione di comunione. Non è un caso che la sede del luogo in cui Bibart/Contraccademia ha scelto di svolgere le attività espositive e laboratoriali sia una Chiesa del 1600, Santa Teresa dei Maschi, nel borgo antico della città di Bari, città che storicamente accoglie e condivide e certamente una chiesa è il luogo che più si adatta all’incontro, alla comprensione, allo scambio, alla trascendenza di cui l’arte deve essere sempre colma. Nello spazio di Santa Teresa dei Maschi, il pubblico può contemporaneamente guardare una mostra e vedere artisti al lavoro o che discutono, chiunque potrà inserirsi nel dialogo, oppure osservare come nasce un’opera.  In questo e per questo ci sentiamo “sovversivi” ed è il motivo per cui si è dato il nome “contraccademia”, noi vogliamo un arte che non deve essere ne sottovalutata e nemmeno sopravvalutata dai critici d’arte, dalle aste evento, dai galleristi,  vogliamo che gli artisti possano e debbano incontrarsi, confrontarsi liberamente tra di loro e con chiunque, senza schemi economici o pseudo intellettuali, una crescita umana  basata su chi costruisce negli anni con etica il proprio lavoro e si mette al servizio  di quel pubblico che pensa che l’arte sia un incontro, una occasione: un pensiero in libertà e di libertà. Siamo schierati dalla parte degli artisti del passato che ci hanno aiutato a rendere le immagini di ieri così vicine ai pensieri di oggi e allo stesso tempo sosteniamo la contemporaneità che traccia il nostro cammino.
Info: 3455119994  

La foto della copertina dell’evento è stata scattata dall’artista della Contraccademia Marco Ciccarese Art.