“Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue” in mostra nello Spazio Murat

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Nataljia Dimitrjević e Maria Trentadue mostra Spazio Murat

Spazio Murat è lieto di presentarvi la prima mostra del 2020:

Natalija Dimitrijević Maria Trentadue

Opening: 2 Luglio
Closing: 30 Agosto

Una mostra a due, che lega due artiste figurative, due tempi, due concezioni diverse eppure affini. Gli spazi interni, le case e le stanze della giovane Natalija Dimitrijević; e quelli esterni, le piazze, la strada di Maria Trentadue. Il contemporaneo, il qui e ora dialogano con gli anni ’60 e il passato. La pittura e il territorio pugliese a fare da comune denominatore delle opere delle due artiste.

“La programmazione di Spazio Murat è stata riformulata e riordinata temporalmente proprio a causa degli imprevisti dovuti all’emergenza che abbiamo vissuto: è un momento di forte difficoltà, che però ci spinge con forza a ripensare in maniera nuova e critica alle formule prestabilite, alle relazioni con le persone e con l’ambiente, e alle politiche del lavoro. Più in generale abbiamo avuto tempo di ripensare al rapporto con il nostro intorno e a quello degli altri: abbiamo avuto questi mesi per rivalutare la nostra condizione e quella delle altre persone. La pandemia non è stata uguale per tutte e tutti, al contrario ha reso manifeste in maniera ancora più eclatante le disparità e le difficoltà. In un periodo in cui lo spazio pubblico era impraticabile (per molte persone, le più fortunate), la casa è diventata il nostro cosmo e il fuori il nostro sogno. In casa si sono palesati in modo evidente i rituali, le dinamiche di utilizzo dello spazio domestico e le sue ottimizzazioni, i bisogni, le ristrettezze, il benessere/malessere relazionale tra conviventi: la casa è stata vissuta come riparo e come gabbia dalla quale guardare al mondo esterno e alle necessità degli individui e della collettività con occhi nuovi.
La casa, il balcone, la strada, il supermercato, le librerie, poi i negozi, le piazze, il lungomare, i parchi, la spiaggia, la regione, le altre regioni, l’Italia, il mondo. Non è stato più possibile dare nulla per scontato, al contrario, si è rivelato essenziale regolare, ricalibrare il vivere quotidiano e la sua percezione. Dalla piccola alla grande scala.” Melissa Destino, curatrice Spazio Murat

La mostra si snoderà in due direzioni, una grande opera site specific di Natalija Dimitrjević, un dittico che l’artista di origine serba ha realizzato nei giorni precedenti all’inaugurazione; e una serie di dipinti di Maria Trentadue che oltre alle tele comprenderà vasi, televisori, vassoi e altri supporti su cui l’artista pugliese era solita dipingere.

La mostra, per la prima volta, non avrà un biglietto fisso ma – visto il momento di grande difficoltà per tutti – una donazione volontaria che parte da un minimo di 50 centesimi. Questo per due motivi: sostenere lo spazio e la sua programmazione futura; permettere a tutti un accesso alla cultura il più sostenibile possibile.

“Natalija Dimitrijević e Maria Trentadue” è un lavoro di squadra. Grazie a MICROBA, Achrome, Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto per il lavoro condiviso; Grazie all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari per il sostegno.

Natalija Dimitrijević è nata a Niš in Serbia (1995). Ha frequentato la scuola d’arte della sua città natale (Umetnička škola Niš) nel dipartimento tecnico-figurativo. Nel 2014 si è trasferita a Bari dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti, nel corso di pittura, laureandosi nel 2019. I soggetti della sua pratica pittorica sono gli ambienti domestici. Attraverso quadri, che vanno dalle piccole alle grandi dimensioni, e tramite l’uso di diverse tecniche (olio, tempera, acrilico, acquerello, disegno, ecc.) Dimitrijević costruisce nei suoi dipinti spazi di case in cui è stata

Maria Trentadue è nata a Modugno nel 1893 (1893-1977). Nella scuola vicina al monastero di San Domenico che ha frequentato, ha imparato a ricamare. Si dedica a questa attività fino al 1914, momento in cui si sposa e smette, anche se poi riprenderà l’approccio del disegno da ricamo (fiori, piante, ecc) nei suoi dipinti. Maria Trentadue comincia a sessantacinque anni a decorare a smalto oggetti di vario genere (tra cui anfore, bottiglie, ecc.) che espone nelle mostre di artigianato nella scuola elementare “Edmondo De Amicis”. A partire dagli anni 70, supportata da Tommaso Di Ciaula, la Trentadue inizia ad adoperare la pittura non come decorazione, ma come pratica autonoma.

