“Tesoro mi si è allargata la famiglia” con Gianfranco D’Angelo

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Gianfranco e Demo, padre e figlio, entrambi attori, vivono insieme
con la governante, ucraina, con loro da molti anni , il cui vero nome Kakkalia Piscialia cambiato in Italia in Simo.
Gianfranco è un attore molto famoso che lavora con il figlio il quale, per arrotondare, compra e vende prodotti sul web.
Entrambi divorziati, vivono insieme per risparmiare sulle spese.
Jacopo, figlio di Demo, con la scusa che deve sostenere un provino per il ruolo di Romeo irrompe a sorpresa in casa di padre e nonno. Il padre lo tratta con distacco e fastidio cercando di dissuaderlo dal fare l’attore.
Jacopo ha la “zeppola” “come potrebbe sostenere il ruolo di Romeo?
La mediazione di Gianfranco convince Demo ad aiutare il figlio a preparare il provino, che verrà preparato da : Demo regista, Gianfranco balia e frate, Simo , suggeritrice (ucraina), l’improbabilità della situazione la renderà molto divertente.
Il campanello della porta interrompe le prove. Demo è convinto che sia in arrivo una dei suoi strampalati acquisti, invece fa la sua entrata come un uragano una ragazza “over size” che dichiara di essere sua figlia: Manuela.
Demo non vuole credere a una parola; con i problemi che ha ci manca pure una figlia ! Gianfranco e Jacopo , invece, la accolgono con affetto e simpatia. Jacopo, soprattutto, la invita a fare il provino con lui nel ruolo di Giulietta.
Ma Gianfranco e Demo debbono anche provare il loro spettacolo, cosa che fanno con i ragazzi e Simo a far da spettatori ( è l’occasione per Gianfranco e Demo di recitare alcuni dei loro cavalli di battaglia).
Il tempo ormai è trascorso, Manuela si è ormai convinta di aver trovato una famiglia che l’ha accolta con affetto.
Solo ora, inserita e benvoluta nella famiglia, confesserà di essere latrice di una lettera scritta dalla mamma e indirizzata al papà.
Colpo di scena! La lettera svelerà che la mamma di Manuela quella famosa notte l’aveva trascorsa con Gianfranco che, sbigottito, non ci vuole credere.

Teatro Santa Lucia
Via Don Rocco Passiatore, 7 – Gioia del Colle (Bari)
Domenica 4 febbraio 2018
Biglietto euro 15,00
Info. 080 3481162


MY PLACE – IL CORPO E LA CASA di Silvia Gribaudi

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MY PLACE – IL CORPO E LA CASA

Next, la scena giovane del teatro italiano

Un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale

Ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli

Regia Silvia Gribaudi

Assistente alla regia Roberto Riseri

Con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli

Disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti

Foto Michela Di Savino

Ho un luogo interno che non conoscevo, ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.

M. Rilke – I quaderni di Malte Laurids Brigge

In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere, oneste e ben diverse da quelle che ancora oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile.

Il corpo – casa è l’immaginario intorno a cui si sviluppa il lavoro di scena, da quel luogo le attrici partono per svelare momenti di fragilità e di bellezza, per restituire spaccati di intimità, per disvelare un posto segreto, un luogo fisico o uno spazio dentro di noi, comunque territorio della visione. Poche parole, quadri visivi, corpi in movimento. Un racconto fisico che va a indagare i luoghi dell’intimo.

Telefono: 080 3484453


Emidio Clementi e Corrado Nuccini in “Quattro Quartetti”

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ASSOCIAZIONE CULTURALE OMBRE
presenta:

INDIEsposizioni – 1° edizione
EMIDIO CLEMENTI & CORRADO NUCCINI:
QUATTRO QUARTETTI (T.S. ELIOT)
Un viaggio dal cuore del cosmo, un luogo segreto dello spirito.

Venerdì 2 febbraio, alle ore 21:00 presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle, per il quarto appuntamento con Indiesposizioni EMIDIO CLEMENTI (Massimo Volume) & CORRADO NUCCINI (Giardini di Mirò) presentano lo spettacolo QUATTRO QUARTETTI (T.S. ELIOT): Un viaggio dal cuore del cosmo, un luogo segreto dello spirito.

INDIEsposizioni è un’iniziativa, ideata e curata dall’Associazione Culturale Ombre, atta a promuovere la cultura musicale indipendente italiana in contesti alternativi. Una rassegna musicale, dei workshop, presentazioni di libri ed incontri con artisti, in un palinsesto multidisciplinare organico in grado di raccontare la scena musicale indipendente Italiana.

