35° Calderone di San Giuseppe

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calderone di san giuseppe locandina sannicandro di bari 2018

35° CALDERONE DI SAN GIUSEPPE a cura di ARCI Sannicandro e Comune di Sannicandro di Bari

Nel mondo contadino l’origine della tradizione “du callareun” e “d la vemb a neuv” è certamente legata alla necessità di eliminare il vecchio per propiziare l’avvento del nuovo.

La ritualità è molto antica e la si deve far risalire al primissimo e ancestrale periodo agricolo, nel quale la vita era strettamente legata alla natura, dalla quale non poteva assolutamente prescindere. Nell’antica “Peucetia”, in Grecia e Magna Grecia, si consideravano all’origine di tutte le cose i quattro elementi “Acqua – Aria – Terra – Fuoco”.

Perché si potesse attuare un mutamento in natura o perché fosse possibile pensare a un prodotto della terra e alle sue modificazioni era essenziale la privazione. Di qui la opportunità, attraverso i “Callareun” e i “Vemba Neuv”, di consumare, privandosene tutto ciò che era vecchio e faceva parte dell’annata precedente.

Il fine era che la privazione si trasformasse in raccolto abbondante nella nuova stagione.

“Callareun”: in italiano “Calderone”. Caldaia grande, che, al tempo dei nonni, quando in casa non c’era la cucina a gas, veniva utilizzata per cuocere gli alimenti, soprattutto i maccheroni.

La caldaia grande veniva appoggiata al cosiddetto “Trepiedi”, supporto in ferro che la sosteneva e sotto il “Trepiedi” veniva acceso il fuoco, che portava l’acqua alla bollitura e alla cottura della pasta e di altri alimenti.

“Vemba Neuv”: in italiano “Fiamma Nuova” . Nella stessa dizione è contenuto il significato più proprio della tradizione e della ritualità. Perchè il significante “Fiamma Nuova” conteneva l’augurio propiziatorio all’annata agricola successiva. L’aggettivo “Nuova” infatti non era rivolto al passato o al presente, al momento cioè in cui la fiamma bruciava e consumava, ma al futuro e all’avvento. Le scintille verso il cielo, le cosiddette “Omeomerie Greche”, ricomponevano il ciclo della natura, e a contatto con l’aria e con l’acqua (Pioggia) il fuoco sosteneva la sua parte, che chiudeva l’eterna azione di fecondare la Terra.

In un tempo più vicino a noi, certamente in epoca cristiana, agli antichi riti si aggiunse l’offerta di “Pagnott d’San Gsepp”. Non ci fu bisogno così dell’anima collettiva per allestire la festa di primavera: ciascuno, a livello individuale o di gruppo di vicinato, e in rapporto alle proprie condizioni economiche, esprimeva la sua devozione verso il cielo offrendo “Fav e Cicr Cucivl” insieme alle “Pagnott”.

“Cucivl”: in italiano “Cocevola”. La “Cocevola” è l’orto che i nostri contadini curavano nei dintorni della casa o del paese ad ortalizie: legumi e ortofrutta.

IL CALDERONE DI SAN GIUSEPPE

Durante il periodo di San Giuseppe si organizzano i tradizionali “callarèun” con la distribuzione, a devozione del Santo, delle fave e dei ceci infarciti di foglie di alloro e cotti in antiche caldaie; degustate accompagnate da del buon vino primitivo locale. Grandi falò le “fanove” accendono la notta, ad envocare l’origine peuceta di Sannicandro quando ancora si chiamava MEZARDON.

“U callarèun g’ghent” conclude i festeggiamenti in onore del Santo Portettore di Sannicandro in anticipo delle festa patronale.

La 35a Edizione del Calderone di San Giuseppe è alle porte! Nelle serate, come da tradizione, degustazioni di legumi e piatti tipici.

PROGRAMMA:

> SABATO 17 MARZO

Piazza Castello
Calderone Arci e degustazione di fave e ceci (gentilmente offerti da Legumeria Sig. Bean), ed altre tipicità locali.
Esibizione musicale della Old Fun Band
Performance danzante a cura di Queen Dance Academy

Itinerante
Calderoni itineranti per le vie della città
Passeggiata della Commissione Giudicante

> DOMENICA 18 MARZO

Itinerante
Calderoni itineranti per le vie della città
Passeggiata della Commissione Giudicante
Esibizione musicale della Street Band QuattroPerQuattro

Piazza Castello
Performance danzante a cura di Diablo Dance
Premiazione dei 3 Calderoni Vincitori
Grande Falò di chiusura

www.arcisannicandro.it


Falò di SAN GIUSEPPE in Piazza Vittorio Veneto a Sammichele di Bari

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La Pro Loco “Dino Bianco” di Sammichele di Bari vi invita alla realizzazione della tradizionale “Fanove de San Gesèppe” che si terrà il giorno 19 marzo, falò organizzato per la ricorrenza della festa di San Giuseppe.
Anche quest’anno l’evento sarà portato nel cuore della cittadinanza e il tutto si svolgerà nella fantastica cornice della Piazza principale del Paese “Piazza Vittorio Veneto“.

Nei giorni passati, il Presidente ed i ragazzi della nostra Pro Loco hanno incontrato tutti gli studenti della Scuola Primaria di Sammichele di Bari per raccontato loro la storia di questa nostra storica tradizione, perchè sono proprio i nostri piccoli ad animare, sin dalle prime ore del pomeriggio, le nostre strade: infatti, bambini e ragazzi effettueranno il tradizionale giro con i “zippi” chiedendo a tutte le abitazioni i doni da offrire al Santo con il tipico “Cè n’ge mitte a San Gesèppe?”.

Alle ore 19.30 sarà acceso il falò seguito dal rituale rito del lancio dei “zippi ” da parte di tutti i bambini, e la serata sarà allietata dal gruppo  ”Dialett Story” per vivere questo evento nel modo più conviviale possibile.

E quindi… perchè mancare?


Falò di SAN GIUSEPPE in piazza a Sammichele di Bari

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FALO’ DI SAN GIUSEPPE

Fanove de San Gesèppe

La Pro Loco “Dino Bianco” di Sammichele di Bari vi invita alla realizzazione della tradizionale “Fanove de San Gesèppe”, che quest’anno sarà acceso il 18 marzo seguendo le direttive della Chiesa Universale: “Vista la concomitanza, il giorno 19 marzo, della festa di S. Giuseppe con l’inizio della Settimana Santa, eventuali Falò FBfesteggiamenti si anticipino al giorno precedente, poichè devono terminare entro la mattina di Sabato 19 Marzo, così da non intralciare il tempo della Settimana Santa.”

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione tra la Pro Loco e la Parrocchia S. Maria del Carmine, nonché grazie al contributo di Martina Calcestruzzi, Giovanni Massaro e i volontari che forniranno le fascine da ardere, l’evento viene portato nel cuore della cittadinanza e il tutto si svolgerà nella fantastica cornice della Piazza principale del Paese “Piazza Vittorio Veneto”.

Sin dalle prime ore del pomeriggio i bambini con i “zippi” effettueranno il tradizionale giro del paese chiedendo a tutte le abitazioni i doni da offrire al Santo con il tipico “cè n’ge mitte a San Gesèppe?”.

Alle ore 18.30 presso la Chiesa Santa Maria del Carmine sarà celebrata la Santa Messa.

Alle ore 19.30, subito dopo la Santa Messa, sarà acceso il falò seguito dal rituale rito del lancio dei “zippi ” da parte di tutti i bambini.

Intorno al falò sarà possibile ascoltare storie, degustare ceci e vino portati in piazza dai cittadini, spontaneamente.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI