“Hommage à Sburracchioni” mostra collettiva nel centenario della morte dell’artista

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hommage a sburracchioni

In occasione del centenario della morte del pittore pugliese Gianmario Sburracchioni (Spinazzola, 1857 – Grenoble, 1920), lo Spazio MICROBA organizza una mostra virtuale, dal titolo “Hommage à Sburracchioni”, per celebrarne la vita e le opere.
La collettiva, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti sarà inaugurata sabato 25 aprile 2020 alle ore 18:00 sulla pagina Facebook dedicata all’artista pugliese: con una preview venerdì 24 aprile 2020, sempre alle ore 18:00.
Ogni giorno, allo stesso orario, verrà condivisa un’opera realizzata in omaggio a Gianmario Sburracchioni, e i contributi di critici e studiosi che hanno aderito all’iniziativa.

Gianmario Sburracchioni nasce il 24 giugno 1857 in Puglia, a Spinazzola (oggi provincia BAT). Terzo di cinque figli di Pierfrancesco Sburracchioni, casaro, e Serenella Palumbo, casalinga, viene avviato al lavoro paterno dopo le scuole elementari, occupazione che abbandona – in rottura con la propria famiglia – alla fine degli anni Settanta dell’Ottocento per seguire la vocazione artistica. Nel 1875 si trasferisce a Napoli e vi rimane per quindici anni, entrando in contatto con gli ambienti artistici del Vedutismo partenopeo e studiando l’arte dei maestri della Scuola di Resina. Con Edoardo Matania, suo amico e maestro, partecipa alla decorazione delle volte del Bar Gambrinus (1890), oltre che ad alcune edizioni della Promotrice napoletana. Agli inizi degli anni Novanta, spinto dal “pulsante desiderio di risalire alla fonte dell’arte impressionista”, s’imbarca per raggiungere la Francia; il mviaggio in mare gli ispira la serie dei Velieri, una tematica mai più abbandonata. Arrivato a Parigi nel 1891, entra subito in contatto con i grandi maestri dell’Impressionismo e Postimpressionismo, tra cui Claude Monet e Henri de Toulouse-Lautrec, che lo Sburracchioni conosce al Moulin Rouge. Nella capitale transalpina il pittore partecipa a diverse collettive e affina la sua tecnica, prediligendo alcuni particolari colori come il rosso, che diventerà un elemento distintivo. Durante la Prima guerra mondiale si trasferisce a Grenoble, città dove passa gli ultimi anni della sua vita; muore il 15 aprile 1920, probabilmente a causa della terribile febbre spagnola.

Hommage à Sburracchioni – Mostra collettiva nel centenario della morte dell’artista
A cura di Spazio MICROBA

ARTISTI: Natascia Abbattista, Dario Agrimi, Michele Ardito, Aurora Avvantaggiato, Giulia Barone, Chiara Bevilacqua, Pino Boresta, Stefano (Pando) Cardaropoli, Maria Grazia Carriero, Michele Cera, Pierluca Cetera, Roberto Ciardo, Francesco Paolo Cosola, Sabino de Nichilo, Natalija Dimitrijević, Raffaele Fiorella, Gianmaria Giannetti, Veronica Liuzzi, Luigi Loquarto, Ignazio Fabio Mazzola, Pierpaolo Miccolis, Giancarlo Nunziato, Alessandro Passaro, Riccardo Pavone, Davide Russo, Stefano Santoro, Francesco Selvi, Speranza Francesca, Francesco Strabone, Giuseppe Verga, Raffaele Vitto.

CONTRIBUTI CRITICI: Carmelo Cipriani, Sara De Carlo, Melissa Destino, Antonio Frugis, Roberto Lacarbonara, Silvia Mazzilli, Lucrezia Naglieri, Lino Sinibaldi, Nicola Zito.

Preview: venerdì 24 aprile 2020, ore 18:00
Inaugurazione: sabato 25 aprile 2020, ore 18:00


“VIVI D’ARTE” mostra collettiva nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi

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vivi d'arte

COMUNICATO STAMPA
L’associazione Circoli virtuosi dal 4 al 19 gennaio 2020, presso la chiesa di Santa Teresa dei Maschi di Bari, organizza una mostra collettiva dal titolo “VIVI D’ARTE”. Partner dell’evento sono Vallisa Cultura, Federico II Eventi, la direzione artistica è affidata all’artista Nancy Gesario, Miguel Gomez, direttore artistico della Biennale Bibart ha curato bervi recensioni per ogni artista partecipante. VIVI D’ARTE, questo titolo ha due sensi: l’essere pieni di vita grazie all’arte, come lo sono tutti gli artisti che esprimono nelle loro opere se stessi e le proprie aspirazioni; e vivi d’arte come un’esortazione, uno sprone a godere di tutti i linguaggi e di tutte le forme espressive e comunicative che in parte qui vengono presentati. Oltre alla mostra l’evento vedrà vari momenti culturali, performance, presentazione letterarie, concerti che si alterneranno nello spazio espositivo, di seguito il programma:

4 gennaio, ore 19.00 inaugurazione della mostra, interventi: Miguel Gomez, direttore artistico BIBART. Mariella Procaccio, pres. Ass. Circoli virtuosi, Nancy Gesario Direttore artistico evento
13 gennaio, ore 19.00 CONCERTO di Vincenzo Fortunato, chitarra classica. Conservatorio “N. Piccinni”, Bari
15 gennaio, ore 19.00 “CONCERTO per Piano solo. Musiche di Mattia Vlad Morleo
17 gennaio, ore 19.00 “VA TUTTO BENE”: Mariella Procaccio incontra l’autore Raffaele Montesano 18 gennaio, ore 19.00 CONCERTO di Virginia Sassaroli, chitarra classica.Conservatorio “N. Piccinni”, Bari
19 gennaio, ore 19.00 PERFORMANCE di pittura sull’acqua a cura di Carmen Toscano.

