“Il gusto dell’artigianalità” omaggio ai gesti di casari e cartapestai al Carnevale di Putignano

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il gusto dell artigianalità marco varoli

È dedicata al saper fare la mostra “Il gusto dell’artigianalità” del fotografo Marco Varoli, un omaggio ai gesti che da sempre contraddistinguono il comune di Putignano, ovvero quelli legati alla produzione del formaggio e delle celebri maschere di cartapesta

Il Carnevale rappresenta una festa collettiva in cui la tradizione delle maestranze incontra lo spirito del tempo: da qui nasce la mostra personale del fotografo Marco Varoli, una narrazione ispirata alla cultura del saper fare e pensata in occasione dell’edizione 2020 del Carnevale di Putignano.

Il progetto dal titolo “Il gusto dell’artigianalità”, ideato e sostenuto dall’azienda Caseificio Palazzo, sarà visibile all’interno del chiostro del Palazzo Comunale nei giorni 19/23/25/29 febbraio, dalle 9.00 alle 17.00. Dodici dittici, tra ritratti, scene di lavoro e still life, raccontano le similitudini tra due delle più celebri forme di produzione artigianale tipiche della Murgia barese: la produzione di latticini e quella delle maschere di cartapesta.
Le fotografie, scattate all’interno del laboratorio di produzione dei formaggi e negli spazi dell’hangar del maestro cartapestaio storico protagonista del Carnevale più antico d’Europa, valorizzano tutta la fantasmagoria del backstage. Con lo sguardo del reporter, Marco Varoli omaggia la perizia della gestualità e la poesia della tradizione, fattori che caratterizzano l’artigianato a tutti i livelli, sia agroalimentare che artistico.

Marco Varoli (1983), è un fotografo di food e still life. Dopo aver inaugurato il suo studio a Milano, nel 2018, ha ampliato il suo campo professionale all’advertising ottenendo incarichi per progetti e campagne pubblicitarie di marchi riconosciuti a livello globale: tra gli altri, Cioccolati Italiani, Veuve Clicquot, e Iwc Watches. Nel 2015 e nel 2017, il lavoro di Marco Varoli è stato selezionato per il concorso Internazionale FoodPhotoFestival a Vejle, in Danimarca, che raggruppa i migliori food photographers del mondo. Nel 2016 le sue fotografie sono state pubblicatienel volume “Wild Mixology”, con Wooding Wild Lab, edito Mondadori. Nel 2019 è stato tra i cinque finalisti del concorso FoodPhotoFestival, con una serie in anteprima del libro “Finché c’è Trippa” di Diego Rossi e Barbara Giglioli, per Guido Tommasi Editore. Dal 2012 Marco Varoli lavora a un progetto fotografico personale, “IDFood”: è una ricerca visiva delle personalità degli chef e dell’espressione della loro cucina. Dallo stesso anno collabora con il Caseificio Palazzo.
Dal 1957 Caseificio Palazzo produce formaggi di qualità a partire da latte proveniente da selezionati allevamenti della Murgia barese. La storia della famiglia Palazzo, oggi alla terza generazione nella conduzione dell’azienda, comincia con un piccolo laboratorio a Putignano, dove si trova ancora oggi esportando in ventisei paesi del mondo. Caseificio Palazzo coniuga al futuro la tradizione lanciando prodotti innovativi, nuove linee biologiche e importanti certificazioni di qualità. I suoi latticini sono espressione autentica di una tradizione attenta ai valori nutrizionali e alla filiera di produzione.


“Opere di bene” la mostra personale di Gino Donvito a Gioia del Colle

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opere di bene gino donvito

Dopo circa vent’anni, Gino Donvito torna ad esporre nel suo paese natale, Gioia del Colle, dove vive e lavora, immerso nella spiritualità naturale della murgia barese.

