“Theorema” di Giulio De Mitri in mostra presso il Museo Archeologico di Santa Scolastica

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theorema giulio de mitri santa scolastica bari

“Giulio De Mitri – Theorema”
Bari, Bastione Santa Scolastica,
23 giugno – 30 settembre 2018

Sabato 23 giugno alle ore 18.30 presso il Bastione aragonese del Museo Archeologico di Santa Scolastica della Città Metropolitana di Bari, sarà inaugurata l’installazione ambientale site specific Theorema di Giulio De Mitri, considerato tra i protagonisti della Light Art e noto a livello nazionale e internazionale.

L’esposizione offrirà uno spaccato attuale dell’opera dell’affermato artista pugliese, da oltre quarant’anni impegnato a dare al proprio lavoro un valore sempre nuovo, sempre carico di stimoli e di significati.

Artista rigoroso e al contempo raffinato intellettuale dai molteplici interessi culturali, nel suo lungo percorso il De Mitri ha coltivato una costante e profonda riflessione estetica, che ha assecondato una formazione di matrice filosofica, fondata sul pensiero platonico ed eracliteo, coniugandola con una vivida attenzione per le istanze sociali e linguistiche del Novecento.

L’originalità dell’esposizione consiste nel confronto dialettico tra la sua installazione, composta da nove opere legate ad un repertorio cosmogonico attraversato da visioni mitiche e sacrali, e l’affascinante e storico spazio del Bastione aragonese di Santa Scolastica.

Questa formula è stata già sperimentata con successo con la Mostra Le sentinelle della duchessa di Mimmo Paladino e oggi si rinnova con Theorema di Giulio De Mitri, una creazione che ha un forte legame identitario con le origini millenarie della nostra antica civiltà.

«Nella penombra del Bastione aragonese di Santa Scolastica – scrive Antonella Marino nel catalogo – nove strutture di essenziale geometria si stagliano con evocativo rigore in total white. Il candore assoluto delle teche in forma di spaziosi triangoli, cerchi, quadrati, sorretti in continuità da alti basamenti, contrasta in parte con l’ambiguità visiva delle immagini intrappolate al loro interno: apparizioni lattiginose di luce ora fredda ora più calda dai riverberi grigi e azzurri, da cui affiorano assonanze embrionali, traiettorie sfumate, sagome astrali, costellazioni fisse o pulsanti. Difficile descrivere ciò che gli occhi vedono e traducono in sorpresa mentale ed emotiva. In questa installazione Giulio De Mitri sembra voler condensare il processo originario della nostra esistenza, genesi cosmica, nascita, trasformazione, morte come continua rigenerazione. La silenziosa mistica sottende il mistero dell’eredità ancestrale: come è iniziato tutto? Che cosa è il creato? Qual è la nostra casa? Da dove è venuto tutto questo, in che modo ne facciamo parte?”, annota l’autore.»

Le risposte sono legate alle opere, Percezioni cosmiche I e II, Spazi sacrali, “Genesi” e Paesaggi dell’anima.

La mostra del De Mitri, immersiva e contemplativa, offre quindi un’attenta ricerca che spazia tra minimalismo mediterraneo, arte sociale e light art, in grado di evocare i grandi temi esistenziali e rappresenta la cifra espressiva di un artista tra i più significativi della sua generazione.

Curata da Clara Gelao e Antonella Marino, l’esposizione sarà accompagnata da un catalogo edito da Gangemi, Roma, e conterrà, oltre i testi istituzionali di Antonio Decaro, Sindaco della Città Metropolitana, e di Francesca Pietroforte, Consigliera delegata per i Beni e le Attività Culturali, contributi critici delle curatrici e di Gisella Gellini, docente di Light Art e Design della Luce alla Scuola del Design del Politecnico di Milano, oltre ad un apparato iconografico e nota bio-bibliografica sull’artista.

La mostra resterà aperta fino al sino al 30 settembre p.v.

