Duli Caja, mostra personale al Museo Civico

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Duli Caja mostra personale al Museo Civico

BARI – Inaugura domani 9 gennaio ore 18.00 l’esposizione personale del pittore Duli Caja.

Un sarto migrante che attraverso le sue 20 opere speciali in mostra racconta la sua storia.

Duli Caja è arrivato in Italia negli anni Novanta su una nave di migranti.
Un destino che lui stesso ha rappresentato in un’opera fitta di bottoni intitolata “Esodo”. L’arazzo, realizzato, nel 2014, con scampoli di tessuto colorato e composto da circa diciottomila bottoncini cuciti sulla stoffa (tante le persone presenti sulla nave Vlora nell’Agosto 1991) è stato donato al Comune di Bari ed ora è esposto nella Sala Giunta di Palazzo di Città.

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 9.30 alle 13.30.


TONY PRAYER “Da l’oleastro alla raccolta delle olive”, mostra personale al Museo Civico di Bari

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Tony Prayer Da l’oleastro alla raccolta delle olive

dal 3 al 28 febbraio 2023

Museo Civico di Bari
Inaugura venerdì 3 febbraio ore 17.30, fino al 28 febbraio, la mostra personale del pittore pugliese

Tony Prayer “Da l’oleastro alla raccolta delle olive”.

Da l’oleastro alla raccolta delle olive si inserisce nel percorso di valorizzazione degli artisti del territorio che il museo e l’amministrazione comunale stanno compiendo. La mostra è stata realizzata anche grazie ai suggerimenti di Paola Bibbò, già direttrice del museo, che fin dal primo momento ha sostenuto l’iniziativa.
Tony Prayer, artista poliedrico, pittore, grafico, illustratore, appartiene alla famiglia di artisti veneziani giunti a Bari nel 1915, il cui cognome rievoca gli affreschi dei luoghi più importanti della città come Palazzo Ateneo, Teatro Kursaal Santalucia, aula consiliare del Municipio e Palazzo della Prefettura.

Prayer ci consegna opere che rievocano miti e simboli legati al fluire dei secoli, di una realtà storica legata alla cultura dell’ulivo presente nell’intero bacino del Mediterraneo.
Da l’oleastro alla raccolta delle olive è un omaggio all’ulivo sacro agli dèi, amato dagli antichi, celebrato nella Bibbia, ricco di significati simbolici e prezioso per l’olio che produce.
Tony Prayer, innamorato dell’ulivo dopo essersi avvicinato al mondo contadino, lo rende oggetto della sua arte.

Gli studi finemente elaborati nel corso di un trentennio, frutto di minuziosa ricerca e di
paziente e scrupolosa accuratezza, testimoniano la particolare tensione e il totale coinvolgimento dell’artista. Tensione e coinvolgimento che lo hanno spinto a realizzare, con tecnica raffinata ed esuberante splendore di colori, un ciclo di dipinti rivelatori di matrici ancestrali e radicate tradizioni.

La mostra è allestita nelle due sale temporanee del museo e consta di oltre 30 opere, olio su tela, acrilico e tecnica mista. Grandi dipinti e bozzetti che comunicano sensazioni ed emozioni silenti ma eloquenti e che rivelano l’essenza più vera e profonda dell’animo dell’artista.

Di un caldo colore oro antico, gli ulivi vivono sui terreni più aspri con i loro imponenti tronchi dolorosamente contorti e feriti dal gelo e dell’arsura. Vasti campi di ulivi pugliesi ognuno con la sua particolare identità che portano sulle spalle secoli di miti, di simboli e di storia.

Per l’occasione sarà presentato l’8° catalogo dei “Documenti del Museo” edito da Mario Adda Editore.

La mostra sarà aperta al pubblico secondo gli orari del museo, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alla 13.30e dalle 16.30 alle 19.30; domenica dalle 9.30 alla 13.30. Il biglietto d’ingresso al museo (intero 5.00€, ridotto 3.00€) comprende la visita alla mostra.

La prenotazione è necessaria solo per i gruppi superiori a 10 visitatori.
Info: 0805772362, info@museocivicobari.it, www.museocivicobari.it


AFTERGLOW mostra personale di Ursula Palla

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AFTERGLOW mostra personale di Ursula Palla