▪️ Dopo una formazione da autodidatta avvenuta tra Firenze e Parigi negli anni Settanta, decide di ritirarsi nella sua terra natale, la Puglia, che da sempre è una delle sue più affascinanti muse e motore della sua creatività.
La luce di questi luoghi, l’incantevole bellezza degli ulivi, segni tangibili di una storia centenaria, e lo spirito libero e primordiale di queste zone l’hanno continuamente ispirato, regalandogli la certezza di trovarsi in uno dei luoghi più suggestivi al mondo.

▪️ Perché “Opere di Bene”?
Le opere di Gino Donvito sono ambasciatrici di messaggi sempre positivi, messaggi di bellezza, armonia, di candore. Lontani, lontanissimi dal suo universo iconografico sentimenti di odio, armi, violenza. Ogni opera è distinta da una purezza d’animo indiscutibile. Anche quando le tematiche federiciane degli anni passati imponevano scene tratte da celebri crociate: mai una spada, sempre assente ogni forma di male.

In mostra alcune delle opere più significative degli ultimi anni che raccontano – con molteplici declinazioni – la poesia e l’amore per la propria terra di appartenenza.

Un viaggio fra colori, supporti differenti, linee morbide, forme bizzarre e talvolta impetuose che definiscono il profilo di un artista inarrestabile e in continua evoluzione. Una sola la costante che resta imperturbabile negli anni: la piena consapevolezza che di arte – sempre e solo di arte – lui vive e si nutre.

Fra le opere esposte, molti pezzi fanno parte di Murgia Floreale, una serie inedita dedicata alle orchidee selvatiche della Murgia pugliese. Un’esplosione di colori e clorofilla che prendono vita su copricapi di figure femminili dotate di grazia innata. Donne floreali si stagliano su sfondi bruni e profondi che contrastano con il colore delicato e roseo dell’incarnato di porcellana. Orchidee selvatiche, bellissime e rare, si presentano in tutta la loro incredibile fragilità.

Il legno di betulla come supporto prediletto per le sue creazioni che Gino Donvito prepara personalmente: dalla levigatura al fondo in tempera color crema. Le tavole, così, sono come «pareti da tingere a fresco», sulle quali l’artista ricama fitte trame di colore (tempere, acquerelli, pastelli, acrilici). Vengono poi applicate sottili stesure di vernice a base di resine naturali e di pura cera d’api, al fine di preservare l’opera dall’usura e dal tempo.

Oltre alla betulla, in forma quasi eccezionale sono presenti anche tele dipinte e segnate da una pennellata compulsiva e veloce che lasciano volutamente incompiuta l’opera. Un’incompletezza solo apparente, poiché il messaggio è pieno e compiuto in tutta la sua essenza.

▪️ L’artista firma le sue creazioni con un ramoscello d’ulivo, segno tangibile del suo amore per la terra e del messaggio di pace di cui è da sempre portatore. Come definirle diversamente se non opere di bene?

▪️ Info e dettagli:

OPENING 14 DICEMBRE – ore 18.00

Apertura dal 14 dicembre 2019 al 9 febbraio 2020

– Tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30
– Sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 – dalle 17.00 alle 20.30

Palazzo Romano Eventi meeting, cultura & società
Via Nazario Sauro, 10, 70023 Gioia del Colle (Bari)

Ingresso libero

Per aperture straordinarie 3897621299


MOONBLACK mostra personale di Bianca Delapierre

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MOONBLACK mostra Bianca Delapierre

MOONBLACK

Mostra personale di Bianca Delapierre

a cura di Carmelo Cipriani

Museo Nuova Era
strada dei Gesuiti 14 Bari
inaugurazione 30 novembre 18.30
La mostra permarrà dal 30 novembre 2019 al 4 gennaio 2020

“MOONBLACK, ha scritto l’artista, è lo pseudonimo con cui firma il suo viaggio onirico-surreale. La costante volontà di ricercare la luce nel buio, affinché il buio non diventi mai cieco. Riporta in esso, come dialogo interiore, quelle forme oggettive di uso e consumo che attraversa o lo attraversano, nel fare quotidiano. Un primitivismo estrapolato dalla forma reale, come contraccolpo all’eccesso; una sospensione del tempo al fare vertiginoso; un desiderio di elevazione della materia che ci circonda e ci sovrasta, ad uno stadio di smaterializzazione della stessa. Le immagini liriche riaffiorano lente come echi lontani, nella memoria archetipa dello spettatore. Restano forme antropomorfe, come ricordo del Sé dimenticato.”

Il testo critico di presentazione è disponibile in galleria.


“TRENT’ANNI DI COLORI MEDITERRANEI” mostra personale di Milena Pastoressa

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trent anni di colori mediterranei mostra milena pastoressa

TRENT’ANNI DI COLORI MEDITERRANEI
Mostra Personale di Pittura di Milena Pastoressa

Inaugurazione sabato 3 agosto 2019 ore 19:00

Interventi:
Nicola Pice
Presidente della Fondazione De Palo-Ungaro
Marino Pagano
Giornalista e critico d’arte
sarà presente l’artista

La mostra sarà visitabile dal 3 al 23 agosto 2019
Museo Archeologico
via G. Mazzini n°44 – Bitonto (Bari)


“Figliol Prodigo” mostra personale di Marco Biscardi

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Figliol Prodigo mostra Marco Biscardi

Città Metropolitana di Bari
nella suggestiva cornice della Sala Colonnato
inaugura martedì 16 luglio 2019 alle ore 18.00
la personale di
MARCO BISCARDI
Figliol prodigo
Contemporary Art Exhibition

Artista fuori dal coro da sempre, Biscardi si è misurato fin da giovanissimo e nel corso della quasi decennale esperienza con una dimensione internazionale, esponendo le proprie creazioni nei più importanti luoghi della cultura di tutto il mondo, ma mai nella sua amata città natia: Bari.

La coscienza di una società votata al consumo, alle guerre, al disastro ecologico e alla povertà si traduce nelle opere di Biscardi in un linguaggio artistico che solo apparentemente cita la Pop art, ma che la tematizza con sguardo ironico e critico verso i miti della contemporaneità.
Arte come conoscenza e arricchimento culturale, moda come habitat e utopia, fotografia come funzione e armonia: la mostra mette a confronto i diversi aspetti della produzione di Biscardi in un percorso coerente, contrassegnato da un’assoluta fedeltà alla sua originale forma espressiva.
Biscardi affida, con naturalezza e creatività, lo sviluppo di ogni opera alla sua intuizione, all’equilibrio tra ispirazione, emotività e realizzazione ed è così che le unità minime del suo vocabolario artistico entrano in interazione dando vita a varie opportunità costruttive con uno stile costante e riconoscibile, rigoroso e creativo al tempo stesso.

In occasione del vernissage interverrà l’economista Nicolò Andreula che introdurrà l’opera “We are not your slaves”.

Andreula discuterà dell’importanza dell’arte e delle materie umanistiche nello “scenario planning”, una strategia di pianificazione a lungo termine usata con successo da governi ed aziende di tutto il mondo per prevedere e prepararsi al futuro.
In linea con alcuni trend di marketing e progresso tecnologico, l’artista ha rappresentato la provocazione di futuro distopico dello stesso Andreula: l’intelligenza artificiale sarà in grado di percepire ed elaborare emozioni autentiche, prefigurando uno scenario in cui il confine tra realtà virtuale e virtualità reale sarà così labile da essere annullato in una dimensione “phygitale”.

Marco Biscardi si è trasferito dall’East Side italiana (Bari), dov’è nato nel 1986, alla East Side americana (New York), dove ha vissuto e lavorato dopo essersi laureato in Arti visive e Cinematografia a Roma. Nella sua arte, che spesso prende le mosse dallo spunto fotografico, convergono elementi di critica alla contemporaneità e riflessioni estetiche sull’impatto che i media hanno sulla percezione del messaggio e del corpo.
Ha all’attivo oltre quaranta mostre tra Italia, Cina, Spagna, Stati Uniti e Caraibi.
Alle sue rassegne sono intervenuti, tra gli altri, critici d’arte del calibro di Vittorio Sgarbi, Daniele Radini Tedeschi, Giovanni Faccenda. 
Il suo nome è stato inserito nel Catalogo Mondadori d’arte moderna vol. 52, che racchiude i più grandi Maestri dell’arte italiana dal 1900 in poi. 
Nel dicembre 2016 è stato premiato a Roma con la targa riservata ai migliori artisti italiani dell’anno. Trattasi del Premio Nazionale d’arte contemporanea “MIGLIOR ARTISTA 2016”, organizzato da ArteMuseiRoma. 
Nell’ottobre 2017 espone alla BIENNALE DI VENEZIA, all’interno di Palazzo Albrizzi Capello, sede del Padiglione Guatemala, in occasione della mostra “Grazie Italia”. 
Nel 2018 è stato selezionato, con altri nove artisti provenienti da tutto il mondo, per partecipare all’ART VALLEY PROGRAM a Shanghai, organizzato da ICCI, TIAC, Jiao Tong University. Durante il mese di residenza, l’artista ha esposto i suoi lavori in tre mostre, ha tenuto speech e conferenze, ed è stato intervistato dalle principali reti televisive cinesi. 
Attualmente vive e lavora a Firenze. 

SCHEDA TECNICA
Mostra: Marco Biscardi Contemporary Art Exhibition
Titolo: Figliol prodigo
Inaugurazione: martedì 16 luglio 2019
Durata: 16 – 26 luglio 2019
Location: Sala Colonnato, Città Metropolitana di Bari – Lungomare Nazario Sauro, 29
Ufficio stampa: Federica Santillo ufficiostampa.marcobiscardi@gmail.com +393312734814
Instagram: @marcobiscardi
Sito web: biscardimarco.com
Contatti artista: marcobiscardi@hotmail.it +39 3804379276

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MARCO BISCARDI Solo Show
 Figliol prodigo
 July 16th, Bari (Italy)

Marco Biscardi, an artist that always followed his own rules, has continuously challenged himself since he was very young and during his ten years of experience as international artist, showing his artwork in the most important cultural hubs around the world. However, his artwork has never been showed in his beloved native city of Bari. Until now.
The awareness of a society devoted to consumerism, war, environmental disasters and poverty translates in Biscardi’s work in an artistic language that it seemed to be reserved for Pop Art, but with an added hint of irony and a critical look towards contemporary myths.
Art as knowledge and cultural enrichment, fashion as habitat and utopia, photography as functionality and harmony; this show blends the different aspects of the production of Biscardi in a comparative but coherent path, marked by absolute fidelity to his original form of expression.
Biscardi entrusts, naturally and creatively, the development of each artwork to his intuition, to the equilibrium between inspiration, emotions, and realization; and this is how the minimum units of his artistic vocabulary come into interaction, giving life to constructive opportunities with a constant and recognizable style, rigorous and creative at the same time.
On this occasion, the economist Niccolo Andreula will introduce the work “We Are Not Your Slaves”.
In line with marketing trends and technological progress, the artist represented Andreula’s own forecast of a dystopian future: artificial intelligence will be able to perceive and process authentic emotions, prefiguring a scenario in which the border between virtual reality and real virtuality will be so weak that both scenarios will blend, creating the “phygital” dimension.


“Amor terrae” a Locorotondo la mostra di Laurenzia Crescenzo

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amor terrae mostra laurenzia crescenzo

L’arte e la maestria dell’artista Laurenzia Crescenzo prendono vita nella sua personale d’arte dal titolo “Amor Terrae”.

