Chiesa Ortodossa Russa di Bari, dedicata a San Nicola

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Risale agli inizi del XX secolo. La costruzione della chiesa polarizzò immediatamente il quartiere, al tempo in caotica espansione. Nel 1911, la Società Imperiale Ortodossa di Palestina commissionò ad Aleksej Viktorovic Ščusev l’edificazione del tempio, la cui prima pietra venne posta il 22 maggio 1913. Le autorità baresi e russe portarono in dono una grande icona del Santo, dipinta secondo modelli antichi. La cerimonia, durata circa un’ora, si concluse con un discorso di ringraziamento da parte del sindaco di Bari Fiorese e il principe russo Zelachov. La costruzione della chiesa fu completata solo dopo la fine della prima guerra mondiale. Da allora i pellegrinaggi continuano anno per anno.
Dopo la Rivoluzione russa, in seguito alla diaspora, i greci ortodossi greci furono più numerosi dei russi ortodossi russi.
Nel 1937 la chiesa divenne proprietà del Comune di Bari. Il Comune s’impegnava a rispettare la proprietà ecclesiastica della costruzione, a conservare il tempio nella sua funzione religiosa e a destinare alcuni locali dell’ospizio dell’Istituto per l’infanzia abbandonata “M. Diana”.
Nel 1969, in seguito alle politiche ecumeniche del Concilio Vaticano II, insieme a Lucio Demo si concesse la celebrazione della funzione ortodossa nella cripta della Basilica di San Nicola, proprio in segno di amicizia, di rispetto e di profonda unione con gli ortodossi.
Di recente ristrutturata, la chiesa russa continua ad essere un ponte con le civiltà dell’Est Europa e del bacino orientale del Mar Mediterraneo.
Il 14 marzo 2007, in occasione della visita del premier russo Vladimir Putin a Bari, furono avviate le trattative per la consegna della chiesa alla Russia.
La donazione formale sarebbe dovuta avvenire il 6 dicembre 2008, ma la morte del patriarca di Mosca Alessio II ne ritardò la cerimonia, che fu posticipata e che si tenne il 1º marzo 2009 alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev.
Il 23 gennaio 2012 il Comune di Bari ha consegnato formalmente l’immobile della Chiesa a Mark Golovkov, direttore delle Istituzioni estere del Patriarcato di Mosca, presente Aleksej Meshkov, ambasciatore della Federazione Russa a Roma.


Università degli Studi Aldo Moro

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Gennaio 1925: È istituita la Facoltà di Medicina e Chirurgia, incorporante la preesistente Scuola per Ostetriche e la Scuola di Farmacia è trasformata in facoltà.
1925-1944: Si aggiungono le Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Commercio (nata dalla regia scuola superiore di commercio fondata nel 1882) ed Agraria.
1944: Dal 1944 a seguire l’Università viene potenziata con l’istituzione delle Facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Ingegneria, Magistero, Medicina Veterinaria e Lingue e Letterature Straniere.
1983: L’Università di Bari è sede del Consorzio delle Università del Mediterraneo (CUM), realizzato proprio nel 1983 e riconosciuto dall’UNESCO come organismo sovranazionale non governativo al quale afferiscono attualmente 158 Atenei di tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo.
1987: L’Ateneo di Bari diviene fondatore e socio di maggioranza del Parco Scientifico e Tecnologico Tecnopolis-CSATA Novus Ortus, istituito nel 1987 dalla trasformazione del Centro Studi ed Applicazioni in Tecnologie Avanzate (CSATA). Sorge alle porte di Valenzano, la sua notorietà è diffusa oltre i confini nazionali.
1986-1990: Sono gli anni interessati dal piano quadriennale, approvato con DPCM 12 maggio 1989, viene prevista la realizzazione di poli universitari nell’ambito della regione a Foggia e a Taranto. Con lo stesso piano quadriennale, viene altresì istituita la Facoltà di Architettura che confluisce nell’istituendo Politecnico di Bari unitamente alla Facoltà di Ingegneria scorporata dall’Università di Bari.
1990: A seguito della Legge di riforma degli ordinamenti didattici universitari (n.341/90) e dell’approvazione del Piano di sviluppo delle Università per il triennio 1991/1993, di cui al DPR 28 ottobre 1991, con DM 31 gennaio 1992 viene concessa l’autorizzazione ad istituire nuovi Diplomi Universitari. Con il Piano triennale 1991/93 viene, inoltre, prevista la trasformazione in Facoltà del Corso di Laurea in Scienze Politiche; ulteriori provvedimenti furono contenuti nello stesso piano ed interessarono sia Bari che i poli di Foggia e Taranto.
1994: L’Università degli Studi di Bari aderisce al consorzio Almalaurea, nato proprio nel 1994 su iniziativa dell’Osservatorio Statistico dell’Università di Bologna. Un servizio innovativo che rende disponibili on line i curricula dei laureati (900.000 presso 50 Atenei italiani al 30/06/2007) ponendosi come punto di incontro fra laureati, università e aziende, mirando ad agevolare i primi nell’ingresso nel mercato del lavoro.
1995: viene fondato a Monte Sant’Angelo il Centro di studi micaelici e garganici quale sezione distaccata del Dipartimento di Studi Classici e Cristiani.
1999: Con Decreto del 5 agosto 1999 il Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica ha istituito l’Università degli Studi di Foggia ampliando il numero delle facoltà e dei corsi di laurea e di diploma nell’ormai ex polo dell’Università di Bari.
2010: Il 15 gennaio l’Università viene intitolata ad Aldo Moro in sostituzione di Benito Mussolini.