AFTERGLOW | Ursula Palla

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con AFTERGLOW, la mostra personale dell’artista svizzera Ursula Palla.
Ursula Palla , nata a Coira , ha studiato disegno e pittura alla F+F School for Art and Design di Zurigo, dove ha poi insegnato videoarte fino al 1999. È stata assistente di Pipilotti Rist. Nel 1994 ha co-fondato il gruppo performativo Cooperation Projekt X a Zurigo, del quale ha fatto parte fino al 2002. Vive e lavora a Zurigo.
Dal 1992 ha partecipato regolarmente a mostre personali e collettive e festival di video in Svizzera e all’estero. Determinanti per la sua carriera di artista sono state anche le borse di studio e i progetti che esplorano le relazioni fra arte e architettura. Le sue opere si trovano in tutta Europa in rinomate collezioni private e museali come il Gemeente Museum dell’Aia, lo ZKM Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe e il Kunsthaus Zürich.
Dopo il 2000 l’artificialità della Natura si cristallizza sempre più chiaramente come tema centrale della sua opera multimediale. Sotto forma di video e sculture in bronzo, a volte raggruppate in installazioni, mette in discussione criticamente l’appropriazione e la manipolazione della natura da parte dell’uomo, perché “il nostro paesaggio oggi è molto cambiato ed è sovracostruito, i paesaggi naturali sono diventati rari e abbiamo sviluppato la capacità di vedere in modo selettivo. Eliminiamo ciò che disturba, lo trascuriamo o lo trasfiguriamo” – afferma l’artista.
I suoi lavori, preceduti da accurate ricerche, ad un primo sguardo incantano sul piano formale-estetico , anche perché l’artista utilizza materiali effimeri come zucchero fuso, neve , polvere di carbone ma a un esame più attento, il bell’aspetto cade a pezzi per le contraddizioni che emergono dai dettagli, Illusione e realtà finiscono così con entrare in un rapporto di tensione rivelando completamente la profondità e l’urgenza del suo lavoro.
Le opere in mostra ci ricordano la nostra responsabilità rispetto all’ambiente. La video installazione “ The Bird” mostra un gufo che vuole volare via, benché sia legato per le zampe.
In una stanza vediamo l’installazione “The Moon in my Pocket”, tronchi d’albero scorticati rappresentano una foresta sterile, in cui sono stati proiettati brandelli di vestiti svolazzanti. Può essere vista come un paesaggio surreale, che richiama la desolazione e il decadimento della nostra civiltà .Gli spettatori sono invitati ancora una volta a interrogarsi sul rapporto dell’uomo con la Natura.
L’installazione “Thousand” è costituita da diversi schermi ammucchiati sul pavimento, a guisa di formicaio, che mostrano delle formiche che tagliano e divorano la banconota da mille franchi svizzera che tra l’altro recava rappresentato proprio questo insetto. “Noi sappiamo che il denaro non può essere distrutto perché appartiene alla Banca Nazionale. Ma perché allora – si chiede l’artista- abbiamo la presunzione di distruggere esseri viventi come le formiche?”
Questo lavoro è ispirato alla storia di una donna di Shanghai, che nascondeva i suoi risparmi nel materasso. Dopo un po’ si è resa conto che ne erano rimasti solo dei resti. Il video mostra le formiche mangiafoglie al lavoro, possono tagliare una banconota da mille franchi in piccoli pezzi e trasportarne i brandelli di carta che vengono utilizzati come humus per la coltivazione di colture fungine.
“L’opera diventa così metafora del potere di una Natura che si avvale delle conquiste dell’umanità al fine di dimostrarne l’intrinseca precarietà “(Andrea Jahn).
L’installazione “Herbs ad Weeds” è un’opera site-specific. Vediamo sulla parete il ramo di una pianta infestante come l’ortica, rappresentata con della sabbia, che si protende verso l’alto e verso il basso, il pavimento; il lavoro riflette la complessità della relazione che lega l’uomo alla Natura basata sull’ambivalenza e l’instabilità. È un gioco millenario che si consuma nell’alternanza tra odio e amore, in un territorio dove la dimensione materiale e quella immaginaria si confondono reciprocamente.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 15 ottobre, 2022, ore 19.00

Periodo
15 ottobre – 15 dicembre 2022

Orario di apertura
Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Info
3348714094 – 3925985840
https://info@muratcentoventidue.com
https://www.muratcentoventidue.com
https://www.facebook.com/MuratcentoventidueArtecontemporanea
https://www.instagram.com/muratcentoventidue_bari


“Donne, Mare, Sud e altre storie” nel cuore di Bari vecchia la mostra personale di Telegrafo

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Donne, Mare, Sud e altre storie

Illustrazioni di Tagrafo in mostra
Dal 6 al 16 ottobre 2022 – Chiesa Santa Teresa dei Maschi, Bari

Nel cuore di Bari Vecchia, la mostra personale dell’illustratore barese Tagrafo
fissa istantanee di donne, storie, momenti attraverso tratti
ispirati all’estate torrida della Puglia.

Oltre 20 illustrazioni originali, edite e inedite, come istantanee di momenti di vita quotidiana, dove le protagoniste, incuranti dell’osservatore, raccontano le proprie storie con la sola presenza sulla scena. Si intitola “Donne, Mare, Sud – e altre storie…” ed è la mostra personale del grafico e illustratore barese Tagrafo, ospitata dal 6 al 16 ottobre 2022 presso la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi (Str. Santa Teresa dei Maschi, 26), nel cuore della città vecchia di Bari.
Una raccolta di illustrazioni che, implicitamente o esplicitamente, suggeriscono le storie racchiuse al loro interno, lasciando al visitatore le coordinate per potersi inoltrare nella scena e comprendere o immaginare il contesto nascosto oltre i limiti della cornice. Protagoniste assolute sono le donne e il loro corpo che dialoga geometricamente con il fluire del mare, del vento, del cielo e del tempo che passa piano. E poi ancora più lentamente, un divano come una culla, una finestra come un orizzonte, un gatto rosso come la chioma di una donna addormentata. Il tutto, secondo un gioco di richiami fatto di linee, colori ed elementi ricorrenti che rendono ogni illustrazione una storia autonoma, ma inevitabilmente legata alle altre.
Richiami evocativi che partono dalle ambientazioni, la cui ispirazione affonda le radici nell’estate torrida della Puglia: stagione d’amore primordiale, fatta di silenzi, sussurri e chiassose solitudini. Dove il mare entra dalla finestra socchiusa e ci naviga dentro una tenda bianca. Quando il colore più bello è l’invisibile di una cicala che segna il ticchettio, fino al prossimo risveglio. E poi viene la sera…
Il percorso espositivo si divide in tre sezioni: la prima, e principale, raccoglie momenti che narrano storie di donne, amori, solitudini e acqua; seguono, poi, “Altre storie” e “People”, una raccolta di immagini significative per l’autore e di ritratti. Infine, come ultimo dono al visitatore, Tagrafo espone alcune tavole a fumetti a sua firma.
Tutte le opere in mostra sono accompagnate da QR-code che permettono di ascoltare con le proprie cuffie la colonna sonora scelta da Tagrafo per ciascuna tappa del percorso: canzoni che hanno ispirato le atmosfere delle illustrazioni o che semplicemente hanno accompagnato in modo fondamentale la produzione dell’opera stessa.
La mostra è organizzata in collaborazione con Vallisa Cultura, grazie alla preziosa supervisione di Saverio Fiore e del maestro Miguel Gomez. Con l’amichevole supporto del Centro Studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio.