La mostra, che sarà aperta al pubblico nel fantastico scenario architettonico della Chiesa della Madonna della Greca di Locorotondo per tutta l’estate 2019, avrà come soggetto principale uno dei simboli della Puglia: l’ulivo, simbolo di pace e di vita. Con i loroi tronchi modellati dal vento e le foglie di colore argenteo, gli ulivi secolari della Puglia rappresentano l’essenza di un intero territorio, capace di affascinare chiunque colga con gli occhi l’amore che gli uomini dovrebbero serbare per la propria terra. Grazie ad un allestimento minimal e al bianco degli interni della Chiesa della Madonna della Greca, gli ulivi dipinti dall’artista locorotondese risaltano con tutta la loro maestosità e bellezza tra le arcate delle navate laterali dell’edificio.

Inaugurazione 4 luglio 2019 – Largo Madonna della Greca, ore 21:00

La mostra resterà aperta dal 4 luglio al 30 settembre 2019, dalle ore 10:00 alle ore 21:00


Mostra personale d’arte di Accarò nella sala del colonnato del Palazzo della Provincia di Bari

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accaro mostra di antonio guardavaccaro

MOSTRA PERSONALE D’ARTE

BARI – PALAZZO DELLA PROVINCIA – SALA COLONNATO
Lungomare Nazario Sauro, 29 / Via Spalato, 19

Ingresso Libero

Guardavaccaro Antonio in arte “Accarò” nasce a Bari nel 1965, Artista poliedrico, eppure, in ogni suo dipinto emerge l’attenta ricerca introspettiva dettata da emotiva sensibilità, utilizza l’immagine reale dipinta quale veicolo per canalizzare l’attenzione, poi lascia al fruitore dell’opera la possibilità e lo spazio di andare oltre la bellezza apparente per iniziare il viaggio del coinvolgimento emotivo, per continuare il discorso, coglierne i significati e dare definizioni con intime sensazioni.
Una formazione da autodidatta gli consente di esprimersi liberamente con il suo personalissimo cromatismo, che sembra essere coniato per non lasciarci indifferenti. In queste opere ognuno può ritrovare se stesso, perché parlano al presente, illustrano la nostra vita. 
La sua unicità, risiede nella capacità di tradurre la realtà visiva in una sorta di realtà emotiva.

Con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari


“INCANTO PARTENOPEO” le opere di Guido Di Renzo in mostra alla Pinacoteca di Bari

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incanto partenopeo pinacoteca corrado giaquinto

La mostra “Incanto Partenopeo”, che si terrà dal 25 maggio al 1º dicembre presso la Pinacoteca metropolitana di Bari “Corrado Gianquinto”, fa seguito a un’importante donazione acquisita dalla Pinacoteca lo scorso 2016, consistente in 172 opere del pittore Guido Di Renzo, abruzzese di origine e napoletano per adozione e formazione artistica. Amico e allievo nel capoluogo partenopeo del salentino Giuseppe Casciaro, Di Renzo prese parte attiva alle principali rassegne artistiche del panorama nazionale nella prima metà del Novecento, riscuotendo in parecchie occasioni importanti riconoscimenti (tra questi, l’acquisto di suoi lavori da parte del re Vittorio Emanuele III e del Comune di Napoli).
La mostra – oltre centocinquanta opere tra dipinti e sculture – metterà a confronto le opere del Di Renzo con quelle del maestro e in seguito fraterno amico Casciaro, assieme a una scelta antologia dei rappresentanti della comunità artistica del Vomero, dai pittori Vincenzo Ciardo, Attilio Pratella, Luca Postiglione, Giuseppe Aprea, Francesco Galante e molti altri, agli scultori Tello Torelli, Filippo Cifariello e Francesco De Matteis, attraverso la ricostruzione evocativa di quei contesti espositivi affermatisi nella vita culturale napoletana della prima metà del Novecento.