 


Palazzo della Banca d’ Italia

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La sede della Banca d’Italia sorge in Corso Cavour, tra il Palazzo della Camera di Commercio ed il Teatro Petruzzelli. Lo stabile, costruito nel 1926, su progetto dell’ingegner Accolti Gil, sorge su un’area di circa tremila metri quadrati che ospitava in precedenza i capannoni del Mercato Coperto. I lavori durarono sei anni e il taglio del nastro avvenne nel mese di ottobre del 1932. Qui furono trasferiti gli uffici dalla sede originaria della Banca che si trovava in via Cairoli che era stata inaugurata il 3 agosto del 1863.
Il Palazzo della Banca d’Italia sorge su quattro livelli più un piano interrato: elementi di pregio sono il salone pubblico con le sue vetrate in stile liberty, la grande scala che porta al caveau e diversi bassorilievi di marmo di Carrara.
Al primo piano si trova la Sala Consiliare, con il suo enorme lampadario centrale e il pregevole soffitto a cassettoni, e la stanza del direttore, che conserva ancora i mobili del 1934.
Nella sala del consiglio è custodito un busto bronzeo raffigurante Vittorio Emanuele III, che fu ritrovato solo qualche anno fa nelle cantine dell’edificio, dopo che negli anni ’40 se ne erano perse le tracce.
La Banca d’Italia commissionò anche la costruzione della fontana artistica antistante al palazzo, successivamente ceduta al Comune di Bari.


Palazzo Atti

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Sorge lungo il prestigioso Corso Cavour, fondamentale asse viario che separa l’originario quartiere Murat dal lungomare, salta all’occhio l’abbondanza delle decorazioni: ghirlande di fiori, motivi geometrici, persino un imponente gruppo scultoreo sulla loggia nobile al di sopra del portone principale. L’ingegner Ettore Patruno che ne curò il progetto nel 1915 intese così celebrare il trionfo dello stile eclettico in voga in quegli anni.


Palazzo delle Poste e Telegrafi

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L’architetto ministeriale Roberto Narducci nel 1931 scelse linee razionaliste per l’edificio, caratterizzato da una scalinata angolare che conduce a un portico dall’andamento curvilineo, speculare a quello delle prospiciente marciapiede. L’ingresso è sovrastato da una cupola lucernario che illumina un ampio vano circolare.


Palazzo Fizzarotti

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Edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1002. Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l’epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici. L’edificio oggi è adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale con sale per esposizioni.


Palazzo dell’ Acquedotto Pugliese

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Il palazzo dell’acquedotto di Bari, ubicato in via Cognetti alle spalle del teatro Petruzzelli, è stato progettato dall’ingegnere Cesare Brunetti – l’architetto delle acque. Il progetto esecutivo, dell’importo complessivo di 5.100.000 lire – fu appaltato nel 1927 e affidato alla ditta Provera Carrassi e C. di Roma che fu l’unica a rispondere all’invito dell’Ente autonomo.
L’edificio fu terminato nel 1932.
Lo stile architettonico è prevalentemente romanico pugliese; l’esterno l’edificio è stato rivestito con la pietra di Trani.
Gli arredi e le decorazioni si ispirano al tema dominate dell’acqua e furono ideati da Duilio Cambellotti.
Lampada e comodino di Cambellotti, palazzo dell’acquedotto pugliese Bari
L’edificio, disposto su quattro piani e comprensivo di sotterranei.
Nel 2000 l’edificio ha subito alcune trasformazioni, soprattutto al primo piano, per l’apertura di un museo della Storia dell’AQP, di una sala conferenze e di una biblioteca con archivi multimediali e fotografici.
Il palazzo è oggi sede della presidenza e di una parte degli uffici amministrativi.


Palazzo Mincuzzi

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Nel cuore del quartiere Murat, all’angolo tra la pulsante via Sparano e via Putignani, Aldo Forcignanò elaborò nel 1923 uno spettacolare progetto con soluzione d’angolo per l’edificio, che mantiene tuttora chiare finalità commerciali. La facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l’edificio.


Palazzo dell’Aeronautica

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Nel 1932 il Ministero dell’Aeronautica Militare commissionò a Saverio Dioguardi e Aldo Forcignanò il palazzo destinato ad ospitare il Comando della “Terza Regione Aerea”. L’edificio occupa tre lati di un isolato e oppone la facciata al mare, sulla quale la lunga teoria di finestre prive di cornice è interrotta al centro da quattro pilastri in ordine gigante che superano in altezza il resto della facciata e simulano l’ingresso. Gli ingressi sono in realtà in posizione angolare, mimetizzati dai porticati sui quali si innalzano due torri svettanti.


Palazzo della Provincia

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palazzo-della-provincia-di-bariIl Palazzo della Provincia fu realizzato su progetto di Lugi Baffa (Galatina 1894 – Lecce 1933) che allora dirigeva l’Ufficio Tecnico Provinciale.
L’edificio, planimetricamente concepito come un quadrilatero irregolare, sorge sull’area compresa tra il Lungomare Nazario Sauro, la via Spalato, la via Cattaro e le “Case dei Ferrovieri”.
L’edificazione fu affidata alla “Provera Carrassi” di Roma realizzatrice, tra l’altro, sempre a Bari, anche del Palazzo dell’Acquedotto, del Policlinico e del Comando della IV Zona A.T.
Per il rivestimento delle facciate fu utilizzata la pietra di Trani alternata a mattoni. Le colonne esterne del Portico sono di granito rosso di baveno con capitelli in fiorito giallo di Carrara.
La Torre, inizialmente prevista per un’altezza di 48,50 metri, fu, successivamente innalzata di altri 14 metri.