Tagrafo (Tommaso Armenise) classe 1978. Nato a Bari, dove vive e lavora nel campo della grafica pubblicitaria e delle arti visive. Un amore incondizionato per il racconto di storie attraverso qualsiasi forma, lo porta negli anni a confrontarsi con vari linguaggi. Il colpo di fulmine arriva in tenera età con i fumetti e l’illustrazione, a cui tornerà in varie fasi della vita come si torna da un’amante non troppo possessiva. Sperimenta la scrittura creativa per il teatro e per le sceneggiature di alcuni cortometraggi di cui cura la regia (Ave Maria, Vitreo). Il suo racconto “Il mattino ha l’oro in bocca”, viene inserito nella raccolta di giovani autori “Corto testo 2005”; nel 2016 termina il suo primo romanzo “L’incredibile storia di Fedele Raccatto…che nemmeno lui sapeva”. Numerosi i riconoscimenti professionali ricevuti nel campo grafico, tra cui spicca il brand design commissionato dal Ministero degli Esteri del logo degli Istituti Italiani di Cultura in tutto il mondo.

Dal 6 al 16 ottobre 2022
Chiesa Santa Teresa dei Maschi, Strada Santa Teresa dei Maschi 26, Bari

Dal martedì al sabato: ore 10.30/13:00 – 15.00/19.00
Domenica: ore 9.30/12.00
Lunedì: chiuso
Ingresso gratuito, con contributo spontaneo.
Info:
Tel. 345.188.49.59
Email: tagrafo@gmail.com


“YOU ARE MOVING YOUR HEART” mostra personale di Kaia Hugin

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YOU ARE MOVING YOUR HEART Kaia Hugin

Muratcentoventidue Artecontemporanea – Bari

YOU ARE MOVING YOUR HEART

Kaia Hugin

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con «YOU ARE MOVING YOUR HEART», la mostra personale dell’artista norvegese Kaia Hugin.
Il lavoro di Kaia Hugin ci sembra sia la dimostrazione della complessità e della ricchezza della produzione artistica nordica di questi ultimi decenni e la nostra associazione è particolarmente lieta di poterlo proporre.
Kaia Hugin (nata nel 1975) si è laureata alla Bergen Academy of Art and Design nel 2011 e attualmente vive e lavora in Norvegia a Drøbak.
L’artista, che esplora in maniera trasversale la danza contemporanea, la performance e la video arte, lavora dal 2008 ad una serie di video intitolata “Motholic Mobbles”, una riflessione su temi esistenziali attraverso l’esplorazione del movimento e dello spazio.
Il titolo Motholic Mobbles è un concept costruito dall’artista stessa. È una costruzione linguistica che suggerisce qualcosa di frammentario e incontrollato. La parola “motilità” è comunemente usata in medicina per denotare movimenti muscolari involontari nel nostro corpo, “Mobble” può essere tradotto come balbettio, un flusso incoerente senza fine.
La sua opera si pone all’interno di una tradizione di intersezioni tra antropologia e cinema sperimentale, a partire dalla lezione di Maya Deren , che a metà del secolo scorso ha sperimentato combinazioni di film, coreografia e movimento con effetti surreali e molto personali. Nei «mobbles» di Hugin, il personaggio principale, come le figure femminili di Deren, compie una varietà di atti (compulsivi): si appende, levita, galleggia, cammina all’indietro o scava con il suo corpo una buca nel terreno.
L’arte di Kaia Hugin è radicata in un mondo in cui il fisico e il reale – il corpo, la natura e la gravità – si fondono con la logica dei sogni e l’esperienza astratta.
L’artista utilizza lo spazio, il tempo e il corpo come elementi compositivi della sua partizione visiva; tutto è trattato con un ironico gioco ritmico di ripetizioni e ralenti e le braccia protese, lo scivolare continuo dei corpi, gli sguardi trasognati, sottolineano l’uscita dall’ordinario. I film basati sulla performance creano un’esperienza di un mondo alieno, un universo in cui si applicano altre regole e leggi di gravità. Nel tentativo di cogliere le esperienze psicologiche e corporee, si apre una storia surreale e distopica, ma anche oscura e umoristica sulle paure dell’uomo e sul desiderio e la possibilità di autodeterminazione.
Nei primi due video della serie Motholic Mobbles , proposti in questa mostra, incontriamo un personaggio femminile, interpretato dall’artista , che compie atti assurdi e apparentemente irrazionali. La vediamo in un bellissimo paesaggio di montagna dove ha scavato una buca nel terreno giacendo in posizione fetale e in una stanza gelida mentre si tiene in equilibrio con l’addome su uno sgabello e allo stesso tempo fa , come se nuotasse, grandi bracciate nell’aria.
C’è qualcosa di ambiguo nei suoi movimenti potenti e ripetitivi che tuttavia non modificano la sua posizione . È come un incubo dove corri, ma non è così in realtà. Secondo l’artista, l’opera parla della condizione umana , della fragilità e allo stesso tempo della forza dell’uomo , e della ricerca continua di equilibrio in un’esistenza altrimenti caotica.
Nel nuovissimo film di Motholic Mobble ( part 11) incontriamo l’artista (protagonista come al solito) in una fitta foresta norvegese, che si arrampica su un grande albero di abete rosso. il set è abbastanza semplice: una donna e un albero , ma durante i quasi 15 minuti di durata del film si compie un viaggio , simbiotico e caotico in cui la protagonista cade e risale.. e ci pone di fronte a sentimenti come la solitudine, la ricerca della libertà e il senso di affiliazione con la natura.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 28 maggio, 2022, ore 19.30