L’esposizione è composta dai seguenti artisti: Sergio Abbrescia, Mario Boezio, Donato Campagna, Mario Carone, Angela de Francesco, Giusy de Pasquale, Maria de Pasquale, Gabriele Liso, Antonella Lolli, Daniela Massagli, Biagio Monno (Toy Blaise), Domenico Morolla, Massimo Ricchiuti (Massi Ricchi), Giusy Rizzi, Rocca Sardone, Rosanna Squicciarini, Luciana Tomasicchio.

Orari e giorni di apertura:
dal lunedi al venerdi 11,00/13,00 17,00/19,00;
sabato 17,00/20,00;
Domenica 10,30/13,00;
chiuso lunedi 6 gennaio


Female Portraits

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Female Portraits

Comunicato Stampa

Muratcentoventidue Artecontemporanea

Female Portraits

Maura Banfo, Iginio De Luca, Lello Gelao, Chrischa Venus Oswald, Anahita Razmi, Özlem Şimşek

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea riprende il suo percorso espositivo con “Female Portraits” che vede la partecipazione di Maura Banfo, Iginio De Luca, Lello Gelao, Chrischa Venus Oswald, Anahita Razmi, Özlem Şimşek.
La mostra propone un originale confronto fra opere che attraverso linguaggi diversi, affrontano un tema comune, quello del ritratto femminile, una tradizione figurale che ha percorso ininterrottamente l’arte occidentale adattandosi all’evoluzione degli stili e delle forme. Il corpo femminile ed il volto in particolare è uno dei motivi più antichi e più comunemente mostrati nelle arti visive.
Le opere esposte in questa mostra ritraggono donne e nascono dall’analisi di un corpo femminile vivo nella sua complessità , soggetto attivo e non più oggetto della rappresentazione maschile, e sono attraversate da un sentimento di crisi e di inquietudine che riflette su come la rappresentazione dell’intimità femminile non sia non più ancorata a significati certi, legati a ruoli codificati.
Dopo anni d’irrequietezza “vagabonda” ad esplorare il mondo, Maura Banfo trova nella sua città natale, Torino, il proprio “nido” dove inizia una ricerca attraverso la fotografia come linguaggio predominante. Il lavoro di Maura Banfo dalla metà degli anni Novanta a oggi, ha segnato delle tappe importanti nel sistema dell’arte contemporanea italiana, con uno sguardo e una presenza significativa anche in ambito internazionale. Il percorso di Maura Banfo è caratterizzato da una coerenza interna che raramente si riscontra nell’opera degli artisti italiani della sua generazione. La forza del suo lavoro sta nel mantenere ben riconoscibile la propria impronta creativa e la propria poetica, ma in una continua scoperta di nuove sfaccettature e punti di vista. Lo stesso discorso vale per i media utilizzati: sebbene prevalga una preferenza per la fotografia, lavora con padronanza anche con il video, il disegno e l’installazione.
Il suo lavoro di raccolta di suggestioni comprende la produzione di lunghi scritti, scatti e disegni, ma anche la collezione di elementi appartenenti al regno animale e vegetale, ad esempio conchiglie o nidi che con certezza sono ormai stati abbandonati dai loro ospiti. Ognuno di questi piccoli mondi viene ascoltato, elaborato e tradotto in lavori dalla poetica molto diretta, in cui il pubblico può immedesimarsi e trovare un significato privato.
Nato a Formia nel 1966, Iginio De Luca si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ un musicista e un artista visivo, fa video, installazioni e performance. Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando con aerei, altre proiettando immagini o scritte su edifici in rapidi raid notturni, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo, come cartelloni finto-elettorali. Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, De Luca reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle.
In “Duecentosettanta°”, opera video realizzata nel 2007, vediamo un volto di una donna rilassato, tranquillo; il contesto è naturale, una villa, voci, terra, alberi e cielo. Poco a poco il paesaggio scorre dietro al volto, è la donna che si muove o è lo sfondo sul retro? Dopo aver attraversato gli alberi, la donna “atterra” di nuovo sul prato ma ormai il mondo è capovolto e il viso completamente deformato.
Questo video affida alla forza di gravità la possibilità di rivelare quella che è la nostra identità più inconscia e segreta, cambiando semplicemente il punto di vista.
Lello Gelao vive e lavora a Bari dove ha studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti.
La ricerca di questo artista insiste da qualche anno sul tema del ritratto attraverso una figurazione essenziale e intensa, grazie anche alla sua attenzione ai mass media e alla fotografia.
Le sue figure, stagliate su fondali anonimi, impercettibili, set senza tempo né spazio, sono immagini nitide, luminose, dagli intensissimi piani di colore, rese in una particolare prospettiva bidimensionale e private di ogni connotazione sentimentale, ma che riescono a comunicare una profonda risonanza psicologica.
Nei suoi quadri solitamente l’artista inserisce un unico personaggio, come nell’opera proposta in questa mostra , solo e distaccato fisicamente e psicologicamente, riuscendo a cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma e tutto appare immobile, silenzioso. Il suo lavoro si caratterizza attraverso atmosfere vuote e ambienti rarefatti e parla di solitudine, di malinconia e di tempo sospeso. In “Flowers” , un dipinto a olio su tela, ritrae una bambina riuscendo a cogliere una dimensione interiore densa di inquietudine e mistero.
Chrischa Venus Oswald, nata in Baviera nel 1984, ha terminato i suoi studi di Belle Arti presso l’Università di Arte e Design di Linz (A) nel 2011. Nel 2007 ha ricevuto in Austria il Premio Diesel New Art per la fotografia, della cui giuria faceva parte Erwin Wurm. Il suo lavoro è stato esposto e proiettato in varie mostre nazionali e internazionali, ed è incluso in collezioni private, tra le quali la collezione di video di Manuel de Santaren. L’artista lavora su una gamma di media diversi, come la fotografia, il video, la video performance o il testo / poesia .Il lavoro di Oswald si basa spesso su approcci performativi o documentari ed è principalmente interessato alle relazioni, alla condizione umana e alle questioni esistenziali.
Le esperienze personali servono come punto di partenza per aprire narrazioni individuali per lo spettatore e quindi un mondo di molteplici significati ,al fine di coinvolgerlo stabilendo una relazione a livello visivo e concettuale . Il pubblico è spinto così a vedere alcuni aspetti della vita sotto una nuova luce.
“In Granny´s Dresses” è la continuazione dell’esplorazione della sua relazione con la mamma di suo padre che è morta nel 2014. Dopo il primo ritratto che le era stato permesso di fare nel 2005, aveva iniziato una collaborazione documentaria con lei fino alla sua morte. Nel 2014 ha realizzato “BED”, una videoperformance nel suo giardino, in omaggio a lei.
Questa serie di autoritratti presenta uno degli abiti da giardino di sua nonna in ciascuna delle immagini e uno dei suoi oggetti che ha portato con sé quando hanno ordinato le sue cose. L’artista si mette non nei suoi panni ma nei suoi abiti e li trasferisce dal suo ambiente abituale in Baviera al suo ambiente di vita a Lisbona al momento della creazione dell’opera. Niente si perde davvero, tutto si trasforma.
Anahita Razmi è una video artista e performer nata ad Amburgo che vive tra Berlino e Londra, il cui lavoro ruota attorno a trasferimenti e traslocazioni culturali. Lavorando principalmente con video, installazioni, nuovi media e performance, il lavoro di Razmi esamina i processi di appropriazione culturale in cui i significati di immagini, artefatti e quindi identità esistenti vengono alterati collocandoli in un altro contesto temporale. Nel fare ciò, spesso riflette su strategie di disordine e strutture di percezione espresse dai mass media della cultura pop e dei suoi consumatori sullo sfondo di diverse comunità tra Occidente e Medio Oriente. La Repubblica islamica dell’Iran, con le sue attuali condizioni e relazioni politiche e sociali, rimane un punto di riferimento aperto e ambivalente.
L’opera “Iranian Beauty “ è composta da un video-loop e da un foglio DinA4 ,incorniciato, della voce Internet di Wikipedia del 2013 su “L’unità valutaria meno preziosa”. Il video rievoca una scena iconica del film “American Beauty”, scambiando i petali di rosa della scena originale con le banconote del Rial iraniano. Al momento della produzione dell’opera, la banconota da 500 IRR valeva meno di 3 Eurocent (aggiornamento del 2019: meno di 1 Eurocent), il che pone l’Iran al primo posto dell’unità valutaria meno valutata; il tasso di inflazione aumenta in modo significativo ogni anno, – nel 2012 è stato registrato intorno al 40%.
L’opera si riferisce a questi numeri precari, che devono necessariamente essere considerati in relazione alle sanzioni economiche occidentali che negli ultimi anni si sono inasprite. Il momento di seduzione della scena del film citato fallisce: l’opera mette in discussione valore / svalutazione e mette in relazione una memoria cinematografica occidentale con le realtà economiche dell’oriente.
Özlem Şimşek è artista e fotografa che vive e lavora ad Istanbul. Le sue opere video e fotografiche e performative si concentrano su storie ufficiali e alternative della rappresentazione femminile in Turchia, ponendo l’accento sull’interazione tra rappresentazione , genere e identità . Şimşek si appropria, decostruisce e di conseguenza ricostruisce rappresentazioni di donne, nella fotografia e nella pittura nel contesto della storia turco-ottomana. Nelle sue opere Şimşek utilizza la pratica performativa per creare un punto di vista critico sulle rappresentazioni delle donne e porre domande sul concetto di identità poiché le donne in Turchia sono state viste come simbolo delle differenze culturali e ideologiche a partire dall’inizio del processo di modernizzazione fino ad oggi.
I video intitolati “Big Sister” e “Letter” fanno parte del progetto “l’autoritratto e l’ arte turca moderna” in cui Özlem Şimşek posa per la cinepresa e cerca di comportarsi come le donne raffigurate nei dipinti storici turchi moderni. Nel contesto di questo progetto crea una serie di opere video e fotografie che mettono in discussione la rappresentazione delle donne nell’arte e nella storia turca moderna. Il video intitolato “Big Sister” allude all’autoritratto di Leyla Gamsız del 1950 in cui vediamo una giovane donna in piedi ,con alle spalle dei fiori e con un’espressione severa sul viso. Il video intitolato “Letter” si riferisce all’omonimo dipinto di Nuri İyem del 1980 che mostra una donna che si preme una lettera sul petto con desiderio. Queste opere nascono da una fantasia , l’artista si chiede: “cosa succederebbe se una donna che fosse stata rappresentata attraverso una certa immagine improvvisamente provasse a liberarsi del ruolo attribuitole?”.
Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari
Inaugurazione
Sabato 14 Dicembre, 2019, ore 19.30
Periodo
14 Dicembre – 30 Gennaio 2020
Orario di apertura
Lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento
Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30
Info
3348714094 – 3925985840
http://info@muratcentoventidue.com

CV

Maura Banfo (1969) vive e lavora a Torino.
I lavori di Maura sono stati esposti in occasione di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui Villa Giulia (Verbania), Palazzo Reale Arte alle Corti (Torino), SPSI Art Museum (Shanghai), Palazzo Birago (Torino), Castello di Rivara Fondazione Paludetto (Torino), Galleria Alessandro Bagnai (Firenze), Castel S’ Elmo (Napoli), Corpo 6 Galerie (Berlino), Fondazione Ferrero (Alba), Triennale Bovisa (Milano), Ateliers d’artistes (Marsiglia), Musee Espace Malraux (Chambery), Galleria AP4-ART (Ginevra), Arco (Madrid), Museo De Republica (Rio De Janeiro), Palazzo Bricherasio (Torino), Galleria Civica (Trento), Istituto Italiano di Cultura (Budapest), Galleria Fraktal (Cracovia).
Tra le varie partecipazioni ricordiamo nel 2012 il Festival Internazionale della Televisione di Shanghai, il 2010 a New York per il progetto Polaroid AIPAD. A marzo 2014 è stata l’unica artista italiana in residenza alla Fondation pour l’art la Napoule (Mandelieu-Cannes, France). Nel 2017 è stata ospite della residenza Made in Filandia, la Filanda di Pieve a Presciano, (Ar). Nel 2018 in occasione di Manifesta #12 Collateral Events, è stata invitata In residenza a Gran Tour en Italie a Palermo, a cura di Michela Eremita e Susanna Ravelli.
Il suo lavoro è presente in molte collezioni private e pubbliche (la Gam Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Castello di Racconigi, l’Unicredit Private Banking, il Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo, l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, Palazzo Falletti di Barolo Torino, la Fondazione Castello di Rivara, Novella Guerra, Made in Filandia,…per citarne alcune).
www.maurabanfo.com

Iginio De Luca è nato a Formia il 21 agosto 1966. Vive a Roma e a Torino, insegna Decorazione e Installazioni Multimediali all’Accademia delle Belle Arti di Frosinone. Pur lavorando su molti campi, nella poetica di Iginio de Luca si riconosce un’unità molto intensa. L’artista ha realizzato diverse mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra le mostre personali nel 2018: Solarium, Spazio Fourteen Artellaro, Tellaro-Lerici, a cura di Gino D’Ugo, iailat, Sound Corner, Auditorium Parco della Musica, Roma, a cura di Silvano Manganaro. nel 2017: Riso Amaro, spazio Albumarte, Roma, a cura di Claudio Libero Pisano. Nel 2016: Expatrie, casa dell’Architettura, Roma, a cura di Giorgio de Finis -Nel 2015:” Nato a Formia e residente a Roma”, Galleria Gallerati, Roma, a cura di Sabrina Vedovotto. Nel 2013: Azioni, CIAC , Castello di Genazzano RM) a cura di Laura Mocci
Tra le mostre collettive nel 2018: Kizart, rassegna video, museo MAXXI, Roma, a cura della Nomas Foundation, I Martedi Critici, Accademia di Belle Arti di Roma, a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti. Nel 2017: Kizart, rassegna video, Palazzo delle Esposizioni, Roma, a cura della Nomas Foundation. Nel 2014: Frammenti di Italia,rassegna video, Palazzo Ducale, Genova a cura di Francesca Guerisoli.

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Lello Gelao è nato a Bari dove vive e lavora. Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha fondato nel 2007 l’associazione culturale Muratcentoventidue Artecontemporanea.
Il suo lavoro è stato esposto in Germania, Francia, India and in Italia a Bologna, Bolzano, Genova, Malo (Vi) , Milano, Verona, fra le sue ultime mostre personali :Uomini, Galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea, Bari 2010; Uomini, galleria Peter Tedden, Düsseldorf ,2010, Invisible Present, Galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea, Bari 2013; fra le sue ultime collettive: 2008Kunstart art fair Bolzano,2010,Quadriennale – Düsseldorf , 2011Verona ArtFair 2011,Contemporaneamente, Galleria Spaziosei, Monopoli (Bari) 2012; Sotto il segno dello Zodiaco, Galleria Spaziosei, Monopoli (Bari) 2015;2018 What we once were, Galleria Muratcentoventidue Bari, , 2018,Emschergold-Sammlung Tedden, Galerie Münsterland, Emsdetten, Germania.
www.lellogelao.it

Chrischa Venus Oswald è un ‘artista tedesca, nata in Baviera nel 1984, che attualmente vive e lavora tra Berlino e Lisbona.Ha terminato i suoi studi Arte Belle presso l’Università di Arte e Design di Linz (A) con un diploma con onore in 2011thNel 2007, lei ricevuto il Diesel New Art Award Austria per la fotografia – nella cui giuria era incluso l’artista Erwin Wurm. Il suo lavoro è esposto e proiettato in varie mostre nazionali, nonché internazionali ed è incluso in collezioni private, tra gli altri, la raccolta di video di Manuel de Santaren. I suoi video sono stati selezionati in vari Festival di video arte come Proyector Videoart Festival, Madrid (ES), , FUSO Videoart Festival, MAAT, Lisboa (PT), Femmes ‘Video Art Festival 2, Pizzo, Los Angeles (Stati Uniti), in più – Percorsi sperimentali “- Festival per il cinema sperimentale e video arte, D21, Lipsia e 2 ° OZONO Video International Art Festival, Katowice, Polonia.
Ha esposto nel 2012 in “The Eye of The Collector” opere selezionate della collezione di Manuel De Santaren, Villa delle Rose (MAMbo), Bologna, e nel 2014 in “Family Matters” con Sophie Calle, Nan Goldin, Hans Op de Beeck, Thomas Struth Jim Campbell, John Clang, Guy Ben-Ner, Courtney caldaia, Ottonella Mocellin + Nicola Pellegrini, Trish Morrisse, Palazzo Strozzina, Firenze.
http://www.chrischa-oswald.com/

Anahita Razmi è un’artista visiva con base a Berlino e Londra. Ha studiato Media Art and Sculpture presso la Bauhaus-University di Weimar, il Pratt Institute di New York e la State Academy of Art and Design di Stoccarda, prima di esporre a livello internazionale in istituzioni come Museo Jumex, Città del Messico, Zachęta National Gallery of Art, Varsavia, Kunstraum Innsbruck, Austria, Kunstmuseum di Stoccarda, Germania, Kunsthalle Baden-Baden, Germania, National Art Center, Tokyo e all’interno della 55a Biennale di Venezia.
I suoi video, installazioni e opere performative utilizzano e utilizzano erroneamente i parametri contemporanei di importazione / esportazione e commercio e facilitano le impostazioni tra un “Occidente” e un “Medio Oriente” in cui vengono inseriti i significati di immagini, artefatti e quindi identità esistenti domanda. La Repubblica islamica dell’Iran, con le sue attuali condizioni e relazioni politiche e sociali, rimane un punto di riferimento aperto e ambivalente nel suo lavoro.
Razmi ha ricevuto il Goethe al Lux Residency, Londra (2018), il Werkstattpreis della Erich Hauser Foundation (2015), il MAK-Schindler Artists and Architects-in-Residence Program, Los Angeles (2013) e The Emdash Award , Frieze Foundation, Londra (2011). Il suo lavoro è incluso in diverse collezioni internazionali come il Kunstmuseum di Stoccarda, il Museo Novecento, Firenze e il Davis Museum del Wellesley College, negli Stati Uniti, tra gli altri. Razmi è professore associato di Belle Arti (4D Pathway) presso Central Saint Martins, Londra. Il suo lavoro è rappresentato dalla Carbon12 Gallery, Dubai.
https://www.anahitarazmi.de/
https://www.carbon12.art/artists/anahita-razmi/

Özlem Şimşek è artista e fotografa e accademica. Ha conseguito un dottorato di ricerca in arte e design presso l’Università tecnica di Istanbul Yıldız con la tesi “Il gioco di ruolo e le pratiche in maschera: uno spettacolo personale”.”. Le sue opere e ricerche si concentrano sulla memoria e sulla rappresentazione visiva di identità di genere e multipla.
Şimşek si è laureata in fotografia all’università Dokuz Eylül con la tesi “La fotografia come nuovo modo di esprimersi nell’arte contemporanea dopo il 1980 in Turchia”. Ha ricevuto una borsa di studio dall’istituto svedese e ha studiato fotografia a Nordens Fotoskola / Svezia nel 2004. Attualmente è professore associato di progettazione della comunicazione visiva all’Università Ayvansaray di Istanbul.
Le sue opere sono state incluse in diverse mostre personali e di gruppo in Turchia e all’estero, in gallerie e musei tra cui il Museo Malmö, il Museo Pera, il Museo Elgiz e il Museo moderno di Istanbul. Şimşek, vive e lavora a Istanbul, in Turchia.
https://ozlemsimsek.com/


San Nicolaiv – San Nicola come non l’avete mai visto!

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SanNicolaiv San Nicola come non l avete mai Visto

Dal 06 al 09 dicembre sullo schermo della sala centrale del Museo Civico di Bari e dall’imbrunire in poi, sulla facciata di un palazzo in via Colaguagnano, verranno proiettati a ciclo continuo, documentari mai visti prima:

• San Nicola Morphing, viaggi attraverso l’iconografia con la ricostruzione scientifica del volto di San Nicola

• Intervista a San Nicola – un divertente dialogo fra Gianni Ciardo e San Nicola (interpretato dall’attore Franco Blasi)

• Documentario della BBC sulla ricostruzione del volto del Santo con l’intervento del Prof. Franco Introna e tanti altri

• Video – mostra collettiva di fotografi baresi che hanno documentato il culto di San Nicola negli anni

• Foto di San Nicola nel mondo – Video mostra curata da Nicola Amato e Nino Lavermicocca

• Video Sanda Necole dell’Associazione Culturale Terrae con Voce di Rocco Chiummarulo e regia di Nicola Amato

• San Nicola di Mira, i luoghi visitati dai 62 marinai nel 1087. Ad arricchire l’offerta totalmente gratuita, nata dalla volontà di Lorenzo Belviso – Editore di Radio PoPizz, la preziosa collaborazione di Nicola Amato e la disponibilità del Museo Civico sono previsti due concerti:

• Quello inaugurale, alle 18.00 del 6 Dicembre, con la musica dei “Barincanto” che proporranno un repertorio di brani popolari legati al culto di San Nicola, oltre ai classici della tradizione Barese.

• Domenica 8 Dicembre dalle 18.30 il fantastico concerto di Natale del coro tutto al femminile “Epiphonus” diretto dal Maestro Antonio Di Maso.

Anche i concerti sono ad ingresso libero sino ad esaurimento posti.


“TIPICA FOOD & ART” a Conversano la mostra conclusiva

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mostra tipica food e art conversano

SABATO 16 NOVEMBRE 2019

– MOSTRA CONCLUSIVA A CONVERSANO
 DI «TIPICA FOOD&ART»:

L’ARTE CONTEMPORANEA CHE ESALTA LE TIPICITÀ 
DI CONVERSANO, MOLA E RUTIGLIANO

– LA CORALE «MATER ECCLESIAE» DI RUTIGLIANO DIRETTA DA GIACOMO BATTISTA

SI ESIBISCE A CASSANO ALL’IONIO (COSENZA)

– MOSTRA CONCLUSIVA DI «TIPICA FOOD&ART» A CONVERSANO:

L’ARTE CONTEMPORANEA CHE ESALTA LE TIPICITÀ 
DI CONVERSANO, MOLA E RUTIGLIANO


Con una mostra collettiva si conclude il racconto artistico di “Tipica Food&Art” per esaltare l’identità territoriale ed agroalimentare del sud est barese.
 Tipica Food & Art ha offerto al Gal del Sud-Est Barese l’occasione per aprirsi ad un mondo, quello dell’arte contemporanea, capace di esaltare identità, cultura e tradizioni locali.

Il Gal ha offerto all’arte contemporanea il contesto di riferimento per raccontare alcune delle tipicità del territorio come la ciliegia di Conversano, l’uva da tavola di RUTIGLIANO ed il mare ed i prodotti ittici di Mola di Bari.

Oggi, Sabato 16 Novembre, alle ore 18 nella Galleria Cattedrale di Conversano è in programma la mostra collettiva con tutti gli artisti coinvolti nel progetto, DARIO AGRIMI, MASSIMO SAVERIO RUIU e SALVO D’AVILA, insieme a tre artiste selezionate negli scorsi mesi attraverso una call: MARIAN BAGLIATO (Bari, 1985) con un lavoro sull’uva da tavola, CRISTINA MANGINI (Bari, 1988) con un lavoro sulle ciliegie, ANASTASIA MOROZOVA (Perm – Russia, 1992) con un lavoro sui pesci. Curatela di LIA DE VENERE.
La mostra rimarrà aperta al pubblico, con INGRESSO LIBERO, sino all’8 Dicembre con i seguenti orari: 
tutti i giorni dalle 17 alle 20; festivi 10-13; lunedì chiuso.

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma Straordinario in materia di Cultura e Spettacolo. Promosso dal Gal Sud Est Barese con un vasto partenariato di operatori culturali tra cui le associazioni Etra e Volontari per la Cultura ed attori istituzionali tra cui i Comuni di Conversano, RUTIGLIANO e Mola di Bari.

– LA CORALE «MATER ECCLESIAE» DI RUTIGLIANO DIRETTA DA GIACOMO BATTISTA

SI ESIBISCE A CASSANO ALL’IONIO (COSENZA)


Per l’8^ RASSEGNA ITINERANTE DEI CORI PARROCCHIALI DELLE CITTÀ DEL SS. CROCIFISSO, la Corale “Mater Ecclesiae” di RUTIGLIANO, diretta dal m° Giacomo Battista, si esibisce OGGI, Sabato 16 Novembre, alle ORE 18,30 nella Basilica di Santa Maria del Lauro di CASSANO ALL’IONIO (Cosenza).

All’evento (lo scorso anno ospitato a Rutigliano), organizzato dall’associazione nazionale delle «Città del Crocifisso», partecipano anche i cori di Brienza (Potenza), Gravina in Puglia (Bari), Cutro (Crotone), Laino Borgo (Cosenza), Monteroni (Lecce), Monteiasi (Taranto) e Cassano all’Ionio (Cosenza).


The Night Watch, mostra internazionale per omaggiare Rembrandt

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the night watch

Alla Sala dei Templari di Molfetta, una esposizione di 17 artisti per omaggiare il 350esimo anniversario della morte di Rembrandt. La collettiva The Night Watch (Ronda di Notte), che prende il titolo dal celebre dipinto del pittore olandese, sarà inaugurata sabato 9 novembre, alle 19, e vedrà protagonisti i docenti e gli studenti di livello avanzato dell’Università di Arte e Design di Cluj-Napoca e dell’Accademia di Belle Arti di Bari.
Gli artisti in mostra sono: Damiano Azzizia, Stefan Badulescu, Georgeta-Olimpia Bera, Fabio Bonanni, Bro (László & Miklós Bencze), Natalija Dimitrijević, Gagyi Botond, Lorenzo Galuppo,
Michele Giangrande, Mihai Guleș, Alice Iliescu, István Kudor Duka, Lapusan Cristian Gabriel, Paolo Lunanova,
Giuseppe Marinelli, Giuseppe Negro, Ioan Sbarciu.
La mostra internazionale, curata da Olimpia Bera e Gaetano Centrone, infatti, è un evento frutto della sinergia tra i due istituti d’arte, con il sostegno del Comune di Molfetta e del patrocinio del Consolato Generale di Romania a Bari. All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, l’assessore alla Cultura Sara Allegretta, l’Assessore regionale alla Pianificazione territoriale Alfonso Pisicchio, il direttore del dipartimento Cultura della Regione Puglia Aldo Patruno, il direttore dell’Accademia di Bari Giancarlo Chielli e la coordinatrice del progetto Erasmus dell’Accademia barese Giusy Petruzzelli.
“Parafrasando il titolo del dipinto – spiegano Bera e Centrone –, che nelle intenzioni dell’artista significa mettere sotto sorveglianza il silenzio della notte e lo stato delle cose, viene rimarcato lo status dell’artista stesso, che viene a occupare il posto di chi guarda dall’alto l’ordine delle cose. Solo, esplorando gli orrori della notte, diventando introspettivo, cercando ispirazione e ripensando il significato del suo gesto creativo, analizzando a ogni curva il rapporto tra arte e mondo reale, nella società attuale. Come nella Ronda di notte, l’opera d’arte trascende l’evento storico e diventa ponte tra generazioni, tra passato, presente e futuro”.
L’esposizione nasce negli ambienti della Scuola di Pittura di Cluj-Napoca, molto attenta alle nuove direzioni delle ricerche artistiche attuali, con il linguaggio pittorico completato da grafica, scultura, fotografia e ambienti multimediali. Da questo punto di vista, il progetto acquista il significato di un ritratto di gruppo, così come il genere del dipinto Ronda di notte. A loro si aggiungono in questo capitolo espositivo alcune tra le migliori energie creative operanti nell’accademia barese.
La mostra resterà aperta fino al 30 novembre, con orari 10-13 e 17-21.
INGRESSO LIBERO


A Bitonto, Il giorno dei morti per celebrare la vita Xª edizione

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il giorno dei morti per celebrare la vita 2019 bitonto

“Il giorno dei morti per celebrare la vita X edizione”

l’Associazione Italo-messicana El Zottano, Gallery-Atelier Casa Mexicana, con il patrocinio del Comune di Bitonto, presenta la decima edizione ‘Il giorno dei morti per celebrare la Vita’, un’opera istallazione a cura dell’artista messicana Yanira Delgado Altamirano.

In Messico la Festività dei Morti rappresenta una commemorazione in cui concorrono in ugual maniera la tradizione precolombiana e la religione cattolica. La festa è tutta per i morti e le loro anime che tornano; ed è proprio l’incontro delle culture italiana e messicana che il Torrione Angioino intende celebrare dal 31 ottobre al 3 novembre 2019.
‘La preparazione al distacco, l’esorcismo della paura, la beffa del destino, la parodia della morte. Una festa avvolgente, satura, esplosiva, senza sbavature, carnale nella spiritualità, irriverente nella solennità. Una vitalità che scongiura la tristezza e rompe i margini dell’ascetismo cristiano. L’altare che unisce il ricordo della perdita alla gioia del ritrovamento in un rituale furiosamente dolorifico e furiosamente ardente di vita. I messicani hanno nel sangue una capacità di sopravvivenza al dolore che li fa vivere costantemente in una cerniera tra la luce e l’oscurità, costantemente pronti ad onorare la morte per cantare la vita’. Lara Carbonara.

Nel 2003 il Giorno dei Morti celebrato in Messico è stato dichiarato dall’UNESCO “Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”.

L’intervento artistico de “IL GIORNO DEI MORTI PER CELEBRARE LA VITA” nasce dalla necessità della celebrazione del rituale intimo della memoria e della commemorazione per rivivere emozioni, ricordi e momenti significativi del proprio caro defunto. Attraverso installazioni fatte da oggetti (fotografie, musica, fiore, farfalla, candele, specchio, bicchiere con acqua, sale, pane, frutta di stagione, il cibo preferito, effetti personali appartenuti al proprio caro) recuperiamo e condividiamo la memoria di chi ci ha lasciato.

L’artista allestirà insieme al pubblico e associazioni presso gli spazi del Torrione Angioino, un installazione Tavolata – Altare del ‘Día de los muertos’ con il titolo “SIAMO POLVERE DI STELLE” ( titolo presso dal dipinto di Gabriella Villanueva).
A cura di Yanira Delgado Altamirano e Armand Soppi
Collaborati di questa 10°edizione:
Nicola Abbondanza, Cecilia Manginni, Antonella Stellacci, Daniela De Fino, Dania Delvino, Luigi Rutigliano, Maria Grazia Scarola.

IL PROGRAMMA:

– Giovedì 31 ottobre
19:00 Inaugurazione
In occasione della inaugurazione dell’evento “IL GIORNO DEI MORTI PER CELEBRARE LA VITA X EDIZIONE” Il M°ANGELO MICHELE COTUGNO si esibirà in qualità di CORNO SOLISTA
PROGRAMMA ESEGUITO:
J.S.Bach: Suite per violoncello in sol maggiore (trascrizione per corno)
W.A.Mozart: Rondò dal IV° Concerto per corno e orchestra
A.Cotugno-“Caccia” per corno solo
A.Vivaldi: Concerto per violino in La minore I movimento (trascrizione per corno).

Presentazione della Installazione con Yanira Delgado, Armand Soppi, Nicola Abbondanza, Antonella Stellacci e Daniela De Fino.

Ci sarà un percorso guidato all’istallazione “Siamo Polvere di stelle” Fiori, colori, profumi e la possibilità di essere truccati con il tema della festa messicana, la serata si concluderà alle ore 23.00

– Venerdì 1 novembre:
17.30 Breve esecuzione di Marce Funebri tradizionali Bitontine a cura dell’Orchestra Sinfonica di Fiati “Davide Delle Cese” diretta dal M° Vito Vittorio Desantis.
20:30 Primo Appuntamento con Vincenzo Mazzeo
in arte Spiegorelax Longevity che è uno studioso di longevità, condurrà attraverso un intrattenimento olistico insolito con note di ironia, portando a conoscenza del pubblico, gli aneddoti, le curiosità, i segreti e le leggende dei personaggi più longevi di sempre, vissuti sulla terra. Il pubblico rilassato, vivrà un’esperienza che fa riflettere e ne uscirà arricchito di un inno alla vita.
Dalle ore 10.30 alle ore 23.00 l’installazione sarà visitabile dal pubblico.

– Sabato 2 novembre ore 19:00:
“Si chiamerà Angelo!”
Presentazione del libro del
M°ANGELO INGLESE
interverrano: Autore, M° Vito Vittorio Desantis (Ass.Mus. “Delle Cese”),Teresa Fabbricatore (giornalista RAI)
Interventi Musicali a cura del M° Adriana Giancaspro,
Performance pittorica live dell’artista Domenico Casadibari che sarà accompagnato da un performance musicale.
Dalle ore 10.30 alle ore 23.00 l’installazione sarà visitabile dal pubblico.

– Domenica 3 novembre:
19:00 Vincenzo Mazzeo riproporrà il suo intrattenimento Spiegorelax Longevity con musica di piano forte il pubblico rilassato, vivrà un’esperienza che fa riflettere e ne uscirà arricchito di un inno alla vita.

20:00 CHIUSURA della manifestazione a cura di Antonella Stellacci (Psicologa-Psicoterapeuta dell’associazione IO SONO MIA). Presenterà una riflessione dal titolo ‘LOVER or LOSER?: la Crescita Post Traumatica nell’esperienza del lutto’

l’installazione sarà visitabile fino al 3 novembre presso il Torrione Angioino (Torre delle arti), Piazza Cavour (ENTRATA DAL PONTILE DI LEGNO), Bitonto BA.

Ingesso libero
Info. 345 2222 464
diadelosmuertositalia@gmail.com


Face’ Arts Conversano 2019

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face arts conversano 2019

Una collettiva di opere provenienti da tutto il Mondo per promuovere l’arte contemporanea e talenti nascosti. Fa tappa a Conversano “Face’Arts”, la manifestazione itinerante giunta alla XIII edizione. Dal 7 al 18 settembre saranno esposte le opere di 31 artisti provenienti non solo da tutta Italia, ma anche dall’estero (Germania, Austria, Messico ed Irlanda).

Le opere, tra pittura, scultura, fotografia, saranno allestite al Castello dei Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano (sede della Pinacoteca comunale, in Corso Domenico Morea).

Il vernissage della collettiva è previsto per sabato 7 settembre alle 19.00 al Castello dei Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano. All’appuntamento prenderanno parte l’ideatrice e curatrice della collettiva Mary Sperti, il sindaco di Conversano, Pasquale Loiacono, l’assessore alla Cultura del Comune di Conversano, Ciccio Magistà, il drammaturgo austriaco, regista e direttore di teatro Reinhard Auer. Interverranno, inoltre, la ballerina e performer Veronica Calati, ed il chitarrista Massimiliano De Marco, che si esibiranno in una performance dal vivo.

“Face’ Arts è sempre alla ricerca di talenti nascosti, per promuovere l’arte contemporanea – sottolinea Mary Sperti -. L’ evento è finalizzato alla promozione e valorizzazione delle opere e degli autori, con l’intento di creare un contenitore mobile dove si intrecciano pittura, scultura, fotografia e spesso anche danza, letteratura, performance live e installazioni. Proprio per questo, Face’Arts è un avvenimento totale e totalizzante. Si tiene ogni volta in una regione d’Italia diversa, all’interno di location suggestive e di prestigio”.

Ingresso Libero



Castello Acquaviva d’Aragona
Corso Domenico Morea
 – Conversano (Bari)
Info. 3393401050


“Baresi & Baresità” la riscoperta delle tradizioni baresi e pugliesi attraverso opere pittoriche, racconti e poesie

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baresi e baresita

Si inaugura giovedì 25 luglio 2019 alle ore 18:00, presso CARENZA BELLE ARTI sita in VIA PICCINNI n.158 a Bari, una COLLETTIVA D’ARTE che ha come tema la riscoperta delle tradizioni baresi e pugliesi attraverso opere pittoriche a tema e racconti/poesie di scrittori e poeti del territorio.

Enrica Carenza, la titolare dell’antica bottega d’arte e colori, fondata dal padre Pasquale, introdurrà la serata presentata da Crescenza Caradonna (Scrittrice) e dal prof. Nicola Cutino (Storico e linguista).

Allieterà la serata l’artista alla chitarra e voce Maria de Pasquale.

Interventi poetici degli scrittori vernacolari: Franca Fabris Angelillo, Rosa Ungaro, Vito Sciacovelli.
Interventi poetici in italiano di Cresy Caradonna, Domenico Berardi.

Esposizione opere pittoriche di: Pasquale Intonti, Domenico Berardi, Carmen Moschetti, Tommaso Maurizio Vitale, Vito Iorio.

LA MOSTRA PITTORICA è VISITABILE DAL 25/7 AL 9/8/ 2019 dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 18:00 alle ore 20:00

INGRESSO LIBERO

Contatti/info: pugliadaamareonline@gmail.com


Guglielmo Marconi. La storia del quartiere

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Guglielmo Marconi La storia del quartiere

L’associazione culturale “La Puglia Racconta. Tra testo e Immagine” propone e organizza la mostra collettiva: “Guglielmo Marconi. La storia del quartiere”.
L’esposizione itinerante farà parte del programma comunale di Reti Civiche Urbane a Bari che intende promuovere e sostenere, la creazione di 12 Reti Civiche Urbane (RCU) in tutti i quartieri della città finalizzate all’elaborazione condivisa dal basso di programmi di animazione culturale, attivazione comunitaria e innovazione sociale, distribuiti su 18 mesi.
La prima tappa, in occasione dei 150 anni del Faro, si inaugurerà il 21 Luglio 2019 presso il Museo Didattico Marconi (via del Faro, 6 – Bari) all’interno della Scuola Materna Duse e la Biblioteca Multimedia Galassia Marconi.
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Mostra Collettiva di illustrazione a cura dell’associazione la Puglia racconta. 30 illustratori di fama Nazionale e internazionale, raccontano con i propri segni e tecniche la figura storica di Guglielmo Marconi nella città di Bari, con uno degli esperimenti che ha cambiato la vita di tutti i nostri giorni.
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Gli illustatori in mostra sono: Alessandro Coppola, Amalia Tucci, Amelia Chieco, Angela Barbiera, Antonio Bonanno, Arianna Papini, Candia Castellani, Cecilia Cavallini, Daniela Costa, Daniela Giarratana, Elena Prette, Eleonora Simeoni, Fabio Bonocore , Gaetano Dimauro, Gaia Guarrino, Giuseppe D’asta, Ilaria Zanellato, Laura Zani, Manuela Trimboli, Marco Lorenzetti, Marisa Vestita, Marta Padovani, Michele Vino, Monica Rizzi, Nadia Gelsomina, Nataly Crollo, Piero Schirinzi, Samantha Nuzzi, Silvia Crocicchi, Valeria Puzzovio.
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26 Luglio ore 18:30 Laboratorio creativo “voci dal fonobicchiere” a cura di La Puglia racconta con le illustratrici Amelia Chieco e Daniela Giarratana. (Max 18 Bambini, dai 5 ai 10 anni)
prenotazione obbligatoria all’email lapugliaracconta@hotmai.com
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30 Luglio ore 18:30 “Come? Cosa?” – Letture ad alta voce a cura di Francesca Mastrogiacomo de “La dote della formica”
(Dai 4 anni in su, accompagnati dai genitori )
Ingresso libero portare un telo mare.
A seguire La dote della formica intervista “La Puglia racconta. Tra testo e immagine” intervista in diretta a cura di Francesca Mastrogiacomo, blogher de La dote della formica.

Francesca Mastrogiacomo
“Mamma di due formichine e appassionata collezionatrice di albi illustrati, gestisce un blog formicaio brulicante di storie.
Legge ad alta voce ovunque ci siano piccole orecchie, occhi curiosi e nasi all’insù, intervista illustratori, recensisce albi illustrati.
Collabora con diverse case editrici e con l’associazione culturale La Puglia racconta.”