Sarà possibile visitare la mostra dal Martedì al Venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il Sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Domenica e lunedì chiuso

Info e prenotazioni a info@spaziomurat.it o telefonare allo 080 205 5856


“LIFE IN COLOR” nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi una mostra gratuita a cura degli artisti della Contraccademia

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life in color mostra santa teresa dei maschi bari

Riapre a Bari Vecchia la galleria d’arte di Santa Teresa dei Maschi (Str. Santa Teresa dei Maschi, 26),con LIFE IN COLOR, una nuova mostra gratuita, aperta al pubblico, a cura degli artisti della Contraccademia.
L’arte diventa un’opportunità per mostrare al pubblico gli angoli nascosti di Bari Vecchia. Un nuovo appuntamento con l’Arte, a Santa Teresa dei Maschi, chiesa del 1600, un tesoro da scoprire grazie a Bibart. Da anni Bibart punta a valorizzare e a dare spazio a giovani artisti del territorio nazionale ed internazionale.
In esposizione fino a settembre gli artisti Monica Abbondanzia, Rima Almozayyen, Francesca Brivio, Francesco Cardone, Roberto Capriuolo, Cesare Cassone, Marco Ciccarese, Pasquale Conserva, Anna Cristino, Emanuela de Franceschi, Miguel Gomez, Gabriele Liso, Biagio Monno (Toy Blaise), Giancarlo Montefusco, Marialuisa Sabato, Marialuisa Sabato, Carmen Toscano, Giuseppe Toscano, Vito Valenzano.

La mostra sarà visitabile tutti giorni tranne la domenica e il lunedì, orari: 10.30/13.00 15.00/19.00.

Dopo quasi 80 giorni di chiusura ritorna la bellezza sulla linea d’orizzonte notturna della città di Bari: la cupola illuminata della Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, una luce particolarmente simbolica che illumina attività artistiche che si erano bloccate a causa del corona virus, riapre la galleria/laboratorio della Biennale di bari Bibart nella  Chiesa  Santa Teresa dei Maschi.
Riparte rinnovato  il progetto “Contraccademia”, galleria, laboratorio, scuola d’arte e residenza artistica. Contraccademia è un progetto che vuole recuperare una tradizione di insubordinazione e antiaccademismo  in uno spazio dinamico  di produzione artistica e culturale. L’intento è di creare una fucina d’idee, uno scambio continuo tra artisti locali, nazionali, internazionali ed il pubblico che sarà presente alle attività. Bibart da aprile 2019 è residenza artistica che fa parte di un circuito che coinvolge anche altre residenze in Germania, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.  Ci sono infinite definizioni  di arte, per ogni singola opera tantissime interpretazioni e altrettanti  giudizi. Ma in definitiva cos’è l’arte? Un quadro del 500,  una scultura tribale, il disegno di un bimbo,  un foglio bianco, una performance, una tela capovolta? Qualsiasi cosa può essere considerata arte? È un dilemma questo che sarà difficile risolvere quando si è innanzi ad un’opera che esprime un concetto, una emozione, una vibrazione cromatica. Noi crediamo che un’opera d’arte acquisisce senso se messa in relazione all’artista che la crea e a colui che la guarda. In realtà non esiste uno schema preciso, il significato di un’opera non ha un confine definito, è estremamente fluttuante. L’arte si conforma alla propria visione del mondo, alla personalità di ognuno. L’arte è espressione dell’animo umano che scende nei nostri sentimenti, è un atto creativo, che implica sempre il concetto sovversivo di “creatività”. Queste sono le motivazioni che ha portato Bibart Biennale a far nascere il laboratorio/galleria denominato “Contraccademia”, l’arte come germoglio di condivisione, incontro/confronto, d’altronde è storia che i grandi del 900 sono tutti nati all’interno di movimenti in cui gli artisti si confrontavano e scontravano in continuazione. Purtroppo dopo gli anni sessanta si è fatta sempre più forte l’idea dell’artista individualista, personalità isolata da tutti gli altri, favorita e sostenuta dalle nuove leggi di mercato e consumo che nulla hanno a che fare con la cultura dell’animo umano. La nostra sarà una utopia oppure una velleità, ma crediamo fortemente all’idea che l’arte sia una ispirazione da condividere, una occasione di comunione. Non è un caso che la sede del luogo in cui Bibart/Contraccademia ha scelto di svolgere le attività espositive e laboratoriali sia una Chiesa del 1600, Santa Teresa dei Maschi, nel borgo antico della città di Bari, città che storicamente accoglie e condivide e certamente una chiesa è il luogo che più si adatta all’incontro, alla comprensione, allo scambio, alla trascendenza di cui l’arte deve essere sempre colma. Nello spazio di Santa Teresa dei Maschi, il pubblico può contemporaneamente guardare una mostra e vedere artisti al lavoro o che discutono, chiunque potrà inserirsi nel dialogo, oppure osservare come nasce un’opera.  In questo e per questo ci sentiamo “sovversivi” ed è il motivo per cui si è dato il nome “contraccademia”, noi vogliamo un arte che non deve essere ne sottovalutata e nemmeno sopravvalutata dai critici d’arte, dalle aste evento, dai galleristi,  vogliamo che gli artisti possano e debbano incontrarsi, confrontarsi liberamente tra di loro e con chiunque, senza schemi economici o pseudo intellettuali, una crescita umana  basata su chi costruisce negli anni con etica il proprio lavoro e si mette al servizio  di quel pubblico che pensa che l’arte sia un incontro, una occasione: un pensiero in libertà e di libertà. Siamo schierati dalla parte degli artisti del passato che ci hanno aiutato a rendere le immagini di ieri così vicine ai pensieri di oggi e allo stesso tempo sosteniamo la contemporaneità che traccia il nostro cammino.
Info: 3455119994  

