“Espressione delle Arti Femminili”: mostra alla Pinacoteca De Napoli

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Espressione delle Arti Femminili terlizzi

La Fidapa di Terlizzi in sintonia con il tema nazionale, “La creatività femminile, la cultura della innovazione. Motori di diverso sviluppo socio- economico. Obiettivi e progetti”, ha organizzato presso la Pinacoteca De Napoli “Espressione delle Arti Femminili”, una esposizione temporanea di manufatti con lo scopo “di valorizzare l’operato di alcune donne di oggi che con passione si dedicano alla creazione di oggetti, accessori e ornamenti utili per la casa e la persona”.

“I lavori, realizzati a mano, unici ed originali nel loro genere, sono suprema espressione dell’esperienza estetica, sono un concentrato di esperienze umane vissute negli anni che pochi oggi ne apprezzano e comprendono il valore – continua la nota della Fidapa -. Con questa esposizione la donna artista di oggi testimonia capacità, abilità e sensibilità inventiva pari e a volte superiori all’uomo, comunica attraverso il suo operato sentimenti, emozioni ed intima e profonda serenità interiore”.

“Visitando la Mostra il primo impatto è stato quello di trovarsi di fronte ad opere differenti, invece le accomuna un disegno, un progetto e l’utilizzo degli stessi elementi del linguaggio visivo, delle stesse strutture e regole. Si differenziano fra di loro solo per la tecnica e i mezzi utilizzati. La preziosità del prodotto esposto sta nell’accuratezza dell’esecuzione, nell’alta qualità dei materiali usati e nell’armonia della composizione che ne fanno di ogni singolo manufatto un’opera d’arte”, conclude la nota.

Il direttivo della Fidapa ringrazia tutti coloro che hanno consentito la buona riuscita dell’evento, in particolar modo il sindaco, Ninni Gemmato, l’assessore alla Cultura, Lucrezia Chiapparino, le espositrici e tutti i visitatori che hanno apprezzato l’iniziativa.

La mostra sarà visitabile fino a sabato 17 marzo.


11ª MOSTRA SCAMBIO: Auto, Moto e Ciclo d’Epoca a Noicattaro

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11ª Mostra Scambio – Auto, Moto e Ciclo d’Epoca
Via San Filippo Neri, Noicattaro (Bari)

MOTO CLUB NOJA – NOICATTARO (Bari) – Tel. 340.3159181 – 347.8425985 – Email. motoclubnoja@libero.it

OLD CARS CLUB – BARI – Tel/Fax. 080.5227522 – Cell. 366.3114000 – www.oldcarsclub.it – Email. staff@oldcarsclub.it


X° Concorso Internazionale Globalart 2018 – “Il Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità”

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10 concorso internazionale globalart 2018 noicattaro

X° Concorso Internazionale Globalart 2018
“Il Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità”
presso la GALLERIA d’ARTE GLOBALART Noicàttaro
Vernissage 4 Marzo ORE 19.00
Curatela dott.ssa Rosa Didonna
conduttrice dott.ssa Amalia Perrone
critici d’arte e letteratura Baronessa Elisa Silvatici Prof. Carlo Roberto Sciascia

Reading di poesia e narrazione declamate da Mariella Lestingi e Carmen Mezzapesa
Musica di Carlo Stragapede omaggio ai cantautori italiani voce e pianoforte e Nick Reale
fotografia di Piero De Mola – Partecipazione ColorataTV Vito Giuss Potenza
e del direttore artistico Radiomia Cinzia Tattini

