“MADRE NOSTRA” in anteprima a Bari il documentario di Lorenzo Scaraggi

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madre nostra lorenzo scaraggi

Giù il velo a Madre nostra, il documentario di Lorenzo Scaraggi sulle storie di redenzione nelle campagne pugliesi prodotto da Fondazione CON IL SUD e Apulia Film Commission attraverso il Social Film Fund Con il Sud. L’opera, fresca di un prestigioso secondo posto all’Italian Film Festival Cardiff, sarà proiettata martedì 19 novembre alle 17:00 in anteprima pubblica nel Cineporto di Bari. INGRESSO GRATUITO.

La terra, la Madre nostra, può donare redenzione alle donne e agli uomini? È partito da questa domanda il viaggio – l’ennesimo – del giornalista-viaggiatore Lorenzo Scaraggi fra orti sociali, terre confiscate alla mafia e comunità agricole delle campagne pugliesi. Un reportage on the road diventato documentario di 52 minuti in cui il 43enne reporter di Bitonto (Bari), in giro per la Puglia con il suo camper Vostok100k del 1982, raccoglie storie e testimonianze di riscatto sociale. Quattro tappe: Il Trullo sociale a San Michele Salentino (Brindisi), Semi di vita a Bari, Pietra di scarto a Cerignola (Foggia) e Spazio Esse a Loseto (Bari). Tutte con un filo conduttore: l’agricoltura come via per la redenzione in una terra – quella pugliese – troppo spesso al centro dell’attenzione per piaghe come la xylella e il caporalato.

Il canovaccio ha convinto la giuria dell’Italian Film Festival Cardiff (IFFC) che gli ha assegnato un prestigioso secondo posto nella sezione #CanfodPrize dedicata ai documentari. “Questo documentario porta allo spettatore un messaggio di positività e speranza sull’instancabile opera dei volontari che lavorano nelle terre confiscate alla mafia” si legge nelle motivazioni. E ancora: “Il fotoreporter-regista Lorenzo Scaraggi deve essere elogiato per il suo instancabile viaggio che rivela diverse storie e diverse persone, sogni e possibilità. La gente deve conoscere questa storia piuttosto ignota”.

Info. 0809752900


Artisti in mostra a Santa Teresa dei Maschi

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Artisti in mostra a Santa Teresa dei Maschi

Artisti in mostra a Santa Teresa dei Maschi, galleria/laboratorio permanente

Ricominciano le attività della Contraccademia, progetto di Bibart Biennale Internazionale d’Arte di Bari volto alla scoperta dell’arte e dei luoghi d’arte, spesso poco conosciuti: fino al 31 gennaio in mostra a Santa Teresa dei Maschi (Str. Santa Teresa dei Maschi, 26) artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

La Galleria permanente sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30 e il sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00.
Ingresso gratuito.

“Contraccademia”: l’arte come germoglio di condivisione, incontro/confronto. Nello spazio di Santa Teresa dei Maschi, il pubblico può contemporaneamente guardare una mostra e vedere artisti al lavoro o che discutono, chiunque potrà inserirsi nel dialogo, oppure osservare come nasce un’opera: un vero e proprio condominio dell’arte.

“Noi vogliamo un’arte che non deve essere nè sottovalutata e nemmeno sopravvalutata dai critici d’arte, dalle aste evento, dai galleristi, vogliamo che gli artisti possano e debbano incontrarsi, confrontarsi liberamente tra di loro e con chiunque, senza schemi economici o pseudo intellettuali, una crescita umana basata su chi costruisce negli anni con etica il proprio lavoro e si mette al servizio di quel pubblico che pensa che l’arte sia un incontro, una occasione: un pensiero in libertà e di libertà. Siamo schierati dalla parte degli artisti del passato che ci hanno aiutato a rendere le immagini di ieri così vicine ai pensieri di oggi e allo stesso tempo sosteniamo la contemporaneità che traccia il nostro cammino.” Gli artisti della Contraccademia

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Nomi artisti in esposizione:
Damiano Bitritto, Cesare Cassone, Marco Ciccarese, Anna Cristino, Emanuela De Franceschi, Miguel Gomez, Giancarlo Montefusco, Marialuisa Sabato, Azio Speziga, Carmen Toscano, Pasquale Conserva, Roberto Capriolo, Vito Valenzano, Ryma Almozyyen.