Periodo
28 maggio – 15 luglio 2022

Orario di apertura
Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Info
3348714094 – 3925985840
http://info@muratcentoventidue.com
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http://www.facebook.com/MuratcentoventidueArtecontemporanea
https://www.instagram.com/muratcentoventidue_bari

CV
Kaia Hugin è nata a Oslo nel 1975. Si è laureata in Belle Arti presso l’Accademia Nazionale delle Arti di Bergen, in Norvegia, nel 2011. Ha anche un background di danza contemporanea e studi in Storia dell’Arte. Hugin ha esposto il suo lavoro, tra l’altro, alla Whitechapel Gallery di Londra, Regno Unito, La Capella a Barcellona ( ES), Frankfurter Kunstverein ( DE), LOOP a Barcellona (ES), Hayward Gallery, Regno Unito, Galleria Luda a San Pietroburgo( RU), Stiftelsen 3,14 a Bergen (NO), Sassari( IT), e The Annual Autumn Exhibition a Oslo ( NO). Le mostre personali includono Muratcentoventidue Artecontemporanea a Bari, IT (2011), Oslo Fine Art Society, NO (2013), Museo Vigeland, NO (2015), Fotogalleriet Format a Malmö,( SE) (2016), Sandefjord Fine Art Society, NO (1017) e North Norwegian Art Center ( NO) (2017).


Monopoli, SOTTO LE PALPEBRE DEL GIORNO mostra personale di Erich Turroni

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sotto le palpebre del giorno monopoli erich turroni

Il Comune di Monopoli
Assessorato alla Cultura

in collaborazione con la
Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare

presenta:

SOTTO LE PALPEBRE DEL GIORNO
• OMAGGIO A KURT VONNEGUT •

mostra personale di Erich Turroni

a cura di Roberto Lacarbonara

Inaugurazione: Lunedì 25 aprile 2022, ore 11:00

“Verso la fine della seconda guerra mondiale Billy Pilgrim, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, dovette assistere al bombardamento di Dresda dall’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita a deposito di carni”.

“Sotto le palpebre del giorno” è una mostra personale di Erich Turroni (Cesena, 1976), a cura di Roberto Lacarbonara, in occasione del centenario di uno dei più grandi narratori del Novecento, Kurt Vonnegut (1922-2007), autore del romanzo Mattatoio N° 5 o La Crociata dei Bambini (1969), tra i massimi documenti dedicati alle atroci vicende della Seconda Guerra Mondiale.

Ideata e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli in collaborazione con la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, la mostra, ospitata nei Rifugi Antiaerei al centro della città di Monopoli, rievoca le suggestioni del conflitto attraverso il linguaggio scarnificato, decadente e consunto della scultura di Turroni, autore che, attraverso la manipolazione di resine e altri materiali sintetici, ridefinisce il complesso spazio dei sotterranei nei termini di un deposito di corpi, carni e frammenti anatomici evocati nella bianchezza spettrale delle superfici.
Dieci sculture e una galleria di grandi ritratti a sanguigna, che emergono evanescenti da strati diafani di vetroresina, occupano le gallerie e l’antica infermeria dei Rifugi, evocando presenze, disincarnate e cristallizzate, dalla stessa consistenza e sembianza delle rocce da cui sembrano affiorare.
Elementi appena definiti, sbozzati, quasi calcificati nelle asperità della materia, eppure capaci di comporre un percorso che riporta lo spettatore in una dimensione trasognata e surreale. Una mostra di grande intensità e dalla forte componente emotiva, in grado di definire un allestimento “drama-specific” che, ripensando la storia del luogo, ne rende omaggio con sensibilità e delicatezza.
La mostra è intervallata dalla presenza di brevi estratti del romanzo di Kurt Vonnegut: una partitura che riattualizza la narrazione storica attraverso le vicende più dissonanti e stridenti dell’attualità.