Performance la Sibilla Fabula mistica di Rosa Didonna
musica inedita dei Jumpingthehole Jth ancella Giusi Allegretti
La fabula rappresenta ciò che viene narrato nel mimo della performance basandosi su tre elementi fondamentali, l’esordio, quindi la situazione che dà avvio scenico,la vicissitudini che costituisce l’argomento del “Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità”, e infine la conclusione, in cui si giunge a una nuova situazione di equilibrio tra il naturale processo di invecchiamento e quello di sposare il sogno dell’eterna giovinezza cui narra la Sibilla Cumana. Lo svecchiamento rappresenta lo rispecchiarsi nel ricordo della giovinezza e la volontà di amarsi così come si è in realtà. La spiritualità altro è che figura storica del misticismo cristiano nel suo essere Sibilla. Figura parlante quasi un’istituzione, quando il mondo delle certezze medievali era lacerato, quando la fede diventa combattimento tradizionale di un migliaio di altri se stessi. Bruciando per amore di “ Altro “ cioè il “tutto e il nulla” il desiderio si racchiude con l’incontro con lo specchio, estasi di illusioni, trasporto di quella passione, che è la vita.

Artisti selezionati: Rocco Calabria ,Francesco Ardito, Joseph Dib Saade
Vincent Messelier,Tina Piedimonte, Larysa Sukova, Jorge Esquivelzeta
Alexander Chv, Sari Fishman, Fadhil Hussein, Donato Ungaro, Leonardo Serafini, Giò Nitti, Anna Mogavero, Mario Perrotta, Ciro Lupo, Olga Cucaro, Lucia D’aleo, Ketty Di Bari, Karel Stoop, Maria De Marzo Isabela Seralio, Aldina H Beganovic Todorovic, Rosa Guarino,Iula Carcieri, Leonilda Fappiano, Domenico Savoldelli, Sebastiano Plutino, Buscarino Giuseppe, Mariagrazia Ruggiu, Francesca Bice Ghidini, Biagio Michele Pisauro,Vincenzo Semeraro, Sasa Milivojev, Diego Iurilli,Vito Amati, Michele Vittorio Del Vecchio

17 MARZO ORE 19,00 Evento all’interno del concorso
Flamenco Musica Giovanni Ceresoli danza Giorgia Bartolo
Musica trattenimento Jumpingthehole Jth, Carlo Stragapede
La mostra sarà visitabile fino al 24 marzo serata di premiazione
la giuria dott.ssa Amalia Perrone, Baronessa Elisa Silvatici , dott.Vinicio Coppola
Prof. Carlo Roberto Sciascia – dott.ssa Sabrina Delliturri, Radiomia Cinzia Tattini

Giunto alla X° edizione il concorso ha l’obiettivo di trattare una tematica estremamente attuale. Questo permette agli artisti di potersi ispirare guardando semplicemente tutto ciò che risulta essere il quotidiano.
C’è una sola forza capace di abbattere qualsiasi inno alla ragione: l’amore!
Qualsiasi sia la sua forma l’amore è l’unico sentimento capace di gestire consapevolmente, l’essere umano.
In qualsiasi forma l’amore si presenta che sia passionale, malato, morboso, familiare, dipendente, euforico, sincero, costruito ecc, esso è il motore che regola le scelte.
Il segreto per una buona riuscita sta. là dove l’essere deve avere il coraggio e la forza di non fare prevalere tutto il passato che condiziona sbarrando la vita come un turbine,Il miglioramento, viene sanato ed illuminato da una nuova consapevolezza, permettendo una trasformazione esistenziale rapida e profonda.
Capire se stessi è un’impresa difficilissima, in quanto la mente umana mette in pratica gli stessi procedimenti che l’inconscio applica nei sogni trasformando il proprio senso dell’”IO”.
Per poter comprendere e gestire le nostre emozioni, dovremmo imparare a correggere le nostre abitudine molte volte contorte e deformate con il quale viviamo normalmente nella routine quotidiana cercando scuse e credendo di essere nel giusto e nella verità. Il Narcisismo si può rivelare perverso con una lettura psicologica psicoterapeutica ma anche illusoria. La comprensione di cosa si ha in se, consente di giungere al messaggio racchiuso nell’inconscio, liberandone la grande forza innovatrice, fondamentale per fare quel cambiamento interiore necessario, affinché si possa raggiungere quel livello di benessere relazionale ed equilibrio interiore che si desidera.
Il tema del concorso indetto dalla Globalart quest’anno è proprio questo: “Il Narcisismo e la capacità di Amare e sapersi Amare con semplicità”in tutte le sue pendenze, e tutto ciò che è legato ad esso