Guido Di Renzo nasce a Chieti e negli anni giovanili riceve una prima formazione pittorica nella cerchia della sua città natale, probabilmente influenzato dal carisma di Francesco Paolo Michetti. Intorno al 1905-1907 si trasferisce a Napoli, dove – dopo una breve frequentazione dell’Accademia di Belle Arti – si perfeziona sotto la guida del pittore salentino Giuseppe Casciaro, senza tuttavia subire il fascino per l’uso dei pastelli. L’esordio all’ Esposizione Nazionale di Rimini nel 1909 dà l’avvio a una intensa attività espositiva. Prende parte a numerose rassegne in ambito nazionale e internazionale tra cui diverse edizioni della Società Promotrice napoletana “Salvator Rosa” (dal 1911 al 1924), tre mostre annuali della Società Permanente di Milano (dal 1914 al 1916) e due Esposizioni Nazionali d’Arte di Brera, sempre a Milano (1914 e 1923). A queste si aggiunge l’unica personale allestita dal pittore nel corso della sua carriera, presso i locali dell’Associazione Abruzzese – Molisana, nel 1929, nella quale espone 73 opere.

Dopo l’ultima mostra napoletana del 1931, per ragioni non chiare Di Renzo entra in uno stato di profonda depressione che lo porta a interrompere drasticamente le sue partecipazioni alle mostre collettive e nel giro di pochi anni persino a smettere di dipingere. Muore, solo e dimenticato, all’Ospedale degli Incurabili di Napoli nel 1956.
Pittore di solida tradizione accademica, Guido Di Renzo ha un repertorio costituito da ritratti, nature morte e soprattutto paesaggi dell’Appennino abruzzese, delle località di Napoli e del Golfo, vedute del porto e marine.

In seguito alla donazione da parte del nipote Ugo Feliziani, la Pinacoteca Metropolitana di Bari conserva un cospicuo numero di opere dell’ artista; altri lavori si trovano nel Museo del Circolo Artistico Politecnico e nelle collezioni dei Musei Civici di Napoli.
Come raggiungerla
Segnaliamo che alla Pinacoteca  metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere il centro città col taxi o col terminal), pullman provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all’ex Palazzo della Provincia. Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e da lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

Luogo:
Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, Via Spalato, 19/Lungomare Nazario Sauro, 27 (IV piano), Bari
Date:
25/05/2019 – 01/12/2019
Orario:
dal martedì al sabato 09,00 – 19.00 (ultimo ingresso consentito ore 18:30)
domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30)
lunedì e festività infrasettimanali chiuso
Costi:
Intero € 3; ridotto € 0,50; gratuito la prima domenica del mese
Sito web:
www.pinacotecabari.it


Renato Rizzi “Lampedusa, la Cattedrale di Solomon”

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renato rizzi LAMPEDUSA LA CATTEDRALE DI SOLOMON

RENATO RIZZI
“LAMPEDUSA, LA CATTEDRALE DI SOLOMON”

Mostra di Architettura

dal 23.05 al 23.06.2019
Museo della Fotografia
Politecnico di Bari

Inaugurazione mostra di architettura 23.05.19

Introduce:
Mariangela TURCHIARULO – Politecnico di Bari
Alvise RITTÀ ZILIOTTO – Università Iuav di Venezia
Claudia SANSÒ – Università di Napoli Federico II

Organizzazione e progetto di allestimento:
Francesca Delia DEROSA, Renè SOLETI, Luca TOMMASI, Valentina VACCA, Marco VENEZIANI _Politecnico di Bari I Dipartimento dICAR I Dottorato di ricerca: Conoscenza e Innovazione nel Progetto per il Patrimonio

Ingresso Libero

Info. 0805963415


“I colori delle Emozioni” mostra personale d’arte di Accarò

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i colori delle emozioni mostra personale accaro

Mostra d’arte personale dedicata alla pittura
“I colori delle Emozioni” di Accarò

INGRESSO LIBERO

Con il patrocinio del Comune di Triggiano

Inaugurazione ore 18:00 del giorno 11 Maggio
Piazza Vittorio veneto n.46 – Triggiano (Bari)

Orari:
tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 21:00;
domenica 12 Maggio dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 18:00 alle 21:00