La foto della copertina dell’evento è stata scattata dall’artista della Contraccademia Marco Ciccarese Art.


Inaugura il Museo del Carnevale di Corato

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Museo del carnevale di corato

Inaugura il Museo del Carnevale

Domenica 16 Febbraio alle ore 19.00, presso i locali dell’Ex Enel in Piazza di Vagno inaugura il Museo del Carnevale: un percorso che attraversa 4 carnevali pugliesi quali Manfredonia, Corato, Putignano e Gallipoli. Una mostra realizzata attraverso elementi realizzati in cartapesta, fotografie, costumi, videoproiezioni. Il museo del carnevale è uno spazio temporale pensato per rafforzare e stimolare le sinergie tra i carnevali pugliesi. Il progetto si sviluppa a medio lungo termine, per cui sono stati selezionati i primi quattro carnevali, ma l’obiettivo è coinvolgere i carnevali pugliesi che abbiano una storia radicata e tracciabile e una forte identità e partecipazione sul territorio di riferimento. Il Museo del Canevale è uno spazio / tempo per raccontare, sperimentare, sviluppare idee e creare contaminazioni tra i carnevali. Un modo per concretizzare anche in altri periodi dell’anno, il patrimonio immateriale dei carnevali.

Interverranno:
Rocco Lauciello – Presidente Unpli Puglia
Gerardo Strippoli – Presidente Pro Loco Corato
Alberto Iurilli – Coordinatore del progetto
Sarà inoltre presente una delegazione della Pro Loco di Putignano.

Il Museo sarà aperto tutti i giorni dal 16 al 25 Febbraio dalle ore 18.00 alle 21.00
Aperture straordinarie mattutine per le scuole che ne faranno richiesta.
Indo e prenotazioni: 0808728008 – 3338497742 – 3687099065 – info@prolococorato.it


“Mondo Martini: la pubblicità come percorso di stile” in mostra al Puglia Outlet Village

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mondo martini puglia outlet village

Mondo Martini: la pubblicità come percorso di stile

Land of Fashion ospita, fuori dagli spazi espositivi più tradizionali, il brand e la sua arte attraverso una mostra itinerante in tutti i cinque Village della Penisola dedicata agli amatori del marchio e della comunicazione pubblicitaria su stampa.
Dal 15 febbraio fino al 22 marzo, la mostra “Mondo Martini: la pubblicità come percorso di stile”, realizzata in collaborazione da con Casa Martini e Archivio Storico Martini & Rossi fa tappa al Puglia Outlet Village.
Presso lo spazio espositivo nell’unità 44 sarà possibile ammirare 22 manifesti unici che raccontano, attraverso le immagini, l’evolversi di uno dei marchi indiscussi del lifestyle italiano dalla fine del XIX secolo sino agli anni Settanta del Novecento.
Alle grandi firme della cartellonistica viene affidato il compito di raccontare il brand grazie alla loro creatività ed arte.
I visitatori del Village, gli appassionati del genere e gli amanti dello shopping avranno quindi la possibilità di soffermarsi su un pezzo di storia del marchio con illustrazioni, stili, linguaggi ed ispirazioni diverse, dai modelli liberty a un linguaggio più veloce e dinamico, ad opera di alcuni dei più grandi nomi italiani e internazionali del cartellonismo pubblicitario, come Giorgio Muggiani (1887-1938), tra gli iniziatori di questa nuova forma d’arte pubblicitaria, Giuseppe Riccobaldi, Leonardo Cappiello, Jean Droit e Hans Schleger.
Chi sceglierà di visitare la Land of Fashion di Molfetta e il suo territorio avrà quindi la possibilità di unire l’esperienza dello shopping alle emozioni del turismo culturale, approfondendo le radici della storia e della cultura del Belpaese.
“Parlare di storia MARTINI significa parlare di molte storie. Di storia del vino, di storia dell’Italia e di storia della pubblicità”, Marco Testa, a.d. del Gruppo Armando Testa descrive così il mondo di MARTINI.



Info e orari: 

unità 44

dal 15 febbraio al 22 marzo 2020

lunedì – venerdì dalle ore 11.00 alle 20.00 

sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00

mail: info@pugliaoutlet.it

tel: 0803370211


A spasso tra i dinosauri nel centro commerciale Mongofiera Japigia

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a spasso tra i dinosauri mongolfiera bari

A SPASSO TRA I DINOSAURI
Arriva a Bari la mostra dei dinosauri giganti alti fino a 5 metri

Al Centro Commerciale Mongofiera Japigia dal 12 Febbraio inizierà un viaggio nel tempo!
Fino al 1° Marzo avrai la possibilità di scoprire e ammirare molti esemplari di dinosauri a grandezza naturale.
Visita l’incredibile esposizione e scopri il mondo Jurassico.


Al Teatro Margherita, mostra omaggio a Chiara Fumai

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mostra chiara fumai bari

Si comunica che  ai sensi di quanto stabilito dall’art. 2, comma 1, lett. d, del DPCM dell’8 marzo 2020, la mostra Omaggio a chiara Fumai – voluta della Regione Puglia e il Comune di Bari, insieme al Teatro Pubblico Pugliese e Puglia Circuito del Contemporaneo con organizzazione dell’Associazione Culturale Dafna –  in corso al Teatro Margherita di Bari termina oggi 9 marzo e non il 15 marzo come precedentemente comunicato.