I primi tre classificati di ogni sezione saranno invitati a realizzare una tri-personale presso la Galleria Globalart. Gli altri classificati (terzo, quarto, quinto e sesto) parteciperanno gratuitamente ad una collettiva che si svolgerà in date da definirsi.
Hai poeti sarà realizzato una serata evento specifica per loro

Per tutti i partecipanti selezionati, alla mostra: riceveranno un attestato compreso le performance, body painting e altro la loro partecipazione contributiva consiste nel finanziare l’evento in tutto ciò che comporta la buona riuscita dell’evento stampa ,locandine,inviti, giornali, pubblicazioni etc. Tutti i collaboratori, artisti, e altro si autofinanziano mentre per altre spese spedizioni etc sono a loro carico non hanno nulla a che pretendere dalla Globalart.

Rosa Didonna Art Director GLOBALART Cell.347/1843201 Tel. 080/4782863 – GLOBALART Via Ugo Foscolo, 29 – 70016 Noicattaro (BA)
info@globalartweb.org – www.globalartweb.org


MYSTERIUM DOLORIS – la mostra della Passione

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mysterium doloris saverio amorisco giovinazzo

Giunta alla sua sesta edizione, la mostra della Passione, è divenuta un appuntamento irrinunciabile della quaresima giovinazzese. Una mostra sensoriale, in cui si intersecano fede, arte, devozione e folklore. L’allestimento della mostra, fortemente promossa dall’Arciconfraternita Maria SS. del Carmine, è affidata alle mani sapienti dell’artista Saverio Amorisco, noto per i suoi impianti scenografici in tutta la regione non solo. Una esperienza particolare, quella che il giovane e talentuoso artista, dona ai visitatori attraverso l’impianto scenografico, sempre nuovo e mai scontato. Contenuti teologici e spirituali, pervadono questo percorso sensoriale, in cui il visitatore non è un semplice osservatore, ma un co-protagonista della Passione di nostro Signore. A custodire la mostra, la seicentesca Chiesa del Carmine, in via Cattedrale a Giovinazzo. Coloro che visiteranno la suddetta mostra, non porteranno altro con sé se non forti mozioni. La mostra si inaugura sabato 3 Marzo alle ore 20.00 e resterà visitabile fino al 31 Marzo dalle 18,30 alle 22,00. Tuttavia è possibile visitare in orari pomeridiani, previa prenotazione telefonica.
INGRESSO LIBERO
Info. 3494446892


“Sensoltre sei tu” mostra multisensoriale di Informatici Senza Frontiere

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Mercoledì 28 febbraio alle ore 10:00 a Palazzo Sagges si inaugura “Sensoltre sei tu“, mostra multisensoriale itinerante di Informatici Senza Frontiere. La manifestazione segue le attività laboratoriali sull’inclusione culturale svoltesi presso la scuola Eleonora Duse. Sarà un viaggio bellissimo alla scoperta di una città sempre più inclusiva.

INGRESSO GRATUITO

Palazzo Sagges – strada Sagges, 3 (Bari)


Andrea Pazienza – L’arte del fuggiasco

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Era il 1977 quando Le straordinarie avventure di Pentothal, la leggendaria opera prima firmata da Andrea Pazienza, fece irruzione sulla scena del fumetto italiano rivoluzionandolo per sempre. Pubblicato a puntate su “alter alter”, Pentothal fu il diario-manifesto, la “confessione” in chiave onirica del ’77 bolognese, una pagina cruciale per quella generazione che progressivamente si allontanò dagli ambienti della sinistra istituzionale per trovare nuove forme di espressione e di contestazione.

Giovedì 22 febbraio, alle ore 19.00 presso l’Officina degli Esordi
Stefano Cristante presenta Andrea Pazienza e l’arte del fuggiasco, pubblicato da Mimesis Edizioni, dialoga con l’autore Onofrio Romano.

Il Libro:
Per celebrare i quarant’anni di Pentothal, Stefano Cristante, già autore dell’apprezzato Corto Maltese e la poetica dello straniero (Mimesis, 2016), analizza da un punto di vista sociologico i personaggi più amati usciti dalla penna del disegnatore – da Zanardi a Francesco Stella, da Pertini a Pompeo – allo scopo di mettere in rapporto la carriera di Paz con i collettivi e le avanguardie artistiche del suo tempo. Senza mai scadere nello stereotipo dell’artista “genio e sregolatezza”, Cristante approfondisce le molteplici e affascinanti implicazioni della narrativa a fumetti di Pazienza, ponendo l’accento sia sull’originalità del tratto, in grado di conciliare pop art e pittura classica, Moebius e Fremura, sia sulla sua capacità di scrittore, sempre sorprendente e tutt’altro che naïf.

L’autore:
Stefano Cristante insegna Sociologia della comunicazione presso l’Università del Salento. È direttore della rivista internazionale “H-ermes, Journal of Communication”. Tra le sue pubblicazioni recenti: Comunicazione (è) politica (2009), Prima dei mass media (2011), La parte cattiva dell’Italia (con Valentina Cremonesini, 2015). Nel 2016 ha pubblicato Corto Maltese e la poetica dello straniero, volume che ha incontrato l’interesse di Radio Tre, “Corriere della Sera”, “il manifesto”, “MicroMega” e di numerose altre testate.

In occasione della presentazione del libro ci sarà una mostra tributo degli studenti dell’Accademia di Belle Arti del corso di illustrazione scientifica.
La mostra è curata dal cultore della materia Sal Modugno con il coordinamento della Professoressa Rosanna Pucciarelli.

La mostra sarà visitabile fino all’8 marzo.
Le opere sono in vendita e il ricavato verrà devoluto all’associazione di volontariato Associazione Libri su Misura per la costruzione di Biblioteche Pediatriche.


INDIEgeni, ritratti di musica indipendente

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indiegeni ritratti di musica indipendente teatro rossini

Il quarto appuntamento con INDIEsposizioni, iniziativa ideata e curata dall’Associazione Culturale Ombre, sarà ancor più ricco quale occasione culturale, provando a moltiplicarsi in svariate esperienze.
Infatti, oltre alla multisensorialità concentrata nella performance di Emidio Clementi e Corrado Nuccini con “Quattro Quartetti”, tratta da T.S. Eliot, il progetto INDIEsposizioni vedrà ampliare il già virtuoso telaio di suggestioni della serata – tra letteratura, sperimentazione musicale e video – aggiungendovi una ‘quarta dimensione’: la mostra “INDIEgeni, ritratti di musica indipendente.” dell’illustratore Effe, a confermare la ‘vocazione’ di INDIEsposizioni a promuovere, in un palinsesto multidisciplinare organico, la cultura musicale indipendente italiana in contesti e linguaggi alternativi, stavolta in collaborazione con l’Associazione Articolazioni – Fabbrica delle Arti Cinetiche di Castellaneta (Ta).

“INDIEgeni” nasce per gioco, senza alcuna specifica velleità, fino a diventare una piccola raccolta di irriverenti raffigurazioni che, per puro divertimento, si amplia e fa simpaticamente il verso alle suggestioni e ai protagonisti di alcuni tra i brani più iconici del panorama indie italiano.
Alla sua prima, INDIEgeni, che è un progetto tutto in divenire, è in effetti un preludio per approcciare l’illustratore Effe, sotto il quale pseudonimo si celano l’arch. Francesco Di Dio e le sue matite, più ampliamente raccontate dal lavoro “E vissero tutti felici o quasi” già in prossima programmazione. Pertanto in questo caso, la musica è lo spunto mentre il teatro il tempio per consacrare al pubblico quello che nasce come ludico e giocoso.
Per Effe è questo un pretesto con cui svelare qualcosa in più di sè, attraverso il disegno ed una parte della musica che ascolta. La scelta operata è di fatto una scelta tra cuore e pancia, nel ritratto di artisti che segue da anni con passione e curiosità, visti crescere nella loro gavetta, ascoltati inseguendoli e ricercandoli nei live tra i festival ed i palchi più disparati.
L’idea di combinare musica e illustrazione è un piccolo aspetto dell’attuale produzione di EFFE ed è nata in maniera assolutamente spontanea per dare voce all’esigenza di far dialogare tra loro due tra le sue più grandi passioni.
La mostra INDIEgeni e la scuderia illustrata di artisti del panorama indipendente musicale italiano inaugurano e completano il quarto appuntamento con INDIEsposizioni, un’iniziativa, ideata e curata dall’Associazione Culturale Ombre, atta a promuovere la cultura musicale indipendente italiana in contesti alternativi. Una rassegna musicale, dei workshop, presentazioni di libri ed incontri con artisti, in un palinsesto multidisciplinare organico in grado di raccontare la scena musicale indipendente Italiana.

Francesco Di Dio nasce nel 1977 a Castellaneta nella Puglia assolata. Dopo la maturità classica, consegue la laurea in architettura e, a Milano, un master in event management.
Nel 2007 pubblica “Quel giorno per caso”, il suo primo romanzo. È dal 2013 nella direzione artistica del Castellaneta Film Fest, festival cinematografico di cui è cofondatore ( http://www.castellanetafilmfest.it/ ) .
Subisce l’incanto dell’illustrazione proprio in seguito a curatela e allestimento delle mostre nell’ambito del contest di cui è uno degli ideatori.
Alimenta la sua passione masticando Pratt e i contemporanei Somà, Mori, Bessoni, Ana Juan.
Disegno e scrittura sono il suo “boccaglio”.
“INDIEgeni” ed “E vissero tutti felici o quasi” sono le sue più recenti avventure. Disegna con lo pseudonimo Effe.


