12 consigli utili per affrontare il caldo africano in Puglia

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1. Evitate di friggere le melanzane nelle ore più calde del giorno.

2. Invitate gli anziani a non rimanere troppe tempo a fissare i lavoratori nei cantieri alla controra.

3. Abbassate le tapparelle di casa se no il sole entra dentro.

4. Non stirate di giorno, non fa niente che tenete la sedia piena di robbe.

5. Nella parmigiana non fate più di 5 strati di melanzane fritte se no poi diventa pesante.

6. Dopo la pasta al forno della nonna sotto l’ombrellone aspettate 2 giorni prima di fare il bagno.

7. Evitate di bere acqua ghiacciata se no si mette sullo stomaco e poi stendete i piedi.

8. Non vi menate alla centralina perchè come dice il detto: Il sole secca i chiaconi, il vento sbatte i portoni, ma voi rompete i coglioni.

9. Lavatevi sopra e sotto se no date di cipolla, non è vero che il deodorante profuma per 24 ore.

10. Evitate di mettervi ai fornelli a cucinare, fatevi una cialdella.

11. La sera dopo il tramonto prendete le sedie e mettetevi fuori alla porta a dire i fatti con la signora d’appresso.

12. Bevete molta birra, se siete minorenni meglio che bevete l’acqua.

NB: In casi estremi mangiatevi l’anguria in mutande seduti per terra con la porta del frigorifero aperta.


La ruota panoramica sul lungomare di Bari

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La ruota panoramica allestita in Largo Giannella sul lungomare di Bari il 6 dicembre, in occasione della festa di San Nicola, incorpora una ruota di focaccia barese del diametro di 55 metri, del peso di 300 tonnellate e che con le sue 28 cabine ospita 160 persone che dovranno mangiarla prima che il giro panoramico sia terminato.

Fotomontaggio realizzato su fotografia di Lino Fortunato


“TRMON”: Storia e origini di questa parola

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La leggenda narra che la parola “trmon”, oggi largamente usata come insulto folkloristico in territorio barese, nacque durante una visita di Niccolò Piccinni nella sua natìa Bari.
Questi era all’apice del suo prestigio e successo in Francia e ogni qualvolta si spostava, portava con sè una schiera di nobili con le rispettive cortigiane.
Tuttavia, in quella occasione, come segno di decoro e rispetto, decise di tornare nella città in cui era nato senza accompagnatrici femminili.
Quindi, comunicò ai suoi fifì compagni di viaggio che avrebbero dovuto fare a meno dei favori delle loro donne. I nobili, indignati e poco abituati a sacrifici di questo tipo, gli chiesero: “Ma come faremo noi senza?”
Il buon Niccolò rispose: “Autrement” ovvero altrimenti, in altra maniera.
La voce della laconica risposta del maestro si diffuse ben presto in città ma data la scarsa conoscenza della lingua francese tra i baresi, la parola “autrement” venne contratta in “trmon” e intesa come l’atto autoerotico dei malcapitati nobili. Così nacquero….i “trmon”.