PROROGA AL 15 MARZO
OMAGGIO A CHIARA FUMAI
Bari – Teatro Margherita

Resta aperta sino al 15 marzo la mostra “Omaggio a Chiara Fumai” in corso al Teatro Margherita di Bari, la cui chiusura era prevista il 6 marzo.
Prosegue così il pubblico omaggio all’artista voluto della Regione Puglia e il Comune di Bari, insieme al Teatro Pubblico Pugliese e Puglia Circuito del Contemporaneo con organizzazione dell’Associazione Culturale Dafna,
Particolarmente significativa anche l’apertura l’8 marzo, in occasione della Festa della Donna, per approfondire il lavoro dell’artista barese che rivolgeva proprio ai temi del femminile tutta la sua opera.
Il pensiero di Chiara Fumai si fa così più che mai attuale nella mostra ideata da Anna Fresa e Paola Marino con la curatela di Antonella Marino e la consulenza scientifica di Francesco Urbano Ragazzi, direttore di The Church of Chiara Fumai, associazione presieduta da Liliana Chiari, madre dell’artista, che ne preserva l’opera.
Il pubblico omaggio di Bari a Chiara Fumai rende evidente l’attenzione delle istituzioni culturali pugliesi nel riconoscimento di un’eccellenza assoluta nel panorama dell’arte contemporanea, in un progetto molto apprezzato dal pubblico e movimentato da un intenso public program che anima ogni giovedì il teatro con la serie dalla serie d’incontri “Liliana Chiari reading Chiara Fumai” e l’importante “I Giornata di studi Fumaiani” che si è tenuta lo scorso febbraio in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari che ha dato il via ad un ciclo di conferenze che si svolgeranno in tutto il mondo per approfondire aspetti inediti della ricerca dell’artista barese prematuramente scomparsa all’apice del suo successo internazionale.
Nella breve ma intensa carriera Chiara Fumai si è imposta all’attenzione del sistema dell’arte per il carattere innovativo della sua pratica performativa, che analizza il rapporto tra potere, linguaggio e sovversione attraversando con estrema libertà diversi saperi e ambiti disciplinari. Con una gamma di conoscenze ampissima: dalla musica sperimentale al femminismo radicale, dal pensiero anarchico a studi occultistici, tra teosofia, spiritismo, stregoneria.
Nelle sue azioni l’artista ha dato corpo e voce a numerose figure soprattutto femminili, personaggi ai margini del sistema patriarcale e appartenenti ai diversi ambiti della contro-cultura come fenomeni da baraccone, protagoniste da freak show di fine ‘800, medium, scrittrici, donne criminali.
Nel foyer è mostrato un compendio di questo particolare percorso artistico, dopo la Biennale di Venezia e prima della grande retrospettiva che dalla primavera 2020 partirà dal Centre d’Art Contemporain di Ginevra per un tour europeo, che in Italia farà tappa in autunno al Centro Pecci di Prato. Bari è diventata così l’avamposto di questo momento di attenzione e riconoscimento internazionale. La mostra è stata appositamente disegnata per il Teatro Margherita, in un percorso espositivo immersivo ed esperienziale che propone un affondo nell’universo creativo dell’artista. Il teatro è popolato da una nuova iconografia femminista: figure paradigmatiche eppur marginalizzate della storia come Zalumma Agra, Eusapia Palladino, Annie Jones, Ulrike Meinhof, vengono portate alla ribalta sulla scena.
Lo spazio d’ingresso, totalmente oscurato, è trasfigurato dalla presenza monumentale della video performance Shut Up Actually Talk in cui Zalumma Agra, personaggio del Circo Barnum già evocato da Chiara Fumai nell’opera Moral Exhibition House (Kassel 2012), legge il Secondo Manifesto di Rivolta femminile “Io dico Io”, scritto da Carla Lonzi nel 1970. Al centro, sul pavimento, è collocato un grande sigillo con una stella a sette punte, simbolo di riconoscimento dell’artista per la prima volta esposto in una versione installativa. L’area sinistra del foyer accoglie invece la video-installazione The Book of Evil Spirits, presentata alla Contour Biennale nel 2016 (e vincitrice della VII edizione del Premio Fondazione VAF), dove Chiara Fumai riunisce in una seduta spiritica diverse figure incarnate nelle sue performance. Sul fondo del teatro torna poi in nuova versione l’installazione La donna delinquente, concepita proprio per il Teatro Margherita in occasione del Premio Lum nel 2011, che ha per protagonista la figura della medium di origini pugliesi Eusapia Palladino. Mentre nell’unica zona luminosa è ricostruita un’ambientazione inedita: The Church of Chiara Fumai, l’archivio che raccoglie quadri, manifesti, dischi, video, oggetti di scena, mobili appartenuti all’artista e riuniti a Bari presso la sede dell’omonima associazione. Tra i documenti esposti è presente un focus su Nicola Fumai, padre dell’artista recentemente scomparso. A lui è ispirata la serie di lavori Chiara Fumai Presents Nico Fumai, tema della sua prima apparizione pubblica alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nel 2010.