Sei un artista? “Esci dal tuo studio, porta il tuo cavalletto e vieni a dipingere con noi.”

Per info
www.facebook.com/bibartbiennale/
Telefono: 3455119994


Apertura straordinaria del museo di Scienze della Terra al Politecnico di Bari

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Apertura straordinaria del museo di Scienze della Terra campus universitario Bari

Apertura straordinaria del museo di Scienze della Terra
Visite guidate su prenotazione

Il Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro organizza l’iniziativa #DomenicallUniversità offrendo al pubblico domenica 10 novembre 2019 visite guidate al Museo di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali.

L’accesso è gratuito e sarà consentito dalle ore 9.30 alle ore 12.30, per le visite guidate sarà obbligatorio effettuare la prenotazione e seguire la voce #DomenicallUniversità-10-novembre-2019.

Il servizio di prenotazione resterà attivo dalle ore 10.00 alle ore 13.00, da lunedì 4 a venerdì 8 novembre dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

Le prenotazioni saranno accettate fino al raggiungimento del numero massimo di visitatori previsto per ciascuna visita.

Per i più piccoli è stata programmata anche una “speciale visita guidata sulle tracce fossili della vita” presso il settore paleontologico del Museo.


Omaggio a Giovanni Capaldi, un musicista intellettuale nella Bari del primo novecento

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mostra Omaggio a Giovanni Capaldi

L’Associazione Recherce di Bari presieduta da Maruzza Capaldi, in collaborazione con la Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio e il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni”, inaugura martedì 29.10.2019 un inedito percorso espositivo alla scoperta di Giovanni Capaldi (Bari, 1889 – 1969), fondatore dell’Istituto Musicale “Niccolò Piccinni” oggi Conservatorio statale di Musica, in occasione dei cinquanta anni dalla scomparsa.

L’iniziativa è stata realizzata sotto l’egida di un comitato promotore, formato da Maruzza Capaldi, Franco Chieco, Dinko Fabris, Carlo Goldstein, Rino Marrone, Michele Marvulli e Gianpaolo Schiavo.

La Mostra, che si inaugura il prossimo 29 ottobre 2019 alle 18 nel Foyer dell’Auditorium “Nino Rota”, è stata curata dalla prof.ssa Maria Grazia Melucci, docente e responsabile didattico-scientifica della Biblioteca musicale del Conservatorio “N. Piccinni” e si è valsa della consulenza musicologica del prof. Dinko Fabris, musicologo di fama mondiale e docente universitario presso l’Università della Basilicata. L’architetto Arturo Cucciolla, già docente presso il Politecnico di Bari, ne ha curato il progetto di allestimento, l’elaborazione grafica e fotografica. 

La Mostra racconta, attraverso la doppia esposizione di documenti originali e riproduzioni su pannelli didascalici, la biografia di Giovanni Capaldi, musicista, giornalista, fondatore e docente dell’Istituto Musicale Piccinni, poi Liceo e poi Conservatorio, svelandone aspetti della sua personalità fino ad ora sconosciuti. 

In particolare viene evidenziato il ruolo chiave di Giovanni Capaldi “intellettuale e musicista” nella Bari della prima metà del Novecento, una città in forte sviluppo culturale, che vide il critico musicale fortemente impegnato per dar vita a iniziative di fondamentale importanza per la storia della città, non a caso realizzate nello stesso anno: la creazione dell’Istituto Musicale “Piccinni” in via Melo (poi Liceo Musicale e infine Conservatorio di Stato dal 1960) e l’apertura lungamente preparata dell’Università degli Studi. La mostra attinge dal prezioso archivio di famiglia oggi intitolato a Giovanni Capaldi, vero scrigno di materiali iconografici e documentari che non solo raccontano la vita del fondatore, ma anche quella della Bari musicale e intellettuale della prima metà del Novecento.

L’evento sarà impreziosito da un concerto, che si svolgerà alle ore 19 nella Saletta dell’Aditorium “Nino Rota”, curato dalla prof.ssa Angela Annese ed eseguito da giovani allievi ed ex allievi del Conservatorio che suoneranno brani di musica vocale e strumentale di autori pugliesi: La Rotella e Gervasio –  le cui vicende biografiche si sono intrecciate con quelle di Capaldi – Millico, Paisiello, Giuliani, Van Westerhout e Piccinni. 

