Festa delle donne: l’8 marzo screening gratuito per l’osteoporosi a Bari e Conversano

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In occasione della Festa della Donna, per il 7° anno consecutivo, i tre ospedali baresi di GVM Care & Research – Anthea Hospital, Ospedale Santa Maria e Villa Lucia Hospital a Conversano – offrono la possibilità di effettuare uno screening gratuito per l’osteoporosi.

Giovedì 8 marzo, dalle 10:00 alle 18:00 sarà possibile sottoporsi a un esame non invasivo e di rapida esecuzione: l’ultrasonometria ossea quantitativa effettuata a livello del calcagno, esame che aiuta a valutare il rischio di fratture.

Questo screening di primo livello permette di valutare la salute ossea tramite una tecnica diagnostica altamente efficace per studiare l’invecchiamento dell’apparato scheletrico. L’apparecchiatura impiegata utilizza gli ultrasuoni e ne misura la velocità e la capacità di penetrazione attraverso l’osso. Combinando questi due dati si ottiene quello che viene chiamato T-score, un valore utile per definire il rischio di fratture osteoporotiche.

Un importante appuntamento dedicato alla prevenzione e alla diagnosi dell’osteoporosi, patologia che provoca fragilità ossea e aumenta il rischio di fratture anche per traumi lievi e colpisce maggiormente proprio il genere femminile: in Europa colpisce il 30% delle donne in menopausa.

L’osteoporosi è una patologia dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e dalla compromissione della micro architettura del tessuto. Il decorso è spesso senza sintomi e la diagnosi viene fatta solo quando si verifica una frattura da fragilità, cioè per un trauma che sarebbe insufficiente a procurare la frattura in un soggetto sano. Le fratture osteoporotiche si verificano con maggior frequenza in alcuni segmenti dello scheletro: vertebre, femore e radio.

La patologia può essere legata a più fattori, tra cui quelli genetici, età, sesso, etnia, ipogonadismo primario e secondario nel maschio, stile di vita e propensione alle cadute. Nello stile di vita, il ruolo fondamentale di una corretta alimentazione, sia per lo sviluppo dello scheletro sia per il mantenimento e la riduzione della perdita di massa ossea dopo la menopausa, inizia fin dall’infanzia: occorre assumere ogni giorno la giusta quantità di Calcio e vitamina D insieme ad una dieta bilanciata che contenga tutti i nutrienti essenziali. A ciò va accompagnata la regolare attività fisica. No al fumo, al consumo eccessivo di alcool, all’abuso di caffeina.

Oltre all’ultrasonometria ossea per la diagnosi dell’osteoporosi può essere necessario eseguire la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata o Densitometria ossea) che misura il contenuto minerale osseo sulla scorta di parametri accreditati a livello internazionale. Anche in questo caso si tratta di un’indagine strumentale semplice e indolore che non richiede alcuna preparazione specifica.

L’iniziativa dell’8 marzo, in particolare, rientra nelle spirito etico di Anthea Hospital, Ospedale Santa Maria e Villa Lucia Hospital che ritengono fondamentale fornire il proprio contributo nell’ambito della prevenzione, punto cruciale per la correzione dei fattori di rischio modificabili con un corretto stile di vita.

Per informazioni sulle modalità dello screening gratuito questi sono i numeri da contattare:
Anthea Hospital +39 080 5644111 – Ospedale Santa Maria +39 080 5040111 – Villa Lucia Hospital +39 080 4080111


IO TI RISPETTO: il flashmob dei “ragazzi” del Liceo Salvemini contro la violenza sulle donne

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io ti rispetto flashmob festa della donna 8 marzo

Giovedì 8 marzo 2018, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, gli studenti del Liceo G. Salvemini di Bari hanno organizzato un flashmob che attraverso gli hashtag #iotirispetto #nonUNOdimeno #dallapartedelledonne chiama a raccolta tutti gli uomini per impegnarsi a promuovere culture di genere paritarie e democratiche.
Il luogo d’incontro è piazza Cesare Battisti. Qui troverete i ragazzi insieme ai loro docenti, ai loro padri, ai nonni o agli amici, per dire BASTA ad ogni tipo di violenza fisica e psicologica sulle donne, ad ogni sopruso personale o professionale, ad ogni incomprensione o stereotipo che ne possa limitare o offendere il valore e la loro intelligenza. Per confermare che la visione FEMMINILE è una ricchezza per la società presente e futura.
Ovviamente non sarà un raduno per “soli uomini”, ma un momento d’incontro utile a rafforzare il concetto che si deve lottare insieme, ed insieme si può cambiare una quotidianità molto spesso umiliante e atroce. Che noi uomini del #presente e del #futuro, non vogliamo.
L’invito ad esserci è rivolto a TUTTI quelli che la pensano come noi e a TUTTE coloro che hanno voglia di starci vicino in questo percorso che, lo ammettiamo, non è per nulla facile.
Per ogni informazione o dubbio, scriveteci qui, fateci domande, ma non mancate.
Vi aspettiamo.


Sup Morning – “La pagaiata delle donne… e per le donne”

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8 marzo sup morning pagaiata donne

8 Marzo Sup Morning
”La pagaiata delle donne…..e per le donne”
e’ un evento che riunirà tutte le donne appassionate di Sup di Bari e del resto della Puglia.
Si pagaierà all’interno dei frangiflutti sul lungomare di Bari, partendo dalla spiaggia di Pane e Pomodoro fino ad arrivare al Barion.
Si farà una sosta sotto la ruota panoramica. L’appuntamento è alle ore 9.00 presso la PALESTRA OSTEOFIT Pane e Pomodoro con ingresso su
via Guarnieri,22.
Vi accoglieremo con una tisana e dopo esserci cambiati usufruendo degli spogliatoi della palestra ci dirigeremo verso la spiaggia di pane e pomodoro.
Chi è sprovvisto di attrezzatura puo’ prenotarla all’asd BIGEYE GRATUITAMENTE fino ad esaurimento.
Potrebbe essere un’ottima occasione anche per chi non è mai salito sul sup di provare.
In occasione di quest’evento GRATUITO vi faremo conoscere il nuovo corso attivato all’interno della
Struttura in collaborazione tra Asd Bigeye e Osteofit… una preparazione interna con la finalità di migliorare la coordinazione, l’equilibrio e la forza utile per poi praticare lo stand up paddle.
La partecipazione è gratuita.

Si richiede, solo, di indossare una muta e sulla muta qualcosa di colore giallo e infilare fra i capelli ramoscelli di mimosa.


“Profili di donne” al Castello Svevo

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profili di donne castello svevo bari

Imperdibile appuntamento quello di domani 8 marzo in occasione della Festa della Donna, a partire dalle ore 9.30 nella Sala Multimediale del castello Svevo di Bari .
Interverranno alcune docenti dell’Università degli Studi di Bari per scandagliare l’animo e far rivivere emblematici personaggi femminili dell’antichità, sia della storia che del mito, in un dinamico workshop dal titolo “Profili di donne”, organizzato dalla Associazione Italiana di Cultura Classica.
L’ingresso è gratuito su invito e fino ad esaurimento posti.


L’OTTO MARZO: Giornata teorica e pratica dedicata alla difesa della donna

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l otto marzo giornata difesa della donna rutigliano

GIOVEDÌ 8 MARZO
L’OTTO MARZO
GIORNATA TEORICA E PRATICA DEDICATA ALLA DIFESA DELLA DONNA

L’Asd Kimuchi Rutigliano organizza con gli Assessorati comunali alla Cultura e alle Politiche Sociali una Giornata teorica e pratica dedicata alla difesa della donna, in programma Giovedì 8 Marzo nella sua sede di via Due Pozzi n. 77.
Interverranno all’incontro, condotto dal giornalista Gianni Capotorto, il sindaco di Rutigliano Roberto Romagno, il presidente dell’Asd Kimuchi Graziano Gassi, l’assessore alle Politiche sociali Graziana Tagarelli, il comandante della Polizia Locale Francesco Vita, l’avvocato esperto in Diritto sportivo Michele Signorile, l’assistente sociale della «Rete dei centri antiviolenza SanFra» Cecilia Teofilo, l’esperto in strategie anti-aggressione Domenico De Giglio.
Parteciperà l’associazione Donne Inprimopiano con il video musicale «Mai più silenzi ma consapevolezze» e lettura di manoscritti di donne tratti dalla raccolta «Lo scrigno delle donne» di Tina Rutigliano.
Dimostrazione pratica di tecniche di difesa personale curata dai maestri Rosa Gassi (insegnante tecnico di Judo, Pancrazio Athlima, difesa personale), Vito Gassi (insegnante tecnico di Judo, Pancrazio Athlima, difesa personale), Giuseppe Santorsola (insegnante tecnico di Karate, Metodo Globale di Autodifesa, Pancrazio Athlima, difesa personale).

La partecipazione è libera.


DONNE parole e musica in festa – Palazzo Comunale Castellana Grotte

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Dopo il successo della prima edizione, ci riproviamo: martedì 8 marzo 2016, in occasione della Giornata internazionale della donna, daremo luogo alla II edizione di Donne – parole e musica in festa.
L’evento, ideato e organizzato da ViviCastellanaGrotte con il patrocinio del Comune di Castellana-Grotte, avrà luogo – a partire dalle ore 19:00 – presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Municipale.
Quanto al programma, dopo gli interventi istituzionali, la serata vedrà assolute protagoniste donne, per età, professione, formazione e sensibilità differenti, ma accomunate dalla volontà di omaggiare il femminile nella nostra società. A loro il compito di dare voce ad autrici del passato, a loro l’onere di rappresentare i grandi temi dell’esistenza: la vita, la giovinezza, l’amore, la maternità, la violenza, la morte.

Ecco le venti protagoniste della manifestazione:

Adriana Mazzarisi – assistente sociale specialista, Antonella Sasanelli – docente di lettere, Antonella Troilo – psicologa, Cinzia Valerio – assessore comunale alle Pari Opportunità, Daniela Sabatelli – dispensatrice di sorrisi, Elena Cervellera – coltivatrice diretta, Elisa Coppi – imprenditrice, Gemma Sabbatelli – pensionata, Francesca Lippolis – maestra di violoncello, Lina Di Palma – mamma, Maria Lucia Caruso – primario di Anatomia Patologica, Marisa Munerotto – farmacista, Marta Ladogana – giovane castellanese in cerca di occupazione, Paola Lanzilotta – studentessa di medicina, Pina Perrelli – maestra di karate, Rella Meuli – commerciante, Rosa Mastrosimini – mamma, Marilena Mastronardi – agente di Polizia Municipale, Tea Di Lorenzo – direttrice responsabile di Radio Puglia, Virginia Dibello – legale e presidente della Fondazione “Saverio De Bellis” onlus. In apertura e chiusura di serata, poi, le note della giovanissima clarinettista Marica Caforio.

Perché fare festa?
Perché ora più che mai, nel nostro Paese come al di là del mare, la donna vede vacillare le proprie conquiste. Nel 2016, come decenni addietro, un “soffitto di vetro” ne limita la carriera politica, professionale e accademica. Faticosamente, ci si è liberate dall’imperativo coatto del fare figli, ma se si sceglie di averne, al di fuori di ogni retorica, la maternità può corrispondere alla perdita del lavoro.
Per non parlare della violenza di genere, quel fenomeno sociale dalla pesante matrice culturale detto femminicidio, cui ViviCastellanaGrotte ha dedicato tre riuscite manifestazioni, nel marzo 2013, nel novembre 2014 e nel novembre 2015.

A che serve fare festa?
Una serata a Palazzo non cambierà lo stato delle cose, ma crediamo che un atto d’omaggio alle donne che vivono e operano nella nostra comunità sia cosa dovuta.

Per ogni informazione
info@vivicastellanagrotte.it cell. 339-1241657
Web: www.vivicastellanagrotte.it…
Castellana Grotte (Bari)
via Marconi n. 3
ore 19:00
ingresso libero
Info. 339-1241657


Auguri a tutte le Donne del mondo

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La Giornata internazionale della donna si festeggia come ogni anno l’8 marzo, in molti paesi del mondo, dove spesso è conosciuta come “festa della donna”. La Giornata internazionale della donna fu istituita per celebrare i diritti ottenuti dalle donne nell’ultimo secolo, e sensibilizzare su quelli ancora da ottenere, più di quanto avviene negli altri 364 giorni dell’anno. La cosiddetta Festa della donna non è sempre stata festeggiata l’8 marzo: la prima volta in cui venne celebrata – nel 1909 per iniziativa dell’allora esistente Partito Socialista americano – fu il 28 febbraio. In quell’occasione si svolse una manifestazione a favore del diritto di voto delle donne, che fu poi introdotto a livello nazionale negli Stati Uniti nel 1920.

Per domani, in occasione della Giornata internazionale della donna, in Italia e in più di settanta paesi del mondo, è in programma un grande sciopero delle donne per protestare contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne. È organizzato da diversi movimenti femministi e, in Italia, da Non Una Di Meno. Sarà uno sciopero femminista, sociale e politico, e non solo uno sciopero dal lavoro classicamente inteso: sarà un’astensione da ogni attività anche di cura, formale o informale, gratuita o retribuita e sarà uno sciopero dal consumo e dai ruoli imposti dagli stereotipi di genere. Sul sito di Non Una di Meno si spiega che l’obiettivo principale della mobilitazione di domani sarà il contrasto alla violenza maschile e a tutte le forme di violenza di genere.