Bastione di Santa Scolastica, Bari
Lungomare Imperatore Augusto – Largo Nino Lavermicocca

Giorni e orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00; domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00; martedì chiuso.

infotel: 080/5412394
e-mail: museoarcheologico@cittametropolitana.ba.it


“L’eco dei Predicatori”, a Corato la mostra di testimonianze d’arte e devozione domenicana tra il XVI e il XX secolo

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l eco dei predicatori mostra corato

In occasione del V Centenario della presenza dei Domenicani a Corato, il Museo della Città e del Territorio ospita una piccola esposizione di testimonianze d’arte che si riferiscono al culto domenicano realizzate tra il XVI e il XX secolo. La mostra inaugura domenica 17 giugno 2018 alle ore 20 e proseguirà fino al 16 settembre, con ingresso libero.
L’iniziativa è organizzata dalla Società Cooperativa Sistema Museo e dalla Parrocchia San Domenico, in collaborazione con l’Ente Chiesa Beata Vergine Madonna delle Grazie e la Parrocchia Santa Maria Greca e con il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Corato e Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie.

Le opere artistiche raccolte in questa esposizione testimoniano il legame esistente tra i Domenicani e il territorio coratino e pugliese che è sopravvissuto nel corso dei secoli. Grazie alle tele con i santi Vincenzo Ferrer e Pietro martire, provenienti da un’edifico di culto a noi ignaro, a un dipinto frutto della devozione popolare coratina e all’arredo dell’inizio del Novecento realizzato per la neonata Parrocchia San Domenico, è possibile riscoprire l’eredità culturale e religiosa lasciata dai Padri Predicatori. Un’eredità entrata a far parte della tradizione e dell’identità della comunità locale.
Come il suono di una voce che giunge da lontano e si propaga nel tempo e nello spazio, del quale non si colgono tutte le caratteristiche ma si percepisce il significato principale del messaggio trasmesso, così queste opere ci offrono la possibilità d’intuire l’attività svolta dai Domenicani nel territorio coratino e di riconoscere il segno della loro presenza e del loro annuncio evangelico.


A Locorotondo la mostra “Sulle tracce di David Bowie: l’uomo delle stelle nelle riviste musicali italiane dagli anni ’70 ai ’90”

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sulle tracce di david bowie locorotondo

“Sulle tracce di David Bowie: l’uomo delle stelle nelle riviste musicali italiane dagli anni ’70 ai ’90”, l’esposizione a cura di Claudia Attimonelli e del Gruppo di Ricerca MEM (Grazia Ciani e Roberta Troiano) è incentrata su una selezione di documenti editoriali tratti dalle riviste musicali originali della MEM Mediateca Emeroteca Musicale conservate presso la Mediateca Regionale Pugliese.

• Tutti i venerdì, sabato e domenica dal 15 giugno al 1 luglio 2018 + extra date 2-3-4 luglio | h.17.30 – 21.30

• Presso Associazione Culturale “Il tre ruote ebbro” | Locorotondo

• Ingresso libero

Dopo il successo di Bari, una nuova edizione della mostra su David Bowie dedicata alla Valle d’Itria.

Un viaggio sonoro e iconografico fatto di aneddoti, rari scatti, curiosità e paradossi giornalistici.
La mostra include una selezione di documenti originali su David Bowie: copertine, articoli, fotografie, recensioni discografiche e molto altro, tratti dalle riviste musicali italiane originali degli anni ’70, ’80 e ’90.
150 immagini che celebrano il grande artista inglese scomparso nel 2016 tratte da: Ciao 2001, Fare Musica, Gong, Muzak, Musica 80, Popster, Rockstar, Rockerilla, Super Sound, Rolling Stone USA e Rolling Stone Ita.

“Sulle tracce di David Bowie” racconta le modalità con le quali l’artista venne presentato e rappresentato al pubblico da uno dei principali medium dell’epoca, la stampa.

Due i livelli tematici lungo i quali si articola la mostra: il valore dell’editoria musicale tradizionale (su cui si basa il lavoro del Gruppo di Ricerca MEM) e la potenza del linguaggio audiovisuale di David Bowie che ancora oggi esprime l’alterità, l’ambiguità di genere, il concetto di maschera e la sperimentazione.

L’inaugurazione, prevista il 15 giugno alle ore 17.30, vedrà la partecipazione di Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Regione Puglia, di Mauro Paolo Bruno, Dirigente della Sezione Economia della Cultura (Dipartimento del Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Regione Puglia) e referente di Puglia Digital Library (servizio offerto dalla Regione Puglia), di Ermelinda Prete, Assessora alla Cultura del Comune di Locorotondo, di Nando Cannone, Direttore Artistico “Libri nei vicoli del borgo” e del Gruppo di Ricerca MEM.

La conferenza stampa sarà l’occasione per annunciare l’avvio di un accordo tra il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazionedell’ Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia e il Comune di Locorotondo, finalizzato alla produzione sinergica di attività culturali.

MEM Mediateca Emeroteca Musicale è la prima emeroteca musicale italiana sulla musica extracolta e a vocazione transmediale, con sede a Bari presso la Mediateca Regionale Pugliese.

La collezione, una preziosa testimonianza dell’editoria musicale italiana e straniera degli ultimi cinquant’anni, attualmente consta di 70 titoli per un totale di circa 5000 riviste sulle quali è in corso un processo di inventario, digitalizzazione e catalogazione multimediale per renderle accessibili a chiunque voglia consultarle presso la Mediateca Regionale Pugliese o sul portale Puglia Digital Library.

“Sulle tracce di David Bowie. L’uomo delle stelle nelle riviste musicali italiane dagli anni ’70 ai ’90” è a cura di Claudia Attimonelli (FIR, Forpsicom, Università degli Studi di Bari Aldo).

Comunicazione: Roberta Troiano (Gruppo di Ricerca MEM).

Reperimento iconografico e selezione: Grazia Ciani (Gruppo di Ricerca MEM).

Grafica: Clément Thévenoux.

Illustrazione originale: Michele Di Stasi(Gruppo di Ricerca MEM).

Relazioni esterne: Alessandra Neglia.

Allestimento: Gruppo di Ricerca MEM in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il tre ruote ebbro”.

CONTATTI

Info: claudiaattimonelli@gmail.com

Comunicazione: troianoroberta@yahoo.it


“Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus” in mostra a Castel del Monte e nel Castello Svevo di Bari e Trani

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Il potere dell armonia Federico II e il De Arte venandi cum avibus

Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus” è il titolo della mostra che si articolerà nei maestosi castelli di Castel del Monte, Bari e Trani.
La mostra, nata da un’idea di Lorenzo Zichichi e Tommaso Morciano, si articola in tre sedi ed è realizzata da “Il Cigno GG Edizioni” e “Novapulia”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum” e il Centro Studi Normanno-Svevo.
“La figura di Federico II, mitica nella storia della Puglia – dichiara Mariastella Margozzi, direttrice del Polo Museale della Puglia -, è il comune denominatore che lega i tre siti di Castel del Monte, Castello di Bari e Castello di Trani, tutti afferenti al Polo museale della Puglia. Questa mostra, con la sua tematica artistica e scientifica del trattato dell’arte venatoria, permette ai tre siti di fare sistema, rinnovando ad ogni tappa l’interesse per il contenitore, per il tema e per la cultura federiciana in Puglia”.
Un’iniziativa di straordinario spessore culturale che vuol far conoscere al grande pubblico l’opera di Federico II e la sua attualità. Il De Arte venandi cum avibus è un trattato di circa 600 pagine scritto dal più potente e illustre sovrano dell’Europa Occidentale del XIII secolo. Denota la grande attenzione per la cultura e il sapere da parte di Federico II e di tutta la sua corte. Il trattato non ha avuto la fortuna che meritava, in parte per la damnatio memoriae che colpì il casato svevo dopo l’aggressione angioina, in parte per la mole stessa del testo, che anticipava di secoli l’osservazione e lo studio del comportamento degli animali, rimanendo insuperato, per molti aspetti, fino a Konrad Lorenz (1903-1989), fondatore dell’etologia.
“Il sovrano svevo – afferma Ortensio Zecchino, curatore della mostra e autore delle fotografie in esposizione che attualizzano il Trattato – amava andare coi suoi falchi nella splendida natura del Tavoliere e della Murgia, e i tre castelli in cui si svolge la mostra sono tre luoghi di straordinaria memoria federiciana”. Nell’iniziativa sono stati coinvolti, ognuno per l’eccellenza che rappresenta nel proprio campo, quattro personalità di primissimo piano. Il Maestro Riccardo Muti, originario dei luoghi dove si erge Castel del Monte, ha scelto le musiche per accompagnare il visitatore nella visione e nella lettura del Trattato. Ortensio Zecchino, presidente dell’Enciclopedia Fridericiana della Treccani, oltre ad aver svolto in questa mostra la duplice veste di consulente scientifico del percorso e di autore delle fotografie che attualizzano il Trattato, ha realizzato buona parte degli scatti proprio nei luoghi in cui Federico II era uso andare a caccia. Anna Laura Trombetti Budriesi, ordinaria di storia medievale all’Università di Bologna e massima specialista del Trattato, avendone curato l’edizione critica e la prima traduzione completa in italiano, ha realizzato l’apparato scientifico su cui si snoda la mostra (gli allestimenti e i prodotti multimediali sono progettati e realizzati dall’architetto Elena Giangiulio della “Syremont Spa”, coadiuvata dalla direzione artistica de Il Cigno). Piero Pizzi Cannella, fondatore della Nuova Scuola Romana e uno dei maggiori esponenti dell’arte figurativa ha dipinto le pagine del manoscritto e una monumentale scenografia (allestita a Castel del Monte), oltre ad esporre le “opere veggenti”, ossia quelle tele che mantengono viva la tradizione federiciana anche nella pittura contemporanea.
Il visitatore potrà visionare la nuova edizione in italiano del Trattato federiciano. Ci si potrà immergere nella vita e nelle passioni di Federico II, usufruendo di un originale percorso iconografico che alterna miniature medievali a fotografie e dipinti, nell’ambito di un’esperienza accompagnata dalla musica.
“Il trattato fridericiano – prosegue Ortensio Zecchino – è frutto non solo di studi approfonditi (comprensivi della traduzione in latino di importanti trattati arabi sulla falconeria), ma anche di una di una lunga e appassionata pratica diretta. L’elevazione di Foggia a ‘città imperiale’ e la Puglia a terra prediletta – notorio il suo appellativo di Puer Apuliae – è dovuta al fatto che quella regione offriva habitat ineguagliabili per le prede, soprattutto animali acquatici, e falchi. Al di là delle tante e varie suggestioni e della sua utilità pedagogica per chiunque voglia praticare ancor’oggi la falconeria, il trattato di Federico va riconosciuto come un’opera di scienza ‘moderna’”.
“La falconeria – afferma Anna Laura Trombetti Budriesi – occupò gran parte del tempo di Federico II, tutto quello che poteva strappare agli affari di Stato: la considerò una scienza e volle elevarla al rango di ars venandi, perfetta sintesi di conoscenze teoriche e abilità pratiche. Nell’opera scrive che si tratta di una disciplina elaborata e complessa e per questo assolutamente riservata ai nobili che ne potranno trarre ampi vantaggi nella loro vita. Per le difficoltà presentate rispetto alle altre venationes (i rapaci sono difficilissimi da addestrare) la caccia con i rapaci è, secondo Federico II, un’attività molto utile all’arte di governo, perché richiede la capacità di domesticazione e la conoscenza del territorio”.
In una lettera di Federico II al figlio Corrado IV si legge: “Ai signori del mondo e ai re non basta la sola discendenza nobile, se la nobiltà d’animo non aiuta la stirpe elevata e un’attività onorevole non dà lustro al principato. […] Smettiamo immediatamente di essere re se, privandoci della cautela dei re ci comportiamo come dei privati cittadini, piuttosto che governare”.
“La caccia coi rapaci, dunque, non è solo un passatempo di alto livello, è un’attività altamente formativa, che conferma la nobiltà di chi la insegna ed esalta quella di chi la apprende”, conclude Trombetti Budriesi.
La mostra si articola in tre tappe: Castel del Monte accoglierà il visitatore e lo proietterà nel Trattato federiciano privilegiando le pitture di Pizzi Cannella; a Bari sarà fruibile la straordinaria campagna fotografica condotta da Ortensio Zecchino, in buona parte nella Murgia e nel Tavoliere; Trani privilegerà la multimedialità, con i video che consentiranno di passare dalle pagine originali del Trattato alla traduzione e lettura delle pagine del Trattato. Saranno presentate anche le traduzioni del Trattato in arabo (per la prima volta in forma integrale) e in italiano.
Le cerimonie di inaugurazione si terranno mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 19.00 a Castel del Monte, mercoledì 13 giugno al Castello di Bari e lunedì 18 giugno al Castello di Trani alle ore 17.30. Interverranno la direttrice del Polo Museale della Puglia, Mariastella Margozzi, la direttrice di Castel del Monte, Elena Saponaro, la direttrice dei castelli di Bari e di Trani, Rosa Mezzina, i curatori della mostra Anna Laura Trombetti Budriesi e Ortensio Zecchino, i gestori della concessione Tommaso Morciano e Lorenzo Zichichi. Le mostre saranno visitabili fino al 30 ottobre 2018.


Restauri in mostra: Archeologia Arte Architettura

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Restauri in mostra Archeologia Arte Architettura

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, nella nuova sede del complesso monumentale di Santa Chiara, nella Città vecchia, in seguito alla recente riforma del Mibact accorpa in sé le competenze di tutela del patrimonio archeologico artistico, architettonico e paesaggistico. In tale ottica ha inteso offrire al pubblico un saggio in qualche modo rappresentativo delle nuove prospettive di tutela, con l’esposizione di alcune opere d’arte sottoposte ad attività di restauro eseguite nei laboratori della Soprintendenza o a laboratori esterni specializzati. Il restauro, sempre più scienza moderna alla ricerca di un equilibrio tra trasformazione e conservazione, è al tempo stesso strumento di conoscenza e di conservazione e l’esperienza maturata nei Laboratori della Soprintendenza, impegnati su diverse categorie di beni che la mostra illustra, discende da una lunga tradizione, in cui si coniugano manualità e competenze specialistiche multidisciplinari.

La mostra, che idealmente si ricollega ad una edizione precedente tenutasi nel 1981 presso il Castello Svevo di Bari, intende dare conto, attraverso un percorso per grandi aree tematiche, dell’attività di restauro con la selezione di manufatti e opere d’arte di ampio arco cronologico e matericamente difformi, rilevanti da un punto di vista archeologico e storico-artistico, interessati da un intervento di restauro o oggetto di attività di ordinaria manutenzione; lavori eseguiti attraverso il confronto e lo studio tra professionalità differenti, nel comune obiettivo di svolgere operazioni mai automatiche o ripetitive, ma sempre differenti in ragione della diversità della materia, dello stato di conservazione dell’opera, dei motivi di culto. L’obiettivo che ci si è prefissi è stato anche quello, attraverso le varie sezioni rappresentate, di riportare una visione univoca dell’attività multiforme e delle differenti professionalità che convivono all’interno della Soprintendenza.

La sezione archeologica intende privilegiare una serie di contesti di cronologia varia, provenienti da ricerche e interventi di tutela della Soprintendenza nel barese, con reperti di particolare interesse e pregio che possono attestare la stratificazione plurisecolare di civiltà, a partire dalla Preistoria fino all’età medievale, che caratterizza il territorio regionale; di recentissimo rinvenimento da scavi preventivi nella Città vecchia, nei pressi della Basilica di S. Nicola un pregiato bicchiere in vetro da un ambiente di età romana. I reperti selezionati documentano soprattutto tecniche e operazioni di restauro e conservazione diversificate su materiali altrettanto diversi come ceramica, metalli, vetri.

La sezione storico-artistica presenta dipinti su tela, manufatti lignei e lapidei, dipinti su tavola, manufatti tessili e preziosi in argento, tra i quali una minuscola e preziosa stauroteca di manifattura bizantina, esposta nel Museo Diocesano di Monopoli ed uno splendido altarolo in avorio ed ebano già restaurato a cura del Laboratorio di Restauro dell’ISCR, custodito nel Museo Diocesano di Trani; sono esposti inoltre manufatti lignei in corso di restauro e opere per le quali siano stati eseguiti interventi esclusivamente conservativi o manutentivi. Particolarmente interessante il calco in gesso della porta bronzea della Cattedrale di Trani, eseguito nel 1999, sulla base del quale è stato realizzato la copia in bronzo della porta ricollocata a Trani.

Un video illustra infine una selezione dei numerosi restauri architettonici, eseguiti direttamente sia nelle attività di progettazione che di direzione lavori dalla Soprintendenza con finanziamenti MiBACT o di altri Enti (Comuni e Regione Puglia). I restauri danno conto della vastità e diversità del patrimonio architettonico del territorio e documentano l’evoluzione delle metodologie nelle diverse tipologie di intervento, dalla manutenzione al consolidamento e ad impegnativi restauri e valorizzazioni museali di grandi complessi.

FILOMENA ALBANESE

Informazioni Evento:

Data Inizio: 31 maggio 2018
Data Fine: 30 settembre 2018
Costo del biglietto: Gratuito
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Bari, Chiesa di San Francesco della Scarpa
Indirizzo: Via Pier L’Eremita, 25/B
Città: Bari
Provincia: BA
Regione: Puglia
Orario: Dal lunedì al venerdì: 10.00-19.45 Aperture straordinarie sabato e domenica: 18.00-22.00 (escluso agosto) Visite guidate su prenotazione
Telefono: +39 080 5286260
E-mail: sabap-ba@beniculturali.it mbac-sabap-ba@mailcert.beniculturali.it


“Divini Riflessi. Ceramiche e architetture dell’immaginario” di Antonio Vestita

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divini riflessi mostra antonio vestita

Si inaugura sabato 26 maggio alle 19:00 negli spazi di DomusMilella (Ex Palazzo Gironda – Strada De Gironda, 22) la mostra “Divini Riflessi. Ceramiche e architetture dell’immaginario” di Antonio Vestita, con la collaborazione e partnership del Museo Civico di Bari.

Le opere in mostra sono frutto della ricerca di spiritualità nella materia, cariche di suggestioni mistiche e alchemiche, di cifre numerologiche che riportano a tempi antichi.

La mostra sarà visitabile giovedì, venerdì e sabato dalle 18.00 alle 20.00.

Ingresso libero

Per info e prenotazioni:
info@museocivicobari.it
080 5772362


“Franco Dellerba. Percorsi” mostra alla Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto

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franco dellerba percorsi pinacoteca bari

La mostra, che sarà inaugurata sabato 19 maggio alle ore 18.00, offrirà un illuminante spaccato dell’opera di Franco Dellerba, uno dei più significativi artisti contemporanei pugliesi, la cui notorietà, grazie al vasto apprezzamento conquistato attraverso numerose esposizioni collettive e monografiche, ha valicato ampiamente i confini italiani ed europei. L’originalità dell’esposizione consisterà nel confronto diretto tra una selezione delle opere di Dellerba, legate da tematiche o percorsi artistici comuni, e le collezioni medievali e rinascimentali della Pinacoteca barese: una formula che il museo ha sperimentato con grande successo negli ultimi anni, accogliendo mostre site specific dedicate a Mimmo Paladino, Carlo Guarienti, Sandro Chia, ma che si rinnova nel caso di Franco Dellerba assumendo un significato particolare e arricchendosi del forte legame antropologico che lega l’artista alla sua terra d’origine.

Fulcro dell’esposizione è una grande installazione realizzata con centinaia di cartamodelli di tomaie di scarpe, recuperati dall’artista nel laboratorio di un noto calzolaio barese del primo Novecento, e tra lui trasformati in un’originalissima, sorprendente opera personale.

Il titolo della mostra, Percorsi, copre un ampio raggio di significati, da quello di “cammino”, “avanzamento” vero e proprio, cui si collega la descritta installazione e altre opere ad essa collegate, a quello del “procedere” metaforico nell’arte dello stesso Dellerba, che attinge spesso agli elementi che sin da bambino più l’hanno affascinato, come le giostre e le luminarie delle feste patronali, gli spiritelli, il caldo sole di Puglia. Ma tutti questi soggetti vengono reinterpretati in modo da renderli astratti e traslati, oggetti privi di ogni funzionalità e destinati a creare un mondo giocoso e divertente.

Una mostra eccentrica e giocosa, dunque, che sottolinea come ludus, estro, linguaggio assolutamente personale costituiscono la cifra espressiva di un artista fra i più originali della sua generazione, in non pochi casi pioniere inconsapevole rispetto ad artisti più noti e celebrati.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, con un’intervista a Dellerba e contributi di Achille Bonito Oliva, Lorenzo Madaro, la stessa Gelao e testimonianze di galleristi come Franco Toselli e Valentina Bonomo, dell’ambasciatore italiano a Manila Giorgio Guglielmino, di amici ed estimatori dell’artista. Interamente a colori, il catalogo conterrà le foto di tutte le opere in mostra e dell’allestimento di alcune di esse in Pinacoteca nonché una vasta documentazione fotografica dello straordinario studio dell’artista.

Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

19 maggio – 30 settembre 2018

mostra

Franco Dellerba. Percorsi

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

Via Spalato, 19/Lungomare Nazario Sauro, 27 (IV piano) 70121 Bari

Telef. 080/ 5412420-2-4-6-7 www.pinacotecabari.it

infotel: 080/5412420-2-4-6-7

Ufficio Stampa Pinacoteca: Tel. 080/5412427 pincorradogiaquinto@gmail.com pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all’ex Palazzo della Provincia.

Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

Giorni e orari di apertura: dal martedì al sabato 09,00 – 19.00

(ultimo ingresso consentito ore 18:30) domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30) lunedì e festività infrasettimanali chiuso

Biglietto intero € 3,00

Biglietto ridotto € 0,50

Gratuito:

– minori di 18 anni e maggiori di 65 anni; – disabili e loro accompagnatori;

– studenti universitari* e di istituti AFAM* (Acc. Belle Arti e Conservatori Musicali);

– insegnanti* accompagnatori di gruppi scolastici;

– guide turistiche* di gruppi con più di tre persone;

– giornalisti*;

– per tutti prima domenica di ogni mese.

* muniti di relativa tessera di iscrizione alla categoria o altro documento equivalente

Ingresso libero per tutti:

– la prima domenica di ogni mese (D. M. MIBACT 27-6-2014 n. 94)

– in occasione di eventi, quando espressamente indicati in sede e

su locandine e inviti.

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura. La visita alle mostre in corso è inclusa nel biglietto d’ingresso.


SAN NICOLA DI BARI: Scultura in cartapesta di Luigia Bressan in mostra al Museo Civico

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san nicola cartapesta luigia bressan

SAN NICOLA DI BARI
Scultura in cartapesta di Luigia Bressan

Domenica 6 maggio alle ore 18:00 presso il Museo Civico di Bari Luigia Bressan, artista putignanese autrice di eleganti e apprezzate opere in cartapesta, farà dono alla città di Bari della statua di San Nicola che ha voluto realizzare in occasione delle festività nicolaiane per arricchire la collezione di opere contemporanee del museo.
Oltre all’autrice saranno presenti Silvio Maselli, assessore alle culture del Comune di Bari e Francesco Carofiglio, responsabile della gestione del Museo.
Durante la presentazione della scultura Maria Giaquinto e Giuseppe De Trizio dei Radicanto interpreteranno la Ninna nanna di San Nicola.

La scultura è completamente realizzata in cartapesta tradizionale ed è in linea con la ricerca stilistica e concettuale dell’artista che sviluppa un linguaggio nuovo che supera l’artigianato per farsi opera d’Arte. L’opera è rivestita da diverse tipologie di carte che ne determinano i colori e le consistenze.
San Nicola è ritratto in un gesto benedicente, il suo corpo è possente avvolto dalle nobili vesti di vescovo. Gli occhi guardano lo spettatore carichi di intensità.

La scultura sarà visitabile al piano terra del museo fino al 17 maggio 2018.
Successivamente entrerà a far parte della collezione museale al primo piano.
Museo Civico Bari, Strada Sagges, 13

Biglietto di ingresso:
Intero 5 euro – Ridotto 3 euro

www.museocivicobari.it
facebook/museocivicobari
twitter/museocivicobari
instagram/museocivicobari

info@museocivicobari.it

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
(Italo Calvino)
Bari è una città che risuona con il mio spirito d’artista. L’estetica di architetture e strade, l’animo della gente, il suono del dialetto, sono diventate la risposta alla mia domanda sempre accesa di curiosità e voglia di creare nuove dimensioni.
Ho voluto dare una forma alla suggestione artistica che suscita in me la città di Bari e questa ha preso il volto di San Nicola.
San Nicola è una figura potente, nobile.
Ho dato vita ad una scultura attraverso la tecnica che amo e che studio da anni, la cartapesta.
La Carta Elegante.
Nella scultura ho inserito l’energia che ho assorbito negli ultimi mesi dalla città di Bari: San Nicola si erge possente con le spalle larghe, con la nobile veste che si fa onda evocando il mare, la cartapesta, lasciata in gran parte grezza, riporta ad una sensazione tattile e visiva antica come accade per i vicoli della città vecchia. Le mani sono forti, grandi, rassicuranti, come quelle di un padre pronto a sorreggere e donare.
Gli occhi sono dipinti colmi di emozione, commossi, in ascolto. Ho voluto dar vita ad una scultura che sapesse ascoltare, come il mare, con gli occhi luccicanti di chi conosce il mare, con gli occhi infiniti di chi attraversa il mare.
L’artista è un vettore, l’arte è della gente. Dono questa scultura alla città di Bari, che sia custodita tra le nobili mura del Museo Civico e che possa ascoltare i cittadini e tutti quei viandanti che sono alla ricerca del grande mare infinito che è l’Arte.