Il catalogo della mostra, curato da Maria Grazia Melucci e Dinko Fabris, è pubblicato dall’editore Adda di Bari e rappresenta anche il primo contributo monografico dedicato a Giovanni Capaldi; accoglie anche una serie di scritti di studiosi e testimoni (Annamaria Bonsante, Franco Chieco, Dinko Fabris, Alfredo Giovine, Domenico Losavio, Rino Marrone, Maria Grazia Melucci, Pierfranco Moliterni, Ferdinando Pappalardo, Corrado Roselli, Nicola Scardicchio) che riassumono e approfondiscono le conoscenze sull’uomo e l’artista, inquadrandolo nei contesti in cui si trovò ad operare.

La mostra sarà visitabile, dopo l’inaugurazione di martedì 29 ottobre, dal 30 ottobre al 30 novembre, domeniche escluse, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito; sarà possibile programmate visite guidate.

Per informazioni: mediateca@consba.it


A come Srebrenica

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A come SREBRENICA

PERFORMANCE TEATRALE – Performance intensa ed emozionante. La testimonianza teatrale ricostruisce la storia recente del genocidio di Srebrenica. Un’attrice sola sul palco per più di un’ora diventa narratrice e protagonista di una storia dove la ragion di Stato e gli Interessi di politica Internazionale hanno giocato a Risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Questo spettacolo/ testimonianza ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: aggressori e aggrediti. Ingresso gratuito


“Grappoli di luce” mostra di Salvo d’Avila

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grappoli di luce salvo davila

Il progetto «Tipica Food & Art» di promozione culturale e gastronomica del Gruppo di Azione Locale (Gal) del Sud-Est Barese, promosso in partenariato con i comuni di Conversano, Mola e Rutigliano, sarà ospitato da Sabato 19 Ottobre, nel Museo Archeologico di Piazza XX Settembre.

È un progetto che mira a realizzare un visual tour attraverso le tipicità delle tre città, ponendo in relazione l’arte contemporanea con le risorse agricole e ittiche locali per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale fatto di arte, storia, enogastronomia e tradizioni.

Per l’occasione, alle ore 18 sarà inaugurata la mostra d’arte «Grappoli di luce» dell’artista Salvo D’Avila che proporrà una sua personale interpretazione della tipicità per eccellenza di Rutigliano, l’uva da tavola, in un allestimento curato da Lia De Venere, critico d’arte e docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

Tipica Food & Art ha ricevuto un finanziamento dalla Regione nell’ambito del programma straordinario in materia di cultura e spettacolo ed è realizzato con le associazioni Etra, i «Volontari per la Cultura» e la galleria d’arte «Galleria Cattedrale».

La mostra resterà aperta dal 19 ottobre al 2 novembre, dalle ore 17:00 alle ore 20.00. Ingresso gratuito.

SALVO D’AVILA (Brindisi, 1968). Vive e lavora a Roma. Salvo coltiva la passione di famiglia per le arti visive, specialmente per la pittura, avvalendosi della fotografia, le cui basi tecniche consolida presso la Scuola Romana di Fotografia. I generi nei quali principalmente si cimenta sono il ritratto e la natura morta. Ha tenuto mostre personali in Italia presso gallerie private e istituzioni pubbliche: Galleria Le Muse, Andria (2014) – Borgo San Marco, Fasano (2017 e 2018) – Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, Ministero delle Politiche Agricole, Roma – Ex Convento di San Francesco della Scarpa, Polo Museale della Puglia, Bari – Museo Diocesano, Velletri (2018) e all’estero presso gli Istituti Italiani di Cultura di Stoccarda (2015), Amburgo (2016) e Lisbona (2017).