WHAT WE ONCE WERE: mostra d’arte sul tema dell’infanzia

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Comunicato Stampa
MURATCENTOVENTIDUE ARTECONTEMPORANEA
WHAT WE ONCE WERE
Rita Casdia, Cristiano De Gaetano, Elisabetta Di Sopra, Lello Gelao, Kaia Hugin, Kaja Lejon, Cristina Pavesi.
La mostra propone un originale confronto fra opere che attraverso linguaggi diversi, affrontano un tema comune, quello dell’infanzia, rappresentando lo spirito, la vulnerabilità, la giocosità, l’imprevedibilità, l’irrequietezza e la dignità dei bambini.
Gli artisti, di diversa nazionalità, sono Rita Casdia, Cristiano De Gaetano, Elisabetta Di Sopra, Lello Gelao, Kaia Hugin, Kaja Lejon, Cristina Pavesi.
Rita Casdia indaga, attraverso diversi mezzi espressivi come la video animazione, ma anche il disegno e la scultura, mondi emozionali a metà tra sogno e realtà, rivolgendo la sua attenzione principalmente ai meccanismi elementari dei sentimenti umani, con uno sguardo attento alle dinamiche generate dai legami affettivi e dalla sessualità.
La messa in scena di questi mondi emozionali si snoda attraverso una struttura narrativa spezzata e disinibita, dove si condensano riferimenti all’iconografia classica, elementi casuali, quotidianità spicciola, vissuto personale, produzione onirica.
L’artista presenta una serie di disegni, realizzati con inchiostro al gel su carta estremamente sintetici, essenziali nelle linee e nel contenuto in cui compaiono elementi tratti dall’immaginario infantile, di facile lettura eppure dalle molteplici stratificazioni di significato.
La ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video per indagare sulle dinamiche più sensibili della quotidianità e delle sue microstorie inespresse, dove il corpo femminile assume spesso un ruolo centrale perché custode di una memoria e di un suo linguaggio espressivo. Ci sono due nuclei fondamentali all’interno della sua pratica, uno incentrato sul rapporto tra corpo e materia, l’altro su corpo e memoria, corrispondenti rispettivamente alla sua prima e seconda produzione video.
Il video “FUNNY SHOW”, del 2009, che mostra dei bambini che osservano il mondo dall’alto e sorridono, è una riflessione sul mondo degli adulti incapaci di mostrarsi come modelli validi da imitare.
E’ presente in mostra un lavoro di Cristiano De Gaetano, uno dei talenti più interessanti delle nuove generazioni di artisti pugliesi, purtroppo precocemente scomparso nel 2013, cui il museo Pascali ha reso recentemente un omaggio attraverso una mostra antologica.
La sua vasta produzione ha spaziato in molteplici campi dalla scultura alla fotografia, dalla pittura al video. Dal 2006 aveva cominciato a produrre, partendo dall’utilizzo di foto tratte da album di famiglia, e di persone a lui care, ritratti di bambini e giovani uomini e donne su sagome di legno eseguiti con cere pongo colorate, modellate come pennellate e schiacciate e accostate con effetti da divisionismo plastico. In mostra è presente un intenso ritratto di bambino del 2009 intitolato Kid.
La ricerca di Lello Gelao insiste da qualche anno sul tema del ritratto attraverso una figurazione essenziale e intensa, grazie anche alla sua attenzione ai mass media e alla fotografia.
Le sue figure, stagliate su fondali anonimi, impercettibili, set senza tempo né spazio, sono immagini nitide, luminose, dagli intensissimi piani di colore, rese in una particolare prospettiva bidimensionale e private di ogni connotazione sentimentale, ma che riescono a comunicare una profonda risonanza psicologica.
Nei suoi quadri solitamente l’artista inserisce un unico personaggio, come nell’opera proposta in questa mostra “ CHILD”, solo e distaccato fisicamente e psicologicamente, riuscendo a cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma e tutto appare immobile, silenzioso. Il suo lavoro si caratterizza attraverso atmosfere vuote e ambienti rarefatti e parla di solitudine, di malinconia e di tempo sospeso.
Con i suoi video e le sue fotografie, l’artista norvegese Kaja Leijon mette in discussione la nostra percezione del mondo reale, ed esplora il confine tra realtà e immaginazione. L’artista riflette su come concezioni preconcette possano influenzare il nostro modo di vedere e interpretare ciò che ci circonda.
Nel video in mostra Turning Trick cita il cortometraggio di François Truffaut del 1957 Les Mistons, basato su una novella di Maurice Pons. E’ la storia di cinque ragazzi che trascorrono un’intera estate spiando e inseguendo due amanti. Il film di Truffaut affrontava il tema dell’infanzia e della scoperta del desiderio sessuale nei ragazzi mentre il lavoro di Kaja Leijon ignora la trama del cortometraggio originale per concentrarsi esclusivamente su una sequenza in cui i ragazzi s’inseguono a vicenda, si arrestano improvvisamente e fingono una sparatoria. Riprende questa scena nel proprio film, ma con una differenza molto semplice: i suoi protagonisti sono femmine. Un’atmosfera tesa permea l’intero film, una dopo l’altra, le ragazze cadono e rimangono immobili sul terreno. L’artista pone il ruolo delle donne proprio al centro: l’oggetto passivo dell’osservazione nell’originale francese diventa nel suo video, il soggetto attivo.
Kaia Hugin, esplorando in maniera trasversale la danza, la performance e la video arte, lavora dal 2008 a una serie di video intitolata “Motholic Mobbles”, una riflessione su temi esistenziali attraverso l’esplorazione del movimento e dello spazio. Nelle sue performance, la Hugin cerca di comprendere quelle esperienze corporee che facciamo nei nostri sogni, non nel senso di voler narrare un sogno, ma piuttosto di indagare situazioni che si pongono al confine fra razionale e irrazionale.
I suoi video, in cui gioca un ruolo fondamentale, il registro dell’humour e l’utilizzo dell’estetica del genere horror, ricordano i film d’avanguardia di una pioniera del cinema, Maya Deren, che a metà del secolo scorso ha sperimentato combinazioni di film, coreografia e movimento con effetti surreali e molto personali. Angry boy / Happy Boy (Motholic Mobble parte 10) fa parte di questa serie di video performance surreali di Kaia Hugin. In questo breve video, vediamo il bambino dell’artista di appena dieci mesi – sospeso su un basamento, come un’opera d’arte vivente – che sembra dimostrare una forza fisica incredibile.
I video di Cristina Pavesi fanno riferimento alla storia dell’arte, ai generi classici del paesaggio e della natura morta, con l’aggiunta del senso di ciclicità inevitabile della vita. Il procedimento è filosofico, perché ricerca la conoscenza di se stessi e del mondo attraverso corte metafore visive, brevi riflessioni di pensiero del quale l’immagine si fa interprete. La natura morta costruita in studio si ricollega alla pittura antica. Questo genere era usato per esprimere al meglio il concetto di Vanitas. Così nelle sue video-nature morte rivive il genere esaltato dal fattore tempo e dal movimento, esprimendo così indeterminatezza e inquietudine. In questa nuova interpretazione emerge un senso di precarietà e di continua evoluzione del mutamento che contrastano l’aspirazione illusoria allo status quo tipica del genere della natura morta tradizionale.
Nel video in mostra CAN CAN vediamo un carillon, simbolo della spensieratezza dell’infanzia, che è preso a martellate finché non smette di suonare e non è completamente distrutto; il tutto sulle note del Don Giovanni di Mozart che invoca pietà. In “Ore 13” è l’ora di pranzo, una bambola sorridente e educatamente si appresta a consumare il suo pranzo fatto di piccoli soldatini. Metafora della guerra? Non solo, è l’inevitabile che con leggerezza sovrasta anche chi si sente forte e battagliero.