Negli ultimi anni Google ha celebrato la Giornata internazionale della donna con i doodle dell’8 marzo. I doodle sono quei disegni o animazioni che sostituiscono il normale logo del motore di ricerca nella sua homepage. In quello di quest’anno si vedono dodici brevi storie illustrate da dodici disegnatrici e grafiche di diversi paesi: sono Philippa Rice, Saffa Khan, Karabo Poppy Moletsane, Laerte, Kaveri Gopalakrishnan, Chihiro Takeuchi, Tnlaya Dunn, Tillie Walden, Estelí Meza, Anna Haifisch, Francesca Sanna e Isuri. Ognuna racconta in modo diverso le donne nelle società e nelle culture in cui vivono, le loro aspirazioni e la possibilità o meno di realizzarle, le cose che sono cambiate nella loro condizione e le cose che sono ancora da cambiare.

La prima Festa della donna

Dopo la manifestazione del 1909 negli Stati Uniti, alla Seconda Conferenza internazionale delle donne, organizzata nel 1910 a Copenaghen, si discusse di istituire una festa ufficiale, senza però stabilire una data precisa. L’anno successivo, il 19 marzo, venne festeggiata da oltre un milione di donne in Svizzera, in Danimarca, negli allora Impero austroungarico e Impero tedesco.

La prima Festa della donna ad essere festeggiata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica. Tre anni dopo ci fu un’altra manifestazione, sempre avvenuta l’8 marzo, nella quale le donne della capitale dell’Impero russo, San Pietroburgo, protestarono per chiedere la fine della guerra. Quattro giorni dopo lo zar abdicò – l’Impero attraversava da tempo una profondissima crisi – e il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto: quella delle donne di San Pietroburgo fu una delle prime e più importanti manifestazioni di quella che oggi viene chiamata Rivoluzione di febbraio (perché, per il calendario giuliano all’epoca in vigore in Russia, avvenne il 23 febbraio). Dopo la rivoluzione bolscevica, nel 1922 Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.

La Festa della donna e l’URSS

Fino agli anni Settanta la Festa della donna si festeggiò quasi esclusivamente nei paesi dell’Unione Sovietica e in Cina. Il 1975 fu dichiarato “Anno internazionale delle donne”, e le Nazioni Unite invitarono tutti i paesi membri a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo. Due anni dopo, con una risoluzione ufficiale, l’ONU istituzionalizzò la festività.

Leggende metropolitane

Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita della Festa della donna. Una delle più comuni sostiene che venne istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1908. Quest’incendio non avvenne mai, in realtà: ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie. Allo stesso modo, non è vero – come sostiene un’altra versione – che la Giornata internazionale della donna viene celebrata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

Perché l’8 marzo si regalano le mimose?

In moltissimi paesi è tradizioni regalare fiori alle donne l’8 marzo ma la relazione tra i fiori di mimosa e la Festa della donna c’è solo in Italia. Nel nostro paese la Giornata internazionale della donna cominciò a essere celebrata anche dopo la Seconda guerra mondiale su iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione delle Donne in Italia (UDI). Secondo i racconti dell’epoca, inizialmente si voleva usare come fiore simbolo della festa la violetta, un fiore con una lunga tradizione nella sinistra europea: uno dei sostenitori di questa idea era il vice-segretario del Partito Comunista Luigi Longo. Alcune dirigenti del Partito Comunista però si opposero: la violetta era un fiore costoso e difficile da trovare. L’Italia era appena uscita dalla guerra e molti si trovavano in condizioni economiche precarie e avrebbero avuto molte difficoltà a procurarsi le violette. Tra loro c’era Teresa Mattei, una ex partigiana che negli anni successivi avrebbe continuato a battersi per i diritti delle donne. Di lei è diventato leggendariouno scambio che ebbe con un deputato liberale a proposito della parità tra uomini e donne all’interno della magistratura: «Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?», chiese il deputato. E lei rispose: «Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese».

Mattei, insieme a Rita Montagna e Teresa Noce, propose di adottare un fiore molto più economico, che fiorisse alla fine dell’inverno e che fosse facile da trovare nei campi: da qui nacque l’idea della mimosa. Anni dopo, in un’intervista Mattei disse: «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente». Anche se la festa della donna non divenne una ricorrenza popolare fino agli anni Settanta, la tradizione della mimosa ebbe successo e si mantiene ancora oggi. Come disse Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: «Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano».