Ingresso monumentale della Fiera del Levante

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«L’architetto Cesare Corradini aveva disegnato un quartiere quadrato, con due lati affacciati sull’Adriatico e l’ing. Vincenzo Rizzi, chiamato a costruire le varie opere, era stato puntuale e fedele nell’eseguire la volontà del progettista. L’area globale era di 115.400 metri quadrati, occupata da padiglioni e mostre per 36.798 e da campioni per 31.010 metri quadrati. Ben 1.221 furono gli espositori provenienti da tutta Italia, mentre quelli esteri, appartenenti a 16 Paesi, erano 134. Il giorno prima dell’inaugurazione, venerdì 5 settembre, il municipio diramò le disposizioni per il corteo reale nella città e per la cerimonia solenne in Fiera. Un manifesto avvertiva che «durante il passaggio del corteo reale per le vie della città è proibito il getto di fiori uni e a mazzi; sì raccomanda che sui balconi non si affolli molta gente; è rigorosamente vietato di arrampicarsi sui candelabri della pubblica illuminazione e sui pali della linea tranviaria; il pubblico non invitato alla cerimonia d’inaugurazione potrà affluire alla Fiera soltanto dalla Via San Francesco all’Arena». L’indomani, all’alba, tutta la stazione era presidiata da forze di polizia e reparti delle forze armate che si accingevano a schierarsi, all’interno e all’esterno, per rendere gli onori militari al re e al suo seguito. Alle 6.45, giunse da Roma il ministro Giurati accompagnato dal suo capo gabinetto. Con un altro treno, alle 7.55, giunsero a Bari il ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai, rappresentante ufficiale del Governo, il segretario del partito fascista Achille Starace, l’Ambasciatore di Turchia a Roma Suad Bej e l’incaricato d’affari rumeno Zanescu. Alle 8.58 entrò nella stazione il treno reale: le cronache dicono che «il Sovrano che appare sorridente e per nulla affaticato dal viaggio scende dalla vettura rapidamente seguito dal suo aiutante di campo generale Asinari e passa in rivista la rappresentanza dell’esercito schierata sui marciapiedi della stazione, che gli presenta le armi».
«Il miracolo fu compiuto; nonostante lo scetticismo e l’incredulità di molti, il 6 settembre 1930, in una giornata magnifica di sole e d’esultazione, Bari inaugurò, come aveva promesso, la sua Fiera. Alla fausta cerimonia, alla quale presenziò il nostro Sovrano, intervennero S.E. l’on. Giuseppe Bottai, le rappresentanze del Senato e della Camera dei Deputati, l’on. Achille Starace, parecchie alte Gerarchie, i Ministri dell’Albania, dell’Ungheria, della Bulgaria, vari rappresentanti di altri Stati esteri, le delegazioni di molti Comuni, Province, enti economici e culturali dell’Italia, e grande numero di Podestà, Segretari Federali, Presidenti dei Consigli Economici ecc. Una fiumana di popolo, accorso da ogni angolo della regione, ma anche dalle diverse parti d’Italia, si riversò nelle vicinanze della Fiera per assistere alla solenne cerimonia. In varie tribune presero posto le autorità, ed in una speciale ornata di palme, trofei di bandiere e di drappi di velluto, era il Re, circondato dai Ministri e dai rappresentanti degli Stati esteri. Il Commissario Straordinario di Bari dott. Vella porse al Sovrano il reverente saluto della Città, che era orgogliosa della Sua presenza, e ricordati i meriti del Governo, che aveva dato alla Puglia ed all’Italia un nuovo volto. Prese la parola il Presidente della Fiera, Senatore De Tullio, il quale dopo aver ringraziato il Re e diverse rappresentanze convenute alla fausta cerimonia, rivolse un pensiero di riconoscenza all’operosa Milano e a tutti i centri produttori della penisola per il fraterno contributo dato alla riuscita della Prima fiera del Levante.
Parlò quindi in rappresentanza del governo Sua Eccellenza l’on. Bottai, il quale si disse lieto di portare il fervido saluto e l’augurio del Presidente dei Ministri, e dopo d’aver tessuto l’elogio di Bari e della Puglia, che in un secolo hanno compiuto miracoli sorprendenti nel campo dell’agricoltura, nello sviluppo delle industrie e nella vita commerciale. Terminata la cerimonia ufficiale, Sua Maestà accompagnata dal sen. De Tullio, dal Consigliere Delegato comm. Larocca, dai Senatori, dai Deputati e dalle Rappresentanze dei vari Enti visitò i diversi padiglioni, soffermandosi ad ammirare i più interessanti e caratteristici; ebbe parole di plauso per gli organizzatori, e rimase stupito dello sforzo poderoso compiuto dalla Puglia in un’ora così difficile. Nelle ore pomeridiane il Re inaugurò il concorso Ippico, e la sera ripartì per Roma, acclamato da grande folla plaudente. La sera ebbe luogo un sontuoso banchetto, al quale presero parte il Ministro Bottai, i Ministri esteri presenti alla cerimonia dell’inaugurazione, i rappresentanti delle Nazioni partecipanti alla Fiera, le rappresentanze del Partito, del senato, della Camera dei Deputati, delle Province, dei Consigli Economici, autorità politiche, militari, civili e sindacali, vari Podestà di Puglia, quasi tutti i componenti i Comitati organizzatori delle mostre delle singole province di Puglia, e parecchi giornalisti. Le Regie Navi ancorate di fronte alla Fiera lanciavano con i loro potenti riflettori fasci di viva luce sui vari padiglioni illuminandoli gaiamente, mentre più migliaia di persone s’affollavano nei diversi viali e reparti per visitare le magnifiche mostre, o si pigiavano nel vasto recinto del Luna Park, ansiose di godere delle nuove meraviglie. Alle 21 s’iniziò la serata di gala al Teatro Petruzzelli, sfarzosamente illuminato, dove vi fu la serata in onore degli ospiti autorevoli, che furono accolti da fragorosi applausi ed ovazioni.
La stampa italiana, unanime, scrisse articoli entusiasti inneggiando al nuovo prodigio dei pugliesi, e parecchi giornalisti esteri segnalarono ai loro Paesi l’importanza dell’inaspettato avvenimento. Ministri e rappresentanti di nazioni estere in varie interviste espressero la loro sincera e fervida ammirazione per la superba iniziativa attuata dalla capitale della Puglia, e promisero di far partecipare i loro Stati alle future Fiere».

«Nel primissimo pomeriggio di sabato 6 «La Gazzetta del Mezzogiorno» uscì in edizione straordinaria con un titolo a tutta pagina che, allora, conteneva sette colonne: «Il Re ha inaugurato solennemente la Fiera del Levante». La Fiera del Levante era così nata e avviata verso traguardi inaspettati anche per effetto di avvenimenti politici ed economici che sovvertiranno del tutto, poi, le condizioni di quel 1930».

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