Luigia Bressan


18° Concorso di Creatività «Viaggio in Italia» al Museo Archeologico di Rutigliano

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concorso di creativita viaggio in italia rutigliano

18° CONCORSO DI CREATIVITÀ
«VIAGGIO IN ITALIA»

INAUGURAZIONE MOSTRA VENERDI’ 4 MAGGIO ORE 18:00
MUSEO ARCHEOLOGICO

«VIAGGIO IN ITALIA»: è questo il tema del diciottesimo Concorso di CREATIVITÀ, l’ormai tradizionale evento artistico di Primavera promosso dalla Libera Università della Terza Età (Lute) «Lia Damato» di Rutigliano, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Rutigliano e con il patrocinio della Regione Puglia.
Il concorso, rivolto in particolare ai corsisti delle varie Università della Terza Età, ma con partecipazione aperta a tutti gli artisti amatoriali di ogni età, prenderà il via OGGI, Venerdì 4 Maggio: un centinaio le opere pervenute da tutta la Puglia e dalla Campania.
Cinque le categorie: Creatività, Pittura, Ricamo, Scrittura Creativa, Fotografia.
L’inaugurazione della Mostra delle opere in Concorso, allestita al piano terra del MUSEO ARCHEOLOGICO di Piazza XX Settembre, è in programma alle ORE 18:00 con i saluti della presidente della Lute MARISA DAMATO e del sindaco ROBERTO ROMAGNO; interverrà la docente di Lettere ALESSANDRA DE SALVIA che terrà un prolusione su «Bona Sforza: riflesso del Rinascimento tra Bari e Cracovia», mentre il vice presidente della Lute GIANNI CAPOTORTO evidenzierà il rapporto tra Rutigliano e Bona Sforza, che negli anni Trenta e Quaranta del XVI secolo ha ricoperto contemporaneamente il ruolo di regina di Polonia, duchessa di Bari e amministratrice del feudo di Rutigliano.

«L’Italia ha rappresentato un richiamo potentissimo per i viaggiatori di tutti i tempi», afferma Marisa Damato motivando la scelta del tema della diciottesima edizione del Concorso di Creatività, «una Nazione resa dalla Storia un museo a cielo aperto per la quantità di opere d’arte e il clima mite e radioso; un Paese ricco di siti archeologici, monumenti e biblioteche che raccontano il suo glorioso passato».

La premiazione del Concorso si svolgerà Venerdì 11 Maggio alle ore 18:30, mentre la mostra resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a Domenica 13 Maggio.


“L’Icona Russa – Preghiera e Misericordia” in mostra al Castello Svevo

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icona russa preghiera e misericordia

L’Icona Russa: Preghiera e Misericordia

Dal 1 Maggio al 30 Giugno 2018, il Castello Svevo di Bari ospita l’esposizione “L’Icona Russa – Preghiera e Misericordia” nella Sala Federico II.
L’idea della mostra nasce dal desiderio di raccontare la profonda comunanza di ideali tra cristiani d’Oriente e d’Occidente, in quella che è la città dove riposano le reliquie di San Nicola, grazie alle quali Bari è meta prediletta della Chiesa Ortodossa in Occidente e anche un importante centro di comunicazione interconfessionale.
Rispetto alle edizioni precedenti, la mostra è stata appositamente arricchita da una preziosa icona raffigurante il Santo di Myra.
L’esposizione conta 37 opere del XVII-XVIII secolo, provenienti dalle collezioni del Museo Centrale di Cultura e Arte Russa Antica “Rublev” e del Museo Privato dell’Icona Russa, oltre a due opere di arte contemporanea: un dipinto di Vladimir Tatlin ed una scultura di Dmitrij Gutov.

Costo del biglietto: € 3,00 ; Riduzioni: € 1,50 ; Per informazioni +39 0805213704
Telefono: 0805754208
E-mail: pm-pug.castellosvevo@beniculturali.it