Inaugurazione
Sabato 27 gennaio 2018, ore 19.00

Info 3348714094 – 392.5985840
Mail: info@muratcentoventidue.com


A mani libere

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A MANI LIBERE – La mostra laboratorio apre le porte del Fortino di Bari a tutti coloro che desiderino cimentarsi nella creazione di un’opera collettiva: un grande mosaico realizzato con la Malta di Geris.
Il laboratorio è aperto ai visitatori di ogni fascia di età, sono invitati studenti, associazioni, oratori, artisti, artigiani, gruppi multietnici, università della terza età, liberi cittadini.
Il desiderio è quello di porre attenzione alla “cosa bella” e alla “cosa di tutti”, dando vita a un’azione creativa e collettiva.
A conclusione, l’opera realizzata sarà donata alla città di Bari.
Incontri a tema e laboratori correlati accompagneranno l’intero evento.
Il laboratorio per la costruzione del grande mosaico si terrà dal lunedì al venerdì, dalle ore 17.00 alle 19.00, a partire dal 29 gennaio per concludersi il 17 febbraio. Info 3386354962


“A tu per tu” mostra di Giovanni Lamorgese

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Venti teste come simbolo dell’essenza umana, disposte al centro dello scenario di ‘A tu per tu’, l’opera nata della serie ‘Bugie vere, vere bugie’, in cui l’artista evoca un racconto in bilico tra realtà e finzione attraverso un’allegoria delle maschere del quotidiano.

Una mis en scéne teatrale, dove Lamorgese si concentra sull’elemento che qui rappresenta l’emblema dell’incontro e l’osservazione dell’altro: lo sguardo.

Le figure permangono così mute, assorte in una sfida pacificamente intellettuale, sospese nella dimensione immateriale invisibile agli occhi.

c/o Museo Nuova Era
Strada dei Gesuiti, 13 – 70122 Bari
www.museonuovaera.com