NOTE BIOGRAFICHE/IL RAPPORTO CON BARI
Chiara Fumai ha vinto premi prestigiosi come il Premio Furla per l’Arte Contemporanea (2013) e il New York Prize (2017) e partecipato a numerose mostre all’estero e in Italia. Le sue performance sono state presentate in istituzioni importanti come la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, il Museion di Bolzano, la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, David Roberts Foundation di Londra, Maison Rouge di Parigi, ISCP di New York. Nel 2011 ha partecipato alla XIII edizione di Documenta a Kassel, su invito della direttrice Carolyn Christov-Bakargiev, e nel 2019 alla 58° Biennale Arte di Venezia, tra i tre artisti scelti per il Padiglione Italia. Chiara Fumai ha vissuto a Bari sino al conseguimento del diploma liceale. Si è trasferita poi a Milano, dove si è laureata in architettura al Politecnico. Ha in seguito frequentato il XV Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como e ha studiato Teoria dell’Arte al Dutch Art Institute di Arnhem. Nonostante i riscontri internazionali il legame dell’artista con Bari resta costante. A Bari hanno sempre vissuto i suoi genitori, la madre attrice Liliana Chiari, da cui sembra aver ereditato l’attitudine performativa, e il padre Nicola Fumai.
Nella sua città ha esposto per la prima volta nel 2010, con una performance nella vetrina di Palazzo Mincuzzi per la rassegna nazionale “Gemine Muse”. Nel 2011 ha partecipato alla II edizione del Premio Lum, dentro il Teatro Margherita. Nello stesso anno ha tenuto la personale Valerie Solanas non è nata ieri presso la galleria Murat centoventidue.
La ricerca complessa e originale di Chiara Fumai ha però tanti aspetti ancora da approfondire. Al fine di tutelarla The Church of Chiara Fumai, diretta da Francesco Urbano Ragazzi, ha riunito e catalogato tutti i materiali per la costituzione di un archivio che è in parte custodito dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli. La mostra barese, oltre a costituire un primo e doveroso riconoscimento alla talentuosa artista nella sua città, segna dunque un primo e necessario momento di approfondimento e di riflessione sulla sua significativa e originale ricerca visiva.

INFO
Teatro Margherita – Piazza IV Novembre, 70122 Bari
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 21.30. Fino al 15 marzo – Ingresso libero

REFERENTE PER LA DIDATTICA
Virginia G.I.Magoga, UniBa virginia.magoga@gmail.com

ALLESTIMENTI Romano Exhibit
SPONSOR TECNICO Storm events
PROGETTO GRAFICO Giulia Bellipario
SPONSOR GVM Care&Research


“9 itinerari x 100 = architetture del ‘900” in mostra nello Spazio Murat

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9 itinerari x 100 = architetture del 900

Spazio Murat è lieta di invitarvi Venerdì 31 Gennaio, alle ore 19:00, per l’inaugurazione della mostra “9 itinerari x 100 = architetture del ‘900”.
Il volume è il risultato di una rilevante attività di schedatura del patrimonio architettonico regionale del Novecento da parte delle Sezioni Basilicata e Puglia del Do.co.mo.mo Italia, realtà radicate in un territorio antico, reso moderno dall’assimilazione di opere architettoniche del ‘900 che ne hanno interpretato in modo originale le caratteristiche identitarie. La schedatura delle opere è uno strumento aperto e certamente implementabile, con cui ci si propone di conoscere e mettere in rete 100 architetture moderne di riconosciuta qualità. I valori di queste opere nel territorio, spesso riscontrabili in aspetti analoghi di altre architetture costruite in luoghi, tempi e circostanze differenti, ne escono potenziati rispetto a quelli individuabili attraverso l’autonoma considerazione delle singole opere.
La mostra è aperta al pubblico e fa parte del convegno di studi sulle architetture moderne del ‘900.


“Anne Frank. Una storia Attuale” mostra documentaria al museo civico

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anne frank una storia attuale mostra

Si inaugura lunedì 20 gennaio alle 17.30 “Anne Frank. Una storia Attuale”, mostra documentaria a cura di Il Nuovo Fantarca, che ripercorre cronologicamente la persecuzione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale attraverso la biografia di Anne Frank. Le fotografie, in gran parte inedite, le immagini e le citazioni delle pagine del diario di Anne fanno emergere le condizioni in cui una famiglia ebrea fu costretta a vivere.

Tre i momenti di incontro e riflessione:

– 23 gennaio alle 17.30 proiezione del documentario Anne Frank. Vite Parallele di Sabina fedeli e Anna Migotto. Alla proiezione parteciperanno le due registe.