L’Associazione Culturale Ombre, attiva da nove anni sul territorio nella creazione di nuovi pubblici teatrali, in questa occasione si propone nello specifico di orientare pubblici all’ascolto musicale, definendo nuove e più innovative mappe di fruizione dello spazio teatrale.

Ci vuole coraggio a decidere di prendere un classico letterario del ‘900 – i “Quattro Quartetti” del poeta e critico letterario statunitense T.S. Eliot – e reinterpretarlo in maniera completamente inedita.
Coraggio che evidentemente non manca ad Emidio Clementi e Corrado Nuccini che proprio dalla rielaborazione dei “Quattro Quartetti” decidono di ripartire dopo avere iniziato a collaborare insieme per lo spettacolo/reading tratto da “La ragione delle mani” (raccolta di racconti firmati proprio da Emidio Clementi e pubblicati da Playground) e per “Notturno americano” dove la scrittura di Clementi intrecciava il suo percorso con quella di Emanuel Carnevali in quello che voleva essere a tutti gli effetti un tributo all’autore e un omaggio alla letteratura americana, diventato poi anche un disco uscito per Santeria/Audioglobe. Un percorso nato da un’amicizia e che arriva a compimento ora con quello che è a tutti gli effetti il primo disco ufficiale firmato in coppia dal duo.

T.S. Eliot impiego quasi otto anni – dal 1934 al 1942 – per terminare i suoi “Quattro Quartetti” (un poema unico composto da quattro sezioni differenti scritte in periodi diversi e anche abbastanza distanti l’una dall’altra). Un vero e proprio classico moderno che è riuscito a superare indenne lo spettro del tempo senza invecchiare mai davvero o vedere scemare il suo fascino. Quattro quartetti come sono quattro i luoghi che fanno da titolo alle diverse sezioni (Burnt Norton, East Coker, The Dry Salvages e Little Gidding) e che rimandano direttamente alle quattro stagioni (autunno, inverno, primavera ed estate) e ai quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco), per quello che può essere inteso a tutti gli effetti come un viaggio all’interno della natura umana.
Negli anni sono tantissimi gli autori che hanno provato a rielaborarlo e altrettanti sono gli attori che ne hanno fornito una loro interpretazione, ma nessuno aveva provato a fondere l’elemento ritmico già presente nelle parola di Eliot con un tessuto musicale inedito, composto per l’occasione e che prova a far convivere trame sonore vicine alla musica ambient con suggestioni etniche e improvvise impennate chitarristiche.
Un lavoro che è a sua volta un vero e proprio disco che ha senso anche come opera a sé pure per chi non possiede alcuna confidenza con il poema di Eliot, qui declamato alla perfezione da Emidio Clementi su una traduzione Garzanti del 1994.

Emidio Clementi e Corrado Nuccini sono due figure cardine della musica italiana.
Il primo ha attraversato da protagonista tre decenni con il suo lavoro con i Massimo Volume, El Muniria e Sorge. Ha scritto tre romanzi (La notte del pratello, L’ultimo dio e Matilde e i suoi tre padri) pubblicati da Fazi Editore e Rizzoli. Insegna scrittura creativa all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.
Corrado Nuccini è uno dei fondatori dei Giardini di Mirò vera e propria colonna della musica indipendente italiana, molto apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali e i suoi progetti collaterali – Nuccini e Vessel – hanno avuto ottimi riscontri di pubblico e critica.
Ha curato gli spettacoli Toxic Love e Stranger Music dedicati alla musica di Lou Reed e Leonard Cohen. “Stranger Music” è diventata anche una compilation tributo pubblicata da 42 Records e Punk not Diet! con nomi come His Clancyness, Le Luci della centrale elettrica, Albanpower e lo stesso Emidio Clementi (tra gli altri).

Al termine dello spettacolo, il giornalista Michele Casella (Repubblica Xl) intervisterà l’artista per Pool Magazine, media partner della rassegna.

L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Gioia del Colle.