Nota biografica
Erich Turroni è nato a Cesena nel 1976; vive e lavora a Gambettola (FC). La sua ricerca artistica in ambito scultoreo e pittorico è caratterizzata dall’utilizzo di materiali e tecniche di origine sintetica e industriale, dal poliestere alla vetroresina ed altre materie plastiche.
Tra le mostre recenti le collettive a Bologna, Parma e Asti e le mostre personali a Faenza (2001), Gambettola (2003 e 2005), Forlì (2006), Fano (2008,2021), Cesena (2009,2012), Modena (2009), Rimini (2016), Parigi (2018). Nel 2007 esegue gli elementi scenografici di uno spettacolo per la compagnia “Motus” e nel 2011 collabora con la compagnia “Teatro Valdoca”. Nel 2008 partecipa alla XV Quadriennale di Roma al Palazzo delle Esposizioni. Nel 2021 è ospite della rassegna Phest | Festival di fotografia e arte contemporanea di Monopoli con un intervento scultoreo collocato nelle profondità del mare di Cala Porta Vecchia.

Erich Turroni
Sotto le palpebre del giorno | Omaggio a Kurt Vonnegut
a cura di Roberto Lacarbonara

Rifugi Antiaerei Bunker Museum
Monopoli, Piazza Vittorio Emanuele
Dal 25 aprile al 30 settembre 2022, venerdì e sabato ore 17-20, domenica e festivi anche ore 10-12.
Opening: lunedì 25 aprile, ore 11.00

Organizzazione: Comune di Monopoli, Assessorato alla Cultura
In collaborazione con: Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare
Catalogo: Sfera Edizioni (Bari, 2022)


“LIMITI” mostra personale di ELISABETTA DI SOPRA

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elisabetta di sopra limiti

MURATCENTOVENTIDUE ARTECONTEMPORANEA presenta:
“LIMITI”
ELISABETTA DI SOPRA

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con Limiti, la mostra personale di Elisabetta Di Sopra.
Dar volto alla complessità dell’identità femminile affrontandone le infinite varianti e contraddizioni sembra essere la sfida di numerose artiste della scena contemporanea. Molte scelgono il linguaggio visivo del video come strumento critico privilegiato attraverso cui ridefinire l’immagine femminile, analizzando argomenti quali solitudine, rapporti interpersonali, amore, dolore e per mettere in scena il tema del corpo e dei diversi livelli di comunicazione a esso legati.
Ne è un esempio, la ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra che si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video con una narrazione caratterizzata da azioni semplici ed incisive che mettono in luce le dinamiche psicologiche sottese alla vita quotidiana, alle relazioni familiari, al corpo femminile e ai ruoli sociali. Il corpo, che parla attraverso gesti minimali, è alla base del suo lavoro, diventando metafora del nostro essere al mondo.
La mostra raccoglie due video installazioni Il Limite e Dipendenza Sensibile , e una serie di stampe fotografiche di alcuni dei più significativi fotogrammi delle due opere.
L’artista arriva a tematizzare l’età del declino della vita umana, esplorando l’età della piena maturità. E’ difficile riabilitare l’età avanzata della vita quando la retorica quotidiana è saldamente ancorata al culto dell’eterna giovinezza, esortando alla cura del corpo come profilassi anti-aging, termini come “anti-invecchiamento” danno l’impressione che l’invecchiamento sia qualcosa di patologico. Il culto prevalente della giovinezza si sforza di nascondere le tracce dell’invecchiamento: l’orgoglio di poter invecchiare è allora solo una favola? l’artista sembra dirci di no e ricordarci con i due video che, al di là degli stereotipi negativi, l’età significa anche potere, esperienza, saggezza, contemplazione, brama di vita e trionfo sulle convenzioni sociali.
Sceglie di esporre immagini di “over 60” che “irradiano forza, bellezza, la potenza dell’ultimo periodo della propria vita.
La prima opera è un video-trittico intitolato Il Limite, esposto nei mesi scorsi negli spazi del Museo Archeologico di Venezia in Piazza San Marco, tra statue femminili di età imperiale romana e i tre Galati delle raccolte Grimani. Mostra la posa di una modella esperta nell’aula di Anatomia Artistica dell’Accademia di Belle arti, ancora una posa, anche se gli studenti sono assenti.
L’artista ritorna effettivamente nei luoghi della formazione: un’aula dove si svolge l’insegnamento di Anatomia Artistica diventa il luogo della messa in scena per una lezione animata solo dalle lente movenze di una modella in posa. Le posture assunte dalla modella durante una lezione di anatomia vengono evidenziate grazie alla capacità di osservazione dell’artista; la pluralità dei punti di vista viene restituita dall’utilizzo di più schermi che compongono una sorta di trittico.
Elisabetta ne analizza il vibrato sottile nel perdurare della posizione: figura intera nel monitor centrale, dettagli in quelli laterali.
L’ artista propone anche una serie di foto che fissano alcuni momenti del video enfatizzando la bellezza e la nudità segnata, ma non piegata dal tempo della modella, sono immagini di una semplicità poetica e potente da cui emerge la verità di un corpo umano resistente e resiliente.
Se nel video Il Limite la modella, si mette alla prova verificando la sua resistenza nel mantenere una posa statica nonostante la sua età, nell’altra opera Dipendenza Sensibile, un pugile, anche lui non più giovane, in perenne movimento, continua ad esercitarsi liberando una quantità di energia che per assurdo sarebbe in grado di muovere le foglie da un albero, far scendere una goccia dal vetro, sgretolare una parete rocciosa. Si tratta pur sempre di resistenza e di eroismo dei due protagonisti che sfidando lo scorrere del tempo, chi con l’azione chi con l’immobilità, danno prova che la forza di volontà e la determinazione prevalgono sul corpo, dominandolo.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 12 marzo, 2022, ore 19.00

Periodo
12 marzo – 30 aprile 2022

Orario di apertura
Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Info
3348714094 – 392.5985840
http://info@muratcentoventidue.com
http://www.muratcentoventidue.com
http://www.facebook.com/MuratcentoventidueArtecontemporanea
https://www.instagram.com/muratcentoventidue_bari

CV
Elisabetta Di Sopra è nata nel 1969 a Pordenone. Vive e lavora a Venezia. Attualmente è curatrice del concorso di video arte Maurizio Cosua, nell’ambito del festival Francesco Pasinetti. Collabora con l’Università Ca’ Foscari per il Festival del Cortometraggio nella promozione della video arte e con l’Associazione Italiana di Cultura Archivio Carlo Montanaro alla Fabbrica del Vedere di Venezia.
Tra le sue mostre personali: 2021- IL LIMITE, videoinstallazione, Museo Archeologico Nazionale di Venezia -RITRATTO DI ANNA PONTI. TRE VITE IN UNA, Ateneo Veneto, Venezia; CHILD ABUSE, Mostra cinematografica d’arte contemporanea a cura di Eleonora Frattarol-Collectif -2020- Segrete tracce di memoria XII ed. a cura di Virginia Monteverde, Palazzo Ducale. Genova; Trentatrè Stelline, a cura di Valentina Tebala, Angela Pellicanò, Paola Miriam Russo. Pico, Palazzo della Cultura. Reggio Calabria; LINKS, Etherea Art Gallery, Genova-2019- CEILINGS MEDEA VOCI |Teatro Comunale di Catanzaro a cura di Giovanni Carpanzano;LA CURA, MACROAsilo – Museo d’Arte Contemporanea Roma; The Care, galleria Muratcentoventodue, Bari- I Am my Body, I Am my Memory ACTION HYBRIDE; Officine Forte Marghera – Venezia – I Corpi Invisibili; Co-Arter Glass Theatre; AZIONE IBRIDA Parigi, Francia; Libere tutte- a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi. Casa Testori Novate Milanese; Collettiva, AZIONE IBRIDA. Proiezione di video, Parigi- 2018: PIETAS, a cura di Daniele Capra, Galleria Bugno, Venezia; Autoritratto, MACROAsilo, Roma; #liberadiesseredonna, Teatro Verdi, Pordenone; i 2017: Possibili Sensi, a cura di Chiara Tavella, Galleria PArCo, Pordenone; nel 2015 Temporaneo, a cura di Giulia Bortoluzzi, galleria 3D, Venezia; Tra le sue collettive: nel 2018 ,Body concrete, a cura di Laura Gottlob, Museoteatro della Commenda, Genova; Restless Waters, Italian Videoart, a cura di Silvia Grandi, Perama (G); Annuario Videoart, a cura di Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi, Dams, Bologna; nel 2017 Karachi Biennale, a cura di Paolo De Grandis, Karachi (PK); nel 2016 Le stanze dei frayanti, a cura di Simona Caramia, Museo Marca, Catanzaro; nel 2015 Body Interference, a cura di Laura Carlotta Gottlob, Künstlerhaus, Wien; nel 2014 Recto/Verso, a cura di Ilaria Marghutti, CasermaArcheologica, Sansepolcro (Ar); nel 2013 Progetto 100×100= 900, Zeta Center for Contemporary Art, Tirana (AL); Chi controlla i controllori?, a cura di Francesco Lucifera, Galleria Clou, Ragusa; Body in abstraction, a cura di Laura Carlotta Gottlob, St John’s College, Oxford (UK); Hetero Q.B., a cura di Emilia Tavares e Paula Roush, Museu Nacional de Arte Contemporânea do Chiado, Lisbona (P); Premio Terna 05, a cura di Cristiana Collu e Gianluca Marziani, Roma; nel 2012 Videospritz (con Igor Imhoff), a cura di Paola Bristot e Daniele Capra, Studio Tommaseo, Trieste; De rerum natura, a cura di Daniele Capra, Lab 610 XL, Sovramonte (Bl); Norme per la rivoluzione, Rassegna di videoarte, a cura di Bruno Di Marino, Volksbühne, Berlino (D); Idrografie, a cura di Chiara Tavella, ex convento di San Francesco, Pordenone; Arsprima, Rassegna di videoarte, a cura di Alessandro Trabucco, Nur Gallery, Milano; Per-Lumina, a cura di Luigi Viola, Palazzo dei Battuti, San Vito al Tagliamento (Pn); Let the body play, a cura di Daniela Santellani, Katia Baraldi, Galleria Jarach, Venezia.


“TEMPORA” mostra personale di Marialuisa Sabato

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TEMPORA mostra personale di Marialuisa Sabato

TEMPORA
Dal 4 al 18 dicembre 2021 presso Santa Teresa dei Maschi a Bari.
Inaugurazione sabato 4 dicembre 2021 ore 18.30, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Culturali e Turistiche, Ines Pierucci.
La mostra è curata da Miguel Gomez, Art Director di Bibart Biennale Internazionale di Bari e area Metropolitana.
Dal martedi al venerdi ore 10.00/13.00  17.00/20.00
Sabato e domenica 10.00/20.00
Ingresso gratuito

Marialuisa Sabato in questa mostra personale esprime la sua  sensibilità  attraverso la raffigurazione della forza di forme, luci, colori e atmosfere che ci fanno porre una domanda: dove risiede il sovrannaturale che ha creato la natura del mondo?
L’artista in questo percorso pittorico si trasforma in narratore di immagini ad impatto emotivo, nella sua narrazione il cromatismo diviene parola che si trasforma, come in una classica favola, in sentimento arcaico, ossia quel sentire che è riposto in noi dall’inizio del tempo.

Lo spettatore si trova innanzi ad una doppia creazione, un’opera nell’opera senza contrasti forti ma passaggi cromatici contrastanti che si dissolvono e fondo gli uni negli altri, consentendo di dare vita ad un ‘opera coinvolgente non solo visivamente, ma capace di coinvolgere lo spettatore in una dinamica di compartecipazione emotiva.


PINO PROCOPIO – Mostra personale

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pino procopio mostra personale bari

PINO PROCOPIO – Mostra personale a Bari
dal 30 ottobre al 30 novembre 2021

Inaugurazione

Sabato 30 ottobre 2021, ore 18:30
_ alla presenza del maestro _

INTERVENTO CRITICO DI SARA MAFFEI – storica dell’arte

Dal 30 ottobre al 30 novembre 2021, presso la Contemporanea Galleria d’Arte di Bari, sarà possibile ammirare la produzione artistica del maestro Pino Procopio, uno degli artisti più significativi del panorama contemporaneo. La mostra è curata dal gallerista Giuseppe Benvenuto ed accoglie più di 30 esuberanti illustrazioni, all’insegna di un’evasione onirica dal sapore fiabesco.
Dopo un esordio artistico in terra Calabra, è a Roma che l’artista delinea nitidamente la fisionomia del proprio linguaggio, maturando uno stile singolare tale da renderlo inconfondibile.
Bizzarri, eccentrici e sgargianti, i personaggi che albergano le tele del maestro risaltano all’occhio per il loro vigoroso dinamismo cromatico, declinato nelle diverse intensità delle tinte accese. Esseri stravaganti e pregnanti di energia visionaria, le creature dell’artista si manifestano entro un’atmosfera sospesa, collocandosi fuori dal tempo e dallo spazio. Si tratta di un tempo interiore, al di là del presente. Un tempo dell’immaginazione, il trionfo del sogno. Altresì lo spazio è modulato sulle corde di un’intonazione sognante, lasciando emergere la densità di un mondo utopistico, morbido, avvolgente.
In questo universo immaginifico si staglia la presenza del regno animale: piccole rane, pesciolini, gatti, cavalli, cani, maialini e serpenti permeano le tele, fino a compenetrare le figurazioni, dando vita a raffigurazioni ibride dal gusto fantastico. Con fare giocoso, il maestro inventa la sua la magia onirica: incontriamo un uomo dall’occhio a forma di pesce intento a galoppare un cavallo, delle rane che si allenano, piccoli personaggi che fluttuano nell’aria, bizzarre coppie di innamorati, musicisti che navigano mari dentro barchette di carta ed esseri umani con teste di volatili.
Lo sguardo è ampio e proiettato all’apertura: si apre alla diversità e alle molteplici possibilità del reale, lasciando spazio alle categorie del bizzarro, del deforme e del mostruoso. L’arte di Procopio accoglie il brutto, e lo fa in maniera gentile, lo abbraccia, addolcendone coloristicamente le disarmonie e trasformandolo in buffo: è un deforme innocuo, di cui non si ha paura, sgombro da ogni parvenza di minaccia. È un brutto che non turba, anzi ci invita a fare la sua conoscenza, destando curiosità.
È la corsa a briglie sciolte della fantasia che conduce al delizioso mondo dell’infanzia, imperfetto ma felice. Così com’è felice la sensazione di leggerezza che ne deriva e che consente allo spettatore di tornare un po’ bambino, osservando da vicino i dolci sogni, frutto dell’animo poetico del pittore.

Dott.ssa Sara Maffei
Martedì – Venerdì ore 15.30 – 20:30
Sabato e Domenica ore 10:30 – 20:30
Per maggiori informazioni: artebenvenuto@gmail.com – tel. 3467334054

CONTEMPORANEA GALLERIA D’ARTE – Via Nicolò Piccinni, 226 – Bari


UGO NESPOLO, mostra personale a cura di Giuseppe Benvenuto

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ugo nespolo mostra bari

Ugo Nespolo Mostra Personale a cura di Giuseppe Benvenuto
BARI – dal 18 settembre al 17 ottobre 2021 Via Nicolò Piccinni 226
INAUGURAZIONE SABATO 18 SETTEMBRE ORE 18,30 alla presenza del Maestro Durante la serata sarà presentato il recente libro di Ugo Nespolo “Per non morire d’arte” Giulio Einaudi Editore interventi di: Raffaele Piemontese – Vice Presidente Regione Puglia Francesca Pietroforte – Consigliera Città Metropolitana di Bari con Delega alla Cultura Ines Pierucci – Assessore alle Politiche Culturali e Turistiche di Bari Giancarlo Chielli – Direttore Accademia delle Belle Arti di Bari Pietro Di Terlizzi – Direttore Accademia delle Belle Arti di Foggia Gianfranco Terzo – Critico d’Arte Moderatore: Avv. Michele Vaira La mostra accoglie circa 25 opere, che attestano la ricchezza e la versatilità della produzione dell’artista, la galleria offre al pubblico pugliese la possibilità di avvicinare l’opera di Ugo Nespolo, artista tra i più interessanti ed affermati a livello internazionale. La ricerca del Maestro piemontese si muove sul terreno del dialogo, attraverso un confronto con la tradizione artistica e con l’universo iconografico della “civiltà dei consumi”. La sua opera, caratterizzata da cromatismi accesi e dalla scomposizione e ricomposizione delle immagini, appare come visione gioiosa e vitale di una contemporaneità, la cui bellezza è ravvisabile tanto nella realtà museale più blasonata quanto nelle vetrine delle nostre metropoli o nei protagonisti simbolici di questi tempi: i numeri. Nespolo porta avanti la convinzione che l’arte debba immergersi completamente nella vita; ed è per questo che oltre ad essere pittore, scultore, scenografo e regista di corti d’autore, nella sua poliedrica produzione lo vediamo spaziare in diversi ambiti della realtà fino a sconfinare nel terreno del design e della pubblicità: note sono le sue collaborazioni con i marchi Campari, Toyota, RAI e Azzurra per l’America’s Cup. Ugo Nespolo nasce a Mosso (BI), si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino e si Laurea in Lettere Moderne. Nei tardi Anni Sessanta fa parte della Galleria Schwarz di Milano che conta tra i suoi artisti Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman. La sua prima mostra milanese, presentata da Pierre Restany, dal titolo “Macchine e Oggetti Condizionali” – in qualche modo – rappresenta il clima e le innovazioni del gruppo che Germano Celant chiamerà “Arte Povera”. Negli Anni Sessanta si trasferisce a New York dove si lascia travolgere dalla vita cosmopolita della metropoli e subisce il fascino della nascente Pop Art, mentre negli Anni Settanta milita negli ambienti concettuali e poveristi. Nel 1967 è pioniere del Cinema Sperimentale Italiano a seguito dell’incontro con Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Andy Warhol, Yōko Ono, sulla scia del New American Cinema. Assieme a Mario Schifano Nespolo si dedica al Cinema d’Avanguardia e tra il 1967 e 1968 realizza numerosi film che hanno come protagonisti gli amici e colleghi Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Lucio Fontana. A Parigi Man Ray gli dona un testo per un film che Nespolo realizzerà col titolo “Revolving Doors”. I suoi film sono stati proiettati e discussi in importanti musei, tra i quali il Centre Pompidou a Parigi, la Tate Modern a Londra, la Biennale di Venezia. Assieme a Enrico Baj Nespolo fonda L’Istituto Patafisico Ticinese ed è, ad oggi, riconosciuto come una delle più alte autorità nel campo. Nei tardi Anni Sessanta con Ben Vautier dà il via ad una serie di Concerti Fluxus, tra questi il primo concerto italiano dal titolo “Les Mots et les Choses”. Nonostante le contaminazioni americane non dimentica gli insegnamenti delle Avanguardie europee; è infatti molto marcata l’influenza di Fortunato Depero dal quale Nespolo trae il concetto di un’arte ludica che pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Il concetto di arte e vita (che è anche il titolo di un libro pubblicato dall’artista nel 1998) sta alla base dell’espressività di Nespolo ed è eredità del Movimento Futurista: “Manifesto per la Ricostruzione Futurista dell’Universo” (1915). Da qui anche il suo interesse per il design, l’arte applicata e la sperimentazione creativa in disparati ambiti quali la grafica pubblicitaria, l’illustrazione, l’abbigliamento, scenografie e costumi di opere liriche. La sua ricerca spazia anche da punto di vista dei materiali. Lavora su molteplici supporti e con tecniche differenti: legno, metallo, vetro, ceramica, stoffa, alabastro. Sicuro che la figura dell’artista non possa non essere quella di un intellettuale, studia e scrive con assiduità dei fatti e delle discipline che han da fare con l’estetica ed il sistema dell’arte. Nel gennaio 2019 l’Università degli Studi di Torino gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Filosofia. La sua arte è, quindi, strettamente legata al vivere quotidiano e carica di apporti concettuali: “non si può fare arte senza riflettere sull’arte”. L’oggetto è al centro delle sue ricerche, è mezzo espressivo, linguaggio creativo; viene estrapolato dal suo uso comune ed acquista valore di opera d’arte. Allo stesso modo non dimentica il passato, lo rivisita, lo reinterpreta, lo rende attuale attraverso la citazione e la rievocazione, dandogli nuova vita, rendendolo spunto di riflessione.
La mostra sarà visitabile dal lunedì a venerdì dalle 15,30 alle 20,30 sabato e domenica – matt: dalle 10,30 alle 13,00 – pom: dalle 15,30 alle 20,30
CONTEMPORANEA GALLERIA D’ARTE Via Nicolò Piccinni , 226 – Bari Tel. 346 7334054