– 27 gennaio alle 17.30 proiezione del documentario Son morto che ero bambino. Francesco Guccini va ad Auschwitz di Francesco Conversano. Alla proiezione parteciperà il regista

– 29 gennaio alle 17.30 in collaborazione con l’Università di Bari – Dipartimento Studi Umanistici Disum, presentazione del libro Hannah Arendt a Gerusalemme. Ripensare la questione ebraica (ed. il nuovo melangolo, 2020) di Francesco Fistetti. Dialogheranno con l’autore Francesca Romana Recchia Luciani (UNIBA), Cristiano Maria Bellei (UniURB), Natascia Mattucci (UniMC).

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero. Per i gruppi è consigliata la prenotazione.
Per maggiori info nuovofantarca@libero.it www.nuovofantarca.it cell 3387746218

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.
Martedì fino alle 14:00.
Venerdì e sabato fino alle 19:00.
Solo la domenica dalle 10:00 alle 14:00.


L’invenzione del buio – Archivio e creazione artistica in mostra a Palazzo Simi

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l invenzione del buio mostra palazzo simi

Mostra a cura di:
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari
Of(f) the archive_fotografia e beni culturali (Michela Frontino e Massimo Barberio)

15 dicembre 2019/15 marzo 2020

Presentazione

Esito di una residenza d’artista promossa da Of(f) the Archive nel 2018 – in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari – nella quale Pierangelo Di Vittorio/Action30 e il collettivo Discipula sono stati invitati a lavorare sul patrimonio di immagini conservato nella fototeca della Soprintendenza. “L’invenzione del buio” è un libro dove testo e immagini si inseguono nella creazione di un racconto in cui i confini tra ricerca documentaria, speculazione teorica e finzione sembrano dissolversi gli uni negli altri.
La mostra allestita all’interno di Palazzo Simi, sede della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bari Soprintendenza Archeologica, intende mettere in luce il processo creativo che ha portato alla pubblicazione a cura dell’editore – “Of(f) the archive”. Il punto di vista assunto all’interno del percorso espositivo è quello degli autori che hanno vissuto la produzione artistica come esperienza, dalla prima conoscenza dei luoghi e dell’archivio, fino alla condivisione di pensieri e prospettive. L’itinerario espositivo, che prende le mosse dal libro omonimo, non punta a documentare un processo mentale già svolto, quello della produzione editoriale, appunto, ma intende coinvolgere il pubblico nel suo processo creativo,tornando sul materiale da cui è nata l’opera per ampliarlo, espanderlo, rilanciarlo, rielaborarlo – facendo della mostra un’opera ispirata da un’altra opera. L’allestimento è strutturato come un grande tavolo da lavoro su cui si alternano e si sovrappongono fotografie, libri, oggetti e parole che hanno ispirato e contribuito alla valorizzazione dell’archivio attraverso i linguaggi delle arti visive e della ricerca filosofica; per incrociare e abbraciare nel percorso della mostra i reperti archeologici esposti – emersi nel corso dei lavori di tutela effettuati sul territorio barese, indicando le linee di traiettorie ibride di conoscenza e interpretazione delle opere. Nell’ottica condivisa di quel “Solve et Coagula” applicato all’archivio fotografico per realizzare il libro “L’invenzione del buio”.

Sintesi del libro
Autori: Discipula, Pierangelo Di Vittorio/Action30

In un futuro imprecisato e sullo sfondo di una catastrofe cosmica, un alieno e un umano si incontrano sulla Terra, un pianeta le cui sembianze ricordano i resti di un enorme archivio a cielo aperto. Qui i due intraprendono un viaggio iniziatico dal quale dipenderà la loro stessa salvezza. Una salvezza che avrà inevitabilmente a che fare proprio con il rapporto con gli archivi, considerati come custodi, non tanto del passato, quanto di un “possibile” non ancora realizzato e di cui il presente possiede la chiave.
Tra richiami a fantascienza e surrealismo, “L’invenzione del buio” prova a dare forma a un’idea di archivio inteso come campo di possibilità e strumento attraverso cui mettere in discussione le abitudini di pensiero. In tal modo, restituisce al lettore un prisma di tematiche che, attraversando la riflessione sull’archivio stesso, sembrano condurre molto oltre: dall’oscillazione della natura umana tra ordine e caos, all’eterno susseguirsi di civiltà e barbarie, passando per i limiti dell’umana conoscenza rispetto alla complessità cosmica nella quale siamo immersi.

Programma
15 dicembre

h. 17.00
Presentazione della mostra e del libro “L’invenzione del buio” presso l’aula conferenze di Palazzo Sagges, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e della Basilicata, Strada Sagges 3, Bari.

h. 17.45
Inaugurazione della mostra negli spazi di Palazzo Simi, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, Strada Lamberti 1, Bari.

info:
sabap-ba-fototeca@beniculturali.it
offthearchive@gmail.com
Palazzo Simi: 0805275451

Gli autori

Discipula
Un collettivo che si occupa di ricerca visiva e di editoria fondato nel 2013 da M.F.G. Paltrinieri, Mirko Smerdel e Tommaso Tanini. Attraverso l’impiego di diverse strategie, il suo lavoro esplora i meccanismi di produzione e del consumo delle immagini così come il rapporto tra realtà e finzione nei processi di costruzione e negoziazione di senso. Spinti dall’esigenza profonda di portare la produzione artistica fuori dagli spazi tradizionali e istituzionali, i membri di Discipula sono impegnati nell’autoproduzione e nella distribuzione indipendente delle proprie opere visive ed editoriali. Attualmente attivo tra Roma, Milano e Londra, Discipula ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali (Premio Pesaresi, Le Prix du Livre (Les Rencontres d’Arles), Premio Marco Bastianelli).

Pierangelo Di Vittorio
Filosofo, scrittore, animatore culturale. Dottore di ricerca in filosofia delle Università di Strasburgo e di Lecce, ha svolto attività di ricerca e insegnato Lessico filosofico francese presso l’Università di Bari e ha ottenuto un post-dottorato presso l’Università di Bordeaux. Autore di numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero, è tra i fondatori di Action30, collettivo di ricercatori e artisti che dal 2005 sperimenta forme ibride di condivisione della cultura, attraverso produzioni editoriali, mostre, cortometraggi, performance, spettacoli e particolari situazioni didattiche quali seminari e worktable aperti e partecipativi. Fa parte della redazione delle riviste Aut aut e Multitudes.

Of(f) the archive_fotografia e beni culturali
Centro di cultura fotografica “Of(f) the archive – fotografia e beni culturali” specializzato nella digitalizzazione di fondi fotografici e documentari e nella valorizzazione degli archivi di immagini attraverso la produzione artistica contemporanea.
Casa editrice specializzata nella pubblicazione di cataloghi e progetti culturali.

Sito web
http://www.offthearchive.it

L’evento è parte della rassegna Esplorazioni #1 | Luoghi reali e immaginari della fotografia, promossa da F.project – Scuola di Fotografia e Cinematografia.

“Of(f) the archive” è un progetto Vincitore PIN – Iniziativa promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI e finanziata con risorse del FSE – PO Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione


“Luoghi e Memorie 1943-1945” mostra convegno all’Archivio di Stato di Bari

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luoghi e memorie 1943 1945

La Fondazione Nikolaos e la Società di Storia della Russia (R.I.O.), in collaborazione con la direzione del Comitato “Dante Alighieri” di Mosca promuovono il 2 dicembre 2019, a partire dalle ore 9.00, presso l’Archivio di Stato di Bari, la Mostra-Convegno “Luoghi e Memorie 1943-1945”, articolati in due parti: “Soldati e partigiani sovietici nella Resistenza italiana” e “Bari, 2 dicembre 1943”.
Il tutto sarà presentato in una conferenza stampa il prossimo 28 novembre alle 11,30 presso il Palazzo di Città a Bari. All’incontro interverranno il dott. Giuseppe Cascella Presidente Commissione Politiche educative e giovanili, Città universitaria, Politiche culturali e turistiche, Sport del Comune di Bari, Ines Pierucci Assessore Politiche culturali e turistiche del Comune di Bari, Antonella Pompilio Direttore Archivio di Stato di Bari, prof. Vito Antonio Leuzzi Direttore Istituto Pugliese per la storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, Ugo Patroni Griffi Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e Vito Giordano Cardone, Presidente della Fondazione Nikolaos.
La Manifestazione, nel suo complesso, assume particolare rilievo a livello nazionale ed internazionale per l’assoluta novità degli studi proposti sulla presenza dei “Partigiani russi nella Resistenza italiana”, pagina sconosciuta della nostra storia, ed è l’occasione per commemorare, contestualmente, i tragici avvenimenti occorsi alla città di Bari il 2 dicembre 1943.