Biglietti: 10 euro
8 euro per gruppi di 5 persone

Disponibile a breve la vendita online.
Info: 3295411644 – 3455259883


INDIEgeni, ritratti di musica indipendente

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indiegeni ritratti di musica indipendente teatro rossini

Il quarto appuntamento con INDIEsposizioni, iniziativa ideata e curata dall’Associazione Culturale Ombre, sarà ancor più ricco quale occasione culturale, provando a moltiplicarsi in svariate esperienze.
Infatti, oltre alla multisensorialità concentrata nella performance di Emidio Clementi e Corrado Nuccini con “Quattro Quartetti”, tratta da T.S. Eliot, il progetto INDIEsposizioni vedrà ampliare il già virtuoso telaio di suggestioni della serata – tra letteratura, sperimentazione musicale e video – aggiungendovi una ‘quarta dimensione’: la mostra “INDIEgeni, ritratti di musica indipendente.” dell’illustratore Effe, a confermare la ‘vocazione’ di INDIEsposizioni a promuovere, in un palinsesto multidisciplinare organico, la cultura musicale indipendente italiana in contesti e linguaggi alternativi, stavolta in collaborazione con l’Associazione Articolazioni – Fabbrica delle Arti Cinetiche di Castellaneta (Ta).

“INDIEgeni” nasce per gioco, senza alcuna specifica velleità, fino a diventare una piccola raccolta di irriverenti raffigurazioni che, per puro divertimento, si amplia e fa simpaticamente il verso alle suggestioni e ai protagonisti di alcuni tra i brani più iconici del panorama indie italiano.
Alla sua prima, INDIEgeni, che è un progetto tutto in divenire, è in effetti un preludio per approcciare l’illustratore Effe, sotto il quale pseudonimo si celano l’arch. Francesco Di Dio e le sue matite, più ampliamente raccontate dal lavoro “E vissero tutti felici o quasi” già in prossima programmazione. Pertanto in questo caso, la musica è lo spunto mentre il teatro il tempio per consacrare al pubblico quello che nasce come ludico e giocoso.
Per Effe è questo un pretesto con cui svelare qualcosa in più di sè, attraverso il disegno ed una parte della musica che ascolta. La scelta operata è di fatto una scelta tra cuore e pancia, nel ritratto di artisti che segue da anni con passione e curiosità, visti crescere nella loro gavetta, ascoltati inseguendoli e ricercandoli nei live tra i festival ed i palchi più disparati.
L’idea di combinare musica e illustrazione è un piccolo aspetto dell’attuale produzione di EFFE ed è nata in maniera assolutamente spontanea per dare voce all’esigenza di far dialogare tra loro due tra le sue più grandi passioni.
La mostra INDIEgeni e la scuderia illustrata di artisti del panorama indipendente musicale italiano inaugurano e completano il quarto appuntamento con INDIEsposizioni, un’iniziativa, ideata e curata dall’Associazione Culturale Ombre, atta a promuovere la cultura musicale indipendente italiana in contesti alternativi. Una rassegna musicale, dei workshop, presentazioni di libri ed incontri con artisti, in un palinsesto multidisciplinare organico in grado di raccontare la scena musicale indipendente Italiana.

Francesco Di Dio nasce nel 1977 a Castellaneta nella Puglia assolata. Dopo la maturità classica, consegue la laurea in architettura e, a Milano, un master in event management.
Nel 2007 pubblica “Quel giorno per caso”, il suo primo romanzo. È dal 2013 nella direzione artistica del Castellaneta Film Fest, festival cinematografico di cui è cofondatore ( http://www.castellanetafilmfest.it/ ) .
Subisce l’incanto dell’illustrazione proprio in seguito a curatela e allestimento delle mostre nell’ambito del contest di cui è uno degli ideatori.
Alimenta la sua passione masticando Pratt e i contemporanei Somà, Mori, Bessoni, Ana Juan.
Disegno e scrittura sono il suo “boccaglio”.
“INDIEgeni” ed “E vissero tutti felici o quasi” sono le sue più recenti avventure. Disegna con lo pseudonimo Effe.


Otto, autobiografia di un orsachiotto – Giornata della Memoria

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giornata della memoria gioia del colle castello svevo

“OTTO, AUTOBIOGRAFIA DI UN ORSACHIOTTO”, in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA lettura animata e laboratorio creativo dall’emozionante racconto per bambini di Tomi Ungerer.

