ESILIO con Serena Balivo e Mariano Dammacco

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ESILIO

Con Serena Balivo e Mariano Dammacco

Ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco

Con la collaborazione di Serena Balivo

Uno spettacolo che trasfigura le angosce contemporanee in un’aura fantastica, esalta la voce della coscienza e unisce tratti da commedia dell’arte a eco kafkiane.

Esilio di Mariano Dammacco, secondo capitolo della Trilogia della Fine del Mondo, presentato in prima nazionale a Primavera dei Teatri lo scorso giugno, è un atto d’accusa contro la società odierna, ma anche un esercizio di stile che rispecchia alla perfezione gli stilemi di Cechov. Una sorta di Charlot disorientato, dai baffetti sottili, dagli sproporzionati abiti maschili e dall’incedere fantozziano, interpretato da una Serena Balivo in stato di grazia; l’intercalare, sul palco e fuori campo, di una coscienza in abito bituminoso, centellinata da un Dammacco versione cammeo: protagonista di “Esilio” è un uomo contemporaneo alle prese con le proprie fragilità.

Esilio è uno spettacolo notturno sublimato dalle note di pianoforte, che unisce un meticoloso teatro di parola alle suggestioni del teatro di figura.

Resta la sensazione di una drammaturgia d’autore densa di riferimenti colti mai ricercati o esibiti, sempre sopiti e impliciti, spontanei, inconsciamente interiorizzati. Ne scaturisce un’arte ricercata eppure popolare, capace di toccare corde universali, poiché usa registri e linguaggi accessibili a tutti.

Telefono: 080 3484453


“Hotel Lausanne” in scena al teatro Rossini

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Coperte Strette
HOTEL LAUSANNE

“Mi domando cosa sarei stato io, se non ci fosse stato lui”, Sosia ufficiale italiano di Michael Jackson.
All’interno di Hotel Lausanne si esibiscono Maria Lina e Uguale, sosia di Marilyn Monroe e Adolf Hitler, due personaggi in crisi di identità e alla ricerca di un proprio posto nel mondo. Siamo all’ultima esibizione all’interno dell’Hotel; è un’esibizione sostenuta con leggerezza ma dove assistiamo al disfacimento e al crollo del meccanismo che finora li ha sorretti – tra suoni che non partono quando dovrebbero, incidenti di percorso, dimenticanze – in un gioco al massacro dove l’unica vera soluzione, la soluzione finale, sembra essere quella di barricarsi all’interno dell’Hotel, di chiudere lì, con l’ultima esibizione, forse con la vita, andando a rendere definitiva l’identificazione dei sosia con i due idoli.
Hotel Lausanne è un luogo allo stesso tempo concreto e astratto, interiore: è l’hotel, l’albergo, l’involucro che ospita la nostra anima. È il corpo.

TICKET: 5 euro (ridotto 3 euro)

>>>Acquista Biglietti

Per informazioni
il martedì e il giovedì 18.00 – 20.00
il mercoledì 1o.00 – 12.00
tel. 0803484453
teatrorossinigioia@gmail.com


FARFALLE di Ilaria Cangialosi al Teatro Rossini

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Centro Antiviolenza Andromeda presenta
In collaborazione con Ass. Culturale Ombre
FARFALLE
Scritto e diretto da Ilaria Cangialosi
In scena: Sara Bevilacqua, Arianna Gambaccini, Angela Iurilli, Ilaria Cangialosi
Assistente regia Giulia Fanelli
Disegno luci Vincent Longuemare
Costumi Micaela Colella
Progetto grafico Nina Viviana Cangialosi
Foto di scena/ tecnico luci Ambra Abbaticola

La scena è vuota.
Ad accogliere il pubblico c’è Dedé, ci mostra fotografie antiche, raccontando piccoli aneddoti della sua famiglia. E’ ancora giovane ma già zia di sette nipoti. Li crescerà da sola. Da loro prenderà la forza. Vivere per raccontare. Raccontare per mantenere vivo il filo della memoria. I ricordi sono racchiusi nella sua casa. Li scopre. Si Siede.

Tre figure appaiono come in un sogno.

A Chissà cosa sono stata?
B Ho le ali spezzate
C hai un vestito bellissimo
A E voi chi siete?
B forse siete stelle…
A Si, stelle meravigliose
A B C Stelle o farfalle? (….)

Lo spettacolo narra la storia delle sorelle Mirabal, nate ad Ojo de Agua (Repubblica Domenicana, tra il 1923-1960) sotto il severo regime trujillista. Le famiglie furono spogliate di ogni bene a favore della Patria, per ordine del generale Rafael Leónidas Trujillo. Il regime durò più di trent’anni, circa 30.000 haitiani furono uccisi in nome dello “sbiancamento razziale” a causa di una politica xenofoba, 50.000 vittime in tutto. Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal crebbero in una famiglia benestante, tra libri, musica, principi di tolleranza e amore, svilupparono così nei confronti del regime un senso di rivendicazione e giustizia. Hanno lottato durante tutta la loro vita contro il regime, nascondendo gli haitiani prima e diventando attiviste poi, senza cedere mai alla paura. I loro ideali di parità, libertà e democrazia, indussero le tre sorelle a divenire l’anima del “Movimento 14 giugno” (movimento rivoluzionario nella lotta alla dittatura). La parola d’ordine del movimento era “Mariposas”, “Farfalle”. Le farfalle si moltiplicarono velocemente, il movimento contava più di 20.000 adesioni, divenne così sempre più temuto da parte del dittatore generale Trujillio che reagì con severa repressione nei confronti di tutti coloro che vi aderivano. Le sorelle Mirabal furono perseguitate, arrestate e infine assassinate il 25 novembre del 1960, la loro morte indignò così tanto il paese che distanza di pochi mesi Trujillo fu assassinato e con lui cadde il regime.

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiara, in loro memoria, il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Non è della morte che vi vogliamo parlare ma della vita, della forza, del coraggio, della determinazione di queste donne che cambiò per sempre le sorti del loro paese. Vogliamo raccontare delle “Farfalle” di come si liberano dal bozzolo, lasciando mille chiazze rosse sulle case abbandonate, lasciando il Segno. Entreremo nella loro casa, mentre studiano, si laureano, si sposano, diventano madri, senza mai smettere di lottare, di fare sogni di Libertà, di Giustizia, di Cambiamento, di Coraggio”

Ci piace pensare che quel giorno, Patria, Minerva e Mati non abbiano più smesso di volare.

“Non regalerò mai il mio odio a chi ha spezzato la loro vita” (…)


GIULIETTA E ROMEO di Fabrizio Monteverde

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GIULIETTA E ROMEO

Balletto di Roma

Di Fabrizio Monteverde

Il Balletto di Roma in uno dei suoi titoli di maggior successo, Giulietta e Romeo di Fabrizio Monteverde, una creazione che segue fedelmente il testo di Shakespeare e la celebre partitura di Prokovief, e si dipana in una scrittura coreografica straordinariamente e meravigliosamente “asciutta”.

I due amanti immaginati dal coreografo-metteur en scène Fabrizio Monteverde sono messi in risalto da una danza originale, non soggiogata dai temibili riferimenti ‘storici’, ma autonoma e sicura nel mettere a fuoco dal plot shakespeariano, scavando con ispirazione ‘rabbiosa’ nei sentimenti e nei caratteri dei personaggi; senza risparmiarsi echi cinematografici (da qui il riferimento nell’ambientazione e nei costumi, al cinema neorealista di Rossellini e Visconti), ma anche da riferimenti letterari (così che la Governante di Giulietta ha inquietudini e fremiti che ricordano l’omonima creatura di Brancati), o da citazioni di usanze e costumi tradizionali.

Un’audace manipolazione dell’opera originale che insiste sui sentimenti e sulle idee universali che ancora oggi fanno breccia nei lettori di Shakespeare e che risuonano ancora più forti nella loro traduzione in danza, attraverso lo stile energico e travolgente del coreografo e regista Fabrizio Monteverde.

Telefono: 080 3484453


“TI PRESENTO PAPÀ” commedia di G. Della Misericordia al Teatro Santa Lucia

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Commedia brillante in 2 Atti di Giuseppe Della Misericordia (Vincitore del concorso “Una commedia in cerca d’autori” edizione 2014).

Mauro e Alessandro si incrociano imbarazzati, tra un appuntamento e l’altro, in casa di una escort: non possono certo immaginare di essere rispettivamente il padre e il fidanzato di Chiara ma… lo scopriranno prestissimo: quella stessa sera a cena! Dopo un momento di panico reciproco, si srotola –non senza nodi e ingarbugli- il gomitolo di una esilarante commedia degli equivoci, dove non ci sono né buoni né cattivi ma solo persone, tutte con le loro fragilità. Bugie, segreti, promesse e scommesse si susseguono e si intrecciano vorticosamente in un reciproco giudicarsi e provocarsi. Una riflessione esasperata sulle contraddizioni della famiglia e della coppia nella società contemporanea.

Per informazioni e acquisto di abbonamenti e biglietti prego recarsi al botteghino del Teatro Santa Lucia sito in Via Rocco Passiatore, 7-13. Tel. 080 3481162 – 338 2210486 – 328 5623062


“Stavamo meglio quando stavamo peggio?” commedia comica di Lino Conte

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stavamo meglio quando stavamo peggio lino conte

Stavamo meglio…quando stavamo peggio? Un grande successo degli anni ’90, quando questa commedia è stata rappresentata per la prima volta e che fece veramente discutere per la valenza della trama, considerata di grande spessore sociale e che oggi, a distanza di circa trent’anni, si presenta ancora più attuale.
L’autore si fa interprete di una delle espressioni più ricorrenti negli attuali momenti di crisi di ogni livello: da quella economica a quella dei valori e della vita stessa e si domanda: “Stavamo meglio… quando stavamo peggio? L’espressione è come un ritornello che si tramanda, nella trama della commedia, attraverso tre generazioni: quella del nonno, quella del figlio e quella del nipote. E’ per questo che le tre generazioni a confronto finiranno per coinvolgere lo stesso pubblico, per far concludere che si stava meglio quando si credeva di stare peggio. Un titolo proverbialmente estratto da Lino Conte per la messa in scena di questa commedia, nell’intento di creare contrapposizione dialettica generazionale. Leitmotiv di questo intreccio sono la musica, il canto e i balli degli anni ’60. Per non parlare dell’assillo dell’autore e della paura al tempo stesso: quella di perdere la grande produzione di frutti di mare, di cozze e di ostriche. C’è tutto, insomma, in questa storia ambientata negli anni ’60 nella dolce atmosfera della primavera, che attraverso vicende sentimentali e di ordinaria quotidianità che svelano contraddizioni difficilmente assimilabili: da un lato le tradizioni a cui siamo profondamente legati, dall’altro gli irresistibili richiami del “miracolo economico”. Quel miracolo, che se da un lato “illude” il fatto di dover stare meglio con il “nuovo”, dall’altro, la corsa inesorabile per raggiungerlo, senza tenere presente il “passato”, scuola maestra per la ricostruzione del nuovo, anzi ignorandolo, provocando, purtroppo, la grande amarezza del nonno, che d’improvviso si sente inutile e abbandonato, o meglio come egli sostiene “’un vecchio straccio, messo da parte e che non serve più”. Un testo, veramente, di grande comicità ma di altrettanta riflessione.
Questi i protagonisti : Lino Conte, Onofrio La Gioia, Marisa Lopalco, Antonello Conte, Monica De Leo – Valeria Conte, Peppino Fanigliulo, Angela Solito, Francesco Donvito, Dino Vozza e Caterina Chimienti. La Regia è di Lino Conte.

Info. 0803481162


Il sindaco Pescatore con Ettore Bassi

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Panart Produzioni
Ettore Bassi
IL SINDACO PESCATORE
tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo; testi di Edoardo Erba
regia ENRICO MARIA LAMANNA

Raccontiamo e soprattutto ricordiamo la storia di un eroe normale, Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. Un uomo normale e straordinario in una regione malata e straordinaria come la Campania. Un uomo che ha sacrificato con la sua vita l’impegno di amministrare per difendere e migliorare la sua terra e le sue persone. La sua opera di uomo semplice onesto e lungimirante attraverso l’inizio della sua carriera politica, i successi straordinari ottenuti sul campo del Cilento nell’ottica del Bene Comune, compresa l’operazione Dieta Mediterranea assunta grazie a lui a Patrimonio dell’Unesco, fino al suo tragico epilogo.

TICKET:
12 euro platea e I ordine (ridotto 10 euro)
8 euro II e III ordine (ridotto 6 euro)

INFO:
Tel: 0803484453
Mail: teatrorossinigioia@gmail.com
Botteghino: Martedì e Giovedì dalle 18:00 alle 20:00, Mercoledì dalle 10:00 alle 12:00

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IL MISANTROPO di Molière

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IL MISANTROPO

di Molière

traduzione e adattamento di Francesco Niccolini

regia di Tonio De Nitto

con Ippolito Chiarello e Angela De Gaetano

e con Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Franco Ferrante, Luca Pastore, Fabio Tinella.

Il Misantropo è un testo che arriva stretto come un nodo alla gola: la disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso o nella totale evasione dalla legalità.

Sentirsi un extraterrestre perché non allineato, uno stupido perché onesto, un cinico perché non interessato al clamore del mondo, un algido perché il cuore non saltella ad ogni minima occasione. Alceste non respinge ma è respinto da una società in cui non si riconosce, da un amore che non sa scegliere, da processi in cui è chiamato in ballo senza alcun motivo, non uno contro tutti, ma tutti contro uno.

“Proseguo in questo modo il mio personale racconto degli ultimi, siano essi bisbetici, anatroccoli o misantropi, lo faccio con la compagnia d’attori con cui in questi anni abbiamo costruito assieme un percorso, con generosità, talento, rigore, utopie, disillusioni.”

Tonio De Nitto

Telefono: 0803484453


Presentazione del libro “La figlia” di Giuseppe Scaglione

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Con il patrocinio del Comune di Gioia del Colle e la collaborazione di “Events of arts” si terrà il 10 febbraio 2018, presso il Teatro Comunale Rossini, alle ore 18:30, la presentazione del romanzo “La figlia” di Giuseppe Scaglione. Dialogherà con l’autore la giornalista Grazia Rongo.


QUELLO CHE NON HO con Neri Marcorè

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QUELLO CHE NON HO

Drammaturgia e regia Giorgio Gallione

Con Neri Marcorè

Voci e chitarre Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini

Canzoni di Fabrizio De Andrè

e di Massimo Bubola, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Francesco De Gregori

Arrangiamenti musicali Paolo Silvestri

“Quello che non ho” è un affresco teatrale che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza nel futuro. Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di De Andrè (in particolare del concept album Le nuvole) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico La rabbia) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”, che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea.

“Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo?” Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti, per chi ama la musica dura da 300 anni”.

Telefono: 080 3484453