(info@salvodavila.com)

Così scrive delle opere in mostra la curatrice:
Salvo D’Avila fotografa frutti, ortaggi, fiori riuniti in spazi ristretti, estraendoli dal buio con un fascio di luce o immergendoli in una luminosità abbagliante. A ispirarlo gli esiti più significativi della storia della natura morta, da cui mantiene tuttavia la necessaria distanza, pur dichiarando nei titoli il proprio debito nei confronti dei maestri del passato. Ad accomunare i suoi scatti nessun gratuito virtuosismo, ma una palese sobrietà formale, una ricercata chiarezza compositiva, un’attenzione assidua al dettaglio, che conferiscono alle immagini forte incisività. Tra le opere in mostra, in cui è sempre presente l’uva, alcune rendono omaggio a Juan Sanchez Cotán (1560-1627), il pittore spagnolo autore di originali nature morte, in cui ortaggi, frutti, selvaggina e altri alimenti sono sospesi all’interno di nicchie con l’ausilio di fili di spago. Se le foglie accartocciate sembrano alludere al trascorrere ineluttabile del tempo, alla caducità dell’esistenza umana, come nella vanitas, quel tipo di natura morta diffuso nel secolo XVII, che ricordava attraverso l’allegoria la precarietà di ogni cosa terrena, è certo invece che alle composizioni di D’Avila manca qualsiasi intenzione moralistica. Affabili e insieme dense di significato, le sue nature morte in realtà si fanno emblemi della vitalità della natura, del suo continuo rigenerarsi. In ciò, non solo ricollegandosi al termine stilleven (vita ferma), con cui in Olanda a metà del XVII secolo si definirono le composizioni con soggetti inanimati, ma anche facendo tacito riferimento alla capacità della fotografia di catturare l’attimo e di conferirgli lo stigma della durata.


Art in Music di Pasquale Colucci

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art in music pasquale colucci

Nella Sala Colonnato del Palazzo della Provincia Città Metropolitana di Bari dal 18 al 27 ottobre 2019 negli orari di apertura della Pinacoteca espone il maestro Pasquale Colucci. Tutte opere realizzate di recente ed esposte per la prima volta al pubblico, un’esplosione di colori con dipinti acrilici su tela in armonia con le note musicali di chitarra synth per creare la giusta atmosfera in un suo linguaggio artistico unico che non riproduce il reale ma che ha una propria identità e un’anima in simbiosi con la musica composta e incisa dallo stesso Colucci: il dipinto è l’immagine della sua musica e la musica è il suono del suo dipinto, diventando due opere imprescindibili che nascono e vivono insieme.
Pittore e compositore del sud di Oriolo (CS) ai piedi del Pollino e ai confini con la Basilicata a soli circa 90 km dalla Puglia, nasce nel 1975 a Cosenza e si dedica all’arte e alla musica fin da tenera età frequentando botteghe d’arte e maestri, studiando a Milano dove vive per molti anni portando a termine gli studi al “CPM Music Institute” e studiando successivamente grafica e fotografia. Il richiamo per la luce e i colori del sud avviene presto e fa ritorno nei luoghi del suo cuore, nel contempo intraprende un intenso periodo di viaggi all’estero, dove scopre le culture del mondo e visita i principali musei d’arte.
Un tratto pittorico in linea coi grandi del novecento che racchiude richiami antichi che vanno dalle maschere africane alle incisioni rupestri fino all’arte contemporanea, creazioni dai colori vivaci e mai banali che attraggono e coinvolgono in un viaggio dei sensi fatto di suoni forme e colori.
Nel 2018 a Cosenza la sua prima mostra antologica organizzata dal MiBACT Ministero per i beni e le attività culturali.
L’arte di Pasquale Colucci è stata esposta in tutta Italia e all’estero da New York a Miami, da Londra a Montecarlo, raccogliendo numerosi consensi positivi e diversi premi.

Mostra curata dal critico d’arte Alessandra Primicerio che giudica cosi le opere del Maestro Colucci: ” Nelle opere astratto-geometriche di Colucci le sensazioni e le emozioni , che vengono fuori dal suo inconscio per arrivare all’osservatore attraverso la materia pittorica, vengono idealizzate. L’utilizzo di alcuni colori fluorescenti permettono di uscire dalla dimensione bidimensionale del quadro. Le linee e i colori creano una vivacità travolgente impregnata da una fervente energia. Le sue opere, proiezione emozionale del suo io, si esplicano attraverso un.linguaggio che è sintesi di istinto e ragione. La particolare creatività dell’artista lo porta a riflettere l’espressione della sua anima, con i suoi sentimenti e le sue emozioni. I suoi quadri sono traboccanti di forme geometriche. Con la sua musica cromatica viene fuori l’uomo con le inquietudini, i sogni, le.gioie. I colori si sposano inequivocabilmente con il suono. Emozioni e sogni di Pasquale Colucci si materializzato nelle sue splendide opere.”

Ingresso gratuito


Meditazione in Grotta: ritrova il tuo Guerriero interiore

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meditazione in grotta marta di masi

L’associazione di promozione sociale Jimarà con il pratrocinio di Grotte di Castellana srl presenta un evento unico in Italia: ‘Meditazione in Grotta: ritrova il tuo Guerriero interiore’.

Cosa ha ispirato questo evento?

Nel corso della storia, le grotte furono abitate da primitivi, da eremiti, da monaci… diversi santi, dopo anni di isolamento e meditazione nelle grotte, raggiunsero l’illuminazione. E’ una tendenza naturale: la grotta infatti ricorda il grembo della madre, come luogo protetto, tranquillo e buio, di riposo da ogni stimolo esterno e di conservazione.
In più, è ormai conosciuta l’haloterapia: apposite grotte di sale vengono oggi utilizzate per bambini e adulti affetti da patologie delle vie respiratorie per i sali disciolti nell’aria.
L’ambiente incontaminato, schermato dalle radiazioni, e il particolare microclima delle Grotte di Castellana favoriscono un rilassamento profondo e assieme alla meditazione un miglioramento generale delle condizioni psicofisiche.

Il Guerriero Interiore

Questa meditazione sarà dedicata all’incontro col proprio guerriero che, sulla scia del Viaggio dell’Eroe, potrà ritrovare tutta la sua forza e vitalità per affrontare al meglio le sfide di ogni giorno. Sarà un momento unico per ricontattare il proprio Sé più autentico e rigenerarsi, grazie alla musica binaurale appositamente scelta dalla naturopata e counselor di BTE Marta DI Masi.

ore 19:30 Raduno presso gli ascensori delle grotte di Castellana
Discesa in Grave per mezzo degli ascensori entro le ore 19:50

START ore 20:00 Meditazione Ritrova il tuo Guerriero Interiore con Marta Di Masi
FINE ore 21:30 massimo

INGRESSO GRATUITO con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 3381403375 fino a esaurimento posti.

Vestiti con abiti comodi possibilmente chiari e maglioncino o giacca comoda, la temperatura nelle grotte è di circa 16,5°C.

PORTA IL TUO TAPPETINO YOGA E UNA COPERTA O PLAID (per chi vorrà meditare seduto, le sedie sono presenti in loco).


“Bitritto Sotterranea” – I tesori nascosti

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bitritto sotterranea pugliarte

L’associazione PugliArte sostenuta dal comune di Bitritto organizza per il giorni 27-28-29 di settembre la II edizione di:“Bitritto Sotterranea”, una mostra unica nel suo genere, nella quale i visitatori potranno ammirare reperti archeologici delle diverse epoche susseguitesi nell’antico centro di Bitritto, appartenenti alla Collezione Privata “Pasquale Raso”. La mostra, voluta dal Comune di Bitritto e dall’Associazione PugliArte, è nata dalla volontà di recuperare il Castello ed adibirlo sempre più a contenitore culturale, si vuole dunque aprire il cuore di Bitritto ai suoi cittadini e non. La suggestiva location testimonia e racconta essa stessa la storia di Bitritto, centro del potere politico, militare ed economico. Il percorso storico sarà strutturato da guide abilitate della regione Puglia e prenderà in esame soprattutto la zona ipogeica, riemersa dopo i restauri avvenuti negli anni 70′ del novecento.

Ingresso gratuito

Le visite guidate saranno organizzate nei seguenti orari:
27/09 ore 17.00 – 19.00
28/09 ore 10.30 – 12.00 – 17.00 – 19.00
29/09 ore 10.30 – 12.00 – 17.00 – 19.00

Gli intermezzi teatrali saranno organizzati nelle seguenti date:
28/09 ore 20.00
29/09 ore 11.00
29/09 ore 19.00

Le visite guidate devono essere prenotate a info@pugliarte.it indicando un cognome, il numero di partecipanti, il giorno e l’orario scelto.