SABATO 27 GENNAIO 2018 alle ore 10.00 e DOMENICA 28 GENNAIO 2018 alle ore 17.30 nel CASTELLO DI GIOIA DEL COLLE.
Necessaria la Prenotazione al tel./fax 0803491780 oppure via e-mail all’indirizzo castello.gioiadelcolle@novaapulia.it

Bambini e ragazzi saranno coinvolti dal racconto animato del peluche Otto e di due bambini: tre compagni di gioco inseparabili che solo una stella gialla cucita sul petto e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre, perché un giocattolo amato non si abbandona mai davvero. Per fortuna Otto ha imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia perduta e ritrovata, perché in un’imbottitura c’è spazio per tantissimi ricordi.


Convegno e spettacolo per la Giornata della Memoria

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gioia del colle teatro rossini giornata della memoria 2018

SIC! ProgettAzioni Culturali, Università della Terza Età e del Tempo Libero – Gioia del Colle, C.F.F. e il Nomade Venerabile, con il patrocinio del Comune di Gioia del Colle, la collaborazione di Associazione 21 luglio e Arte in Scatola di Valerio Pastore ed il sostegno di FITA Puglia, in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA 2018 presentano un convegno e uno spettacolo teatrale per riflettere sulla persecuzione di Rom e Sinti durante il nazi-fascismo: una feroce pagina di storia troppo spesso dimenticata.

sabato 27 gennaio alle ore 18.30
Chiostro Comune di Gioia del Colle
“PORRAJMOS, La persecuzione di Rom e Sinti in Italia durante il fascismo”, convegno organizzato da Associazione 21 luglio, impegnata nel supporto di gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e di discriminazione, in collaborazione con Comune di Gioia del Colle e Sic! ProgettAzioni Culturali.

SALUTI
Gualberto Giandomenico, Presidente Sic! ProgettAzioni Culturali;
Donato Lucilla, Sindaco del Comune di Gioia del Colle;
Anna Maria Longo, Assessore alle Culture del Comune di Gioia del Colle.
INTERVENGONO
Luca Bravi, docente presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Firenze, autore di numerose pubblicazioni relative alla storia dei rom e dei sinti in Europa legate in particolare ai temi dell’internamento, dello sterminio e della successiva storia della scolarizzazione;
Stefano Pasta, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, giornalista di Famiglia Cristiana;
Eva Rizzin, responsabile scientifico dell’ Osservatorio nazionale sull’Antiziganismo istituito presso il CREAa (Centro di Ricerche Etnografiche e di Antropologia applicata “Francesca Cappelletto”, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona);
Ernesto Grandini, Associazione Sinti di Prato.

A moderare il dibattito Carlo Stasolla, Presidente dell’Associazione 21 Luglio. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa nell’implementazione delle politiche rivolte alle comunità rom. E’ stato membro della Commissione parlamentare per la lotta al razzismo e alla xenofobia.

Al termine del convegno, sabato 27 gennaio alle ore 21.00 e domenica 28 gennaio alle ore 18.30, presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle, andrà in scena
“IL MIO INV(F)ERNO… vita da zingaro”
spettacolo scritto e diretto da Maurizio Vacca e co-prodotto da Sic! ProgettAzioni Culturali e Comune di Gioia del Colle in collaborazione con l’Università della Terza Età di Gioia del Colle. Le musiche originali saranno affidate al gruppo musicale C.F.F., presente sul palco assieme a 8 giovani attori del laboratorio teatrale Chièdiscena, condotto dallo stesso Vacca.
In scena la straordinaria storia di Johann Wilhelm Trollmann “Rukeli”, pugile sinto che, nella Germania di Hitler, osò sbeffeggiare la retorica nazista, in un drammatico percorso culminato nella deportazione e nella morte, a cui però sopravvive una splendida lezione di libertà. Per l’occasione, l’illustratore Valerio Pastore ha tradotto in immagini questo racconto, realizzando il libretto di sala dello spettacolo alla maniera di una graphic novel.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria da effettuarsi presso il botteghino del Teatro Rossini a partire da martedì 16 gennaio 2018 (apertura botteghino martedì e giovedì 18.00 – 20.00; mercoledì 10.00 – 12.00; tel.0803484453).

Per maggiori informazioni
sic.progettazioniculturali @gmail.com – 3289569724


ANFITRIONE al Teatro Rossini

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ANFITRIONE

Musiche dal vivo Michele Jamil Marzella

Spazio scenico e luci Vincent Longuemare

Costumi Cristina Bari e Teresa Ludovico

Cura del movimento Elisabetta Di Terlizzi

Assistente alla drammaturgia Loreta Guario

Con Michele Cipriani, Irene Grasso, Demi Licata, Alessandro Lussiana, Michele Schiano di Cola, Giovanni Serratore

Scritto e diretto Teresa Ludovico

Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona? Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più, e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono! Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione, scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi.

Telefono: 080 3484453


NATHALIE CALDONAZZO in “Dichiarazioni d’amore” al Teatro Santa Lucia

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Nathalie Caldonazzo
con Vito De Girolamo e Carlo Loiudice in

DICHIARAZIONI D’AMORE

Regia di Enrico Maria Lamanna

Luci Stefano Pirandello – Costumi Teresa Acone

è una produzione di Francesco Serio per CDB PRODUZIONI srls

Una commedia divertente che vede impegnata Nathalie Caldonazzo alle prese con due uomini in cerca d’amore. Ecco le note di regia: Due uomini, due attori, due amici. Un teatro forse abbandonato forse no. Entrambi con un dolore un segreto d’amore. Sera… tanta pioggia… atmosfera magica. I due provano si confessano citano poeti… all’improvviso una donna bagnata per la pioggia, bellissima. Ha sbagliato teatro o forse no. Si unisce alla storia dei due romantici. Ascolta, aiuta… recita con loro. Fuori piove. Il gioco si fa intenso, divertente. La soluzione è vicina… l’alba appare. In quel teatro non è tutto come prima. Come l’amore. La donna sparisce, forse non c’è mai stata o forse sì. Il sole… nuovo giorno… i due amici sorridono… Nell’ aria un dolce profumo di lillà… lo stesso della donna appena entrata… lo stesso dell’amore.

Per informazioni e acquisto di abbonamenti e biglietti prego recarsi al botteghino del Teatro Santa Lucia sito in Via Rocco Passiatore, 7-13. Tel. 080 3481162 – 338 2210486 – 328 5623062


TUTTE LE DONNE DI WILLIAM con Ilaria Lacriola, regia di Simona De Tullio

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TUTTE LE DONNE DI WILLIAM

Assistente alle coreografie Ilaria Lacriola

Musiche Ivan Iusco

Con Ilaria Lacriola, Rita Giannuzzi, Giovanna Lasciarrea, Roberta Chiarelli, Maria Shurkahl

Coreografie e regia Simona De Tullio

“Abbiamo voluto far parlare i corpi delle donne, raccontare l’amore, gridare la passione, sperimentare, giocare con le danzatrici, ricercare un linguaggio nuovo per far parlare di William, il nostro William. La danza, i corpi…i corpi, l’amore…l’amore e la morte. Desdemona, Ofelia, Lady Macbeth e Giulietta ci raccontano le loro storie, le nostre storie. I corpi si ribellano alla violenza, l’ordine viene distrutto dall’eccesso di amore, amore viziato per la donna. Il lavoro coreografico incalza fino alla sua stessa distruzione, la partitura si perde e rimangono esseri umani, solo corpi soli.”

Telefono: 080 3484453


IO NON SONO UN GABBIANO di Stefano Cordella

In il

IO NON SONO UN GABBIANO

Next, la scena giovane del teatro italiano

ispirato a Il Gabbiano di A. Cechov

Compagnia OYES

con Camilla Pistorello, Camilla Violante Scheller, Francesco Meola, Umberto Terruso, Dario Merlini, Dario Sansalone, Fabio Zulli, Daniele Crasti

assistente alla regia Noemi Radice

ideazione e regia Stefano Cordella

“Siamo partiti da un soggetto originale ispirato a Il Gabbiano di A. Cechov. Dopo una prima fase dedicata alla condivisione di temi e suggestioni legate al testo e all’idea di riscrittura abbiamo lavorato in improvvisazione per permettere ai personaggi e alle relazioni tra essi di prendere vita. Solitamente il cuore di quello che poi sarà il testo definitivo scaturisce da questi primi incontri in cui i vincoli sono pochi e l’attore è libero di “giocare” senza razionalizzare eccessivamente. Le seguenti sessioni di prova serviranno a definire le situazioni e tirare le fila della drammaturgia: alterneremo scritture automatiche a vere proprie scene elaborate a tavolino. Ogni attore sarà anche autore del proprio personaggio insieme al regista che poi si occuperà di scegliere e assestare i pesi drammaturgici. L’ultimo step sarà quello del montaggio in cui sperimenteremo diverse soluzioni sceniche grazie anche alla collaborazione con il team tecnico (luci, suoni e costumi) fondamentale per dare corpo e ritmo allo spettacolo” Stefano Cordella.

Telefono: 080 3484453